Home
Pisa - Le ultime news dalla Camera di Commercio

Logo della Camera pisanaIndagine sulle pmi della provincia 

Il rallentamento dell'economia continua a mettere in difficoltà gli equilibri finanziari delle aziende. Il pessimismo diffuso porta ad un impoverimento delle strategie di risposta alla crisi

 

Rallentamento dell'economia, peggioramento della situazione finanziaria ed un accesso al credito che rimane sempre complicato, stanno alla base del diffuso senso di scoraggiamento che si respira all'interno del sistema imprenditoriale pisano e toscano. Questi, in estrema sintesi, i risultati dell'indagine realizzata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa su circa 150 imprese della provincia per comprendere gli andamenti economici, le criticità sul versante alla gestione della liquidità, l'accesso al credito assieme ai comportamenti e alle strategie aziendali.

 

ANDAMENTI ECONOMICI DELUDENTI

Il segnale più eloquente del riacutizzarsi della crisi emerge osservando gli andamenti del fatturato. La quota di imprese che dichiara un aumento del proprio giro d'affari rispetto all'anno precedente diminuisce in modo consistente tanto in provincia di Pisa (dal 24% del 2010 al 7% del 2011) quanto in Toscana (dal 15% all'8%) con previsioni che, per il 2012, fannno segnare un'ulteriore contrazione.

Così come segnalato da altre indagini, anche nel 2012 il mercato domestico sarà quello che mostrerà gli andamenti più deludenti: oltre la metà delle imprese pisane prevede infatti una contrazione del mercato interno, mentre "solo" il 27% si aspetta una diminuzione di quello estero.

 

Il clima di sfiducia che si è progressivamente venuto a creare determina inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali e sugli investimenti. Solo l'1% delle imprese - tanto toscane quanto pisane - dichiara di voler aumentare i propri organici mentre il 7% delle aziende pisane e l'11% di quelle toscane intendono ridurli. L'evoluzione della quota di imprese che dichiarano di aver in corso attività di investimento certifica lo stato di difficoltà e di profonda incertezza in cui si dibatte il sistema imprenditoriale pisano: solo il 9% delle imprese pisane farà investimenti nel corso di quest'anno.

 

PROBLEMI SUL VERSANTE DELLA LIQUIDITA' E DELL'ACCESSO AL CREDITO

Il riacutizzarsi delle difficoltà sul versante economico riporta in primo piano i problemi finanziari delle imprese, tra l'altro ulteriormente esasperati da condizioni di accesso al credito che si sono fatte nuovamente difficili. A fronte di una quota sempre più elevata di imprese pisane che ha concesso ai propri clienti di dilazionare i pagamenti (passata dal 36% del 2010 al 43% del 2011), la percentuale di imprese che ha chiesto una dilazione dei propri debiti commerciali è scesa, nel giro di un solo anno, dal 27 all'8%. Anche per il 2012 il 40% degli imprenditori pisani prevede un ulteriore peggioramento della propria situazione in termini di liquidità.

 

L'andamento dei diversi canali di finanziamento evidenzia come una quota crescente di imprese abbia ridotto l'apporto di nuove risorse per la conduzione della propria attività. La quota di imprenditori pisani che ha  ricapitalizzato la propria impresa, segnala una nuova e più marcata riduzione passando dal 30% del 2010 al 13% di fine 2011, mentre la percentuale di imprese che ha fatto ricorso all'indebitamento bancario scende addirittura al 10%.

 

Solo leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato nell'indagine condotta lo scorso anno, la percentuale di imprese pisane che, avendone fatto richiesta, ha visto peggiorare le condizioni di accesso al credito: il 45% del totale. La principale causa di queste difficoltà è riconducibile a forme di vero e proprio razionamento come le maggiori garanzie reali e personali richieste e le minori concessioni di credito/scoperto (motivazioni segnalate dall'82% delle imprese). Oltre a queste, tuttavia, emerge anche una maggiore onerosità dei prestiti in termini di tassi di interesse, segnalata dal 70% delle aziende.

 

Anche le motivazioni alla base delle richieste di finanziamento segnalano le difficoltà che le imprese stanno attraversando: l'82% delle aziende ha infatti necessità di garantire, attraverso il credito, adeguati flussi di finanziamento alla propria attività corrente mentre solo il dieci per cento ha chiesto finanziamenti per effettuare investimenti o per riorganizzare la propria azienda.

