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N° 12 del 29/11/2013
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In evidenza

Polo Tecnologico lucchese: Progetto Acceleratore per imprese in fase di sviluppo. L'ICT fra i settori prioritari

Il Polo Tecnologico Lucchese dedica alle imprese del territorio non solo un programma di incubazione, destinato alle start up, ma anche un servizio di accelerazione che consiste in un articolazione di servizi qualificati ed integrati volti a favorire la crescita competitiva di imprese innovative già mature.
Il progetto Acceleratore amplia la strategia di attrazione di imprese nell'ambito del Polo Tecnologico Lucchese come un moltiplicatore di opportunità di crescita  e sviluppo per le aziende insediate.
 
Il servizio di accelerazione è rivolto a tutte le imprese che intendono sviluppare la propria attività sulla base di un progetto innovativo tecnologicamente valido ed economicamente sostenibile nell'ambito dei settori di interesse del Polo Tecnologico Lucchese, ovvero: ICT, edilizia sostenibile, tecnologie energetiche . 
 
Per le aziende inserite nel progetto Acceleratore, oltre alle infrastrutture, che comprendono spazi ad uso ufficio o laboratori, sale riunioni, sale formative, sono offerti anche una serie di servizi di sostegno allo sviluppo del proprio progetto.
Per l'accesso ai servizi di accelerazione è possibile scaricare l'invito a presentare manifestazioni di interesse dalla pagina "proporre un progetto" nella sezione "progetto Acceleratore", l'opportunità è sempre aperta.

Per maggiori informazioni è inoltre possibile rivolgersi a Lucca Innovazione e Tecnologia srl,  dott. Giovanni Polidori o dott. Nico Cerri,  tel. 0583.56631 email info@polotecnologicolucchese.it


A Lucca evento SME WEEK sui prossimi programmi comunitari COSME e HORIZON 2020. 5 Dicembre-Camera di Commercio di Lucca

 

Il nuovo periodo di programmazione finanziaria (2014-2020) prevede l’attivazione, da parte della Commissione europea, di un programma specifico per le piccole e medie imprese - COSME - finalizzato a migliorare l'accesso ai finanziamenti destinati in particolare alle PMI, ad agevolarne l' ingresso nei mercati sia dell'Unione che mondiali ed a promuovere l’imprenditorialità attraverso lo sviluppo di abilità e attitudini.

La prossima programmazione prevede anche il lancio di un ulteriore programma, questo dedicato alla Ricerca e all’Innovazione - HORIZON 2020 – che si profila come un nuovo e più semplice strumento per colmare il divario esistente fra la Ricerca ed il Mercato, ponendosi l’obiettivo di supportare le imprese innovative nello sviluppo di tecnologie per la realizzazione di prodotti con concrete potenzialità commerciali.

 

La Camera di Commercio di Lucca ha organizzato, per il 6 dicembre prossimo, il seminario "I finanziamenti UE per le Imprese nella programmazione comunitaria 2014-2020: i programmi COSME e HORIZON 2020" con l'obiettivo di fare il punto sull’attuale situazione dei due programmi e sugli sviluppi che si prevedono a partire dal 2014, anticipando anche contenuti ed obiettivi di alcuni dei bandi in fase di lancio. L'evento è organizzato nell'ambito della SME WEEK (Settimana europea delle Piccole e Medie Imprese) iniziativa paneuropea lanciata dalla Commissione europea e coordinata a livello nazionale dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Relatori:

  • Antonello Lapalorcia – Dirigente Ministero Sviluppo Economico, esperto in programmazione comunitaria e nazionale
  • Antonio Carbone – APRE (Agenzia per la Ricerca Europea) – Roma

 

Data di svolgimento: 6 dicembre
Orario: 10,00 – 13,00
Sede: Camera di Commercio di Lucca - Corte della Campana, 10 (Sala dell'Oro).
 
La partecipazione è gratuita
 
LINK: Programma
    Brochure
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Social media monitoring & analysis. Un seminario Camera di Commercio di Lucca - Sportello Sitcam. Lucca, 11 dicembre 2013

  Con l’ascesa dei social media ed il proliferare dei contenuti generati dagli utenti (recensioni, voti, consigli e opinioni in genere) è diventato fondamentale conoscere, raccogliere e monitorare tutte queste fonti e, sulla base di una accurata analisi, programmare azioni di marketing mirate, utili a gestire la propria reputazione on line.
 
Il seminario “Social media monitoring & analysis: conoscere per intervenire”organizzato dalla Camera di Commercio di Lucca nell’ambito delle iniziative dello Sportello Sitcam, intende presentare nel dettaglio le varie fasi che compongono il processo che va dal monitoraggio di quanto scritto dagli utenti sui social network ,alla presentazione dei risultati passando per l’analisi automatica delle informazioni, aspetto riguardo al quale verrà fatta una rassegna delle principali tecniche utilizzate.
 
L’evento si terrà l’ 11 dicembre prossimo, con orario 14:30 –18:00, presso la sede di Lucense (Polo Tecnologico Lucchese -Via della Chiesa XXXII, trav. 1, 231 Sorbano del Giudice – Lucca (Ex Area Bertolli).
 
 
La partecipazione al seminario è gratuita
 
Links utili:
 

Scheda di adesione on line  


 

eventi/fiere ICT

BTO - Buy Tourism Online 2013: un programma "mondiale".

A meno di un mese dalla sesta edizione, BTO – Buy Tourism Online, ha rivelato al pubblico il programma 2013.
E’ online, infatti, sul sito ufficiale della manifestazione www.buytourismonline.com, la scaletta dettagliata dell’evento internazionale dedicato al mondo del travel 2.0, che si terrà a alla Fortezza da Basso di Firenze il 3 e 4 dicembre prossimi.
 
