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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  4 -  venerdì 6 marzo 2015 - anno  14
Attività Istituzionale
Il contributo dell’imprenditoria femminile in Toscana quarto trimestre 2014
Commercio, turismo e servizi alla persona i settori maggiormente “rosa”, proprio quelli che potranno creare maggiori “chance” per cogliere le opportunità di crescita dell’Expo 2015

il Presidente Sereni

Commentando i dati del quarto trimestre sull'Imprenditoria Femminile in Toscana il Presidente di Unioncamere Toscana Andrea Sereni, ha detto:

 

"I segnali positivi già registrati ed evidenziati dall'inversione di rotta dovuta all'incremento delle nascite di nuove imprese in generale sono confermati dai dati dell'Imprenditoria Femminile dell'ultimo trimestre 2014 e dalle previsioni sulle assunzioni del primo trimestre dell'anno, che vedono le donne toscane con meno di 30 anni al 29% del totale. Le donne si confermano quindi un bacino potenziale di imprenditori a cui la nostra regione non può rinunciare e sono proprio loro che  stanno guadagnando nel tempo spazi maggiori nel tessuto produttivo toscano. Sono dinamiche, attente al mercato ed hanno capito che turismo ed accoglienza rappresentano settori di ricchezza ancora da mettere a frutto, proprio i settori che caratterizzeranno Expo 2015, un evento che porterà molteplici opportunità, che sono sicuro loro saranno le prime a cogliere. Il Sistema camerale dal canto suo - anche attraverso la rete dei Comitati per la promozione dell'Imprenditoria Femminile, continuerà a supportare le imprese specialmente in questo periodo di avvicinamento alla kermesse mondiale.  Sarà un lavoro in "prima linea", lavoro dal quale Unioncamere Toscana e le Camere di Commercio del Sistema toscano - in perfetta intesa con la Regione Toscana - non si sono mai sottratti e che permette di percepire le istanze e dare risposte adeguate anche con la realizzazione di percorsi formativi sullo Startup d'impresa appositamente mirati."


Livorno e Grosseto - Nasce la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno
Deliberato dai Consigli camerali il sì all'accorpamento

" "I Consigli delle Camere di Commercio di  Livorno e Grosseto hanno deliberato a larghissima maggioranza, il 24 ed il 27 febbraio scorso,  l'accorpamento dei due Enti.

 

Tale volontà di unione verrà quindi inviata al Ministero dello sviluppo economico che dovrà valutare l'emanazione del decreto di accorpamento.

 

Da quel momento in poi, partirà un percorso che prevede la nomina di un commissario ad acta per la definizione dei nuovi organi camerali, al termine del quale nascerà il nuovo soggetto che peraltro ha già un nome: "Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno" e presto avrà anche un logo identificativo. Si prevede che la conclusione dell'iter possa aversi nei primi mesi del 2016; sino ad allora rimarranno in essere gli attuali Enti camerali.

 

Come si è giunti all'accorpamento - A oltre vent'anni dalla legge di riforma delle CCIAA (varata a fine 1993), il sistema camerale aveva iniziato a discutere di una possibile autoriforma che apportasse miglioramenti all'assetto complessivo della presenza sul territorio della rappresentanza del mondo imprenditoriale. Recentemente, con il governo Renzi, le Camere di commercio hanno dapprima subito un brusco taglio alle loro risorse - che provengono dalle imprese stesse attraverso il pagamento del diritto camerale - e poi, nella formulazione degli articoli che compongono la riforma ancora in itinere della pubblica amministrazione, sono state oggetto delle ipotesi più diverse e fantasiose, dalla perdita del registro delle imprese, vero fiore all'occhiello del sistema, all'azzeramento totale del diritto annuale, fino alla loro drastica riduzione dalle attuali 105 (una per provincia) a 60.

 

In questo contesto, è maturata in seno a Unioncamere, nell'assemblea dei presidenti, la volontà di guidare autonomamente il processo di riforma e di individuare quindi realtà territoriali affini per iniziare un percorso di semplificazione della struttura, degli organi, del resto già disciplinata dalla stessa legge 580 del 1993, con lo scopo di riaffermare la centralità delle Camere di Commercio sui territori ed un'efficace politica di aiuto alle economie locali.

 

L'indicazione data è stata quella di approssimarsi alle 80.000 imprese per ciascun nuovo soggetto; e di deliberare la fusione tra consorelle possibilmente entro il 28 febbraio per poter accedere ad un contributo che l'Unione nazionale assegna alle Camere che, pur virtuose, soffrono di rigidità di bilancio.