 

Essenziali, secondo l'indagine, i rapporti con le banche del territorio. La loro maggiore disponibilità a fornire credito, dovuta probabilmente ai minori problemi sul fronte della provvista rispetto alle banche nazionali, fa sì che l'86% delle imprese pisane si rivolga a banche regionali.

 

I SEGNALI DI SCORAGGIAMENTO SONO SEMPRE PIU' DIFFUSI

La fase che sta nuovamente portando il sistema verso la recessione diffonde, all'interno del mondo imprenditoriale, un pericoloso clima di scoraggiamento.  Rispetto alle scorse rilevazioni i dati più recenti segnalano infatti un minor ricorso a strategie classificabili come "aggressive" e anche le strategie "difensive", comunque più gettonate rispetto alle prime, subiscono un generalizzato ripiegamento.

 

Tra le strategie classificabili come "aggressive", pur meno praticate rispetto allo scorso anno, risulta ancora diffuso il miglioramento dei prodotti/servizi offerti (azione intrapresa dal 43% delle imprese) mentre si riduce la quota di imprese che vogliono individuare nuovi canali/forme di distribuzione, cercare nuovi sbocchi in Italia e, soprattutto, all'estero. In diminuzione anche l'adesione ad iniziative di rete attivate da associazioni di categoria, consorzi o enti pubblici (passata nel giro di un anno dal 27% al 10%).

 

Tra le azioni "difensive", il 51% delle aziende ha razionalizzato i costi per il perseguimento di una maggiore efficienza ed il 42% ha compresso i propri margini. Preoccupa inolte rilevare come sia salito, dall'8% al 13%, l'abbandono dei mercati finora presidiati.

 

 

Il Commento del Presidente Pierfrancesco Pacini

"L'indagine sulle Piccole e medie imprese condotta in provincia di Pisa - commenta il Presidente della Camera di Commercio Pierfrancesco Pacini - certifica il ritorno di una nuova fase recessiva. Tuttavia, se fino a qualche tempo fa le imprese, pur in difficoltà, mostravano di saper reagire, nel corso delle ultime settimane sembra prevalere un diffuso senso di scoraggiamento. L'ente camerale, per quanto gli compete, sta lavorando per spezzare questo circolo vizioso sostenendo le imprese che vogliono intraprendere la strada dell'innovazione e della diversificazione dei mercati di sbocco. Si tratta di azioni che, secondo una recente indagine della Banca d'Italia, hanno consentito alle aziende che le hanno intraprese di aumentare il proprio giro d'affari anche nel corso di un anno difficile come il 2011. Mi preme infine segnalare lo sforzo compiuto dalla Camera di Commercio per agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese del nostro territorio. Si tratta di un intervento dovuto che cerca in qualche modo di tamponare i gravi problemi di liquidità che le imprese, anche incolpevolmente, si trovano a dover gestire"


Otto aziende pisane premiate al Concorso Mondiale Bruxelles 2012

 

Il 17 luglio scorso, presso l'Auditorioum "Rino Ricci" della Camera di Commercio di Pisa, alla presenza del Presidente del Concorso Mondiale di Bruxelles Baudoin Havaux e del membro di Giunta della Camera di Commercio di Pisa Fabrizio Filippi, si è svolta la cerimonia di consegna delle medaglie e degli attestati alle otto aziende vitivinicole pisane vincitrici del Concours Mondial Bruxelles 2012.

La manifestazione, svoltasi nel maggio scorso a Guimarães in Portogallo, rappresenta una delle più importanti riservate al settore vitivinicolo e dei superalcolici grazie alla qualità dei prodotti e all'alto profilo della giuria.

Nel corso degli anni - questa era la 19esima edizione - il Concorso si è ritagliato una posizione di assoluta autorevolezza nel ristretto cerchio dei più prestigiosi eventi internazionali di settore, diventando in pochi anni il principale riferimento mondiale per quantità di campioni pervenuti e per la durissima selezione effettuata da una commissione composta da assaggiatori e sommelier professionisti di livello internazionale che, dopo attente e scrupolose valutazioni, assegnano punteggi e riconoscimenti. 

