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Newsletter Net Economy
Iscrizione al Tribunale di Lucca N° 783 del 30/5-3/6/2003
N° 10 del 30/10/2014

e-Commerce

E-commerce: Adiconsum-Netcomm, al via conciliazione paritetica

Parte la conciliazione paritetica con Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano: i consumatori che hanno fatto acquisti online e sono incappati in problemi con un’azienda di e-commerce, possono ora risolvere il contenzioso in maniera semplice e rapida.
Un buon passo avanti nel rapporto fra cittadino-consumatore e commercio elettronico, in crescita negli ultimi anni, e con un fatturato complessivo stimato oltre i 13 miliardi di euro per il 2014.
 
Il commercio elettronico rappresenta un’opportunità per il consumatore in termini di risparmio di tempo, di soldi, di trasporto. Ma troppe sono le criticità e i disservizi che ancora subiscono i consumatori che effettuano il loro acquisti tramite internet e più in generale tramite le vendite a distanza – dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum Per questo Adiconsum e Netcomm hanno dato seguito all’accordo firmato nel 2012, il primo nel suo genere, attivando anche la conciliazione paritetica, ossia la risoluzione stragiudiziale della controversia che dovesse insorgere tra consumatore e un’azienda aderente al Consorzio Netcomm, arrivando ad un accordo tra le parti. L’adesione di Netcomm al progetto della conciliazione targato Ministero dello Sviluppo economico è di fondamentale importanza continua Giordano Auspichiamo che anche altre realtà, come ad esempio il settore delle vendite a distanza, aderisca a tale protocollo. È tempo che le tutele del consumatore siamo applicate e che il lavoro e l’impegno delle aziende sane sia valorizzato rispetto a coloro le quali operano con pratiche commerciali scorrette”.
 
Sono tre le condizioni per richiedere la conciliazione: il consumatore deve aver inviato un reclamo all’azienda; non aver ricevuto risposta, o aver ricevuto una risposta ritenuta insoddisfacente; non aver presentato ricorso all’Autorità giudiziaria.
Nel caso il consumatore voglia farlo, deve comunicare alla Segreteria di conciliazione la rinuncia alla conciliazione. La conciliazione è aperta non appena il consumatore che denuncia un disservizio con un’azienda darà mandato ad Adiconsum di rappresentarlo nel Comitato di conciliazione. La conciliazione paritetica permette di risolvere la controversa in 60 giorni dal momento del ricevimento da parte della segreteria della domanda.
 
Si tratta di un passo avanti per i consumatori e per il commercio elettronico, che negli ultimi anni – secondo recenti dati Netcomm – sta crescendo al ritmo del 20% all’anno: l’andamento del fatturato è stimato in oltre 13 miliardi di euro per il 2014, insieme all’impennata del numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni.
 
“Stiamo assistendo a un forte interesse delle imprese e dei consumatori, in particolare del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui la crisi sta mettendo a dura prova i modelli di business e di vendita tradizionali – si legge sul sito di Netcomm Proprio la stabile crescita a doppia cifra dell’e-commerce mostra come le aziende italiane stiano adottando sempre più una strategia multicanale nel vendere e proporsi al mercato”.
 
Fonte: Adiconsum

Usare Facebook per promuovere gli e-commerce: 10 consigli.

Facebook è ancora il social che ha il numero maggiore di utenti, per questa ragione difficilmente un brand potrebbe non trovare su Facebook il proprio target.
I siti di e-commerce spesso sfruttano le pagine Facebook per incrementare il traffico sul sito e veicolare acquisti.  A volte, però, può essere non solo complicato, ma anche controproducente.  Pmi Servizi suggerisce 10 consigli su altrettanti modi per sfruttare la fan page e migliorare l’engagement, fidelizzare i clienti ed aumentare le visite sul sito di e-commerce.

L’approfondimento è disponibile alla pagina web: http://news.pmiservizi.it/approfondimenti/internet-approfondimenti/facebook-per-ecommerce.html.

