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Newsletter Net Economy
Iscrizione al Tribunale di Lucca N° 783 del 30/5-3/6/2003
N° 6 del 15/06/2014
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Polo Tecnologico Lucchese: Selezione di progetti imprenditoriali innovativi nel campo della moda e delle calzature

Il Polo Tecnologico Lucchese ha dato il via ad un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di soggetti intenzionati a promuovere iniziative imprenditoriali innovative (nella scelta dei materiali o di soluzioni ICT o di design) per la realizzazione di prodotti, di processi e di servizi nel settore della moda e delle calzature.
L’obiettivo è quello di supportare la nascita o lo sviluppo di medie, piccole e micro imprese, caratterizzate da elementi di innovatività in un settore tradizionalmente di grande importanza per l’economia locale.
 
Possono presentare manifestazione di interesse le seguenti categorie di soggetti:
 
1. persone fisiche o giuridiche che intendono avviare un’impresa;
2. imprese costituite da non oltre 36 mesi dalla data di presentazione della domanda.
 
Le manifestazioni di interesse pervenute ai sensi dal presente avviso accedono ad un Programma di preincubazione consistente in servizi di assistenza prestati a cura del Polo Tecnologico Lucchese e finalizzati alla verifica della fattibilità e al perfezionamento dell’idea di business avanzata.
 
Il Programma di preincubazione si conclude con il rilascio da parte del Polo Tecnologico Lucchese di un’attestazione relativa all’esito degli approfondimenti operati concordemente con il soggetto che ha proposto l’idea business.
 
LINKS:
 
 

Allegato 2 Modello di domanda di ammissione temporanea ai servizi di incubazione

 

Contatti: Dr. Domenico Cerri - Polo Tecnologico Lucchese - Tel.  0583 56.631 e-mail: n.cerri@polotecnologicolucchese.it

 


Bando 2014 per l'insediamento di start up innovative all'Incubatore del Polo Tecnologico Lucchese. Fissata al 31 agosto la seconda scadenza

I settori interessati: ICT, edilizia sostenibile, tecnolgie energetiche
E' fissata a prossimo 31 agosto la seconda scadenza del bando 2014 per l’ammissione di start up innovative operanti nei settori ICT, Edilizia Sostenibile e Tecnologie energetiche, all'insediamento nell' Incubatore del Polo Tecnologico Lucchese (http://www.polotecnologicolucchese.it/) e nell' Incubatore del Comune di Coreglia Antelminelli.
 
Grazie quindi ad un accordo stipulato dal Comune di Coreglia Antelminelli e il Polo Tecnologico Lucchese sarà possibile, per chi farà domanda di ammissione ai servizi di incubazione, scegliere dove aprire la propria sede, se nella struttura di Lucca o in quella che il Comune di Coreglia ha realizzato all'interno della bella struttura del Forte, nel centro del paese, destinato ad ospitare fino a tre start up innovative.
 
Anche per le imprese che sceglieranno di insediarsi presso la nuova struttura di Coreglia, sono previste condizioni economiche agevolate: nel canone sono infatti inclusi i servizi di base quali pulizie, fornitura di energia e climatizzazione, connettività e arredi.
 
Grazie inoltre ad un accordo con Il Polo Tecnologico Lucchese, le aziende insediate potranno usufruire dei servizi di assistenza a sostegno delle fasi di start up dell’impresa; sono infatti previsti servizi di monitoraggio e assistenza relativamente a opportunità derivanti da agevolazioni pubbliche e da strumenti di finanza per l’innovazione, attività di networking per partenariati tecnologici e/o industriali, servizi di mappatura di competenze universitarie.
 
Per partecipare alla selezione per l'ammissione all'insediamento è sufficiente presentare domanda allegando il proprio progetto di impresa. 
  • Possono partecipare aspiranti imprenditori e imprese costituite da non oltre 36 mesi.
  • Per la redazione del piano di impresa il Polo Tecnologico Lucchese ha attivato un servizio gratuito di assistenza di base.
Il bando per l'ammissione all’insediamento , sia nell'Incubatore di Lucca che in quello di Coreglia, è scaricabile, con la relativa modulistica, dal sito del Polo Tecnologico Lucchese, sezione Progetto incubatore, pagina “Come fare domanda”. 
  • La domanda può essere presentata in ogni momento dell’anno.
Contatti: Dr. Domenico Cerri – Polo Tecnologico Lucchese. Tel. 0593 56.631 – e-mail: n.cerri@polotecnologicolucchese.it

 

e-Commerce

Nuove regole per il commercio elettronico. Focus sulle vendite on line: recesso, tutela giurisdizionale e amministrativa

Nello scorso numero abbiamo pubblicato la notizia riguardante l’entrata in delle nuove regole per il commercio elettronico dettate dal Decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n.21 con cui è stata recepita la dalla direttiva europea 2011/83.
 