 

Caratteristiche della nuova realtà - Il nuovo Ente abbraccia un territorio che vede iscritte oltre 76.000 imprese e che geograficamente si estende da Collesalvetti fino a Capalbio e comprende tutto l'arcipelago toscano, per una superficie totale di 5716 kmq, 48 Comuni e 565.569 abitanti. Suoi punti di forza sono il sistema portuale (porti di Livorno, Piombino e Portoferraio, i due porti di interesse regionale di Campo nell'Elba e Porto santo Stefano, oltre a poco meno del 90% delle strutture portuali indirizzate alla nautica da diporto della regione Toscana), l'economia del mare, una forte vocazione turistica, qualificate produzioni agricole e in particolare quella vitivinicola, la propensione al dialogo transfrontaliero.

 

La nuova realtà camerale, secondo quanto stabilito negli accordi tra le due CCIAA - avrà la sede principale a Livorno e la sede secondaria a Grosseto, per garantire la prossimità dell'Ente sul territorio. Sono garantiti i livelli occupazionali. Vi sarà però un unico Consiglio camerale in cui troverà spazio la rappresentanza economica di tutto il territorio, un'unica Giunta, un Presidente, un Segretario generale, un Collegio dei Revisori dei conti.

 

L'autoriforma camerale, il dialogo nato fra le due Camere, la possibilità di accorpamento con queste realtà sono state lungamente pensate e presentate in varie occasioni al Consiglio, alle Giunte ed alle Associazioni di categoria. Di fronte a una imminente riforma da parte del governo la cosa migliore da fare è stata quella di raccogliere, per così dire, il guanto della sfida e disegnare un assetto che possa ancora fare della vicinanza alle imprese del territorio un suo punto di qualità e cercare anzi di migliorare questo rapporto individuando nuove strade verso l'innovazione e l'internazionalizzazione delle varie realtà produttive locali. In questo senso si indirizzeranno le politiche dell'istituendo soggetto camerale.

 

"La decisione presa stamani dal Consiglio assume un valore storico, perché la Camera di Commercio nata il 2 dicembre 1801 si avvia oggi verso l'accorpamento" - ha commentato al termine del Consiglio il Presidente Sergio Costalli, che ha aggiunto: "Non è una fine ma una nuova nascita che ci vedrà maggiormente impegnati e presenti sul territorio. Da sottolineare il fatto che io ed il mio collega di Grosseto siamo stati in ogni sede tra i più strenui oppositori di questa ancora non definita riforma e siamo ora tra i primi in Italia a portare avanti l'autoriforma. Oppositori non solo e non tanto perché non si debba cambiare, anzi: cambiare si deve, ma in un disegno più generale di una riforma delle funzioni e dei ruoli degli organi dello Stato e delle altre pubbliche amministrazioni. Senza un disegno complessivo, condiviso e credibile, senza un'idea di Stato, del suo ruolo e delle sue funzioni, non ha veramente senso colpire le CCIAA così com'è stato fatto, privando le imprese, e non solo, dell'ultimo loro Ente istituzionale di rappresentanza. Da rilevare, nei confronti dei detrattori delle CCIAA, che il costo complessivo annuale del Consiglio camerale, della Giunta e del Presidente è inferiore a quello di un solo Consigliere regionale. Tanto per dare le dimensioni della cosa". 

 

"Sono felice di questo risultato, soprattutto perché si tratta di un percorso scelto e voluto e non imposto dalla riforma che sta interessando il sistema camerale -ha commentato il Presidente Giovanni Lamioni - con il voto di oggi si apre una nuova fase di vita dell'Ente, che affronta con dinamismo e spirito d'adattamento il contesto della riforma sfruttando le opportunità nonostante il severo taglio imposto alle risorse camerali. Un percorso ampiamente condiviso in questi mesi attraverso le riunioni di giunta e consiglio, all'interno del quale sono rappresentate tutte le categorie economiche e del tessuto socioeconomico della nostra provincia, e in tutte le sedi opportune. Sono orgoglioso di dire che anche quello di oggi, invece che una mera votazione, è stato un ampio dibattito in cui tutti i rappresentanti del mondo economico presenti si sono confrontati con spirito di grande serenità e partecipazione e che si tratta di una scelta fatta con consapevolezza e nell'esclusiva considerazione degli interessi delle imprese e dei dipendenti del sistema camerale. Massimo rispetto, comunque, anche per chi ha espresso posizione contraria". 


Attività Studi & Ricerche
Imprenditoria femminile in Toscana nel IV trimestre 2014
20 nuove imprese femminili al giorno: 14 avviate da italiane e 5 da straniere.