Fonte: PmiServizi


Google Analytics per e-commerce: una rassegna di 14 eventi da tracciare per capirne funzionamento e potenzialità

Google Analytics è uno strumento gratuito ma incredibilmente potente, che ci fornisce moltissimi dati, interessanti e utili, sulle prestazioni del sito, sul comportamento degli utenti e anche sulla loro identità.
 
L’utilizzo di Analytics è, per un sito e-commerce, importantissimo perché fra le sue molteplici funzioni c’è anche quella di tracciare il raggiungimento di obiettivi (finalizzazione dell’acquisto, invio di richieste….) e gli eventi, laddove Google definisce, come eventi  
 
 “l’ interazioni tra utenti e contenuti monitorabili indipendentemente dal caricamento di una pagina web o di una schermata. Download, clic su annunci per dispositivi mobili, gadget, elementi Flash, elementi incorporati AJAX e riproduzioni video sono tutti esempi di azioni che possono essere monitorate come eventi.”
 
Impostare il tracciamento di un evento è quindi molto importante e non è difficile, ma…. come si fa?
 
PmiServizi ha pubblicato, sul proprio sito, una rassegna di 14 tracciamenti che si possono impostare su Google Analytics per aiutare a capire meglio come lo strumento funziona e quindi ad utilizzarlo per il suo obiettivo finale: migliorare le prestazioni di un sito del proprio sito di e-commerce.
 

 

Finanziamenti/Agevolazioni

Contributi per progetti di ricerca e sviluppo realizzati congiuntamente da imprese e Organismi di ricerca

Con Decreto dirigenziale n. 4421 del 2 ottobre (supplemento al B.U.R. n. 41 del 15/10/2014) è stato approvato un bando per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati congiuntamente da imprese e organismi di ricerca in materie di nuove tecnologie del settore energetico, fotonica,. ICT, robotica e altre tecnologie abilitanti connesse.
 
Il bando fa riferimento al PAR FAS (linee di azione 1.1.1 e 1.1.3) e all'Accordo di Programma Quadro tra Regione Toscana, MIUR e MISE.
Possono presentare domanda le associazioni temporanee di scopo (ATS), costituite o costituende, composte da imprese in collaborazione effettiva obbligatoria con Organismi di ricerca.
 
Il bando è articolato in due linee di azione, distinte per massimali di investimento e per beneficiari:
 
A.      la Linea A finanzia progetti presentati da ATS, costituite o costituende, composte da PMI in collaborazione effettiva obbligatoria con almeno un organismo di ricerca; le ATS devono obbligatoriamente essere composte da non più di cinque imprese e devono prevedere, fra queste, la partecipazione di almeno una microimpresa o una piccola impresa. Il costo totale non deve essere inferiore a euro 1.000.000 e superiore a euro 3.000.000;
B.      la Linea B finanzia progetti presentati da ATS, costituite o costituende, composte da grandi imprese e/o PMI in collaborazione effettiva obbligatoria con almeno un organismo di ricerca; le ATS devono obbligatoriamente essere composte da non più di cinque imprese (grandi imprese e/o PMI) e devono prevedere, fra queste, la partecipazione di almeno una microimpresa o una piccola impresa. Il costo totale non deve essere inferiore a euro 3.000.000 e superiore a euro 15.000.000.
 
I progetti di ricerca e sviluppo devono essere realizzati nei seguenti ambiti:

- Nuove tecnologie del settore energetico, con particolare riferimento al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili; particolare attenzione sarà prestata a:

  • tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • pratiche produttive, materiali e soluzioni per il risparmio energetico o ad alta prestazione energetica;
  • sistemi geotermici integrati;
  • impianti su piccola scala;
  • smart grids, sistemi di accumulo energetico, sistemi di conversione ed efficienza energetica, e altre tecnologie abilitanti per il risparmio e l'efficienza energetica nell'ambito delle smart communities e della social innovation;

- Piattaforma tecnologica integrata per l'optoelettronica, la fotonica, l’ICT, la robotica e le altre tecnologie abilitanti connesse; particolare attenzione sarà prestata a:

  • applicazioni delle tecnologie Information and Communication Technology (ICT), delle tecnologie fotoniche e della robotica;
  • sensoristica, applicazioni ottiche e informatiche per il controllo dell'ambiente, delle attività produttive, della mobilità e delle altre attività umane;
  • tecnologie per l'aerospazio e la sicurezza (ad esempio: sensori, applicazioni ottiche e comunicazioni);
  • tecnologie per la comunicazione e trasmissione dati (ad esempio: reti ad alta velocità).
Gli  aiuti sono concessi sia nella forma dell' aiuto rimborsabile che non rimborsabile; la possibilità di avvalersi dell’aiuto rimborsabile è limitata alle imprese ed è facoltativa.
I contributi concessi, sia nella forma dell'aiuto rimborsabile che non rimborsabile, sono espressi in percentuale rispetto al totale dei costi del progetto, in maniera variabile in ragione della dimensione dell'impresa e della tipologia di ricerca.
Le domande possono essere presentate entro il 23 dicembre 2014.
 

Testo del Decreto: http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/DettaglioAttiD.xml?codprat=2014AD00000005452


 

Nomi a dominio

L'importanza del domain name e le procedure di riassegnazione

“Domain name” è il termine tecnico comunemente usato per indicare l'indirizzo di un sito internet nel world wide web, che altrimenti sarebbe costituito da una serie incomprensibile di numeri. Ad un nome a dominio corrisponde una sola sequenza di numeri e viceversa. L'ultima parte del domain name sta ad indicare il paese o altre caratteristiche del titolare, del prodotto o del servizio servizio (.it, .eu, .usa, .com, .net, .org). Il suffisso .it indica la provenienza italiana.
Questi i concetti “base” che sottendono al nome a dominio.
Newsmercati ha pubblicato, nel suo ultimo numero, un interessante approfondimento utile per a conoscere i principi fondamentali dei nomi a dominio nonché le condizioni ed i principi per evitare le problematiche giudiziarie sottese al fortissimo impatto commerciale che questi possono avere, e che li rende paragonabili in termini di importanza e di necessità di tutela, ad un vero e proprio marchio d’impresa.

Leggi l’articolo: http://www.newsmercati.com/Article?ida=8789&idl=5347&idi=9&idu=3567.

Fonte: Newsmercati.com


 

Social Networks

La reputazione si gioca sui networks?

 
Da Edi Florian una approfondita recensione del libro “La tua reputazione su Gooogle ed i Social Media” attraverso una sintetica ma mirata e “illuminante” analisi del tema oggetto del testo. La riportiamo integralmente, tratta dal sito www.ediflorian.com.
 
Da alcuni anni la comunicazione è cambiata, i mezzi sono cambiati e anche la percezione della realtà ha subito una forte trasformazione: ora si deve parlare di "Social Reputation" o "Reputation on line" non possiamo non considerare questo cambiamento epocale per il bene delle aziende, dei brand e delle persone.
A tal proposito ho raccolto informazioni, partecipato a workshop formativi e letto varie pubblicazioni; una in particolare consiglio agli esperti e anche ai profani della materia: “La tua reputazione su Google e i Social Media”- ed. Hoepli.
 
Questo libro nasce con l’obiettivo di illustrare una tematica complessa e multidisciplinare, grazie al contributo di numerosi professionisti e reputation manager;  un libro specifico sulla  reputazione online, descrizioni chiare sulle principali opportunità e sui possibili rischi derivanti dal legame sempre più forte fra vita reale e manifestazione o trasposizione della stessa nell’online attraverso Google e i Social Media.
 
Sono stati illustrati  i principi base di reputation management, gli strumenti e le tecniche per analizzare e definire i rischi reputazionali on line; i principali rischi ai quali si può  essere soggetti sia da privati utenti, sia da aziende e organizzazioni nella gestione della reputazione online.
Si tratta di un libro che mira a evidenziare come negli ultimi anni sia cambiata la percezione degli individui e delle aziende, presenti sul web;  ormai abbiamo a disposizione da servizi di ogni genere che forniscono e recepiscono informazioni on line.
 