Sono ben 95 gli eventi che si susseguiranno nella due giorni promossa da Regione Toscana, Toscana Promozione e Camera di Commercio di Firenze, organizzata da Fondazione Sistema Toscana e Metropoli - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze. La direzione scientifica e artistica è a cura di BTO Educational.
 
Novità 2013 la Hall Visioni dove saranno ospitati 8 eventi nell’evento. Da lì si irradieranno le tematiche che verranno trattate e approfondite nelle altre Hall in Fortezza. Sono, infatti, 8 i big internazionali che tratteranno altrettanti argomenti e che verranno intervistati da esperti e docenti.
 
Sono attesi a Firenze: Philip Wolf, il fondatore di PhoCusWright©, massimo ente di ricerca mondiale sul turismo online, che parlerà degli scenari futuri della Travel Industry; Social Reputation sarà, invece, l’argomento al centro della presentazione di Daniel Edward Craig, fondatore di Reknow, un’azienda che si occupa di social media strategy, online marketing e reputation management per il settore alberghiero in tutto il mondo; Neal Gorenflo, cofondatore di Shareable Magazine, dedicherà il suo intervento proprio alla Sharing Economy; Heither Leisman, Managing Director Europe di Hotel Tonight, affronterà il tema del mobile applicato al mondo travel: quale è il trend? Le stime di crescita?
 
Sarà alla Fortezza da Basso anche il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, che ha voluto intitolare provocatoriamente il suo panel “Soffrire di coraggio è la più bella malattia”, in perfetta sintonia con il claim di BTO – Buy Tourism Online 2013: “.IT is YOU”, la persona al centro di tutto, il singolo albergatore/ristoratore che contribuisce con la sua professionalità e mantenere competitiva la Destinazione Italia.
 
Tra gli ospiti di BTO anche un maestro tecnologo, si tratta di Gigi Tagliapietra. Con lui torna a BTO – Buy Tourism Online il tema della musica come driver per il marketing di un territorio. Pensare alla musica come “il gadget” che fa vendere un luogo, è un approccio riduttivo che non ci pone in vantaggio competitivo con paesi e territori.
 
Richard Wiegmann, CEO di Trust International, parlerà dei trend dell’Hospitality Distribution mentre, grande novità di BTO 2013, verrà approfondito il tema caldo delle compagnie aeree.
 
Tra linee aeree low cost e proposte confort, c’è mercato per tutto quello che sta in mezzo? A questa domanda cercherà di dare risposta Fabio Lazzerini, ex Amministratore Delegato di Amadeus Italia e ora Country Manager Emirates Airlines.
 
Oltre alla Hall Visioni la Fortezza da Basso ospiterà le Scientific Hall nelle quali verranno approfonditi i temi presentati dagli 8 big.
Nelle sale denominate “Cassette degli Attrezzi” - basic e advanced - i partecipanti potranno imparare concretamente ad utilizzare al meglio gli strumenti offerti dal web e dai social network per promuovere la loro struttura/destinazione, rendendola più appetibile e performante. “Di cosa parlano le recensioni e come stimolarne la pubblicazione” o “Cura dimagrante per piccoli budget” sono solo due esempi della vasta offerta del programma “Cassette degli Attrezzi” a BTO 2013.
Infine, spazio alle Product Presentation delle Aziende del Club degli Espositori.
 
Chi volesse iscriversi a BTO 2013 – Buy Tourism Online, può farlo tramite il sito ufficiale dell’evento http://www.buytourismonline.com/.
 
Previste fino al sold out speciali condizioni per i ragazzi under 26 anni.
 
Per maggiori info sul piano tariffario: http://www.buytourismonline.com/come-partecipare/ .
Per gli accediti stampa compilare il form: http://www.buytourismonline.com/press/contatti-ufficio-stampa/.
 
Grazie ad un accordo con Nuovo Trasporto Viaggiatori S.p.A., chi acquista online il ticket per BTO – Buy Tourism Online 2013, riceverà via email un link per scaricare il PASS d’ingresso all’evento. Dentro il pdf si trova un codice voucher che sconterà il biglietto Italo Treno di € 10,00. Il codice voucher, utilizzabile dal 2 al 5 dicembre per il viaggio con origine e destinazione Firenze, è valido per gli ambienti Smart, Prima e Club e applicabile sulle offerte Economy e Base di Italo Treno per acquisti di titoli di viaggio su www.italotreno.it. Il codice è da inserire al termine dell’acquisto, selezionando come metodo di pagamento “Scopri Italo / Voucher Promo”. La convenzione è valida fino al 2 dicembre.
 
BTO - Buy Tourism Online è un evento promosso da Regione Toscana, Toscana Promozione e Camera di Commercio di Firenze, organizzato da Fondazione Sistema Toscana e Metropoli - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze, la quale ha anche coinvolto il sistema camerale toscano e nazionale. Programma scientifico e concept creativo BTO Educational. www.intoscana.it, il Portale ufficiale della Toscana, è media partner.

 

e-Commerce

E-commerce in Cina: una opportunità per le imprese italiane.

