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Il food, driver per il turismo 2.0. Vetrina Toscana fa “rete” a tavola.
 
Evento-confronto a Firenze, in Fortezza da Basso. L'offerta enogastronomica porta in Toscana 3 milioni di presenze turistiche e un fatturato di circa 450 milioni di euro
 
Food come driver per la promozione di Made in Italy e turismo? La Toscana ci crede da tempo, tanto che già da qualche anno sta spingendo l'acceleratore su “Vetrina Toscana”, il progetto che unisce enogastronomia di qualità, produzioni tipiche e ristoranti che privilegiano i menu della stagionalità e le ricette a base di prodotti locali. Un progetto che è diventato un brand di garanzia, un logo di robbiana memoria che ritroviamo nei ristoranti aderenti all'iniziativa della Regione e di Unioncamere. I numeri sono già considerevoli – come ha avuto modo di spiegare l'assessore regionale al turismo e commercio Sara Nocentini in Fortezza da Basso, nel corso dell'evento “Vetrina Toscana Lab – Comunicare il gusto”. Ad oggi si contano 908 ristoranti, 298 botteghe e 196 produttori che hanno sottoscritto il disciplinare della Regione Toscana.
L'obiettivo è quello di sostenere economia, turismo e cultura attraverso uno dei valori fondanti del territorio, il cibo. E proprio l'offerta enogastronomica, secondo le stime per il 2014 elaborate dall'Osservatorio del Centro Studi Turistici, rappresenta il 7% del movimento complessivo dei viaggiatori che hanno scelto la Toscana come destinazione, per un totale di circa 3 milioni di presenze turistiche, con un fatturato globale di circa 450 milioni di euro.
Numeri sui quali investire, non c'è dubbio soprattutto considerando che il turista in un viaggio cerca esperienza, identità dei luoghi, valori dei territori. E proprio in questa direzione pare andare il progetto della Regione che porta il cibo di qualità sotto il comune cappello di “Vetrina Toscana” non solo nei ristoranti ma anche nei musei, nelle cantine, nelle piazze, dentro i grandi eventi e le manifestazioni.
 
Altri spunti, nel corso dell'iniziativa in Fortezza, sono arrivati poi anche dai dati sul turismo enogastronomico contenuti nella ricerca di Confcommercio Toscana, Fipe Toscana ed Ente Bilaterale del Turismo che ha stilato l'identikit del cliente di “Vetrina Toscana”. Solitamente è un turista single o in coppia, fascia d’età tra i 30 e i 50 anni. Un viaggiatore che sceglie nell’88 % dei casi il menù alla carta ed è disposto a spendere tra i 20 e i 40 euro a testa. Per la maggior parte i clienti sono italiani (60%), seguiti da inglesi (8,93%), tedeschi (8,02%) e francesi (5,53%). Gli americani prediligono poi la presenza in sala del sommelier: se c’è i clienti Usa raddoppiano rispetto alla media.
 
Per intercettare questa fascia di food lovers, la Regione ha deciso di puntare sull'online e sulla comunicazione integrata tra web, radio e tv.
Da aprile 2013 sono stati 2187 gli articoli online, 2122 i servizi tv e 1025 quelli andati in onda in radio. La cucina, il cibo, le ricette, la creatività degli chef spopolano in tv, il food è tra gli argomenti più discussi in rete. Così la Toscana, terra madre di arte, cultura e produzioni enogastronomiche di eccellenza non poteva certo non approfittare dell'interesse mondiale verso i suoi gioielli più amati nel mondo, dai paesaggi fino ai vini per mettere tutto a sistema.
 La parola d'ordine - in un contesto di crisi generale - è produrre “valore”, rispettando paesaggio, natura, ambiente, valorizzando e tutelando le tipicità.
Un passo in avanti per sostenere cibo, cultura e bellezza, i trend per i quali l'Italia è amata nel mondo, come ci ricorda la fresca ricerca Country Brand Index, resa nota pochi giorni da Future Brand, che analizza la percezione dei “marchi Paese”.
 Oggi – il messaggio che la Toscana vuole spingere e che ha lanciato dalla Fortezza da Basso - è che “di cultura si mangia”, che “il turismo è una grande opportunità sulla quale continuare ad investire” e che “il food rappresenta valore, economico, ambientale e sociale”. Un'operazione di rete che sta iniziando a raccogliere i suoi frutti grazie allo stretto coinvolgimento degli operatori del mondo del turismo e del food. Per una volta fare sistema non è una parola fine a stessa. La tavola ancora una volta unisce a non divide.
Fonte: Intoscana.it



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