Chiediamoci: i digital media possono modificare la reputazione, sia del singolo che delle aziende? E se si, in che modalità?
 
Nel libro le risposte attraverso l'illustrazione di alcuni casi concreti che spesso hanno messo in difficoltà privati e/o aziende, con l’intento di porre l’attenzione sui rischi on line che si possono correre, sul modo di affrontarli e cercare di limitarli al massimo, ma soprattutto sul modo di come evitarli o prevenirli.
Oggi  la complessità, la velocità e la condivisione dei contenuti e delle notizie degli utenti web, sottolineano come possano essere necessari strumenti e metodologie che controllino coerentemente lo “status” della propria  online reputation, perché questa non venga falsata.
Acluni dati che fanno riflettere; in ogni minuto della giornata vengono prodotti, distribuiti e condivisi online:
  • 100.000 tweet su Twitter
  • 684.478 post su Facebook
  • 2.000.000 ricerche su Google
  • 48 ore di video caricate su YouTube
  • 47.000 applicazioni scaricate da App Store
  • 3.600 foto condivise su Instagram
  • 571 nuovi siti web
  • 272 mila dollari spesi dai consumatori online
Troppo  spesso profili personali, commenti, notizie vere o false e foto possono risultare inappropriati ad  apparire nei primi risultati di ricerca attraverso Google o i Social Media, tanto più perché si prestano a dare determinate informazioni molto spesso sensibili e anche ad insaputa del titolare dello stesso profilo in rete.
La “reputation on line” della persona o di un brand ha come metro di misura la qualità delle informazioni e le relazioni on line presenti sui motori di ricerca e social media; ecco perché è indispensabile un continuo e costante monitoraggio in rete delle notizie che appaiono in relazione al nostro nome, brand o area di attività.

In  tale prospettiva, il libro “La tua reputazione su Google e i Social Media” che non si rivolge espressamente ed esclusivamente agli specialisti del web, chiarisce e promuove soluzioni accessibili, per prevenire e trattare la reputazione on line dei manager, dei professionisti, dei genitori come dei figli


 

Web Marketing

Blog aziendale: le best practices per crearlo e mantenerlo aggiornato

Si parla spesso, e se ne è parlato anche in questa newsletter, dell’utilità e dell’ efficacia dei blog aziendali ai fini dell’interazione con il cliente, oggi più che mai necessaria in un serio progetto di business.
Realizzare e mantenere aggiornato un blog aziendale (c.d. corporate blog), di fatto, richiede tempo e dedizione, ma i vantaggi sono molteplici, sia a livello di riconoscimento del brand (brand reputation), di fidelizzazione del cliente e anche in ottica SEO.
Perché il blog aziendale possa essere un blog di successo, è però necessario avere alcune accortezze e rispettare determinati criteri.
Un interessante articolo pubblicato da PmiServizi, ci racconta quali sono gli accorgimenti utili per creare ed aggiornare in modo corretto, il corporate blog  e cogliere quindi tutte le opportunità ed i vantaggi che questo strumento può offrire per la “salute” del business.

Leggi l’articolo alla pagina web: http://news.pmiservizi.it/approfondimenti/internet-approfondimenti/blog-aziendale-di-successo.html


 

Notizie dalle Camere

Camera di Commercio di Pisa: Bando per contributi finalizzati alla promozione dell E-commerce

Attraverso il progetto “Servizi avanzati di IT, banda larga, risparmio energetico e trasferimento tecnologico”finanziato dall’Accordo di Programma MISE-Unioncamere 2012 la Camera di Commercio di Pisa mira a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese attraverso la concessione di contributi per facilitarne l’accesso al commercio elettronico, agevolando in particolare l’attivazione di nuovi siti di e-commerce ed il potenziamento di siti già esistenti.
Il progetto prevede, pertanto, la promozione dell’innovazione digitale a livello imprenditoriale al fine di migliorare l’attività quotidiana dell’impresa, nonché accrescere il loro business, attraverso la vendita dei loro prodotti e brands anche sui mercati esteri.
Il bando ha la finalità di promuovere l’innovazione digitale nelle piccole e medie imprese, sostenendole nei loro investimenti in tecnologie digitali, con l’obiettivo ultimo di incrementare la competitività del sistema economico. 
Nello specifico, con il bando, si intende concedere incentivi alle PMI per promuovere la diffusione delle tecnologie digitali e l’uso di strumenti avanzati di ICT e attività di diffusione di tecnologie digitali per favorire l’uso di servizi innovativi; si intendono proporre degli interventi volti all’utilizzo delle nuove tecnologie, quale ad esempio l’e-commerce.
 