L'articolo viene pubblicato nella versione originale grazie alla cortese autorizzazione di Mondimpresa (fonte)
 L’e-commerce in Cina sta vivendo una stagione di boom e la sua espansione si coniuga alla nuova politica di urbanizzazione che il governo di Pechino intende perseguire entro i prossimi dieci anni: i valori aggregati di business-to-consumer e consumer-to-consumer erano pari a 93,7 miliardi di euro nel 2011, mentre per il 2015 i volumi dovrebbero superare i 330 miliardi di euro, secondo i dati elaborati per Poste Italiane.
Il segmento b2c dovrebbe superare il 40% della quota di mercato nei prossimi due anni, con grandi prospettive per i prodotti italiani, che lo scorso anno sono cresciuti del 24% in questa fascia.
Le nuove opportunità del business on-line nel contesto cinese sono oggi alla portata anche dei gruppi italiani che scelgono di investire nel paese. Il 30 luglio 2013, le Poste Italiane e China Post hanno sottoscritto un accordo per favorire i gruppi italiani che vogliono avere una loro finestra nel mercato dell’e-commerce della Repubblica popolare cinese (Rpc).
Contestualmente, è stato firmato un accordo con China Union Pay (Cup), che permetterà a oltre tre miliardi di carte di credito cinesi di effettuare prelievi sui circa settemila sportelli Postamat attivi in Italia. China Unionpay è la terza rete al mondo per numero di carte di credito emesse, dopo Visa e Mastercard, e sta da tempo lavorando all’internazionalizzazione del suo marchio.
A seguito di questi accordi le imprese italiane potranno disporre di una soluzione efficace per sviluppare il loro business in Cina, superando così le grosse difficoltà a lanciarsi su questa realtà, a causa dell’onerosità degli investimenti, difficoltà di carattere linguistico, fiscale e amministrativo.
Tra gli obiettivi degli accordi c’è quello di favorire le PMI italiane che vogliano sbarcare in Cina usando come canale il commercio on-line, attraverso la piattaforma ULE, che conta 150mila prodotti offerti e 1,5 milioni di utenti registrati con un milione di pagine visitate ogni giorno.
Il marketplace Ule è stato lanciato nel 2010 da China Post e dal gruppo Tom. Al suo interno verrà creato il padiglione Made in Italy, dove i commercianti italiani potranno vendere i loro prodotti sul mercato cinese. Il padiglione è diviso per categorie merceologiche: tra queste, abbigliamento, calzature, accessori, occhiali, arredamento e artigianato. In più all’interno del padiglione verranno inseriti editoriali per divulgare lo stile di vita italiano ai clienti cinesi. Il mercato cinese vale circa 265 miliardi di dollari USA, e nel 2012 sono stati acquistati prodotti italiani per nove miliardi di euro: le preferenze dei consumatori cinesi sono andate ai capi in pelle, all’abbigliamento in generale e alla gioielleria.
Tra i punti di forza del settore ci sono anche i piani di investimento dei protagonisti della scena e-commerce cinese (come 360buy) che puntano ad ampliare il business dalle aree costiere della Cina, tradizionalmente le più ricche, a quelle centrali e occidentali, le città di seconda e terza fascia, motore della nuova fase di sviluppo cinese.
La possibilità di aprire un negozio on line sulla piattaforma ULE permetterà agli esportatori italiani di evitare i costi derivanti dalle norme di legge cinesi (per esempio l’obbligo di avere una ragione sociale in Cina), di introdursi nel mercato facendo leva su canali già esistenti e rodati e una semplificazione delle procedure burocratiche e doganali.
Inoltre, l'accordo punta ad estendere ai possessori delle carte aderenti al circuito China Union Pay anche altri servizi offerti da Poste Italiane attraverso la rete degli ATM e a sviluppare il servizio di trasferimento fondi internazionali da carta a carta.
Poste Italiane ha contestualmente rafforzato il suo rapporto di collaborazione con China Post sottoscrivendo due altri Memorandum d'intesa, l'uno nel campo assicurativo e l'altro nel settore della logistica. L'accordo assicurativo siglato con China Post Life Insurance, società controllata da China Post, prevede l'avvio di una collaborazione per lo sviluppo di prodotti in co-branding e revenue sharing sui mercati cinese e italiano.
Poste Italiane ha sottoscritto un accordo con l'operatore postale di Pechino che amplia l'intesa già firmata nei mesi scorsi sul flusso in entrata Cina-Italia di pacchi internazionali fino a 2 kg di peso, allargando l'accordo anche al movimento di pacchi in uscita dall'Italia verso la Cina. In tal modo, gli acquisti fatti sulla piattaforma di shopping ULE viaggeranno in modo sicuro e garantito dai due operatori postali nazionali.
Poste Italiane e China Post hanno infine ampliato la partnership nei servizi di money transfer attraverso Eurogiro per la popolazione cinese residente in Italia, introducendo anche il servizio di Cash on delivery. Il mercato del money transfer tra Italia e Cina vale, secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia, circa 2,5 miliardi di euro, ovvero il 34% dell'intero volume annuo di trasferimenti dall'Italia all'estero.
Fonte: banca dati Merlino - Mondimpresa (Agenzia per la mondializzazione dell'impresa).
 
  

L’importanza dei contenuti di qualità per un sito di e-commerce (content making): alcuni interessanti, utilissimi consigli

Come deve essere la descrizione di un prodotto in un e-commerce?
 
Cosa fa un utente quando cerca un prodotto da acquistare online?
 
Perché è importante che i testi siano originali e di qualità?
 
E quali sono gli errori da evitare assolutamente nella descrizione dei prodotti?

Le risposte a queste domande sono tutte contenute in un interessante articolo pubblicato da PMI Servizi (fonte inglese: Blog Promodo), in grado di farci capire davvero e fino in fondo l’importanza del “content making” per gli e-commerce.

L’articolo è disponibile alla pagina web: http://news.pmiservizi.it/approfondimenti/internet-approfondimenti/content-marketing-ecommerce.html.