Il decreto ha introdotto importanti novità in tema di vendite on line. Una in particolare riguarda gli aspetti del recesso e della tutela giurisdizionale ed amministrativa. 
Le novità in questo ambito sono descritte e ben analizzate in un articolo dedicato, redatto e pubblicato dagli esperti di NewsMercati, la Newsletter per l’internazionalizzazione  delle imprese cui contribuiscono varie strutture del sistema camerale italiano. Ne consigliamo la lettura, utile per un rapido ma completo aggiornamento.
 
L’articolo è disponibile alla seguente pagina web: http://www.newsmercati.com/Article?ida=8472&idl=5165&idi=9&idu=3567

E-commerce: protocollo d’intesa Adiconsum e Associazione Commercio Elettronico

“Il commercio elettronico ha enormi potenzialità, ma vanno eliminate le criticità ancora esistenti”
Così si è espressa Adiconsum, che farà parte del Comitato Scientifico di Aicel, l’Associazione Italiana Commercio Elettronico, cui l’associazione fornirà il proprio contributo “per lo sviluppo di un mercato trasparente e concorrenziale che vada a beneficio dei consumatori e delle imprese sane del settore”.
Il Comitato è frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto fra Adiconsum e Aicel.
 
Come informa Aicel, il commercio elettronico in Italia è ormai a un punto di svolta: conta 14 miliardi di volume di affari con una crescita pari al 20%, mentre sono 20 milioni gli italiani che hanno comprato online almeno una volta e quasi 10 milioni quelli che comprano abitualmente.
 
Commenta il presidente nazionale Adiconsum Pietro Giordano: “Il più delle volte si sente parlare di commercio elettronico, in maniera negativa, evidenziandone le criticità, dimenticando invece le grandi opportunità per i consumatori e per il Paese in generale di questa forma di commercio. Siamo convinti che il commercio elettronico possa diventare un volano per la promozione e la tutela del Made in Italy e come difesa dal “sounding”.
Proprio perché a conoscenza delle criticità che si trovano ad affrontare i consumatori, abbiano sottoscritto un protocollo d’intesa con Aicel, l’Associazione italiane del Commercio elettronico, instaurando un dialogo tra consumatori e aziende sane, per dare vita ad un mercato trasparente e concorrenziale a beneficio di entrambe le parti”.
 
Il Comitato Scientifico  rappresenta una tappa di tale accordo: ha  funzioni consultive e di indirizzo.   
Fra le altre attività c’è l’informazione ai consumatori sui loro diritti-doveri e la formazione degli operatori, il monitoraggio costante per interventi rapidi e mirati sulle criticità, nonché l’accesso alla conciliazione paritetica in caso di contenziosi consumatore-azienda.
 
Fonte: helpconsumatori.it

 

Privacy

Garante Privacy: provvedimento per l'uso dei cookies

 E’ stato pubblicato il 3 giugno in Gazzetta Ufficiale  (n. 126) il provvedimento del Garante Privacy sull'Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.

Con questo provvedimento il Garante definisce una serie di garanzie che difendono gli utenti internet, stabilendo che i gestori dei siti non possano installare dei cookie per finalità di profilazione e marketing senza aver preventivamente informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso.
 
Vista la portata del provvedimento e le complesse modifiche da questo disposte per i siti web, rimandiamo ad una interessante analisi del provvedimento stesso a cura dell ’Avv. Antonio Zama e della D.ssa Luciana Divito pubblicata da FiloDiritto.it.
 
Link all'articolo:
 
Link al provvedimento del Garante:

Pagamenti via pc, smartphone e tablet: al via le nuove regole del Garante privacy.

