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SAVE THE DATE. 18 maggio 2010:eCommerce Forum 2010 . Milano_Piazza Affari

Netcomm (Consorzio del commecio elettronico italiano) organizza la quinta edizione dell' E-commerce Forum, evento dedicato al mondo del commercio elettronico rivolto agli operatori del settore e alle aziende interessate a capire e conoscere il mondo delle vendite online.

Obiettivo del forum è fare il punto della situazione sullo stato di salute del Commercio elettronico “Made in Italy" analizzandone i trend, i numeri, le ultime novità tecnologiche ma anche fornire i suggerimenti, a livello di strategie, di chi già guadagna con l'e-business.

Due i focus principali dell'evento:

  • l'ecommerce come leva strategica per migliorare la competitività delle aziende italiane
  • dinamiche di capitalizzazione sull'e-commerce al fine di migliorare il servizio offerto al cliente.

La formula: un convegno istituzionale, workshop personalizzati ed un'area dedicata ai corner aziendali

La partecipazione è gratuita previa registrazione on line.

La partecipazione in qualità di sponsor è aperta a tutte le aziende del settore (termini per l'adesione come sponsor: 15 aprile 2010).

Per tutte le informazioni relative all'evento e alle modalità di registrazione vedere la presentazione allegata

Per aderire come Sponsor contatta
Segreteria E-Commerce Forum
Mail: iscrizioni@netcomm.it
Tel. 02 49988208/236


 

e-Commerce

Avvocato Generale UE: nel contratto a distanza diritto di recesso con spese di consegna

Riportiamo, di seguito, l'aggiornamento pubblicato su un recente numero di Filodiritto.it riguardante il diritto di recesso nelle vendite per corrispondenza (compresoil commercio elettronico). La notizia riguarda la richiesta rivolta dall'Avvocato Generale dell'Unione Europea alla Corte di Giustizia, di dichiarare che il diritto di recesso esercitabile in forza della disciplina comunitaria dal consumatore nei contratti conclusi a distanza (leggicommercio elettronico) non debba subire alcuna limitazione e, in particolare che sia resa obbligatoria la cessazione della pratica, da parte dei fornitori,di addebitare ai consumatori, in caso di recesso, le spese di consegna della merce.

L'Avvocato Generale dell'Unione Europea ha chiesto alla Corte di Giustizia di dichiarare che il diritto di recesso esercitabile in forza della disciplina comunitaria dal consumatore nei contratti conclusi a distanza (ad esempio mediante sistema di commercio elettronico) non può subire limitazioni.

Nel caso di specie un'associazione dei consumatori ha chiesto che alla società che effettua le vendite a distanza "sia fatto obbligo di cessare di addebitare ai consumatori, in caso di recesso, le spese di consegna della merce". Da qui la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte Suprema della Germania.

Secondo l'Avvocato Generale la Corte dovrebbe risolvere la questione pregiudiziale nel senso che «La seconda frase dell'art. 6, n. 1, primo comma, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 maggio 1997, 97/7/CE, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, e il n. 2 dello stesso art. 6 di tale direttiva devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale in forza della quale, nell'ambito di un contratto a distanza, le spese di consegna della merce devono essere addebitate al consumatore in conseguenza dell'esercizio del suo diritto di recesso».

Per la verità alcune argomentazioni formulate dall'Avvocato Generale sembrano non aver tenuto in debita considerazione la realtà di piccole e medie aziende che opera mediante internet.

"Il fatto che vengano poste a carico del fornitore spese di consegna in caso di recesso del consumatore si spiega, inoltre, sul piano economico. Infatti, di norma, nel caso di un contratto a distanza, il fornitore si libera della necessità di tenere un magazzino o un locale commerciale e di conseguenza economizza le spese che vi sono connesse. Quindi, l'onere finanziario che l'addebito delle spese di consegna rappresenta per il fornitore in caso di recesso – che, del resto, non riguarda tutti i contratti conclusi – è controbilanciato dalle economie che egli realizza evitando spese connesse alla gestione di un magazzino. Alla luce di tutto quanto sopra, l'equilibrio della ripartizione dei rischi e delle spese nel caso di un contratto a distanza per il quale vi è un recesso del consumatore – che è previsto dalla direttiva 97/7 a vantaggio di quest'ultimo – sarebbe rotto se, oltre alle spese dirette di spedizione al mittente che gli Stati membri possono imporre al consumatore, quest'ultimo dovesse sostenere le spese di consegna della merce".

