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E-commerce, Netcomm: +20% nel 2013, spingono acquisti su smartphone e tablet
Gli acquisti on line tengono testa alla crisi: l’e-commerce cresce con una velocità a doppia cifra.
Nel 2013 in Italia si è arrivati a 12 miliardi di euro di fatturato ed il tasso di crescita è del 20% annuo sia sul piano dell’offerta sia su quello della domanda. 
A dare un’accelerata ancora più forte all’acquisto su Internet sono stati smartphone e tablet: gli acquisti su cellulare sono cresciuti del 289% nel 2013 e se ne prevede un’ulteriore crescita dell’85% nel 2014.
 
Sono questi i dati presentati il 20 maggio scorso a Milano da Netcomm, il consorzio italiano del settore, in occasione del nono Forum dedicato all’e-commerce.
Il 20% dei 16 milioni di consumatori che ha fatto acquisti online negli ultimi 3 mesi, ha comprato almeno una volta usando un’app su smartphone.
 
Riguardo al posizionamento dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei, c’è da dire che nonostante questi dati da capogiro, il nostro Paese non è tra i primi, ma registra uno dei potenziali di crescita più alti. I paesi europei che crescono di più nell’e-commerce sono Francia, Germania e Gran Bretagna (che ha un fatturato di 107 miliardi di euro) che da soli coprono il 60% delle vendite online europee. E l’Europa è arrivata a fare circa 340 miliardi di euro di fatturato superando gli Usa. Ma l’Italia, insieme a Cina, Russia e Turchia, è tra i paesi con il più alto potenziale di crescita: continua a crescere con un tasso del 20% sia per l’offerta che per la domanda.
 
I settori che crescono di più in l’Italia sono:
  • l’abbigliamento, che cresce del 30% con un fatturato di 1,3 miliardi di euro.
  • turismo e assicurazioni che insieme valgono 6 miliardi di euro.
 
Gli altri settori rilevanti sono informatica ed editoria.
 
Gli Italiani però continuano ad avere paura a fare pagamenti online: dopo Grecia e Polonia siamo il paese più arretrato del mondo occidentale per l’uso della moneta elettronica. La paura riguarda non solo i furti, ma anche la possibilità di essere identificati. Infatti gli Italiani preferiscono PayPal e carte ricaricabili (65-70% delle transazioni), sistemi che consentono di non mettere on line i dati anagrafìci.
Fonte: helpconsumatori e NetComm 



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