Maggiori tutele per i minori, profilazione solo con consenso, dati protetti.
Regole certe a tutela della privacy di chi fa acquisti pagando con il proprio smartphone o tablet:
il Garante Privacy ha adottato le nuove regole che prevedono più tutele per i minori, profilazione solo con consenso, dati protetti.
I dati personali acquisiti per la transazione (numero telefonico, dati anagrafici, informazioni sul servizio o prodotto richiesto, indirizzo IP) non potranno essere usati per altre finalità, come l’invio di pubblicità o analisi delle abitudini, senza lo specifico consenso degli utenti, e dovranno essere protetti dai rischi di uso fraudolento.
 
Il provvedimento (pubblicato il 16 giugno sulla Gazzetta Ufficiale), che disciplina il trattamento dei dati personali di chi usufruisce dei cosiddetti servizi di mobile remote payment, utilizzando smartphone, tablet, pc, stabilisce un primo quadro organico di regole in grado di assicurare la protezione dei dati senza penalizzare lo sviluppo del mercato digitale.
Grazie alle nuove regole, che tengono conto anche delle indicazioni pervenute in sede di consultazione pubblica, gli utenti telefonici, sia in abbonamento sia con carta prepagata, potranno acquistare in sicurezza servizi, abbonarsi a quotidiani online, comprare e-book, video e giochi con il proprio telefono o altri strumenti elettronici.
 
Le misure a tutela della privacy dovranno essere adottate da tutti i soggetti coinvolti nella fornitura del servizio di micropagamento: gli operatori di comunicazione elettronica (ovvero le compagnie telefoniche che forniscono il servizio di pagamento tramite cellulare), gli aggregatori (le società che forniscono l’interfaccia tecnologica), i venditori (le aziende che offrono contenuti digitali e servizi); nonché tutti gli altri soggetti eventualmente coinvolti nella transazione (come quelli che consentono, anche tramite apposite app, l’accesso al mercato digitale).
 
Ecco, in sintesi, le prescrizioni del Garante.
 
Informativa
Gli utenti dovranno essere informati sulle modalità di trattamento effettuato sui loro dati sin dalla sottoscrizione o adesione al servizio di pagamento da remoto.
 
Consenso
Le società non dovranno richiedere il consenso degli utenti per il trattamento dei dati relativi alla fornitura del servizio di remote mobile payment.
Il consenso è invece obbligatorio per la comunicazione dei dati personali a terzi oppure in caso di loro utilizzo per attività di marketing e profilazione.
 
Conservazione
I dati degli utenti trattati dagli operatori, dagli aggregatori e venditori, potranno essere conservati al massimo per 6 mesi. L'indirizzo Ip dell'utente dovrà invece essere cancellato dal venditore una volta terminata la procedura di acquisto del contenuto digitale.
 
Misure di sicurezza
Operatori, aggregatori e venditori saranno tenuti ad adottare precise misure per garantire la confidenzialità dei dati, quali: sistemi di autenticazione forte per l'acceso ai dati da parte del personale addetto, e procedure di tracciamento degli accessi e delle operazioni effettuate; criteri di codificazione dei prodotti e servizi; forme di mascheramento dei dati mediante sistemi crittografici.
 
Ulteriori misure a tutela della privacy
Dovranno essere adottate misure al fine di impedire l'integrazione delle diverse tipologie di dati a disposizione dell'operatore telefonico (dal consumo telefonico ai dati sull'uso della tv interattiva) e di evitare la profilazione "incrociata" dell'utenza basata su abitudini, gusti e preferenze, a meno che non venga espresso uno specifico consenso informato da parte dell'utente.
I venditori, inoltre, per garantire maggiore riservatezza alle transazioni dei clienti, potranno trasmettere all'operatore telefonico solo le categorie merceologiche di riferimento dei prodotti digitali offerti senza indicazioni sullo specifico contenuto del prodotto o servizio acquistato, a meno che non sia necessario per la fornitura di servizi in abbonamento.
Dovranno essere previsti anche accorgimenti tecnici per disattivare servizi destinati ad un "pubblico adulto" e per inibirne l'accesso a minorenni.
Il Garante si riserva di intervenire nuovamente sui servizi di mobile payment tenendo conto di eventuali innovazioni, anche normative, di un settore in continua evoluzione.

Fonte: Garante della Privacy, comunicato 17 giugno 2014


 

Social Networks

Il ruolo dei social media per valorizzare il proprio sito

Un sito non è un giornale o una rivista, ma qualcosa di più ampio: nel suo archivio devono essere presenti glossari e blog, forum e informazioni che sappiano essere ‘evergreen’ per generare accessi senza rincorrere ogni giorno nuovi utenti.
 