Ricordiamo che in Italia, in conformità a quanto previsto dalla Direttiva comunitaria, l'articolo 67 comma 4 del Codice del consumo prevede che: “Se il diritto di recesso è esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista è tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista è venuto a conoscenza dell'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato”. Mentre il comma 3 del medesimo articolo, stabilisce che “Le sole spese dovute dal consumatore per l'esercizio del diritto di recesso a norma del presente articolo sono le spese dirette di restituzione del bene al mittente, ove espressamente previsto dal contratto”.

La proposta per una Direttiva sui diritti dei consumatori, diretta ad unificare diverse disposizioni precedenti e a garantire l'armonizzazione in tutto il mercato comunitario della tutela offerta ai consumatori, stabilisce, quanto segue:

Articolo 16 Obblighi del commerciante nel caso di recesso

  1. Il commerciante rimborsa qualsiasi pagamento ricevuto dal consumatore entro trenta giorni dal giorno in cui riceve la comunicazione di recesso.
  2. Per i contratti di vendita il commerciante può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto o ritirato tutti i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver restituito i beni, qualunque intervenga per prima.


(Avvocato Generale UE, Conclusioni 28 gennaio 2010: Direttiva 97/7/CE – Tutela dei consumatori – Contratti a distanza – Diritto di recesso – Addebito al consumatore delle spese di consegna della merce).


E-commerce: +22% le vendite 2009 in Europa, stima +20% per il 2010

I dati sono quelli di una ricerca commissionata da Kelkoo in 12 Paesi europei

Nel 2009 le vendite in Internet in Europa sono salite del 22%e, secondo una ricerca in dodici Paesi commissionata dalla societa' specialista in comparazioni Kelkoo e realizzata dalla britannica Centre for Retail Research, quest'anno dovrebbero crescere di un altro 20%.

Malgrado la crisi l'e-commerce in Europa si e' attestato lo scorso anno a 143,7 miliardi (era di appena 44,7 miliardi nel 2003), con un4,7% rappresentato dalle vendite al dettaglio.

L'Italia, in uno dei settori dell'economia che segna la piu' forte crescita in Europa, e' in netto ritardo.

Secondo la ricerca la recessione, paradossalmente, ha contribuito all'aumento del commercio elettronico in quanto ha spinto i consumatori a cercare i prezzi piu' convenienti proprio nel web.

In Francia le vendite sono balzate del 33% a 24,7 miliardi e in sintonia sono le performance registrate in Gran Bretagna (salite a 42,7 miliardi) e in Germania (a 33,4 miliardi).

Il peso di questi tre Paesi, che nel 2009 hanno rappresentato il 70% dell'e-commerce europeo, e' destinato a consolidarsi quest'anno: il settore dovrebbe crescere del 31,4% in Francia, del 12,4% in Gran Bretagna e del 17,2% in Germania.

Dalla ricerca emerge che nel 2010, nel Vecchio Continente, il commercio elettronico dovrebbe crescere del 19,6% a fronte del piu' modesto +1,4% atteso per le vendite al dettaglio nel loro complesso.

L'Italia, come la Spagna, non appare in cima a questa classifica.

L'e-commerce ha ormai toccato il 9,5% delle vendite in Gran Bretagna, il 6,9% in Germania e il 4,9% in Francia, mentre in Spagna questa percentuale si abbassa all'1% e in Italia addirittura allo 0,8%.

In questi ultimi due Paesi, secondo quanto emerge dalla ricerca, mancano sia un sistema di consegna rapido ed efficace sia la cultura della vendita a distanza.