 

Normativa

Norma Uni per gli operatori del settore ICT

Rientra nelle norme per la disciplina delle attività professionali non regolamentate richiamate dalla legge n.4 del 14 gennaio 2013. La Uni 11506 definisce 36 tipi di competaenze generali che sono di riferimento per tutto il settore Ict
L’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, mette a disposizione del mercato una norma che definisce le caratteristiche degli operatori del settore delle tecnologie informatiche e della comunicazione (Ict).
Si tratta della Uni 11506, “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel settore Ict – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenze”.

La norma delinea la metodologia di costruzione e il quadro di riferimento per le competenze che concorrono a definire le attività professionali delle figure che operano nell’ambito delle tecnologie informatiche indipendentemente dalle modalità lavorative e dalla tipologia del rapporto di lavoro, stabilendo i requisiti fondamentali per l’insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono.

La nuova norma Uni stabilisce prima di tutto le metodologie con le quali descrivere la professionalità dell’informatico. Successivamente definisce 36 tipi di competenze generali che sono di riferimento per tutto il settore Ict, indicando, anche se in modo non esaustivo, le conoscenze, le capacità e i livelli di richiesti da ognuna. La norma indica anche le modalità con cui possono essere tracciati i codici etici per le professioni.

La Uni 11506 stabilisce un linguaggio comune ed è quindi un punto di riferimento importante che permette a tutte le parti di utilizzare una terminologia e dei concetti uniformi per poter dialogare in modo chiaro e standardizzato. Offre, inoltre, la possibilità di connettersi in modo univoco anche ai quadri di riferimento dell’Europa, consentendo così al sistema italiano di muoversi in modo sinergico e integrato con il sistema europeo.

Pur non entrando nel merito delle singole professioni, la nuova Uni ha uno spettro d’azione molto ampio ed è applicabile sia alle aziende Ict sia alle aziende utilizzatrici, come può essere un riferimento per la Pubblica Amministrazione e per il sistema formativo nazionale. La norma può essere utilizzata anche dalle parti sociali come le organizzazioni datoriali o sindacali.

Fonte: Lineaedppmi.it

 

Ultime dall'UE

Nuove norme IVA per le TLC ed i servizi ICT. La Commissione europea pubblica una guida on line

La Commissione europea ha pubblicato le linee guida per preparare le imprese alle nuove norme Iva, relative a telecomunicazioni e servizi elettronici, che entreranno in vigore dal 2015.

Lo scopo è quello di aiutare le imprese ad essere pronte per la modifica, per cui l'Iva verrà addebitata in base a dove si trova il cliente anziché il venditore.

Un One Stop Shop (sportello unico) consentirà alle aziende di telecomunicazione, radiodiffusione e servizi elettronici, di rispettare i relativi obblighi Iva in tutti gli Stati membri dal loro paese di immatricolazione.
Questo si lega all'obiettivo della Commissione europea di ridurre gli ostacoli fiscali e gli oneri amministrativi per le imprese transfrontaliere nel mercato unico.

Gli orientamenti pratici pubblicati da Bruxelles si concentrano sulle informazioni che verranno richieste per registrare e versare l'Iva, i formati in cui verrà richiesta, le scadenze di presentazione e tutte le specificità relative ai pagamenti.

Ulteriori linee guida verranno infine pubblicate il prossimo anno.
Per consultare le linee guida clicca
QUI.

Per avere maggiori dettagli sulla modifica Iva 2015 clicca QUI.


Fonte: http://www.europarlamento24.eu

 
 

Horizon 2020: attesi per dicembre i primi bandi del nuovo programma UE per la ricerca e l'innovazione. Fra le tipologie di progetti finanziati, quelli riguardanti le ICT

 Sono attesi per il prossimo mese di dicembre i primi bandi del nuovo programma UE per la ricerca e l'innovazione, denominato Horizon 2020, che sarà operativo per il periodo 2014-2020. Il nuovo programma raggrupperà iniziative e programmi precedentemente distinti, quali il programma quadro di ricerca e sviluppo (FP7), il programma CIP per la competitività e l'innovazione delle imprese e l'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia (EIT).
 
Horizon 2020 si articolerà su tre priorità principali:
  • Excellent science: prevede il finanziamento dell'attività del Consiglio Europeo per la Ricerca, della ricerca collaborativa nel campo delle tecnologie emergenti e del futuro, delle opportunità di carriera per i ricercatori (iniziativa Marie Curie) e delle infrastrutture di ricerca.
  • Industrial leadership: prevede iniziative per il finanziamento di progetti riguardanti le tecnologie industriali (ICT ,  nanotecnologie, materiali, biotecnologie, industria manifatturiera, spazio), per l'accesso al capitale di rischio finalizzato a finanziare la ricerca, per favorire l'innovazione nelle PMI.
  • Societal challenges: prevede il sostegno alla ricerca e innovazione nei seguenti settori:

- salute, cambiamenti demografici e benessere;

- sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca nel settore marittimo e bioeconomia;

- energia sicura, pulita ed efficiente;

- trasporti intelligenti, puliti ed integrati;

- clima, efficienza delle risorse e materie prime;

- società innovative, inclusive e riflessive;

- sicurezza nella società.

La proposta di dotazione finanziaria per il programma ammonta a circa 70 miliardi di euro, che deve essere confermata con la definitiva approvazione delle prospettive finanziarie 2014-2020.
Il programma prevede un finanziamento comunitario fino al 100% dei costi diretti del progetto per iniziative di ricerca e sviluppo, sia per gli enti no-profit che per le imprese; per i progetti più vicini al mercato (close to innovation) il contributo è pari al 100% per gli enti no-profit e al 70% per le imprese.
Rispetto alla precedente programmazione sono inoltre previste semplificazioni procedurali per favorire l'accesso di tutti i soggetti interessati (imprese, università, istituti di ricerca).