Sono ammesse ai finanziamenti previsti dal bando le micro, piccole e medie imprese, costituite nelle varie forme giuridiche previste, con sede legale e/o operativa nella provincia di Pisa che presenteranno la domanda allegata al presente bando. Per le specifiche si rimanda all'articolo 3 del Bando
 
Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite la Posta Elettronica Certificata (PEC) dell'impresa/della persona fisica o di un suo consulente secondo le modalità specificate nell'Art. 6 del bando entro il 30/11/2014 all'indirizzo assefi@legalmail.it.
Non sono ammessi invii cartacei.
 
LINKS:
 
Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

ASSEFI Azienda Speciale per lo Sviluppo, l'ecosostenibilità e formazione imprenditoriale
Responsabile: Dott. Paolo Pieraccioni

Tel. 
050 503.275
Fax  050 512.365

assefi@pi.camcom.it
assefi@legalmail.it


 

Iniziative Istituzionali

La Costituzione di Internet: on line la bozza del testo. E parte la consultazione pubblica aperta a tutti i cittadini

La Costituzione di internet è pronta: da lunedì 13 ottobre scorso tutti gli interessati la possono consultare online sul sito della Camera dei Deputati.
Il cosiddetto “bill of rights” è stato elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri sulla rete, composta da 13 esperti e 10 parlamentari. 
 
La Carta si compone di 14 articoli e il suo tratto distintivo è quello di porre l’individuo al centro dell’attenzione, superando anche il concetto di profitto. Le questioni affrontate sono molteplici ed importanti e, nello specifico, riguardano:
 
-          diritti individuali e la loro garanzia
-          il diritto di accesso ad Internet (obiettivo: il superamento del digital divide ma anche la volontà di superarele differenze esistenti fra uomini e donne, e nei confronti di chi soffre di disabilità o ha un percorso di alfabetizzazione più limitato
-          la neutralità della Rete
-          la protezione dei dati personali. (I dati devono essere trattati rispettando i principi di necessità, finalità, pertinenza, proporzionalità e, in ogni caso, prevale il diritto di ogni persona all'autodeterminazione informativa”)
-          l’inviolabilità dei dispositivi personali, degli elaboratori remoti accessibili tramite credenziali nonché l'intercettazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica.
Il diritto all’identità
-          Il diritto all’oblio
-          La definizione dei rapporti tra gli individui/utenti e i gestori delle piattaforme digitalisia in termini contrattuali sia per quanto riguarda il trattamento dei propri dati
-          La garanzia della sicurezza
-          L’acquisizione da parte di tutti delle capacità necessarie per utilizzare Internet in modo consapevole e attivo”.
-          La necessità di un sistema di regole”conformi alla sua dimensione universale e sovranazionale”, che tenga conto dei diversi livelli territoriali.
 
Quellaattualmente on line è una bozza di quello che sarà il testo definitivo.
 
Il 27 ottobre si è infatti aperta aprirà infatti una consultazione pubblica che durerà per quattro mesi e consentirà a tutti i cittadini di partecipare, con commenti e proposte, alla scrittura del testo definitivo della dichiarazione dei diritti in Internet.
 
La Consultazione sarà attivata sul sito della Camera dei Deputati alla seguente pagina: http://camera.civi.ci/  dove saranno riportati i 14 punti della bozza prodotta dalla Commissione di studio per i diritti e doveri relativi ad Internet.
 
Partecipare è semplice: è infatti possibile commentare e valutare le proposte della Commissione oppure aggiungere nuove proposte.
 