Per scoprire quali sono, oltre a Google e ai motori di ricerca, i diversi driver di traffico per il tuo sito, leggi l’articolo su #vorticidigitali, la rubrica di vortigidigitali.it su  Key4biz
 
Fonte: Key4biz.it

 

Ultime dall'UE

Agenda digitale UE: a che punto siamo?

Secondo nuovi dati, la Commissione europea è sulla buona strada per raggiungere 95 dei 101 obiettivi dell’Agenda digitale per l’Europa entro il 2015.
È una buona notizia.
I cittadini e le imprese dell’UE si collegano di più a internet, fanno più acquisti online e si sentono più sicuri e preparati in rete, ma spesso fanno fatica a soddisfare il loro appetito digitale – soprattutto nelle zone rurali – per mancanza di accesso alla banda larga ad alta velocità.
Altro problema rilevante è la minaccia che si venga a creare un divario in termini di qualifiche digitali.
 
Nellie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Agenda digitale, ha dichiarato “Oggi la maggior parte degli europei è entrata nell’era digitale e intende approfittarne pienamente. Abbiamo risolto il problema dell’accesso a Internet, ma il divario digitale non si è colmato. Senza l’impegno di tutti a fare di più, rischiano di emergere in Europa sacche di analfabetismo digitale”.
 
Questa è in sintesi la situazione:
 
  • Aumenta l’uso regolare di Internet: dal 2010 a oggi la percentuale di chi usa Internet almeno una volta alla settimana è passato dal 60% al 72%. I miglioramenti più significativi si sono avuti in Grecia, Romania, Irlanda, Repubblica ceca e Croazia, mentre i migliori risultati in assoluto (più del 90% di utilizzatori) si registrano in Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Negli Stati Uniti gli utilizzatori di Internet rappresentano l’87% della popolazione adulta. In Italia utilizza internet una volta a settimana il 56% della popolazione, il 54% una volta al giorno, entrambi i dati in crescita di 3 punti rispetto al 2012.
  • Notevoli progressi per i gruppi svantaggiati: negli ultimi quattro anni l’uso di Internet da parte dei disoccupati, dei meno istruiti e delle persone più anziane è balzato dal 41% al 57%. A questo ritmo centreremo l’obiettivo del 60% già prima del 2015.
  • I non utilizzatori diminuiscono di un terzo: il 20% degli abitanti dell’UE non ha mai usato Internet (dato in diminuzione di un terzo rispetto a quattro anni fa). Se le tendenze attuali si confermeranno, l’obiettivo del 15% entro il 2015 sarà raggiunto. In Italia la percentuale è del 34% in calo di 3 punti percentuali rispetto al 2012.
  • Siamo sempre più numerosi a fare acquisti online: oggi il 47% dei cittadini europei fa acquisti su Internet, in aumento di dieci punti sul dato del 2009. L’obiettivo di arrivare al 50% entro il 2015 sembra dunque molto realistico. Il dato italiano si ferma al 20% in crescita di 3 punti rispetto al 2012.
  • L’accesso è garantito. Oggi il 100% degli europei ha accesso alla banda larga, generalmente con la possibilità di scegliere fra modalità diverse (fibra, cavo, ADSL o accesso mobile 3G/4G). Come minimo, tutti gli europei hanno la possibilità di sottoscrivere un servizio di banda larga via satellite a costi accessibili.
  • Tecnologie di banda larga veloce: la disponibilità di banda larga mobile 4G è balzata dal 26% al 59% in un anno. L’accesso a Internet a velocità di almeno 30 Mbps su linea fissa raggiunge il 62% della popolazione dell’UE, rispetto al 54% un anno fa e al 29% nel 2010. La banda larga veloce raggiunge almeno il 90% delle famiglie in Belgio, Danimarca, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Regno Unito. L'Italia è invece molto sotto la media, solamente il 21% delle case italiane è raggiunto dalla banda larga, con almeno 30 Mbps in download, mentre la tecnologia 4G raggiunge il 39% della popolazione.
 
Le partite ancora aperte
 
  • Opportunità mancate per le piccole imprese: solo il 14% delle imprese con meno di 250 dipendenti vende online. Tutti gli Stati membri rimangono lontani dall’obiettivo del 33% (media UE) entro il 2015.
  • Zone rurali a rischio in Europa: appena il 18% dei domicili situati nelle zone rurali ha accesso alla banda larga veloce.
 