L'Europa deve investire in ICT per creare lavoro per i giovani

L'ultimo rapporto evidenzia come il settore tecnologico può essere una fonte di occupazione per l'Europa. Ma bisogna investire...
Le tecnologie della comunicazione e dell'informazione (Ict) sono un settore in cui l'occupazione potrebbe crescere, come dimostra l'incremento dei dipendenti del 2% nei 26 paesi dell'Eurozona tra il 2011 e il 2012 (Irlanda e Croazia escluse dal monitoraggio per ragioni metodologiche).

L'ultima uscita dello European Vacancy Monitor (Evm), il bollettino trimestrale pubblicato dalla Direzione generale della Commissione per l'impiego, gli affari sociali e l'inclusione della Commissione europea
, evidenzia infatti come il settore Ict possa rappresentare una fonte per l'occupazione, specialmente per i giovani.

Peraltro il rapporto sottolinea come il calo del numero di studenti universitari nel campo dell'Ict rischi di portare a future carenze di personale per il settore.
Necessario, dunque, incentivare la formazione in campo tecnologico.

Su un piano generale l'Evm evidenzia una stagnazione del numero totale di posti vacanti nel primo trimestre del 2013, così come un calo delle assunzioni del 2% nei 27 paesi dell'Eurozona tra i primi trimestri del 2012 e 2013. Le assunzioni sono diminuite nella maggior parte dei gruppi di occupazione, compreso quello dei professionisti.

Andor: necessari investimenti nelle infrastrutture digitali
"Questa relazione rafforza il nostro impegno per sostenere l'economia digitale e il miglioramento delle competenze digitali. Come sottolineato dall'ultimo Consiglio europeo, sono necessari nuovi investimenti in infrastrutture digitali, come pure in materia di istruzione e formazione, per coprire i futuri posti vacanti", ha dichiarato in una nota il commissario per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione László Andor.


«Web Entrepreneurship Challenge»: bando della Commissione UE

La Commissione europea ha approvato una call for proposals (link) a valere sull' iniziativa ICT 2013-2014 denominata "Web Entrepreneurship", finalizzata a creare in Europa un ambiente che incoraggi l'imprenditoria digitale ad avviare nuove attività e a crescere a livello internazionale.
L'iniziativa è centrata sugli imprenditori che usano il web e le tecnologie mobile come componenti principali del loro modello di business.
La call si articola in due ambiti di azione:
  • sviluppare e creare piattaforme on-line e nuovi servizi che connettano le piattaforme locali esistenti in materia di imprenditoria;
  • sostenere azioni che rafforzino le condizioni per l'imprenditoria digitale in Europa e che sviluppino sinergie tra le communities di soggetti interessati attualmente coinvolti.
Il budget stanziato per il bando ammonta a 10 milioni di euro.

Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 23 aprile 2014

Fonte: Banca dati Thesaurus (a cura di Europroject)


 

Iniziative Istituzionali

Nasce Tuscanyfaces.com: la Toscana raccontata dai volti dei suoi abitanti

Il progetto ideato e curato dalla Regione Toscana
Da pochi giorni è online www.tuscanyfaces.com, il sito che raccoglierà i volti dei toscani, di nascita o di adozione, immortalati durante le loro attività quotidiane.
Il progetto, ideato e curato dal Social Media Team della Regione Toscana, intende far conoscere le eccellenze e le peculiarità del territorio attraverso i visi delle persone che lo abitano. Tuscany Faces viene lanciato a novembre, mese in cui cade la Festa della Toscana e vuole essere un omaggio originale alla toscanità, ad un dna che si riscontra nel paesaggio, nell’architettura, nel cibo e ovunque si posi l’occhio, una bellezza non casuale ma frutto del lavoro meditato e scrupoloso dell’uomo.
 
Con questo progetto di Fondazione Sistema Toscana, vogliamo dare un contributo originale e divertente alla Festa della Toscana. La nostra regione raccontata dai volti e dai sorrisi dei toscani di nascita e di adozione. Chi è nato qui e ha deciso di costruirci il suo futuro e chi invece ha scelto la Toscana per crescere e lavorare. In tutti i casi, questi volti sono la nostra ricchezza, il nostro patrimonio di saperi che cresce anche grazie all’apporto di culture diverse. Creatività, talento e coraggio: è la Toscana più bella che festeggia e che reagisce alle difficoltà”, ha dichiarato Cristina Scaletti, assessore al turismo della Regione Toscana.
Ci sono chef, artigiani, negozianti e tante persone comuni nelle oltre 100 foto raccolte dal Social Media Team. “Vogliamo raccontare le storie delle persone che in qualche modo incarnano la ‘toscanità’, di coloro che ne rappresentano l’eccellenza in tutti i campi: artistico, scientifico, artigianale, enogastronomico. Non necessariamente di persone nate in Toscana, ma di coloro che hanno scelto l’ispirazione di questa terra per vivere, produrre, esprimersi” spiega Costanza Giovannini, coordinatrice del Team presso la Fondazione Sistema Toscana.
 
Tuscany Faces punta sulla comunicazione visiva: il primo piano o il mezzo busto del personaggio lasciano trasparire l’anima delle persone ritratte, mentre la breve didascalia (in italiano e in inglese) sintetizza il mestiere o la storia dei protagonisti.
www.tuscanyfaces.com è aperto al contributo di tutti, ai Toscani di sangue o di anima, a chi vive in Toscana e agli ambasciatori della toscanità nel mondo.
Tutti potete raccontare la vostra storia al Socia Media Team della Toscana e inviare una vostra foto, tramite il form: http://www.tuscanyfaces.com/send-us-your-face.
 