Per maggiori informazioni rimandiamo alla fonte della notizia:
Fonte: http://www.01net.it/la-carta-dei-diritti-pone-l-individuo-al-centro-di/0,1254,0_ART_159219,00.html

Disponibile per le PMI il servizio gratuito di fatturazione elettronica verso la PA

E’ disponibile on line il servizio base di fatturazione elettronica, strumento gratuito dedicato alle piccole e medie imprese, per compilare, trasmettere e conservare a norma le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione.

La piattaforma fornisce informazioni sulla fatturazione elettronica e ospita il nuovo servizio che permette alle imprese la creazione e la completa gestione di un limitato numero di fatture nell’arco dell’anno.

Le PMI possono così adeguarsi alla nuova realtà digitale semplicemente collegandosi alla piattaforma, senza dover scaricare alcun software.
L’accesso avviene previo riconoscimento del titolare dell’impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS); il servizio permette la compilazione del documento contabile, l’individuazione della PA destinataria, la firma digitale, l’invio e la relativa conservazione a norma.

La fatturazione elettronica è obbligatoria nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza dal 6 giugno 2014.
Sarà obbligatoria per tutte le altre amministrazioni, comprese le Camere di Commercio, dal 31 marzo 2015.

Il nuovo strumento è messo a disposizione dal Sistema Camerale in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere.

Vai alla piattaforma per la fatturazione elettronica verso la PA


 

Studi, Rapporti, Analisi

Moda ed e-commerce: i comportamenti degli utenti Internet in Europa e focus sugli acquirenti italiani nella ricerca Hybris-ContactLab

In occasione dell’evento “Omnicommerce, il futuro del Made in Italy”, ContactLab insieme ad hybris ha presentato in anteprima i risultati principali sul settore fashion estratti dall’ edizione 2014 dello “European Digital Behaviour Study”, lo studio realizzato da ContactLab, ormai diventato un appuntamento ricorrente che analizza i comportamenti degli utenti Internet in Italia e nei principali Paesi europei (UK, Francia, Germania e Spagna).
 
La ricerca ha coinvolto quest’anno quasi 25.000 utenti Internet tra quelli intervistati nella fase campionaria e quelli raggiunti grazie all’adesione all’indagine di oltre 25 merchant, che hanno veicolato il questionario dell’indagine alla propria customer base.
 
Il fashion online è il principale settore per numero di acquirenti: sono 4,2 milioni in Italia, cioè il 16% del totale utenti Internet regolari, che hanno speso mediamente 500 euro in un anno per prodotti di moda.
Osservando la crescita del comparto negli altri paesi europei (in Gran Bretagna gli shopper di moda sono l’81%) si nota tutto il potenziale italiano, destinato a crescere ulteriormente.
I canali di acquisto offline risultano essere ancora preponderanti anche se, prendendo in esame il totale utenti che hanno fatto un acquisto di moda nelle ultime 4 settimane quasi il 20% ha utilizzato i canali online.
Ben definito risulta essere anche il dato sui comportamenti che precedono l’acquisto: coloro che comperano generalmente in un negozio fisico maturano la loro decisione all’interno del negozio stesso (lo indica come driver più importante il 66%), senza però escludere incursioni online ad esempio sul sito del produttore o attraverso le newsletter.
 
Si osserva tuttavia una forte alternanza nell’utilizzo dei due canali per l’acquisto (online e offline), e quando l’utente conclude la transazione via ecommerce sono naturalmente i canali informativi digitali a guidarne maggiormente la scelta: 79% online vs 32% offline.
 
Gli acquirenti online principalmente: navigano sul sito del produttore (39%) oppure leggono la scheda prodotto del sito di e-commerce (33%). In tanti scelgono anche di affidarsi alle recensioni online, ai siti web di comparazione dei prezzi e alle newsletter (19%).
 