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Nel trimestre ottobre-dicembre 2014 si sono iscritte ai registri delle Camere di Commercio toscane 1.766 imprese femminili (il 29% del totale iscrizioni del trimestre). Nello stesso periodo, sono cessate 1.748 aziende «rosa» generando un saldo fra nuove iscrizioni e cessazioni di appena +18 imprese.

In Toscana, a fine dicembre le imprese capitanate da donne sono 93.746 - un migliaio in più rispetto al 31 marzo 2014 - grazie anche all'importante contributo dell'imprenditoria femminile straniera, in particolare extracomunitaria. Infatti, in questo periodo sono nate mediamente 20 imprese femminili al giorno, di cui 14 capitanate da italiane, 4 da extra-comunitarie e 1 da donne della comunità europea. Nello stesso periodo hanno chiuso i battenti 19 imprese «rosa» al giorno (di cui 15 guidate da italiane e 3 da extracomunitarie).

Importante anche il contributo delle under 35, da ottobre a dicembre sono nate in Toscana 633 imprese femminili giovanili, in media 7 aperture al giorno (contro una media giornaliera di 4 chiusure).

 

Questo, in sintesi, il ritratto del     quarto trimestre 2014 del contributo delle donne al mondo dell'impresa, così come emerge dai dati dell'Osservatorio sull'Imprenditoria Femminile frutto della collaborazione tra l'Ufficio studi di Unioncamere Toscana e il Settore imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana.

 

 

LE FORME IMPRENDITORIALI AL FEMMINILE

A fine dicembre 2014 le Società di capitale guidate da donne sfiorano quota 17mila - il 18% di tutte le imprese femminili presenti in regione. Altre 16mila aziende sono organizzate in Società di persone e 1.200 in Cooperative, tuttavia la maggior parte delle imprese femminili in Toscana, come in tutto il Paese, sono Ditte individuali (59mila).

Le imprese femminili artigiane sono 19mila, in pratica un quinto del sistema imprenditoriale femminile toscano fa parte dell'artigianato.

 

I SETTORI DI ATTIVITA' PIU' "ROSA"

Delle 93.746 aziende femminili con sede in Toscana, quasi 62mila operano nel settore dei servizi, di queste oltre 25mila nel commercio e quasi 10mila nel turismo.

L'industria femminile in Toscana conta quasi 12mila aziende, di cui ben 7mila operanti nel sistema moda; 13mila le imprese agricole guidate da donne.

Tutte le attività del terziario registrano alti tassi di femminilizzazione, soprattutto i servizi alla persona, sanità e assistenza sociale, dove la metà delle aziende è condotta da donne.

Tra i settori a maggior incidenza femminile anche agricoltura, turismo e istruzione con un terzo delle aziende a conduzione femminile.

Per le attività commerciali il rapporto fra imprese «rosa» e totale imprese è di 1 a 4, mentre nell'industria è di 1 a 5.

Costruzioni e trasporti i settori meno attrattivi per le donne: è femminile solo il 5% delle aziende edili e il 9% di quelle dei trasporti.

 

12mila donne «giovani» CAPITANE D'IMPRESA

In Toscana - a fine 2014 - si contano 11.581 aziende rosa «giovanili», ovvero imprese guidate da donne con meno di 35 anni (il 12% dell'universo imprenditoriale femminile). I settori a maggior presenza di imprese giovanili femminili sono: commercio (circa 3.400 imprese), turismo e industria (1.400 imprese ciascuno).

Su 40mila imprese giovanili totali che risultano a fine anno sul territorio regionale, il 29,1% sono imprese femminili, in pratica quasi un terzo degli imprenditori under 35 della Toscana è donna.

Il tasso di femminilizzazione dell'imprenditoria giovanile è più alto rispetto alla media nazionale (27,8%) e posiziona la Toscana al sesto posto nella classifica delle regioni (sopra tutte le regioni del Nord-Italia). La percentuale di imprese femminili fra le non giovanili è decisamente più bassa, il 22% in Toscana e il 21% mediamente in tutto il Paese.

 

13mila IMPRESE "STRANIERE":1 su tre E' CINESE

La Toscana - a fine 2014 - conta 50mila imprese «straniere», di cui quasi 13mila sono guidate da donne e rappresentano il 14% dell'universo imprenditoriale femminile della regione.

Il tasso di femminilizzazione dell'imprenditoria straniera in Toscana - pari al 26% - è più alto rispetto alla media nazionale (23%) e vede la regione all'ottavo posto nella classifica italiana (dopo le regioni del Sud, Umbria e Marche).

I settori preferiti dalle donne straniere per fare impresa in Toscana sono il manifatturiero (3.900 aziende), le attività commerciali (3.600) ed il turismo (1.000 fra alberghi e ristoranti).