Le enormi differenze di dimensione e di crescita del commercio elettronico vengono anche spiegate con il tasso di collegamento alla rete: se in media il 64% delle case europee e' collegato al web (52,3% a banda larga), l'Olanda e molti Paesi nordici guidano questa classifica con l'80%, la Germania e la Gran Bretagna rispettivamente con il 75% e il 71%, la Francia con il 62%. L' Italia, la Polonia e la Spagna sono in ritardo con tassi che vanno dal 47 al 51%.


E-COMMERCE,E-BUSINESS: le iniziative della Camera di Commercio di Lucca per il 2010

Sulla base del successo delle iniziative realizzate nel 2009, la Camera di Commercio di Lucca ha ritenuto opportuno riproporre ed incrementare, per tutto il 2010 una serie iniziative, seminari e workshops sul commercio elettronico grazie al contributo di Toscana Promozione ed in collaborazione con l'avv. Antonio Zama dello Studio LGA di Bologna.

I seminari approfondiranno le tematiche di principale interesse per le aziende attive nel commercio elettronico, cercando di cogliere le prospettive evolutive di internet e del negozio virtuale.

I workshops, concepiti come incontri tecnici fra il docente ed un numero ristretto di imprese, rappresenteranno l'occasione per affrontare problematiche e difficoltà incontrate dai partecipanti nel campo dell' e-business ed e-commerce.

Il primo seminarioin programma è “L'Ecommerce nel settore turistico” (30 marzo 2010).

Il seminario approfondirà gli aspetti legali del commercio elettronico con specifico riferimento al settore turistico (bed and breakfast, hotel, agriturismi, tour operator, agenzie di viaggi, guide ecc.) individuando la disciplina applicabile al web ed ai rapporti tra i diversi attori della filiera.

Questi titoli e date degli eventi successivi (per accedere a programma e schede di adesione on line di ciascun seminario cliccare sul relativo titolo):

L'azienda sul web: e-commerce e social network. Seminario (14 Aprile 2010)

L'azienda sul web: il nome a dominio e la tutela dei diritti in internet Seminario (7/10/2010)

L'azienda sul web: la privacy ed i profili di responsabilità in internet Seminario (21 ottobre 2010)

E-commerce. Esperienze, problematiche ed esigenze a confronto - Workshop (29 aprile 2010)

Per informazioni: Camera di Commercio di Lucca - Ufficio Politiche Comunitarie Eurosportello (referenti: Sbragia-Acquaviva) e-mail: eurosportello@lu.camcom.it


 

Finanziamenti/Agevolazioni

Realizzazione di progetti ICT: pubblicato bando nell’ambito del programma Quadro CIP 2007-2013

Nell'ambito del "Programma quadro per la competitivita' e l'innovazione - CIP (2007-2013)" è stato pubblicato (GUUE serie C, n. 15 del 21/01/2010) l'invito a presentare proposte2010 "CIP PSP" per la realizzazione di progetti ICT.

Sul sito della DG "Società dell'Informazione e mezzi di comunicazione" è disponibile la documentazione completa relativa alla call.

Il bilancio complessivo per il 2010 ammonta a 107 milioni di euro, suddiviso tra i seguenti differenti ambiti d'intervento:

- Ambiente per una bassa emissione di carbonio e mobilità intelligente (19 milioni di euro);
- Librerie digitali (30 milioni di euro);
- ICT per la sanità e l'inclusione sociale (14 milioni di euro);
- Fornitura di servizi internet nelle città intelligenti (15 milioni di euro);
- ICT per migliorare i servizi per i cittadini e le imprese (13 milioni di euro);
- Web multilinguistico (16 milioni di euro).

I progetti presentati dovranno rientrare in una delle seguenti categorie:

• Progetti Pilota di tipo A - su iniziative degli Stati membri o paesi associati all' ICT PSP;
• Progetti Pilota di tipo B - per favorire l'utilizzo di innovativi servizi basati sulle TIC;
• Reti di Best Practice (BPN) - promuovere l'adozione di standard per Biblioteche digitali europee;
• Reti tematiche - realizzare un forum per le parti interessate per lo scambio di esperienze.

Possono presentare domanda di finanziamento entro e non oltre il 1 giugno 2010 le persone giuridiche stabilite negli Stati membri e i Paesi associati ICT PSP: (Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Serbia, Turchia).