“Sarà forse che i toscani non sono come i bovi, che vedono tutto in grande: ma è certo che non perdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti, palesi e segreti, fra gli uomini e la natura” (Curzio Malaparte, scrittore e giornalista italiano)
 
Per saperne di più sugli 11 componenti del Social Media Team: http://www.turismo.intoscana.it/allthingstuscany/network/allthingstuscany
 
 
 

On line doveecomemicuro.it, portale del Ministero della Salute che aiuta a scegliere dove curarsi (meglio)

  Si chiama www.Doveecomemicuro.it e contiene i dati di 1.233 strutture sanitarie (ospedali e case di cura accreditate) italiane suddivise per specialità in base a 50 indicatori selezionati, tra gli altri, dal Ministero della Salute e l' Agenzia Nazionale per i servizi Sanitari Nazionali (Agenas).
 
Il sito, chiarisce Linea Amica, è facile da usare: la ricerca si effettua sulla parte del corpo e il problema di salute di proprio interesse oppure inserendo criteri di distanza geografica. I risultati della ricerca saranno contrassegnati da una simbologia (semaforo rosso, giallo e verde) che permette di sintetizzare i dati di qualità. Una legenda aggiuntiva, basata sulla misurazione "a tacche" valuterà la performance della singola struttura rispetto agli standard internazionali di qualità dell'assistenza.
 

 

Studi, Rapporti, Analisi

AgCom misura internet mobile. Smartphone, tablet e chiavette: i risultati migliori sono quelli di Vodafone e Tim

La velocità media per scaricare dati da Internet in mobilità - smartphone, tablet o chiavette - in Italia è pari a 6,3 Megabit al secondo. Tra gli operatori i migliori si sono rivelati Vodafone (download, quando scarichiamo file) e Tim (upload, quando li carichiamo), anche se i risultati variano molto da città a città.
Sono questi alcuni dei risultati dell’ indagine ufficiale MisuraInternetMobile 2013 realizzata dall’Agcom, che ha preso in esame le reti 2G e 3G di Telecom, Vodafone, Wind e H3G di 20 città allo scopo di rendere disponibili agli utenti dati indicativi delle prestazioni di questi quattro operatori mobili con riferimento all qualità del servizio di trasmissione dati.
 
I dati sono stati raccolti on the road da un’auto, che ha percorso quasi 6.000 km nell’arco di circa 4 mesi (dal 28 gennaio al 24 maggio 2013) spostandosi lungo tutto il territorio nazionale ed effettuando, in totale, circa 500 mila singoli test. Le città sono state scelte, di norma, con il criterio di essere le più popolose della regione di appartenenza.
 
Tra gli altri risultati, emerge una velocità di caricamento (upload) pari a 1,6 mega. Per visualizzare una pagina di dimensioni di circa 800 Kbyte occorrono in media 3,6 secondi.
Tornando alla velocità di download, quella più importante per la maggioranza dei consumatori, si rileva una sostanziale differenza tra quanto promesso dalle pubblicità (velocità di oltre 40 Megabit al secondo) e quanto registrato sul campo.
Un dato che non stupisce, visto che si tratta di velocità massime teoriche e non certo di valori effettivi, che dipendono da molti fattori, tra cui la qualità della rete, l’affollamento della cella cui si è collegati e la presenza di elementi di disturbo quali edifici.
 
Guardando ai risultati legati agli operatori, secondo i dati AgCom è Vodafone che assicura la velocità media (su 20 città) più alta in download, con 7,26 Megabit. Seguono 3-H3G (6,66 mega), Telecom (6,45 mega) e Wind (4,69 mega).
Nella velocità di upload, invece, prima svetta Telecom (1,83), seguita a un’incollatura da Vodafone (1,82) e poi più distanziate 3-H3G (1,46) e Wind (1,16). I valori, però, variano sensibilmente da città a città. E riguardano per l’appunto i grossi centri abitati: nelle zone più rurali la situazione può essere molto diverse, come sa bene chi si sposta in aree meno abitate e sconta velocità di rete scadenti quando non addirittura l’assenza di copertura.
 
I dati completi dell'analisi sono disponibili sul sito di Agcom nella sezione Risultati comparativi.
 
 
 
 

Osservatorio LINEAR dei servizi: Italiani 2.0 su Internet per informazioni e acquisti

L’ultima ricerca dell’ Osservatorio Linear dei Servizi ha delineato lo scenario relativo all’utilizzo di internet da parte degli Italiani.
Intanto gli internauti italiani si informano su tutto, a 360 gradi: il 74% afferma, per esempio, di consultare internet per conoscere cosa offre la propria città per il tempo libero; un 58% per sapere come muoversi con i mezzi pubblici, un buon 60% lo utilizza per sbrigare pratiche burocratiche e addirittura un 23% usa internet come strumento per rimanere in contatto con la scuola dei figli.
 
Il dato più eclatante è quello legato agli acquisti online: ben un italiano su due (53%) afferma di utilizzare internet spesso o sempre in quest’ottica a cui si aggiunge un 31% che ammette di utilizzare il web per fare acquisti anche se solo sporadicamente.
La ricerca ha anche analizzato il tema della fiducia negli acquisti on line.
Gli Italiani sembrano ormai fidarsi del web per comprare: il 38% si fida ciecamente mentre un 37% compra solo utilizzando siti che già conosce.
Riguardo ai mezzi di pagamento, l’ 8% utilizza una carta prepagata – dove carica solo l’ammontare dell’acquisto ed un 7% si avvale di Paypal.