Le imprese guidate da extra-comunitarie sono 9.650, contro le 3.200 condotte da donne della Comunità Europea.

Salgono a quota 4.300 le imprese individuali toscane con a capo donne di origine cinese (3mila aziende manifatturiere e mille negozi).

Al 31 dicembre le ditte individuali guidate da romene risultano un migliaio (perlopiù negozi e ditte edili) e a seguire 570 quelle capitanate da marocchine, 500 da nigeriane, 360 aziende in capo a donne di origine albanese e 315 tedesche (operanti perlopiù nel settore agricolo). 


DOCUMENTI ALLEGATI
E’ in distribuzione "numeroToscana"

" "E' in distribuzione il numero 48 di "numeroToscana", periodico a cura di Unioncamere Toscana ed Irpet che si propone di monitorare ed aggiornare trimestralmente l'evoluzione congiunturale dell'economia regionale. Con riferimento al III trimestre 2014, gli indicatori disponibili restano nel complesso ancora di segno negativo, disegnando uno scenario in cui tarda a concretizzarsi quella inversione del ciclo economico che -alla fine del 2013- sembrava potersi materializzare. Con il passare dei mesi, per alcuni indicatori, si è al contrario registrato un peggioramento rispetto ai primi mesi dell'anno (è il caso della produzione industriale e dell'attività del settore edilizio), mentre i segnali positivi si rivelano ancora decisamente selettivi e parziali. Le speranze per il prossimo futuro sono alimentate soprattutto dallo scenario aperto dal riallineamento del cambio dell'euro e dal recente abbassamento del prezzo del petrolio, fenomeni la cui manifestazione è in buona misura successiva al trimestre in esame. È poi auspicabile che gli interventi annunciati dalla Banca Centrale Europea all'inizio del 2015 siano in grado di rivitalizzare la domanda interna e di facilitare l'accesso al credito.

 

La rivista, distribuita esclusivamente in formato elettronico, è disponibile per il download gratuito sui siti internet di Unioncamere Toscana, di Irpet e su Starnet, il portale statistico delle Camere di Commercio.


Starnet - Il portale dei dati statistici del Sistema camerale italiano

Questi sono gli ultimi documenti pubblicati sul sito Starnet Toscana


Periodico trimestrale a cura di Unioncamere Toscana ed Irpet

La dinamica imprenditoriale toscana secondo una prospettiva di genere
- Slide report e comunicato stampa

Notizie dal mondo camerale
Pisa - Stenta a decollare la domanda di lavoro
Pisa la peggiore provincia toscana

Logo della Camera pisana

Nei primi tre mesi del 2015, le imprese pisane prevedono di stipulare 1.220 nuovi contratti di lavoro tra dipendenti (800 le assunzioni dirette) ed "atipici" (190 in somministrazione, 90 collaborazioni a progetto, 150 collaborazioni occasionali o incarichi a professionisti con partita IVA): un valore che segna un aumento del 30% rispetto ai 940 ingressi del trimestre precedente. Un risultato, quello delle assunzioni, che riflette l'andamento stagionale tipico di inizio anno, caratterizzato da un incremento delle assunzioni e dei contratti atipici a partire da gennaio. Purtroppo, le uscite (per scadenza dei contratti, pensionamento o altri motivi) del periodo gennaio-marzo toccheranno quota 1.460, mantenendo il saldo nettamente negativo (-240 unità): il peggior risultato della Toscana. A dirlo sono i dati del monitoraggio trimestrale effettuato da Excelsior: un'indagine realizzata sulle imprese con dipendenti da Unioncamere Nazionale in collaborazione con il Ministero del Lavoro e diffusi oggi dall'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa.

 

Prevalgono i contratti a termine, aumentano le difficoltà nel reperire la figura cercata

Tra le 800 assunzioni di lavoratori dipendenti, che rappresentano il 65% della domanda di lavoro espressa dalle imprese pisane, si conferma la netta prevalenza dei contratti a termine (550 assunzioni, vale a dire il 69% del totale). Il dato, considerando il clima di incertezza che ancora aleggia tra gli imprenditori nonostante i timidi segnali di recupero dell'economia italiana, non rappresenta una sorpresa. Le assunzioni "stabili" (a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato) saranno invece 240. In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare quasi il 30% dei giovani di cui si prevede l'assunzione.

Rispetto allo scorso trimestre, aumentano decisamente le difficoltà attese nel reperire i profili di cui le imprese necessitano: la quota di assunzioni difficili da reperire passa infatti dall'8% al 17%.