Il Presidente Havaux, nel ringraziare l'ente camerale, ha evidenziato l'alta qualità dei vini pisani che con una percentuale di campioni premiati pari al 50%, hanno ottenuto risultati ben al di sopra della media, attestatasi al 25%.

"I numeri - afferma il membro della Giunta della Camera di Commercio di Pisa Fabrizio Filippi -parlano chiaro: i vini pisani sono sempre più espressione di un territorio che grazie ad un'antica tradizione vitivinicola riescono ogni volta ad affermarsi e a ritagliarsi un ruolo di eccellenza nella qualità sia in Italia che nei più esigenti mercati esteri, compresi quelli di nicchia".

Otto le aziende pisane premiate tra le 8.397 campionature di vini e alcolici provenienti da 52 paesi:

 

 

  • Antica Grapperia Toscana Morelli - Forcoli

Medaglia d'oro - Arancino liquore

Medaglia d'oro - Grappa 50e50 Barrique

Medaglia d'argento - Grappa Centenario

  • Agriturismo Podere Marcampo - Volterra

Medaglia d'argento - Giusto alle Balze 2007

  • Badia di Morrona - Terricciola

Medaglia d'argento - N'Antia 2008

  • OT Societa' Agricola - Casale M.mo

Medaglia d'argento - OT Oliviero Toscani 2008

  • Azienda Agricola Le Fraine sul Lago - S. Luce

Medaglia d'argento - Pellegro 2008

  • Tenuta di Ghizzano - Ghizzano

Medaglia d'argento - Veneroso 2008

  • Tenuta Monte Rosola - Volterra

Medaglia d'argento - Indomito 2009

  • Azienda Agricola Usiglian del Vescovo - Palaia

Medaglia d'argento - Il Cina 2009

 

 

 

Appuntamento al 2013 quando il Concorso Mondiale di Bruxelles si svolgerà in due location differenti: Bratislava per il settore vini (10-12 Maggio) e Taiwan per il settore superalcolici (7-9 Giugno).


 


Rallenta la crescita delle esportazioni

 

si apre con un rallentamento del commercio mondiale. Dopo aver messo a segno tassi di crescita a due cifre nel corso del 2010, la domanda di beni è servizi ha evidenziato una progressiva perdita di tono che ad inizio 2012 si è trasformata in stagnazione.

 

All'interno di questo quadro, secondo i dati Istat analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa, le esportazioni provinciali continuano a crescere mettendo a segno, nel primo trimestre dell'anno, un seppur contenuto +1,9%.

 

L'andamento delle importazioni, -10,5% nei primi tre mesi del 2012, è il segno più eloquente dello stato di difficoltà in cui si dibatte l'industria pisana. Il combinato disposto delle evoluzioni delle esportazioni (lievemente crescenti) e delle importazioni (fortemente calanti) porta ad un ulteriore incremento del saldo commerciale che, per i primi tre mesi del 2012, si assesta sui 209 milioni di euro

 

ESPORTAZIONI

Sull'andamento complessivo delle esportazioni della provincia di Pisa giocano ancora un ruolo fondamentale, anche se in maniera meno intensa rispetto al passato, le produzioni più tradizionali del nostro territorio: il cuoio (+6,8% tendenziale, contributo alla crescita pari a 1,59 punti percentuali), i cicli e motocicli (+5,2%, pari a +1,06 punti) e le calzature (+3,4%, +0,43 punti il contributo). Una spinta all'export viene anche dai mobili che con un +39,6% proseguono la fase di recupero in atto da alcuni trimestri.

Arretrano, tra i comparti afferenti al sistema moda, l'abbigliamento (-16,7%) ma anche la carne lavorata (-3,5%) all'interno della quale, in provincia di Pisa, sono prevalenti le pelli greggie. Le esportazioni di vino, ricomprese all'interno del più ampio settore delle bevande, peggiorano il risultato già negativo dello scorso trimestre (-7,2%). A frenare la dinamica esportativa contribuisce l'andamento cedente di due settori molto rilevanti per il nostro territorio come la meccanica (-12,8%) ed i metalli (-23,2%).

 

Il rallentamento registrato dall'export pisano deriva dalla marcata contrazione dei paesi dell'Unione Europea che, nel primo trimestre dell'anno fa segnare un -6,6%. Da segnalare, invece, le ottime performance dell'Asia (+13,3%), dell'Africa +13,8% ma, soprattutto, dell'America che si conferma, per il secondo trimestre consecutivo, forza trainante per l'export provinciale: +37,6%.