Esistono però alcune preoccupazioni legate allo shopping on line. Al primo posto c’è la paura di non ricevere la merce (49% degli intervistati), a seguire, per il 30% degli intervistati, il phishing - truffa via internet attraverso la quale ignoti cercano di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali sensibili; peraltro un italiano su quattro (25%), dopo aver acquistato on line, rimane sempre e comunque in ansia fino alla consegna della merce poiché non conosce da chi sta comprando.

Internet, comunque, al di là di tutto, risulta il secondo luogo dove gli Italiani effettuano i loro acquisti, forse considerando che sì, su Internet si possono fare brutte esperienze ma forse anche meno che nel mondo reale: il 29% degli intervistati afferma infatti di conoscere qualcuno che è stato frodato online contro un 30% di chi è stato frodato nei negozi tradizionali.

Fonte: giornaleinformatico.it

 


Studio comScore sull'utilizzo degli smartphone: è sempre più smartphone shopping!!

E’ febbre smartphone, in tutte le salse. Il solo navigare sul web, chattare, socializzare da mobile sembra già una tendenza del passato: ormai col nostro caro device si fa molto di più: come, ad esempio, acquistare.
I dati sul retail in mobilità li ha condivisi l' ultimo comScore, spiegando, attraverso i numeri, quanto sia diventato importante il cellulare intelligente, anche per lo shopping.

Nel periodo giugno-agosto 2013, il 20,4% degli utilizzatori di smartphone dei paesi EU5 si è connesso a siti di retail, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
È ll mercato spagnolo quello che mostra il maggiore tasso di crescita, con un incremento del 66,5%, per un totale di quasi 3,3 milioni; l’Italia si colloca al secondo posto con un tasso di crescita del 61,3% e quasi 5,6 milioni di visitatori.
Se si guarda alla crescita anno su anno l’Italia si colloca al primo posto con un incremento di 4.8 punti percentuali, raggiungendo il 19,3%.
Quindi, come sottolinea Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers che rappresenta in esclusiva comScore in Italia, “l’utilizzo dello smartphone come strumento privilegiato dal consumatore per realizzare attività relative a tutte le fasi del processo di acquisto (ricerca di informazioni, confronto e condivisione della scelta, finalizzazione della transazione) è uno dei fenomeni emergenti che stiamo osservando in Italia così come negli altri mercati”.

Nel periodo analizzato l’attività più frequente degli utilizzatori di smartphone all’interno dei negozi (26,1%) è stata fotografare prodotti.
Gi Italiani tendono a cercare consigli di amici e familiari quando devono acquistare qualcosa, infatti il 14,8% di consumatori ha inviato la foto di un prodotto e il 14,3% ha chiamato o scritto ad amici/familiari a proposito di un prodotto.
Nel periodo analizzato ben un utente smartphone su 6 (17,2%) ha acquistato beni o servizi dal proprio device.
L’analisi dei primi tipi di beni e servizi acquistati da smartphone mostra che le categorie più acquistate sono 'elettrodomestici' e 'abbigliamento e accessori' rispettivamente acquistati dal 6,1% e dal 5,4%. Seguono le categorie 'libri' con il 4,3% e i 'buoni regalo' con il 3,7%.
“La crescita del m-commerce” commenta Angelini, “pari al 45% rispetto all’anno scorso, su molte categorie di prodotto ci fa capire come questa modalità di acquisto stia diventando sempre più diffusa e richiede alle aziende di integrare la rete fisica di distribuzione con quella digitale per migliorare l’esperienza del consumatore e la sua soddisfazione”
 
Fonte: Redazione MyMarketing.Net
 

e-Commerce e consumatori: i 4 profili degli italiani. La mappatura è del Politecnico di Milano

Il Politecnico di Milano - progetti marketing - na realizzato una mappa analitica di 31,3 milioni di utenti Internet presenti in Italia (oltre la metà di tutti gli italiani, compresi i neonati).
La “tracciatura”, presentata nel corso del laboratorio “marketing digitale” di SMAU, ha portato all’identificazione di 4 “identikit” che riportiamo qui di seguito e che può essere non solo interessante per capire in quale categoria anche noi stessi possiamo rientrare, ma anche e soprattutto utile ai fini commerciali.
 
Questi i profili dell'utente internet in relazione agli acquisti on line:
 
1. Newbie: per il 60% donne, con una buona presenza di over 55, scolarità e disponibilità economiche medie, sono assai abitudinari. Anche nel processo d’acquisto. La scelta è fatta sul prezzo. Preferibilmente basso. L’attenzione all’innovazione è scarsa. Zero e-commerce, o quasi. Marginale l’utilizzo degli aggeggi mobili, tablet o cellulari di ultima generazione che siano, per verificare magari in tempo reale l’opportunità o meno di un acquisto. Sono in tutto 5,3 milioni circa.
 
2. Old Style Surfer: per il 54% uomini, parecchi under 35, con una scolarità medio-alta e un reddito perlopiù medio. Razionali e pianificatori, amano le novità, vorrebbero vivere nel futuro, hanno fiducia nella tecnologia e nel progresso. Ma negli acquisti amano farsi gli affari propri. Sono difficilmente influenzabili. Al più chiedono lumi altrui. Magari utilizzando i social network. Con l’e-commerce convivono. Ma se possono ne fanno anche a meno.  E i device li usano per altro. Informarsi e, perché no, giocare. Sono 7,7 milioni. 
 
3. Social Shopper: al 56% uomini, di cui oltre la metà over 45, scolarità ancora una volta medio-alta e reddito medio. Razionali ed estroversi, amano le novità ma non ne sono schiavi. Spesso capi-famiglia, sono professionisti dello shopping. Sanno comprare. Al prezzo giusto. Perché sta a loro fare quadrare il bilancio di casa. Sono alla ricerca di suggerimenti intelligenti, semmai. E non si fanno problemi a interpellare le aziende produttrici o, ancora, a partecipare a discussioni con altri utenti nelle community prescelte. Per loro i device mobili hanno un ruolo marginale. Sono i più numerosi: 10,7 milioni circa. 
 