 

Dal terziario la maggiore domanda di lavoro

Considerando le sole assunzioni di lavoratori dipendenti, la maggior parte saranno effettuate da imprese che operano nei servizi (570 su 800). In questo comparto, la gran parte delle assunzioni saranno effettuate nel commercio, con 170 unità (pari al 21% del totale provinciale), nel turismo e ristorazione (150 ingressi) e negli altri servizi (entrambi con 150 assunzioni).  Nell'industria, i settori che prevedono maggiori assunzioni sono la metalmeccanica ed elettronica (80 ingressi) e la moda (60 entrate).

 

Buona la domanda di  professioni qualificate, ma prevalgono le professioni tipiche del turismo

Nei primi tre mesi del 2015 le imprese pisane hanno programmato di assumere circa 170 dipendenti high-skilled (dirigenti, specialisti e tecnici). Il gruppo professionale più numeroso, con 280 assunzioni, è però quello delle figure qualificate nelle attività commerciali e dei servizi seguito dal gruppo degli operai (200 unità). Meno numerose, le assunzioni di figure generiche e non qualificate (90 unità) e quelle di profili impiegatizi (60).

Tra le diverse professioni al primo posto (120 assunzioni, quasi tutte a termine), troviamo le professioni tipiche del turismo e della ristorazione, vale a dire cuochi, camerieri, baristi e professioni simili. Per queste figure le imprese pisane segnalano però problemi di reperimento decisamente superiori rispetto alla media: il 37% delle assunzioni contro 17%.

Seconda piazza (110 assunzioni) per i commessi e altro personale qualificato nelle attività commerciali. Le imprese prevedono difficoltà di reperimento superiori alla media anche per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici (70 ingressi) e per gli specialisti e tecnici amministrativi, finanziari e bancari (60 entrate): nel primo caso le difficoltà interesseranno il 22% delle figure richieste, nel secondo il 25%. Le imprese della provincia dichiarano di essere orientate verso candidati in possesso di esperienza specifica quando assumono operai specializzati nel settore moda (50 assunzioni in totale).

 

Nonostante tutto sono buone le prospettive per i giovani, un po' meno per le donne

Nel primo trimestre 2015, almeno un terzo delle assunzioni delle aziende pisane saranno rivolte agli under 30: 7 punti in più rispetto al trimestre precedente. Se consideriamo le assunzioni per cui le imprese non considerano l'età un requisito importante le opportunità per i giovani potrebbero raggiungere il 63%. Per quanto riguarda il genere, suddividendo gli "indifferenti", le possibilità per le donne pisane potrebbero toccare il 45%.

 

 

Il commento del Presidente Pierfrancesco Pacini

"L'indagine  Excelsior - commenta il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini - monitorando le previsioni di assunzione del sistema produttivo pisano, rappresenta  un importante termometro delle aspettative imprenditoriali. Per questo, l'ottimismo generato dalla crescita della domanda di lavoro è controbilanciato da un saldo entrate-uscite che continua, purtroppo, ad essere negativo. Un segnale - conclude Pacini -  di come l'uscita dalla crisi non sia ancora a portata di mano."  


Pistoia - Movimentazione delle Imprese nell'anno 2014
Si chiude in positivo l’anno 2014 relativamente alla natimortalità del sistema delle imprese pistoiesi. Il saldo fra le iscritte e le cessate da inizio anno è di 95 unità e il tasso di “crescita” pari a 0,3%.

Logo della Camera di Pistoia

Il 4° trimestre 2014 conferma quanto già preannunziato nel trimestre precedente: le iscrizioni in Provincia di Pistoia tornano a crescere: sono 453 nel quarto trimestre del 2014, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e ad un tasso superiore sia alla media regionale (3,1%) sia rispetto alla media nazionale (+1,7%). Le imprese cessate sono invece state 422 (in diminuzione del 6,8%), un andamento migliore rispetto alla media nazionale (-0,5% in Italia).

 

Alla fine dello scorso anno le imprese registrate presso la Camera di Commercio di Pistoia erano 32.731: nei dodici mesi del 2014 sono nate - in provincia - 2.023 nuove imprese e ne sono cessate 1.928, per un saldo anagrafico di 95 aziende in più rispetto al 2013 e un tasso di crescita annuo pari a +0,3%.

Di contro il comparto artigiano che rappresenta una quota importante del sistema imprenditoriale pistoiese evidenzia ancora una flessione pari a -1,4%.

Ancora gli effetti della profonda recessione degli ultimi anni si riscontrano nel dato delle imprese in difficoltà, seppur con numeri inferiori rispetto al 2013 : nel 2014 sono entrate in procedura concorsuale 112 imprese e hanno aperto un percorso di liquidazione oltre 500 imprese.