La procedura per la presentazione delle domande è divisa in due parti:

la Parte A conterrà le informazioni amministrative e di bilancio in merito alla proposta e ai partecipanti, inclusa una breve sintesi dei lavori, i contatti, le caratteristiche dei partecipanti e le informazioni relative al finanziamento richiesto.

la Parte B: è un "modello"/ lista di voci, atta ad evidenziare tutti gli aspetti che saranno valutati in base ai criteri di valutazione (di ammissibilità, di attribuzione e criteri di selezione).

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l'help-desk al n° di tel. +32 2 296 8596 oppure con una mail all'indirizzo di posta elettronica: infso-ict-psp@ec.europa.eu


 

Normativa

Servizi di pagamento e moneta elettronica: al via la normativa comunitaria

Con il decreto di recepimento della direttiva comunitaria del 2007 vengono introdotte novità su sistemi di pagamento e micropagamenti ed incentivato l’uso zione della moneta elettronica

Entrerà in vigore il 1° marzo il decreto legislativo n. 11/2010 (GU n.36 del 13 febbraio 2010) che recepisce laDirettiva europea 2007/64/CE sui servizi di pagamento e sulla moneta elettronica(anche detta PSD: Payment Services Directive), atto comunitario che, modificando e integrando le disposizioni in materia contenute in alcune precedenti direttive, mira a garantire un quadro normativo più trasparente e paritario tra i cosiddetti prestatori di servizi di pagamento (istituti di credito, società di pagamento etc.) dei vari Paesi dell'Unione Europea, portando conseguentemente riflessi vantaggiosi anche per i consumatori.

Sul fronte della moneta elettronica, la Direttiva prevede che "per eliminare gli ostacoli giuridici all'ingresso al mercato, è necessario istituire un'autorizzazione unica per tutti i prestatori di servizi di pagamento che non siano collegati alla raccolta di depositi o all'emissione di moneta elettronica. È pertanto opportuno introdurre una nuova categoria di prestatori di servizi di pagamento, denominati di seguito «istituti di pagamento», autorizzando persone giuridiche che non rientrino nelle categorie esistenti a prestare servizi di pagamento in tutta la Comunità, previo il rispetto di una serie di condizioni rigorose e ad ampio raggio. In questo modo, tali servizi sarebbero soggetti alle stesse condizioni in tutta la Comunità".

Nella pratica gli istituti di pagamento si configurano come soggetti commerciali abilitati a battere “moneta elettronica” e vanno ad aggiungersi a banche e intermediari e agli Imel (istituti di moneta elettronica).

Importantenovità del decreto riguarda la semplificazione dei micropagamenti (pagamenti di importo non superiore a 30 euro o che presentano un limite di spesa complessivo di 150 euro o che sono avvalorati per un importo che in nessun momento supera i 150 euro) che potranno essere effettuati anche con la carta o comunque con lo strumento tecnologico che immagazzina il proprio credito (es: i telefoni cellulari).

Obiettivo della misuraè diffondere le modalità alternative di pagamento, anche per le spese più "spicciole" (piccole consumazioni, pagamento del parcheggio ecc.) per corrisponderele quali sarà sufficiente avvicinare una carta ad un apposito lettore o usare il telefonino.

Per i micropagamenti prestatore di servizio di pagamento e consumatore possono concordare limitazioni ai rispettivi obblighi di legge , deroga particolarmente rilevante in caso di frode o utilizzo abusivo dello strumento di pagamento.

Altro aspetto importanteè quella delle garanzie e della tutela per i consumatore. La direttiva e quindi il decreto stabiliscono il principio per cui, in caso di utilizzo non autorizzato della carta o comunque del dispositivo di moneta elettronica da parte di terzi in seguito a smarrimento, furto o uso indebito,il pagatore deve essere rimborsato, con eccezione di talune ipotesi ( tentativo di frode da parte dello stesso pagatore o sua negligenza) e comunque subordinatamente alla comunicazione da parte del consumatore al prestatore di servizi di pagamento.

Elementocardine della normativa è, infine, l'estensione delle disposizioni di tutela allea microimprese che vengono infatti equiparate ai consumatori quanto agli standard di qualità del servizio e ai diritti contrattuali.