4. Hyper Reloaded: in prevalenza uomini, perlopiù nella fascia 25-44 anni, con un livello socio-economico alto. Evoluti, sperimentatori, sono alla ricerca costante della novità. Anche tecnologica. Niente nerd. Veri appassionati semmai. Al punto da volare negli Usa per comprarsi l’ultima novità hi-tech con mesi d’anticipo sul lancio italiano o, ancora, da fare ordini a raffica negli e-commerce internazionali. Hanno tablet e smartphone incorporati, o quasi. Costantemente online. Anche per puro divertimento. Sono 7,6 milioni.   
 
Fonte: Panorama.it

Web-shopping: gli Italiani cercano scelta, convenienza e sicurezza per i resi

Una ricerca comScore ha indagato su quello che i consumatori europei - Italiani inclusi - cercano nell'esperienza dello shopping on line
Quando si tratta di shopping online, i consumatori vogliono più scelta, maggiore controllo su quando e dove saranno consegnati i loro acquisti, e un comodo processo per i resi.
Inoltre, gli acquirenti online utilizzano i social media per cogliere le migliori offerte e si aspettano più opzioni di spedizione dagli e-retailer.
 
Tutto ciò e' emerso dalla ricerca “UPS Pulse of the Online stopper”condotta da comScore su un campione di oltre 5.500 consumatori europei1000 italiani – provenienti da 6 Paesi: Belgio, Olanda, Germania, Italia, Francia e Regno Unito.
 
Nella prima metà del 2013, comScore ha indagato quello che gli acquirenti online cercano dall’esperienza di shopping online – dalla fase di pre-acquisto, a quella dell’acquisto vero e proprio, fino alle opzioni di spedizione e alla gestione dei resi.
Lo studio prende in considerazione le tendenze rispetto ai dispositivi mobili, l’impatto dei social media e la vendita omnicanale, cioè l’esperienza integrata di acquisto in negozio e online.
 
Lo studio, in cui sono stati coinvolti oltre 1.000 acquirenti online italiani, ha messo in luce i fattori che spingono i consumatori all’abbandono del carrello e quelli che li portano a consigliare un retailer agli amici, fornendo indicazioni ai rivenditori stessi su come aumentare le vendite.
 
Il 51% dei consumatori italiani, ad esempio, ha dichiarato che comprerebbe più volentieri da un rivenditore che consente l’acquisto online e la possibilità di ritirare la merce in negozio, mentre il 59% vuole la possibilità di comprare online e riconsegnare i resi in negozio.
 
I canali mobili e i social media continuano a cambiare il modo in cui i consumatori fanno acquisti, con i dispositivi mobili che hanno una penetrazione particolarmente alta tra gli acquirenti italiani. Il 58% degli e-shopper italiani che usano uno smartphone e il 75% di quelli che usano un tablet fa acquisti online sui propri dispositivi (a fronte di una media europea rispettivamente del 50% e del 60%). Il 45% degli intervistati ha dichiarato che, quando utilizza l’applicazione mobile di un retailer, è meno incline a fare raffronti rispetto a quando fa shopping attraverso un sito web. Inoltre, il 70% degli italiani intervistati ha messo un “Mi piace” sulla pagina Facebook di un brand (rispetto alla media europea del 45%) e l’87% di questi presta attenzione agli aggiornamenti pubblicati dai rivenditori.
 
"Con l'aumento degli acquisti online dei consumatori europei, crescono anche le aspettative su ciò che i retailer devono offrire - ha detto Sabrina Staiano, marketing manager, UPS Italia - Oggi i consumatori si aspettano che gli e-retailer forniscano una esperienza di shopping omnicanale solida e completa. UPS è ben posizionata per aiutare i rivenditori italiani, grandi o piccoli, a sviluppare soluzioni logistiche innovative che consentano loro di soddisfare con successo le richieste dei clienti online."
 
Canali, scelta e convenienza
Gli acquirenti in Italia, si aspettano di vedere indicate le opzioni di consegna e il totale dei costi nelle prime fasi del processo di acquisto. Anche la flessibilità è importante, con il 54% dei consumatori italiani intervistati che ne vuole di più per quanto riguarda la data di consegna e con il 35% che desidera più opzioni per il ritiro dei pacchi presso un punto vendita conveniente.
I consumatori italiani danno grande valore alla visibilità con la quasi totalità (97%) che vede nella possibilità di tenere sotto controllo lo stato del proprio acquisto un fattore essenziale o comunque un’opzione importante. Il 59% desidera essere avvisato via e-mail mentre il 55% vuole la possibilità di monitorare le proprie spedizioni direttamente sul sito web del rivenditore.
 
Resi senza complicazioni 
Secondo la ricerca, la gestione dei resi può aiutare ad aumentare le vendite e a migliorare la soddisfazione del cliente. La metà degli acquirenti online in Italia, ha dichiarato che la facilità dei resi/cambi è un aspetto che richiede miglioramento, il 73% ha affermato di leggere la politica dei resi prima di effettuare un acquisto, mentre il 66% afferma che sarebbe disposto a fare più acquisti presso rivenditori che offrono una politica dei resi senza complicazioni.
 
Per scaricare una copia del report e l’infografica,e visionare l’animazione, visitate il sito: http://ups.com/content/it/it/bussol/browse/cat/ecommerce.html
Fonte: Impresamia




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