 

Dopo due anni di continua crescita le esportazioni dirette in Germania registrano una brusca battuta d'arresto (-5,6%) facendo perdere quasi un punto percentuale all'export pisano. Non è però solo la Germania, all'interno dell'Europa, a segnare una contrazione. In questo gruppo, infatti, troviamo la Spagna che, alle prese con una forte crisi del mercato interno, registra una flessione del 12,6%. All'interno dell'Asia, se si eccettua il gigante indiano (-13,1%), gli altri paesi dell'area segnano una crescita: Giappone (+54,6%), Corea del Sud (+71,0%), Vietnam (+25,8%). Grazie alla crescita del 9,6% registrata da Hong Kong (che formalmente è una regione amministrativa speciale della Cina) il complesso delle vendite verso lo stato cinese risulta leggermente positivo (+1,1%). Dopo aver attraversato fortissime difficoltà e aver perso notevoli quote di mercato, torna a crescere, è il secondo trimestre consecutivo che accade, il mercato statunitense (+58,7% pari ad un contributo alla crescita di 2,33 punti percentuali). Tra tutti i paesi, gli Stati Uniti, grazie alla crescita delle vendite di ciclomotori, calzature e autoveicoli, forniscono la spinta più rilevante alle esportazioni pisane.

 

IMPORTAZIONI

Il calo dell'attività industriale viene confermato dall'evoluzione delle importazioni di prodotti intermedi per le lavorazioni manifatturiere, primi tra tutti, ovviamente, quelli riconducibili alla filiera delle pelli. Nel primo trimestre del 2012 subiscono infatti un ridimensionamento le importazioni di pelle grezza (-1,8%) e di pelli conciate (-12,1%). Anche le evoluzioni di altri settori, come i metalli non ferrosi (-38,8%) e gli articoli in gomma (-24,6%) confermano le difficoltà dell'industria. A determinare la brusca caduta delle importazioni contribuiscono anche i beni strumentali. Tra questi segnano un vero e proprio tracollo i computer e periferiche (-58,0%). Prosegue, ed è forse l'unico dato positivo in quanto segno di una seppur minima attività di investimento, la crescita delle importazioni di macchine di impiego generale (+7,9%).

 

Coerentemente con la fase di stanca della domanda, se si eccettua l'Africa, contrazioni delle importazioni si segnalano in tutti i continenti. Anche in questo caso, in ragione del proprio peso specifico, è l'Europa, -11,2%, a pesare sul dato complessivo. Ciononostante, anche gli acquisti rivolti in Asia (-10,3%) ed in America (-16,8%) evidenziano una forte caduta della domanda espressa dal territorio pisano.

 

La Germania, nonostante il -12,2% si conferma il principale paese di provenienza dei prodotti importati. La Cina, che da qualche anno cerca di insidiare con alterni risultati il primato della Germania, fa segnare anch'essa un ridimensionamento (-12,8%).

 

 

IL PUNTO DI VISTA DEL PRESIDENTE PIERFRANCESCO PACINI

"Pur in presenza di una crisi che sta interessando soprattutto le economie dell'area euro -afferma il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini- il commercio estero della nostra provincia mostra una sensibile capacità di tenuta mettendo a segno un +1,9%. Le ottime performance dei paesi asiatici e degli Stati Uniti riescono infatti a controbilanciare la caduta delle vendite dirette in Germania. Consapevoli delle difficoltà che sta attraversando il mercato interno, la carta dell'internazionalizzazione è l'unica che, almeno nel breve periodo, può dare respiro al nostro sistema produttivo. Per questo motivo la Camera di Commercio continua a sostenere le imprese che vogliono affacciarsi sui mercati internazionali non solo promuovendo la partecipazione a fiere internazionali, workshop e missioni commerciali ma anche realizzando un'intensa attività di formazione ed informazione. Da non sottovalutare - conclude Pacini - neppure il sostegno della Camera di Commercio alla nascita di reti di impresa: una forma organizzativa all'interno della quale l'internazionalizzazione dovrebbe rappresentare un naturale sbocco strategico."

Leggi intera Newsletter


E-mail:
Stampa