Link all'articolo su filodiritto.it (fonte della notizia):

http://www.filodiritto.com/index.php?azione=archivionews&idnotizia=2304


 

Privacy

La tutela della privacy degli Europei: una delle grandi sfide del prossimo decennio.

La tutela della vita privata deve far fronte a nuove sfide: il "behavioural advertising", o pubblicità basata sul comportamento, analizza le abitudini di navigazione degli internauti per una commercializzazione più mirata dei prodotti, i siti di social network utilizzati da 41,7milioni di europei permettono di accedere ad informazioni personali e fotografie e ben 6 miliardi di smart chip consentono attualmente di tracciare i movimenti dei navigatori.

In occasione della Giornata della protezione dei dati personali celebrata il 28 gennaiola Commissione europea ha sottolineato la necessità di aggiornare le norme in materia di privacy per stare al passo con l'evoluzione tecnologica e garantire il rispetto della vita privata, la certezza del diritto e l'adozione di nuove tecnologie.

Secondo le norme dell'UE i dati personali possono essere utilizzati soltanto per scopi legittimi e con il consenso dell'interessato. in occasione della giornata della protezione dei dati personali la Commissione ha annunciato che, ora che il trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali sono entrati in vigore, intende elaborare una normativa chiara e moderna applicabile in tutta l'UE intesa a garantire un elevato livello di protezione dei dati personali e della privacy.

Il primo passo in questa direzione sarà una riforma della direttiva UE del 1995 sulla protezione dei dati personali.

"Le norme dell'UE mirano a proteggere i dati personali di ogni cittadino e la Commissione europea ha dimostrato il suo impegno a garantirne il pieno rispetto in tutti i 27 paesi dell'Unione. L'innovazione è importante per la società contemporanea, ma non deve andare a scapito del diritto fondamentale dei cittadini al rispetto della vita privata. Dobbiamo ora fare in modo che la normativa generale sulla protezione dei dati stia al passo con la tecnologia e sia quanto più possibile completa, come prescritto dal trattato di Lisbona", ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea responsabile della Società dell'informazione e dei media. "Le norme dell'UE devono consentire ad ogni cittadino di sapere in quali casi è legittimo il trattamento dei suoi dati personali, che sia all'imbarco su un aereo, all'apertura di un conto bancario o durante la navigazione in rete, e dargli la possibilità di opporvisi quando lo desidera.".

In occasione della quarta giornata della protezione dei dati personali, la Commissione europea ha dichiarato che le misure applicate alla tecnologia internet sono necessarie in tutti i settori dell'economia e della società per proteggere la privacy e i dati personali dei cittadini europei.

A tal fine la commissaria Reding ha annunciato che intende proporre un aggiornamento della normativa UE in materia di privacy, dalle norme generali (direttiva sulla protezione dei dati) in vigore dal 1995 alle norme specifiche relative ai settori di internet e delle telecomunicazioni (norme sull'e-Privacy).

Tale normativa perfezionata dovrà essere rigorosamente applicata in tutti i settori strategici e negli accordi internazionali, che si tratti di nuove tecnologie, diritti dei consumatori o pubblica sicurezza.

Nel 2009 la Commissione ha adottato una serie di iniziative al fine di garantire che la tutela della vita privata stia al passo con la tecnologia:

  • una raccomandazione sulle etichette intelligenti RFID (identificazione a radio frequenza) inserite in prodotti quali i tesserini magnetici per gli autobus; la raccomandazione prevede che le etichette RFID utilizzate nel commercio al dettaglio siano automaticamente disattivate, a meno che il consumatore chieda esplicitamente che siano mantenute in funzione (IP/09/740);

  • un accordo tra 18 (20 dallo scorso giugno) importanti società che gestiscono siti di socializzazione, negoziato dalla Commissione nel febbraio2009 per migliorare la sicurezza dei minori on-line e il rispetto della privacy in siti di social network quali Facebook (IP/09/232). La Commissione riferirà in merito ai progressi compiuti in questo campo nel prossimo "Safer Internet Day" 2010 che si svolgerà nel mese di febbraio: in tale occasione renderà noto, ad esempio, quante di queste società assicurano che i profili degli utenti minori di 18anni siano automaticamente trattati come profili privati e non siano consultabili;

