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Vino italiano: le grandi opportunità del Web, molte ancora da sfruttare
Il settore vitivinicolo strategico per l’economia del nostro paese vale quasi 9 miliardi di fatturato annuo.
La FleishmanHillard Italia, una delle più importanti società internazionali di comunicazione, ha effettuato una ricerca circa la presenza on line delle aziende vinicole italiane, stilando anche una delle prime 25 aziende del vino Made in Italy, selezionate per fatturato.
 
La ricerca mette in evidenza il dinamismo e la propensione al cambiamento del settore ma anche il fatto che sui social network si registra molta più quantità che qualità: i social media sono usati da molti, ma in pochi si dedicano con impegno e attenzione ai contenuti.
In particolare risulta poco curato l’aspetto dello storytelling, che è invece importantissimo per parlare di sé e per farsi conoscere e anche l’e-commerce, con le sue ottime opportunità nell’ottica “esportazione” è ancora poco sfruttato mentre risulta buono l’approccio al mobile. Questi, in sintesi, i dati generali della ricerca.
 
Riguardo alla classifica delle 25 principali aziende del vino Made in Italy, l’analisi, realizzata sia su parametri qualitativi che quantitativi, ha riconosciuto il primato on line alla Compagnia De’ Frescobaldi, seguita da Masi AgricolaMezzacoronaGruppo Santa MargheritaP. Antinori.
 
Nel dettaglioi risultati più indicativi della ricerca:
 
 Circa i siti aziendali:
  • Quasi tutte le aziende hanno compreso l’importanza della fruizione del sito da dispositivi mobili, non dimenticando che, secondo i più recenti dati rilasciati da Iab Italia, oggi il 41% della popolazione attiva su Internet accede non solo da pc ma anche da terminali diversi, smartphone e tablet.
  • L’ottimizzazione dei siti (Search Engine Optimization), che consente di comparire tra le prime pagine nei motori di ricerca, è un elemento che ad oggi resta solo parzialmente sviluppato dalle aziende. Infatti, solo la metà dei siti analizzati ha un Google PageRank soddisfacente, e il numero di link-in che rimandano ai siti è ancora piuttosto esiguo.
  • Resta invece quasi del tutto non presidiata, con solo 1 azienda sulle 25 considerate, la disponibilità sul sito corporate di un servizio di e-commerce direttamente gestito dalla società.
Circa le piattaforme social:
  • Le aziende vinicole prese in esame hanno in buona parte mosso i primi passi verso il mondo social, mostrando in generale una buona presenza sulle principali piattaforme. Dal punto di vista quantitativo, in testa alla classifica dei social network è presente Facebook, utilizzato da 17 aziende su 25, seguito subito dopo da YouTube con 15 aziende e solo in terza posizione da Twitter, usato da 11 aziende.
  • L’analisi quantitativa ha inoltre dimostrato che le potenzialità di Pinterest e Instagram, i due social network più giovani e dove l’immagine ha un ruolo fondamentale, vengono sfruttate in minima parte, essendo canali ad ora presidiati soltanto dal 28% del campione preso in esame (7 aziende su 25).
  • L’analisi qualitativa focalizzata sulla frequenza di aggiornamento ha invece evidenziato che solo il 64% delle aziende analizzate ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook nell’ultima settimana presa in considerazione; in Twitter, nel 99% dei casi l’ultimo tweet è invece avvenuto negli ultimi sette giorni. Infine, nel canale YouTube del 34% delle aziende vinicole l’ultimo video risale agli ultimi 6 mesi presi in esame.
Conclusioni, le opportunità principali per le nostre aziende:
  •  Strategia Social – se dal punto di vista quantitativo possiamo considerare presidiati i principali strumenti social dalla maggior parte delle aziende analizzate, nonostante il settore enologico abbia iniziato solo recentemente a consolidarsi nel mondo del digital, diventa ora sempre più rilevante affinare la strategia dal punto di vista qualitativo, proponendo agli utenti contenuti di qualità in grado di informare, educare, creare conversazione e generare engagement.
  • Rientra nella strategia social anche l’opportunità di presidiare canali come Pinterest e Instagram, e la capacità di creare dialogo nei mercati di riferimento anche tramite social network locali strategici, come ad esempio QZone in Cina o V Kontakte in Russia.
  • Ottimizzazione Google e motori di ricerca locali – in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca, l’opportunità da cogliere per le aziende del settore vinicolo italiano è sicuramente duplice: da un lato come affinamento della strategia di creazione di contenuti ottimizzati e di link-in autorevoli che rimandano al proprio sito, per favorire la visibilità nelle prime pagine dei motori di ricerca; dall’altro come ampliamento della propria visibilità in nuovi mercati attraverso logiche di ottimizzazione per motori di ricerca locali, ad esempio Yandex nel mercato russo o Baidu in quello cinese, ed ampliare ulteriormente il bacino degli utenti raggiungibili.
  • E-commerce: un’ulteriore opportunità da potenziare ai fini del business, infine, è rappresentata dall’implementazione di un servizio di e-commerce attraverso il proprio sito aziendale. Nonostante l’e-commerce richieda un’evoluzione dell’intera struttura aziendale e logistica, è un passo che offre sicuramente l’opportunità di aprirsi in modo diretto al mercato globale e di avere, in termini di visibilità, un ritorno d’immagine positivo grazie ad un nuovo canale di vendita.

Fonte: http://fleishman.it/news-e-opinions/




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