Dalla ricerca emerge inoltre una forte propensione degli Italiani all’utilizzo di portali ecommerce multibrand specializzati per effettuare un acquisto di moda, così come il sito della casa produttrice. La stessa predilezione si riscontra anche in Spagna e in Gran Bretagna.
Quest’ultima, insieme alla Germania, predilige più di ogni altro canale, il negozio online estensione di un punto di vendita fisico. In Francia invece è apprezzato l’acquisto tramite i siti di vendite private come canale.
In Italia gli acquirenti online di prodotti di moda si affidano più spesso ai siti di vendite private (nel 23% dei casi) rispetto agli online shopper in generale (14%); a livello europeo il canale viene utilizzato più spesso in Francia e Spagna; molto poco in Germania.
 
«Il cliente italiano sta diventando sempre più esperto: si informa su Internet, compara prezzi, condivide e commenta sui social media, fa acquisti nel retail tradizionale così come online. Dovremo dunque abituarci a parlare di Commerce senza distinguere tra offline o online»
 commenta Andreas Schmeidler, Country Manager Italia di vente-privee.
 «I soci italiani di vente-privee cercano sul sito le marche e la qualità dell’offerta, amano particolarmente il Made in Italy. La Moda (abbigliamento, accessori, calzature e lingerie) pesa per il 73% delle vendite proposte sul sito italiano, ma negli ultimi 3 anni abbiamo sviluppato numerose categorie che hanno permesso di differenziare l’offerta e attrarre anche la clientela maschile che oggi rappresenta circa il 40% dei soci. Le abitudini di acquisto sul nostro sito sono correlate al modello della vendita-evento: dalle 7 alle 9 del mattino abbiamo il picco d’accesso in cui viene venduto oltre il 60% dei prodotti. Il canale mobile incide sul 40% del traffico e del fatturato; lo smartphone ha picchi di utilizzo al mattino nel momento di mobilità verso il luogo di lavoro e si alterna al computer, mentre alla sera abbiamo un forte traffico attraverso tablet a cui la clientela maschile è sempre più affezionata».
 
La newsletter si conferma un utile strumento per i retailer: in Italia l’85% degli utenti Internet ne riceve almeno una e tra questi il 49% ne ha in casella almeno una relativa a prodotti di moda. La percentuale di iscritti alle newsletter del settore cresce tra gli utenti internet che acquistano online prodotti di moda: tra loro il 69% riceve una newsletter di moda.
 Per questi utenti l’email è un canale fondamentale nel determinare l’acquisto: quasi otto online shopper di moda su dieci (77%) infatti hanno dichiarato di avere acquistato online partendo da un link all’interno della newsletter, navigando prima un po’ sul sito del prodotto.
Più della metà di chi riceve newsletter e acquista moda online (58%) si reca invece in negozio per acquistare i prodotti o i servizi segnalati nel messaggio email. Inoltre, la newsletter è considerata un mezzo estremamente efficace per seguire i brand preferiti dal maggior numero (81%) di utenti. Oltre ad apprezzare gli aggiornamenti sulle pagine social da parte dei brand, l’utente è in relazione positiva anche con chat e push, anche se ad oggi prevalentemente come strumento per la comunicazione privata o di servizio.
«Per l’Italia il commercio omnicanale non è ancora una realtà comune, ma la ricerca conferma che oggi più che mai il retailer che vuole avere successo sul mercato necessita dell’integrazione assoluta di tutti i canali, digitali e fisici e, allo stesso tempo, deve creare una esperienza unica per il consumatore – ha dichiarato Roberto Lei, Country Manager Italia, hybris software -. Oggi l’azienda può basarsi su una profilazione più completa fornita dallo stesso utente, che in cambio chiede al brand messaggi pertinenti, per creare una custumer experience unica e ben definita».
 