I fallimenti sono stati 84 (-3,4% rispetto al 2013) e si sono concentrati prevalentemente nelle società di capitale (61) e nelle società di persone (11), i concordati sono stati 28 (-22,2% rispetto al 2013). Anche il dato sugli scioglimenti e liquidazioni volontarie (500) è inferiore al 2013 del 2,9%.

 

"Anche se si intravedono i tanto auspicati segnali di ripresa - dice il Presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi - la crescita del nostro tessuto imprenditoriale è comunque molto timida e non consente di affermare una vera e propria inversione di tendenza al trend negativo degli ultimi anni. Da una parte si vedono impoverirsi i settori tradizionali della nostra economia, dall'altra troppe imprese nascono e non arrivano al terzo anno di vita.

C'è ancora un forte bisogno di rafforzare la nostra struttura imprenditoriale, da un lato stimolando la crescita del livello di fiducia degli operatori e dall'altra contrastando la tendenza all'improvvisazione. Dobbiamo stimolare - conclude Morandi - azioni che aumentino la consapevolezza di cosa significa fare impresa: Imprenditori non si nasce, ma si diventa e lo si può fare solo se si hanno le competenze e le conoscenze necessarie".

 

Il valore positivo nel complesso delle imprese è difficilmente attribuibile ai singoli settori in quanto nasce principalmente dal comparto di imprese iscritte, ma ancora da attivare e per questo non ancora classificate. Il dato è rilevante poiché si parla di 618 unità su 2.023 nuove iscrizioni totali.

Per quanto invece è già riconducibile ai singoli settori, la disaggregazione del tasso di crescita evidenzia comportamenti diversi fra loro.

In flessione il settore "costruzioni" con un saldo negativo di -93 imprese che genera un tasso di crescita pari a -1,6%, ascrivibile per la maggior parte alla componente artigiana che nel settore registra una flessione pari a-2,3%; diminuisce anche l' "agricoltura, silvicoltura e pesca" con 139 imprese cessate a fronte di 110 imprese nuove iscritte da inizio anno; il saldo negativo (-29) genera un tasso di crescita negativo di -0,9%. Anche il settore del "commercio" - primo per presenza sul territorio - registra un tasso di crescita negativo pari a -1,3%. Tra i comparti in negativo anche le "attività manifatturiere" che con un saldo negativo di -91 imprese tra le iscritte e le cessate produce un tasso di crescita di -2%.

 

Fra i settori più significativi nel determinare l'andamento del totale imprese manifatturiere vi sono la fabbricazione dei mobili (-5,8%), la fabbricazione di prodotti in metallo (-4,5%), la fabbricazione di prodotti chimici (-2,9%), l'industria del legno (-2%) e tutto il sistema moda fra cui in dettaglio: fabbricazioni articoli in pelle e simili (-2,1%), l'industria tessile (-2,5%) e la confezione di articoli di abbigliamento (-18%).

 

In campo positivo invece il settore riparazione, manutenzione e installazione (7,6%), la fabbricazione di altri prodotti della lavorazione dei minerali (3,4%), e l'industria alimentare (2,3%).

Nei servizi continua la flessione del settore "trasporto e magazzinaggio" dove il tasso di crescita è di -3% per il totale imprese (-1,6% per il sottoinsieme artigiano), i settori turistici legati agli alloggi (-1,8%) e le attività immobiliari (-1,8%). Positivo l'andamento delle attività di servizi di informazione e comunicazione legati alle tecnologie del web (+3,1%) e della sanità privata e assistenza sociale ( +2,7%).

 

Considerando la forma giuridica di impresa si conferma l'andamento positivo delle società di capitali (+2,5%) principalmente ascrivibile all'aumento delle società a responsabilità limitata semplificate con un saldo attivo di ben 130 posizioni. In campo positivo anche le società a responsabilità limitata (+1,3%).

Diminuiscono le società di persone (-1,4%) e le imprese individuali (-0,1%). Aumentano anche le altre forme (+3,1%). 


Grosseto - La dinamica demografica delle imprese secondo i dati del IV Trimestre e dell'anno 2014

Logo della Camera grossetana

"Avanti adagio, quasi indietro". Nel 2014, nonostante alcuni valori di sintesi di segno positivo, la dinamica demografica delle imprese grossetane non manifesta l'attesa ripresa. Si rinnova il calo, pur in intensità diverse, nei principali settori, dall'agricoltura alle costruzioni, dal commercio ai servizi di alloggio e ristorazione. In netto calo anche l'artigianato. Nota positiva il trend delle società di capitale mentre si registra una sostanziale invarianza per quelle di persone ed una marcata diminuzione per le imprese individuali. Consistente la presenza di imprese femminili; contenute nel numero e nella percentuale quelle giovanili ed ancor meno quelle straniere.

