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  La Demografia Imprenditoriale Toscana nel 2010

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c o m u n i c a t o s t a m p a

 

Natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana
Il tessuto imprenditoriale cresce  del +1,2% nel 2010.
Dalle società di capitale e dal terziario il traino maggiore

 

Firenze, 22 marzo 2011 - Con un tasso di crescita pari al +1,2% è positivo il saldo fra iscrizioni e cessazioni al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio toscane nel corso del 2010. Dopo il progressivo rallentamento osservato a partire dal 2007 torna infatti a crescere a ritmo sostenuto il tessuto imprenditoriale toscano nel corso del 2010. Il numero di imprese registrate si è attestato a quota 417.021 unità al 31 dicembre 2010, (30.289 iscrizioni, 25.358 cessazioni, al netto delle cancellazioni d'ufficio), con un saldo imprenditoriale in positivo di 4.931 unità.

 

Da segnalare che il dato del +1,2% registrato nel 2010 segna una decisa ripresa rispetto ad un 2009 che aveva fatto registrare un forte rallentamento del tasso di crescita regionale (+0,4%), riportando la dinamica imprenditoriale regionale sui livelli pre-crisi.

 

In merito alle tipologie imprenditoriali, anche nel 2010 la crescita del tessuto imprenditoriale toscano è trainata dall'andamento delle società di capitali che crescono del +3,3%, con un sensibile recupero rispetto a quanto osservato nel 2009 (+2,5%) ma su livelli ancora inferiori agli anni precedenti. Anche le "altre forme giuridiche" crescono del 3,3% nel 2010 (340 unità aggiuntive): al loro interno, in particolare, le società cooperative registrano un tasso di crescita del +2,7% (188 unità in più) che rappresenta una decisa ripresa rispetto a un 2009 che si era chiuso con un +2,0%. Dopo un 2009 in calo, tornano in positivo anche le società di persone (+0,1% e +132 unità) e le ditte individuali (+0,7% e +1.579 imprese). Mostra invece una nuova riduzione il numero delle imprese artigiane (-0,4% per -522 imprese).

 

A livello settoriale si confermano gli andamenti rilevati in Toscana nel corso degli ultimi anni. In particolare, è ancora una volta in espansione il terziario, con un incremento del numero di imprese registrate pari a 4.220 unità (+1,9%) nel 2010. Solo il settore trasporti e magazzinaggio (-1,3% e -143 unità) mostra un andamento negativo, mentre il commercio (+1,2% e +1.186) prosegue sul sentiero di crescita dopo quattro anni in terreno negativo. Trend positivo confermato per alberghi e ristoranti (+3,5% e +1.050 imprese), attività professionali, scientifiche e tecniche (+4,5% e +497), noleggio e servizi di supporto alle imprese (+3,3% e +297), attività immobiliari (+2,0% e +497) e altri servizi pubblici, sociali e personali (+3,1% e +609 unità). In ripresa anche le costruzioni, con un saldo positivo di +458 imprese registrate (+0,7%).

 

Il settore manifatturiero mostra invece un rallentamento del ritmo di caduta, con le imprese registrate che scendono a quota 57.677 unità, per una diminuzione di 38 imprese (-0,1%) rispetto a fine 2009. Lancia segnali di recupero il sistema moda nel suo complesso (+0,7% e +150 imprese) con il solo tessile-maglieria in diminuzione (-2,9%), mentre confermano un andamento positivo le confezioni-abbigliamento (+2,8% e +253 imprese) e torna a crescere il concia-pelletterie-calzature (+0,7%). Lieve crescita per la meccanica allargata, ma al suo interno incrementano solamente le imprese di elettronica e meccanica di precisione (+1,5% e +27) e, soprattutto, delle riparazioni. Da segnalare che si riduce (-1,4%) il tessuto imprenditoriale per agricoltura, silvicoltura e pesca (-638 imprese nel corso del 2010) per un totale di 43.500 unità a fine periodo.


 

 

Il punto di vista di Pierfrancesco Pacini - Presidente Unioncamere Toscana

 

"Il tessuto imprenditoriale regionale ha ripreso a crescere a ritmo sostenuto nel corso dell'anno 2010, dopo aver resistito alla straordinaria crisi economica che ha investito l'economia nazionale - ha commentato Pierfrancesco Pacini, Presidente di Unioncamere Toscana.

L'incremento registrato è dovuto sia ad un rallentamento della dinamica delle cessazioni d'impresa sia ad una ritrovata crescita delle iscrizioni presso le Camere di Commercio. La ripresa della natalità imprenditoriale è dovuta in parte alla ripresa economica in atto ed in parte alle forti tensioni presenti negli ultimi trimestri sul mercato del lavoro, che hanno innescato processi di auto-impiego attraverso l'apertura di nuove attività imprenditoriali.

La dinamica positiva ha interessato soprattutto le tipologie imprenditoriali maggiormente strutturate, quali le società di capitali, mentre per piccole e micro imprese, in particolare imprese individuali e artigiane, continuano a manifestarsi gli effetti di un lungo periodo di sofferenza sul quale stenta ad innestarsi una  ripresa, che per ora è stata appannaggio principalmente delle imprese proiettate sui mercati esteri.

La conquista di nuovi mercati pone oggi problematiche differenti rispetto al passato: si tratta infatti di aree un tempo considerate emergenti per le quali è necessario reperire risorse umane con competenze specifiche e rispondenti ai nuovi assetti dell'organizzazione commerciale e distributiva, dell'organizzazione della produzione e della gestione -sempre più strategica- della logistica. Per poter essere competitivi a tale livello l'economia regionale ha quindi bisogno di interventi mirati a favorire i processi di aggregazione e innovazione delle imprese, capaci di renderle più solide e pronte a competere con produzioni a più alto valore aggiunto."

 

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