Nel 2013 i servizi di eGovernment sono rimasti al palo: ne fa uso solo il 42% della popolazione dell’UE. Al ritmo di crescita attuale gli Stati membri non raggiungeranno il traguardo del 50% entro il 2015
 
 
Media UE
Banda larga
2014
Obiettivo
Copertura con banda larga di base
100%
100% (2013)
Mercato unico digitale
 
 
Popolazione che fa acquisti online
47%
50% (2015)
Commercio elettronico transfrontaliero
12%
20% (2015)
PMI che vendono online
14%
33% (2015)
Inclusione digitale
 
 
Uso regolare di Internet
72%
75% (2015)
Uso regolare di Internet da parte di persone svantaggiate
57%
60% (2015)
Popolazione che non ha mai usato Internet
20%
15% (2015)
Servizi pubblici
 
 
Cittadini che interagiscono online con le autorità
42%
50% (2015)
Cittadini che trasmettono moduli compilati per via elettronica
21%
25% (2015)
 
Contesto
 
  • La Commissione europea mira a creare un contesto economico e regolamentare favorevole alla concorrenza e agli investimenti nei mercati europei delle tecnologie digitali.
  • Nel 2013 la Commissione ha proposto misure concrete per creare un mercato unico delle telecomunicazioni e così far fronte a molti problemi evidenziati dai dati odierni.
  • Il Quadro di valutazione dell’Agenda digitale del 2014 valuta i progressi compiuti nel raggiungimento di quest’obiettivo a livello europeo e nazionale, sulla base di 13 indicatori essenziali. I dati utilizzati sono del 2013.
 
A tutt’oggi la Commissione ha portato a termine 72 azioni dell’Agenda digitale europea su un totale di 101. Altre 23 procedono nel rispetto del calendario di attuazione. Sei azioni sono invece già in ritardo o a rischio di sforare i tempi previsti.
 
 
Fonte: Sito della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.

 

Web Marketing

Web marketing: una raccolta (e relativa infografica) di tools gratuiti

Il web offre una gran varietà di strumenti (tools), utili per fare di tutto:
dalla creazione di infografiche, all’ottimizzazione di pagine web, alla ricerca di contatti al modificare le foto.
Alcuni di questi strumenti sono a pagamento, essendo di natura strettamente professionale, ma è possibile trovare struementi interessanti anche a prezzi contenuti e anche totalmente gratis.
 
PMI Servizi propone un’utile rassegna dei tools “free of charge” specifici per il web marketing oltre ad una infografica che consiglia strumenti validi in tutte le ore del giorno, descrivendone in sintesi le funzioni e le modalità di utilizzo.
 
La rassegna è disponibile alla pagina web

Brand reputation: 5 strumenti gratuiti per il monitoraggio

Prima dell’avvento di internet le opinioni personali rimanevano tali o circolavano al massimo entro una ristretta cerchia di relazioni sociali. Oggi, se qualcosa non ci piace, non ci soddisfa o ci delude, lo scriviamo immediatamente sul web, ovvero nei social, nei blog, nelle sezioni “commenti”.
 
Questa libertà di far sentire la propria voce è senz’altro una bellissima opportunità che però, d’altra canto, dà luogo ad un flusso di informazioni enorme e non facilmente gestibile dalle aziende per le quali è invece importante sapere cosa, di brutto o di bello, viene detto su di loro e avere la possibilità di rispondere.
In poche parole hanno bisogno di gestire e monitorare la brand reputation online.
 
Secondo una ricerca eMarketer.com,  l’83% dei consumatori afferma che le recensioni online influenzano la loro scelta di acquisto, mentre l’80% afferma che i commenti negativi modificano la loro decisione di acquistare un prodotto.
 
Anche sulla base di questi dati, appare chiaro che il monitoraggio e la gestione della brand reputation online sono ormai indispensabili in ogni azienda.
Si tratta di un compito non certo semplice perché i canali attraverso i quali gli utenti parlano sono moltissimi e, essendo impossibile controllarli tutti manualmente, è necessario affidarsi a degli strumenti .
 