  • nuove norme UE in materia di telecomunicazioni scaturite da proposte delle Commissione impongono ai fornitori di servizi di telecomunicazione, e in particolare di servizi internet, di notificare alle autorità eventuali violazioni della sicurezza che comportino la perdita o l'abuso di dati personali (MEMO/09/513). Queste norme rafforzano il diritto dei consumatori ad essere informati ogniqualvolta sui loro PC vengono memorizzati o richiamati cookies internet;

  • un procedimento di infrazione contro il Regno Unito, avviato dalla Commissione il14 aprile 2009 a seguito delle preoccupazioni espresse dai cittadini riguardo all'utilizzo sperimentale della tecnologia di "behavioural advertising" (PHORM), applicata dai provider di servizi internet britannici per analizzare la navigazione in rete degli utenti. La Commissione ha segnalato al RegnoUnito che la normativa britannica non è conforme alle normeUE in materia di riservatezza delle telecomunicazioni. Questo riguarda, ad esempio, il consenso degli utenti all'intercettazione delle comunicazioni, le sanzioni applicate in caso di intercettazione illegale e la supervisione delle attività di intercettazione. Il procedimento è entrato nella sua seconda fase il 3novembre2009. Se il RegnoUnito non adotta provvedimenti adeguati per ovviare alle carenze denunciate dalla Commissione, il caso può essere deferito alla Corte di giustizia europea.


 

Ultime dall'UE

OMPI. L’Ue ratifica i “Trattati Internet”

L'Unione europea ha recentemente ratificato il Trattato OMPI sul Copyright ed il Trattato OMPI sulle opere artistiche ed i fonogrammi.

I due Trattati, adottati nel dicembre 1996 ed entrati in vigore nel 2002, hanno lo scopo di portare la disciplina del diritto d'autore al passo con le moderne tecnologie, Internet in particolare.

Nel 2000 l'Ue ed i suoi Stati membri hanno adottato la decisione di ratificare insieme i due Trattati. Nel 2001 l'Ue ha adottato la Direttiva sul Copyright che di fatto recepiva le disposizioni fondamentali sul copyright ed i diritti ad esso connessi contenute nei due Trattati OMPI.

Con l'adesione dei 27, il numero di Stati parte del Trattato OMPI sul Copyright ammontano a 88, mentre quelli parte del Trattato OMPI sulle opere artistiche ed i fonogrammi ammontano a 86.

Maggiori informazioni: http://www.wipo.int/pressroom/en/articles/2009/article_0059.html


 

Attività Studi & Ricerche

ENISA: Spam Survey 2009

ENISA ha pubblicato il 3° rapporto sullo stato della lotta contro il fenomeno dello spam in Europa.

Il rapporto si basa sulle attività degliInternet Service Provider (ISP)per contrastare lo spam in 30 paesi.I risultati non sono molto diversi da quelli del precedente rapporto: più del 95% di tutto il traffico email è spam (rispetto al 94% dei precedenti report ENISA).

Il Direttore di ENISA, Udo Helmbrecht, conclude che lo spam causa una inutile perdita di tempo ed un rilevante onere economico per l'Europa. Gli ISP dovrebbero riuscire a controllare più efficacemente lo spam e ad identificarne l'origine. I responsabili politici e le autorità di regolamentazione dovrebberofare chiarezza erisolvere le conflittualità tra filtri anti-spam, privacy e obblighi di fornitura.

Dal sito dell'ENISA è possibile scaricaresia ilsurvey che le slide


Italia: in 30 milioni sul Web ma ultimi tra i paesi digitali

Nella classifica stilata dalla London Business School (Connectivity Scorecard) che determina i livelli di competenza tecnologica e l'uso delle ICT,l'Italia figura all'ultimo posto (19°) per utilizzo di Internet, nuove tecnologie, banda larga ecc.

Ciò nonostante i dati Audiweb segnalino il raggiungimento di oltre 30 milioni di italiani sul Web.