 

Nei giorni scorsi Infocamere, società consortile del sistema camerale, ha rilasciato una serie di dati che contengono informazioni utili per lo studio della dinamica provinciale delle imprese nel quarto trimestre 2014 e più in generale nel decorso anno. Questi dati, elaborati ed approfonditi dall'ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto, vengono così brevemente commentati dal presidente della Camera di Commercio di Grosseto, Giovanni Lamioni. 

 

"I dati relativi al flusso delle imprese grossetane nell'ultimo anno rafforzano il convincimento, espresso più volte, sia che la tanto attesa ripresa è ancora lungi dal manifestarsi e che le gravi difficoltà economiche e finanziarie in cui versa il nostro tessuto imprenditoriale sono ancora presenti. Nonostante la recente ma straordinaria coincidenza di due fattori favorevoli come il deprezzamento del cambio dell'euro e la concentrazione del prezzo del petrolio, continua ad aleggiare un diffuso senso di incertezza che demotiva fortemente a "mettere su una impresa" o a pensare seriamente, chi quella impresa ce l'ha già, ad investimenti. La sfibrante pesantezza di molti adempimenti burocratici, l'incidenza della tassazione ai diversi livelli ed il permanere dell'andamento dei consumi interni su dei valori ancora estremamente contenuti non può che incidere negativamente sui volenterosi che vogliono intraprendere un' avventura imprenditoriale che, purtroppo, non ha più l'appeal di una volta. Se a ciò sommiamo il permanere di una oggettiva difficoltà per l'accesso ai finanziamenti- continua Lamioni - comprendiamo come sarà sempre più difficile vedere nuove imprese e, soprattutto, imprese di giovani. Giovani che, come risulta anche da recenti indagini ritengono di dover, giocoforza, indirizzare il loro futuro fuori del territorio nazionale. Mortifica non il fatto che i giovani intendano vivere una esperienza formativa all'estero, che è un dato di per se stesso positivo se libero e spontaneo, ma che in loro, stante i mille noti problemi del sistema Paese, trovi difficile riscontro, il desiderio di rientrare e mettere a frutto il loro bagaglio culturale, la loro voglia di fare, nel Paese di origine".

 

Al 31 dicembre 2014 risultano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio di Grosseto n. 28.732 imprese (sedi); l'insieme delle cellule produttive di un territorio e cioè le localizzazioni, si attesta a quota 35541 (tav.1a). Nell'anno 2014 il tasso di crescita al netto delle cancellazioni di ufficio risulta pari a 0,66%, mantenendosi su di un livello sostanzialmente in linea, per non dire di poco superiore, al valore medio complessivo della Toscana (0,59%). Nella graduatoria decrescente tra le 10 province toscane, Grosseto con una percentuale del tasso di crescita di 0,66, si posiziona al quinto posto, superata nell'ordine da Pisa (1,29%), Prato (0,85%), Firenze (0,83%), Massa-Carrara (0,68%), e con un valore quasi simile a Livorno (0,65%), mentre Siena e Lucca fanno registrare valori anche negativi (tav.1a). I dati, considerando che vengono depurati dalle cancellazioni di ufficio, aldilà del segno più, risultano in genere non particolarmente esaltanti e testimoniano in modo indiretto che la tanto attesa ripresa risulta ancora flebile, quasi impercettibile.

 

Dal confronto con i dati rilevati nell'anno precedente, tav.1b, emerge una sostanziale conferma di un andamento tendenziale che per l'entità non può essere inteso come una uscita definitiva dalla crisi e l'innesto di una virtuosa ripresa. Indicativo di ciò, più che il confronto tra i saldi, dove si registra un lieve decremento dei pur positivi valori, è il diverso dinamismo delle componenti, ed in particolare di quella relativa alle "nuove" iscrizioni (1508 nel 2014 contro 1643 nel 2013). Tale fatto, così come rilevato nei precedenti commenti, sottolinea la validità delle preoccupazioni più volte manifestate sia dai singoli imprenditori che dalle associazioni di categoria di tutti i settori economici. Preoccupazioni derivanti da problematiche di diverso tipo, dall'acceso al credito alle "pastoie" burocratiche, dal calo dei consumi alla "pesantezza" del sistema fiscale; difficoltà, queste, oggettive ed indiscutibili.