PmiServizi ne ha selezionato 5, totalmente gratuiti, e li presenta, ognuno con le sue caratteristiche, alla pagina:
 

Come si conquista la fedeltà e l’attaccamento ad un’azienda o ad un brand: la Customer Loyalty in un’infografica

Cosa fa rimanere un cliente fedele ad un’azienda? 
La risposta è molto semplice, si chiama Customer Loyalty, espressione utilizzata nel web marketing per rappresentare l’attaccamento a un brand o a una azienda.
 Costruire e rafforzare questo rapporto  che lega i clienti al business dell’azienda: è quello che tutte le aziende desiderano, sia che si tratti di un grosso brand, una multinazionale o una piccola e media impresa.
 
Il concetto di fedeltà del cliente è in pratica parallelo a quello di Loyalty Reward: quello che fa del cliente un cliente che torna, la motivazione che spinge il ciente a tornare a comprare o a sceglier il servizio offertio da un’azienda piuttosto che a rivolgersi ad un altro fornitore.
 
Guardando alla Customer Loyalty dal punto di vista dell’ azienda o del brand viene spontanea la domanda:
 
cosa si può fare per costruire questo rapporto di fiducia e di “fedeltà”?
 
PMI Servizi ci propone una infografica commentata che aiuta a capire proprio questo: quali strumenti utilizzare, quali modalità seguire per costruire, rafforzare e mantenere nel tepo un rapporto di fiducia fra cliente e azienda.

L’infografica e i relativi commenti sono disponibili sul sito di PMIServizi alla pagina: http://news.pmiservizi.it/approfondimenti/infografica-feleta-clienti.html


 

Notizie dalle Camere

Una APP della Camera di Commercio di Prato per restare aggiornati sulla vita dell’Ente

Una APP per raccontare l'ente, le sue attività, le iniziative, le novità: uno strumento innovativo che si rivolge a quella fascia di utenza "altamente digitalizzata" che ormai rappresenta una fascia di pubblico in continua crescita.
 
E' già disponibile su Google Play per smartphone la nuova App della Camera di Commercio di Prato e tra pochi giorni sarà disponibile anche su AppleStore.
Al suo interno sono disponibili informazioni sull'ente, link ai video e alla trasmissione "Obiettivo Impresa" nonchè ai social dell'ente (Facebook e Twitter).
 
E poi una sezione è dedicata alle pubblicazioni camerali, lavori monotematici che spaziano su temi diversi e che l'ente produce nel corso dell'anno.
 
Insomma, la nuova APP rappresenta uno strumento agile per rimanere aggiornati tramite il proprio smarphone e non perdere nessuna delle iniziative della Camera di Commercio.
 

Camera di Commercio di Pistoia. Bando per l'attribuzione di contributi finalizzati alla promozione dell'e-commerce

Nell'ambito delle iniziative promozionali volte a favorire lo sviluppo del sistema economico provinciale la Camera di Commercio di Pistoia intende sensibilizzare e sostenere le imprese della Provincia di Pistoia nel cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali e dell'e-commerce in particolare.
 
Attraverso il progetto "Servizi avanzati di IT, banda larga, risparmio energetico e trasferimento tecnologico" finanziato dall'Accordo di Programma MISE-Unioncamere 2012 la Camera di Commercio di Pistoia mira a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese attraverso la concessione di contributi per facilitarne l'accesso al commercio elettronico, agevolando in particolare l'attivazione di nuovi siti di e-commerce ed il potenziamento di siti già esistenti.
 
Il progetto prevede, pertanto, la promozione dell'innovazione digitale a livello imprenditoriale al fine di migliorare l'attività quotidiana dell'impresa, nonché accrescere il loro business, attraverso la vendita dei loro prodotti e brand anche sui mercati esteri.
 
Nello specifico, con il presente bando, si prevede l'erogazione di contributi alle micro, piccole e medie imprese per implementare soluzioni di commercio elettronico che consentano la gestione completa di una transazione o di un ordine fino alla gestione del pagamento.
A tal fine verranno previsti anche contributi per l'installazione di strumenti per il collegamento ad internet a banda larga nelle zone in non coperte da un servizio idoneo.

Per maggiori informazioni visitare la pagina specializzata del sito web della Camera pistoiese:

http://www.pt.camcom.it/bando_per_attribuzione_di_contributi_per_ecommerce.asp?ln=&idtema=1&page=informazioni&index=1&idtemacat=1&idcategoria=7138


 

Iniziative Istituzionali

Competenze digitali:online le linee guida Agid-Formez PA

Sono online le linee guida Agid-Formez PA per sviluppare le competenze digitali in Italia e definire gli obiettivi minimi per favorire una cultura digitale tra i cittadini, tra i dipendenti della PA e tra gli addetti ai lavori. Il documento è stato presentato al Forum PA 2014.
 