L'arretratezza italiana è dovuta non tanto all'infrastruttura per i clienti privati, quanto alla bassa penetrazione della banda larga ed al limitato utilizzo di Internet da parte dei consumatori anche se poi Audiweb segnala, nel 2009,una crescita del + 10% di italiani sul web rispetto al 2008 con il raggiungimento di quota 30,863 milioni.

Il 93,7% di imprenditori e liberi professionisti naviga regolarmente su Internet ma solo il 38% degli italiani occupati si collega dal lavoro. Cresce il numero degli Italiani che si collegano mediante dispositivi mobili : il 9% con una crescita del 47,5%.

Tra i navigatori occasionali il 29,1% accederebbe ad Internet con maggior frequenza se costasse meno ed il 10,6% se fosse più veloce.

LINKS:

Connectivity Scorecard

Dati ricerca Audiweb sulla diffusione dell'on line in Italia


 

Sicurezza Informatica

Dalla Comunità europea le regole per un utilizzo consapevole dei social network in ambito business

Il Safer Internet Day ha offerto l'occasione per analizzare i rischi legati all'utilizzo dei social network anche in ambito lavorativo e professionale

Il 9 febbraio scorso si è tenuta la VII edizione del Safer Internet Day, giornata indetta dalla Commissione europea per la sensibilizzazione ad un utilizzo responsabile di Internet , con particolare specifico riferimento ai social networkLa giornata ha di fatto offerto l'occasione per analizzare e riflettere sui rischi dei social media in ambito business e non è a caso che la Commissione europea abbia pubblicato, in pratica contestualmente, il report "Online as soon as it happens", documento redatto dall'agenzia europea per la sicurezza in Internet ENISA che analizza i rischi legati all'utilizzo dei social network in ambito business e propone 17 semplici “regole d'oro” per un utilizzo consapevole delle reti sociali . L'integrazione dei social network in ambiti professionali può infatti comportare molteplici rischi che è opportuno individuare e tenere sotto controllo per evitare problematiche e criticità.

Il report mette in evidenza l'importanza di una sorta di "formazione" rivolta ai dipendenti per renderli pienamenti coscienti del fatto che profili ed informazioni caricati su piattaforme come Facebook o Twitter possono essere "sfruttate" anche soggetti estranei all'azienda e possono addirittura provocare seri danni alla propria impresa.

Altra segnalazione riguarda l'accesso ai social network da dispositivi mobili: il flusso e lo scambio continuo di informazionipuò mettere a rischio la riservatezza non solo dei dati diffusi pubblicamente ma anche le informazioni riservate che possono essere carpite grazie alle falle nelle maglie della rete wireless.

La memorizzazione dei dati sensibili sui cellulari può inoltre comportare ulteriori rischi: intercettazioni dei dati, perdita delle informazioni salvate nel caso in cui il telefono venga smarrito o rubato ecc.

Queste sono solo alcune delle tematiche su cui la Commissione Europea mette in guardia in merito all'uso dei social network in ambito lavorativo.

Sicuramente il fatto che all'argomento sia stato dedicato uno specifico documento e che a livello europeo la discussione in atto sia così intensa, è indicativo di come i possibili rischi legatialla presenza e all'attività delle imprese sulle piattaforme sociali rappresenti ormai una problematica che il mondo del business non può sottovalutare.

Leggi il report ENISA Online as soon as it happens"



 

Siti, Portali, soluzioni Internet per le Imprese

Sicurezza e salute sul lavoro: un nuovo database per la valutazione del rischio

L'agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha sviluppato un nuovo database per la valutazione del rischio, con strumenti per stimare i rischi connessi all'attività lavorativa, grazie ai contributi provenienti da tutta Europa.

Il database è regolarmente aggiornato.

Gli strumenti di valutazione del rischio più diffusi sono le liste di controllo, strumento utile per aiutare a identificare i rischi. Altre tipologie di strumenti includono: guide, documenti informativi, manuali, brochure, questionari, e “strumenti interattivi” (software interattivi, inclusa applicazioni scaricabili specifiche per i diversi settori).