«Questa nuova analisi estratta dal nostro European Digital Behaviour Study nasce con l’obiettivo di offrire ai brand del segmento fashion informazioni precise per comprendere in profondità i comportamenti di acquisto e l’evoluzione delle abitudini dei consumatori – spiega Stefano Lena, VP Sales ContactLab. “I dati dimostrano ancora una volta che il digital direct marketing è un driver determinante per la scelta di acquisto: definire una strategia integrata tra canale retail ed e-commerce sia in termini di vendite sia di promozione e comunicazione è la tappa obbligata per le aziende che vogliono fare crescere il proprio fatturato”.
«La multicanalità, intesa come l’utilizzo congiunto e integrato dei diversi canali (Store, Web, Mobile, Social) per supportare la relazione con il cliente finale, porta al conseguimento di importanti benefici, ma non è esente da criticità – spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile della Ricerca Osservatorio eCommerce B2c, School of Management Politecnico di Milano -. Tra i benefici, si segnalano una forma di comunicazione più completa e diretta rispetto al passato, la maggiore efficacia del processo di vendita, l’efficienza e il miglior utilizzo della forza vendita. Quanto alle criticità, le più significative sono la necessaria integrazione tra on e offline, il conseguente ridisegno dei processi e gli impatti sul versante organizzativo che richiedono una ridefinizione dei modelli fin qui adottati».
 
Lo studio è disponibile in download gratuito all’indirizzo http://www.contactlab.com/it/risorsa-in-evidenza/ecommerce-fashion/
 

Il sito mobile perfetto: da una ricerca Google-AnswerLab, i principi fondamentali di “site design” .

Una ricerca condotta da Google e AnswerLab, intitolata "Principles of mobile site design: delight users and drive conversions", ha sviluppato il modello del perfetto sito mobile.
In sostanza lo studio, che si sviluppa in una quarantina di pagine ed è accessibile on line, esamina come un campione di utenti hanno interagito con diversi tipi di siti mobile.
L’obiettivo, rispondere alla domanda:
 

 

cos’è che rende un sito mobile un buon sito?

 

 
I risultati si sono concretizzati in una serie di principi che gli autori, anche per un migliore e più immediato accesso, hanno riassunto (sempre on line) in 5 sezioni/concetti:
 
·                     Site-wide Design Considerations
·                     Home Page & Navigation
·                     Site Search
·                     Commerce & Conversions
·                     Form Entry
 
Ognuno dei 5 concetti viene articolato in 25 punti che sviluppano ulteriormente la tematica entrando nello specifico, nel dettaglio. 
Alla fine quello che viene fuori è un modello perfetto di sito mobile, che favorisce ovviamente la conversione ma compiacendo l’utente.

Lo studio completo e la sintesi per concetti sono disponibili alla pagina web:https://developers.google.com/web/fundamentals/principles/


 

Sicurezza Informatica

Sicurezza dei dati personali sui siti e sui social network

I siti internet ed i social network raccolgono un gran numero di informazioni che ci riguardano.
Ma per quali effettivi motivi questi dati vengono raccolti? E quali sono i rischi corre l’utente?
 
Su Lafinanzasulweb.it, versione elettronica della rivista "La Finanza", pubblica on line una interessante intervista sul tema, con Alessia Gianaroli, docente ed esperta di sicurezza dei dati e delle informazioni. Disponibile alla pagina:  http://www.lafinanzasulweb.it/2014/informazione-e-potere-i-crimini-informatici/

 

Siti, Portali, soluzioni Internet per le Imprese

Il cinese per gli europei (imprese e cittadini): un portale per impararlo

Il portale “Cinese per Europei” risponde alle esigenze derivanti dai rapporti bilaterali tra UE e Cina.
 
Il progetto, sotto forma di corsi specificamente pensati per imprenditori, turisti, studenti e bambini, intende rispondere direttamente al crescente bisogno di materiali didattici sulla lingua cinese.
Il Progetto si concretizza in 5 moduli, basati su materiali di livello A1 (del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue) e tradotti in 23 lingue ufficiali dell’UE.
 
Gli obiettivi specifici del progetto sono: fornire materiali didattici gratuiti e facilmente accessibili a individui europei che viaggiano in Cina per motivi personali, professionali, formativi o turistici; facilitare i contatti fra i cittadini degli Stati membri dell’UE e gli immigrati cinesi; stimolare la motivazione e la capacità di apprendimento degli europei per renderli capaci di affrontare la sfida di imparare il cinese.
 
Il progetto “Chinese for Europeans” è finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma “Lifelong Learning”.

Link: Cinese per Europei





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