Per il settore pubblico sono 4 le linee di attività riportate nel documento: sviluppo delle competenze digitali per tutti; sviluppo dell’e-leadership per chi ha la responsabilità di orientare le scelte di una PA; sviluppo di competenze verticali dei dipendenti per le figure impegnate in mansioni di alto contenuto tecnologico; attivazione una rete di condivisione della conoscenza tra tutti.
 
“Digital skills are fundamental to an effective use of ICT” dice l’ultimo rapporto della Commissione Ue sull’attuazione dell’agenda digitale in Europa, pubblicato il 28 maggio 2014.
 
E l' Italia ha ancora molta strada da fare:
 
se in Europa il 39% dei lavoratori ha scarse competenze digitali e il 14% non ne ha affatto, in Italia ben il 50% ha scarse competenze digitali, cioè un lavoratore su due, mentre il 27% ne è completamente privo.
Se passiamo al settore pubblico, prima di parlare di digital skills, occorre dare uno sguardo all’età.
Nel settore pubblico il 40% dei dipendenti ha tra i 50 e i 59 anni, il 35% ha tra i 40 e i 49 anni, mentre solo il 18,5% ha meno di 40 anni (fonte Corte dei Conti, Relazione 2011 sul Costo del lavoro pubblico).
Altro dato: la maggior parte di essi, ben il 29%, si concentra nel comparto della scuola,il luogo ideale in cui gli studenti dovrebbero accrescere le loro competenze anche digitali.
Nell'UE il 41% dei cittadini ha interagito con le Pubbliche Amministrazioni via internet. Tra gli italiani, il 21% ha avuto tale interazione negli ultimi 12 mesi.
La scarsa cultura digitale tra coloro che lavorano è uno specchio di quanto avviene in tutta la popolazione: in Italia il 34% dei cittadini non ha mai usato internet contro il 21% in Europa.
 
Links a:
LINEE GUIDA
DIGITAL AGENDA SCOREBOARD

 

Studi, Rapporti, Analisi

Le nostre attività on line preferite: i risultati dell'indagine IAB

Ormai la nostra quotidianità si è completamente digitalizzata, grazie soprattutto alla diffusione delle tecnologie necessarie per connettersi a Internet, sempre e ovunque. L’offerta degli operatori diventa sempre più varia e il mercato permette, infatti, di scegliere connessioni Adsl ad alta velocità oppure semplicemente di trovare una tariffa per la chiavetta internet vantaggiosa per navigare in rete anche in mobilità.
 
Ma come impieghiamo il nostro tempo nel World Wide Web?
 
A stilare una classifica ci ha pensato l’Interactive Advertising Bureau (IAB) in collaborazione con Gfk.
La ricerca si è occupata di quantificare il tempo che ogni utente (su campione statunitense) spende per le varie attività online.
 
Il risultato è stato che per ben 37 minuti al giorno gli utenti navigano sui social network, prevedibilmente l’attività preferita sul web.
Al secondo posto si piazza controllare alle email e rispondere ai vari messaggi: 29 minuti al giorno. Alla base del podio, invece, gli utenti scelgono di guardare video, ad esempio su YouTube, per un totale di 23 minuti al giorno.
 
Lo streaming video perde qualche punto rispetto gli anni passati, che registra un “pari merito” con i minuti spesi per fare ricerche sui motori di ricerca come ad esempio Google. Chi invece impiega del tempo per sfidarsi a Candy Crush o altri giochi online spende 19 minuti al giorno. Quest’attività, a dispetto della precedente, si è guadagnata più attenzione da parte degli utenti rispetto lo scorso anno, così come la consultazione di blog e l’ascolto della radio: 8 minuti al giorno.
 
Sul fondo della classifica, invece, troviamo la lettura di quotidiani e magazine online. Strano, dal momento che è stato proprio il mondo dell’informazione a essere più profondamente trasformato dalla diffusione del web e soprattutto dei social. Quanto tempo spendiamo sulle pagine digitali? In media, appena 5 minuti al giorno per le pubblicazioni quotidiane e solo 3 minuti per i magazine.
 