Il database è disponibile al seguente link: http://osha.europa.eu/en/practical-solutions/risk-assessment-tools/index_html


Dall’Agenzia delle Entrate una guida on line al risparmio energetico in ufficio

L'Agenzia delle Entrate ha realizzato un vademecum on line per risparmiare sui consumi energetici in azienda, attraverso un utilizzo “intelligente” delle apparecchiature e un'illuminazione di tipo “green”.

La guida green al risparmio energetico in ufficio è stata pubblicata i 12 febbraio, in occasione della giornata per il risparmio energetico, M'illumino di meno 2010, promossa a livello nazionale dalla trasmissione di Rai 2 "Caterpillar"e a livello locale dai vari soggetti del territorio che si occupano di energie intelligenti e sostenibilità ambientale.

Ill Manuale sul risparmio energetico in ufficiooffre indicazioni pratiche per ottimizzare l'utilizzo di terminali, apparecchiature IT e attrezzature elettriche.nell'ottica di obiettivi di risparmio energetico e sostenibilità ambientale..

Sempre in piena ottica “Green Economy” l'Agenzia propone sul proprio sito altre risorse on line :


IUCLID5: il nuovo software per i produttori di sostanze chimiche

Il software è utile al fine di trasmettere le informazioni relative alle sostanze chimiche all’Agenzia europea per le sostanze chimiche in ottemperanze alle disposizioni del Regolamento REACH

IUCLID 5 (International Uniform Chemical Information Database - Banca dati internazionale per informazioni chimiche uniformi) è un nuovo software che gioca un ruolo centrale negli ambiti IT di tutte le organizzazione che hanno a che fare con i requisiti riguardanti la fornitura di dati richiesti dal Regolamento Reach.

Il software consente infatti di inserire, gestire, memorizzare e scambiare informazioni sulle proprietà intrinseche e pericolose delle sostanze chimiche. IUCLID 5 consente inoltre alle industrie di memorizzare dati sulle sostanze chimiche e prepararne la registrazione presso l'Agenzia.

Le imprese e le altre parti interessate possono scaricare il kit per l'installazione di IUCLID dal sito dedicato: www.iuclid.echa.europa.eu/


 

Appuntamenti

Marketing e comunicazione digitale: dai social network ai conversational marketing. Milano, dal 27 settembre 2010 (12 giornate).

La Business School del Sole 24 ORE propone un Master di Specializzazione, in formula weekend, dedicato ai temi del Marketing e della Comunicazione attraverso i canali digitali.

L'iniziativa ha l'obiettivo di approfondire le strategie e gli strumenti per sviluppare il proprio business non solo attraverso l'e-business ma anche utilizzando con successo i social e professional network, il search engine marketing, i blog e gli strumenti del mobile marketing.

Il programma analizzerà: - Mercato, Consumatore e Marketing - Caratteristiche e specificita del Marketing Digitale - Massimizzare l'efficacia del piano di marketing attraverso gli strumenti digitali - La comunicazione digitale - Pubblicità sul Web, Eventi digitali e Ufficio stampa on-line - L'e-business per lo sviluppo delle politiche commerciali e delle strategie distributive - Social & Professional Network come leve di marketing.

Valore aggiunto del Master di Specializzazione è rappresentato dai numerosi Case-Study trattati in aula e dal Project-Work, in cui i partecipanti avranno la possibilita di applicare concretamente gli strumenti appresi.

Il Sole 24 ORE Business School mette a disposizione una borsa di studio a copertura totale del costo di partecipazione per un/una giovane interessato/a a svolgere durante il Master di Specializzazione incarichi di tutorship (gestione operativa dell'aula e monitoraggio sull'andamento delle lezioni).

Il candidato ideale è un/una laureato/a, in possesso di buone capacita organizzative e doti relazionali. Costituirà titolo preferenziale l'avere maturato esperienze nel settore. Gli interessati alla borsa di studio per tutor d'aula possono inviare entro il 31/08/2010 il proprio Curriculum Vitae, completo di lettera di motivazione e fotografia, all'indirizzo e-mail alberto.paleari@ilsole24ore.com.

Per tutte le info:

Servizio Clienti Formazione02/4587020Fax:02/4587025 Mail:info@formazione.ilsole24ore.com





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