Bisogna comunque considerare che il bacino di utenti intervistato per la ricerca comprende un campione di 5 mila adulti americani tra i 18 e i 64 anni e i dati che sono stati elaborati si riferiscono al 2013.
 
Rispetto agli anni precedenti, comunque, destiniamo a Internet una parte sempre maggiore del nostro tempo libero, senza contare ovviamente tutti i professionisti che davanti a uno schermo ci lavorano. Costante negli anni il primato dei social network, indice importante di quanto stiano cambiando non solo le strutture della rete, aperte sempre di più al concetto di condivisione, ma anche la società.
Pensiamo ad esempio a tutte le campagne che ultimamente sono state varate per promuovere la sicurezza sul web, tramite pubblicazioni e convegni dedicati ai rischi della privacy soprattutto sui social network. E questo non è soltanto un fenomeno d’oltreoceano, ma anche in Italia si registra un aumento significativo e preoccupante dei casi di cyberbullismo e furto dell’identità (e più in generale dei dati personali).
 
La presenza massiva delle piazze virtuali nella nostra vita sociale è un fenomeno che non avrebbe ormai più senso contestare o approvare, tuttavia risulta importantissimo farne un uso consapevole in vista soprattutto di una maggiore tutela della nostra privacy.
 

Fonte:Helpconsumatori


 

Appuntamenti

L’Rfid ci salverà: etichette intelligenti, applicazioni, potenzialità tecniche e aspetti legali. Camera di Commercio di Lucca, 9 luglio 2014

Obiettivo specifico del seminario in questione, è quello di esaminare natura, funzionalità e potenzialità dei sistemi Rfid in ambito aziendale, in particolare nel settore della logistica, verificandone le implicazioni legali e tecniche.  Nella trattazione degli argomenti saranno privilegiati i profili operativi (compresi case history), e verrà lasciato ampio spazio alle domande del pubblico, affinché imprenditori e consulenti possano ricevere utili spunti per il proprio business.
Il seminario è rivolto a Imprenditori, Responsabili area logistica, Consulenti e professionisti della net-economy
La partecipazione è gratuita
 
Orario: 9:30 – 17:30
 
Organizzazione e coordinamento: Il seminario è organizzato dalla Camera di Commercio di Lucca, Ufficio Politiche Comunitarie Eurosportello
 
Relatori:
 
Ing. Fernando Angeli
Ingegnere in Lucca, Studio Associato Angeli
Docente esterno del Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno
Avv. Antonio Zama
Avvocato in Bologna, Studio Iusgate, Direttore responsabile di Filodiritto
Si occupa di diritto commerciale, dei trasporti e diritto delle nuove tecnologie
 
Modalità di iscrizione:
La richiesta di partecipazione dovrà pervenire alla Segreteria Organizzativa mediante iscrizione dal sito tramite la specifica Scheda di adesione on line
Sede: Camera di Commercio – Corte Campana, 10 Sala dell’Oro
 
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Biblioteca

Business Networking.Come usare il social web per la creazione di relazioni professionali

La Rete è diventata un luogo dove si possono svolgere molteplici attività, da quelle ludiche a quelle professionali, da quelle educazionali fino a quelle sportive o di intrattenimento.
Non si tratta più di un sistema parallelo, a se stante e/o auto consistente, piuttosto la Rete rappresenta un habitat ormai ibridato con tutti gli altri ambienti della vita. Lavorare in rete, con la rete o per la rete... ormai non fa più differenza.

Questo libro, in un contesto dove le dinamiche, gli strumenti, i linguaggi e le tendenze sono in continuo divenire, affronta il tema della costruzione delle relazioni professionali nel social web e sistematizza i metodi, gli strumenti e le tecniche che fanno del Business Networking una grande opportunità.
Il testo, quindi, si rivolge a professionisti, imprenditori e manager che intendono utilizzare la Rete non solo come strumento di comunicazione, ma come parte integrante dell’attività lavorativa per creare e mantenere relazioni forti in grado di incrementare il proprio business. 
 
 Business Networking. Come usare il social web per la creazione di relazioni professionali 
di Cogo Gianluigi - Favaro Simone
 
Costo: € 22,00 Iva assolta
Collana: Apogeo Education - Pionero
Edizione: 1
Copyright: Dicembre 2013
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 150
Formato: 15x23
 




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