 

La considerazione sulla "pesantezza" in cui grava il sistema imprenditoriale trova conferma anche osservando i dati del trimestre precedente (III trimestre 2014), dove si è rilevato un saldo positivo di 53 imprese, conseguente alla differenza di 245 iscrizioni contro 192 cessazioni (tav.1c). Tale dato, come più volte sottolineato, non deve trarre in inganno in quanto, storicamente, il secondo ed il terzo trimestre dell'anno sono quelli in cui si registra, o meglio si dovrebbe registrare, una maggiore propensione verso l'avvio di nuove imprese (II trimestre) o la minor richiesta di cancellazione (III trimestre), il tutto stante l'incidenza sul tessuto imprenditoriale della particolare stagionalità del turismo maremmano.

 

Il quadro settoriale poi rileva chiari ed inequivocabili elementi di riflessione. Nell'anno 2014 i principali settori della economia grossetana continuano a palesare una certa "difficoltà" come comprovano i dati (tav. 2a): agricoltura (saldo -163), industria manifatturiera e costruzioni (saldo, rispettivamente, -4 e -55 imprese), commercio e servizi di alloggio/ ristorazione (saldo, rispettivamente, -46 e -38). Seppur in intensità variabile si registra una contenuta attenuazione dell'andamento negativo per l'agricoltura, le costruzioni ed il commercio dove nel 2013 (tav. 2b) veniva rilevato, rispettivamente, un saldo di -185, -67 e -46 imprese, mentre il saldo per i servizi di alloggio/ristorazione continua a crescere in senso negativo (-10 nel 2013 a fronte di -38 nel 2014).

In pratica se dobbiamo proprio sforzarci di leggere un segnale positivo potremmo dire che i principali settori economici (ad eccezione dei servizi di alloggio/ristorazione) nel decorso anno, pur perdendo unità produttive, ne hanno perse di meno dell'anno precedente e quindi il trend, ancorché continui a manifestare valori negativi, ha subito un rallentamento. 

 

Una considerazione, pur sintetica, è opportuna anche relativamente alla distribuzione delle imprese per settore economico (tav.2 d). Al 31 dicembre 2014, fatto pari a 100 il totale del le imprese maremmane classificate, 32,86 imprese appartengono al settore primario (il valore medio regionale, pari a 10,31, è tre volte inferiore, mentre quello italiano risulta 13,55), 5,58 al settore manifatturiero (a fronte del 13,97% in Toscana e del 10,40% in Italia), 12,70 alle costruzioni (15,92% in Toscana, 15,24% in Italia), 20,15 al commercio (25,68% in Toscana, 27,39% in Italia), 9,09 Alberghi e P.E. (8,04% in Toscana, 7,39% in Italia), 4,43 alle attività immobiliari (6,56% in Toscana, 5,01% in Italia). Rispetto all'anno precedente la composizione percentuale per settore economico, tav 2e, registra una perdita di peso più o meno contenuta per tutti principali settori, ad eccezione di quello relativo al commercio, che pur diminuendo in valore assoluto di 66 unità, cresce di qualche centesimo in termini percentuali. 

 

Per quanto concerne l'artigianato, che dal punto di vista statistico risulta trasversale a diversi settori economici, si continua a registrare un continuo e preoccupante calo di unità; dalle 6400 del 2011 si è passati tre anni dopo alle 5873 imprese. Nell'ultimo anno in esame (2014) il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è -161 ; di queste ben 118, pari ad oltre il 73% , sono imprese artigiane del settore della costruzioni. 

 

Relativamente alla natura giuridica delle imprese ed in particolare alla distribuzione per classe (tavole 3a, 3b, 3c), si rileva che nell'anno 2014 continua la significativa crescita delle imprese societarie; tale crescita risulta interamente imputabile all'aumento di quelle di capitale che, tra le altre cose, hanno risentito positivamente, della recente introduzione di norme di semplificazione per la costituzione di srl.

 

Le società di capitale, infatti (con un tasso del +5,42% derivante da un saldo di 207 imprese) rinnovano, imponendo una accelerazione, l'andamento tendenziale positivo dell'anno precedente (+5,05% nel 2013), mentre, di converso, risulta negativo (-1,03%) il tasso delle imprese individuali. In estrema sintesi nel periodo oggetto di analisi si rinnova una lenta ma continua tendenza alla capitalizzazione del tessuto imprenditoriale della provincia di Grosseto. Ciò risulta evidente dalla progressiva crescita delle società di capitali, da una sostanziale invarianza di quelle di persone ed un calo, più o meno sensibile a seconda dei periodi, delle imprese individuali. Per quantificare il fenomeno si rileva che dal 2003 al 2014, le società di capitali sono quasi raddoppiate, passando dall' 8,6% al 14,02%; quelle di persone sono rimaste grosso modo costanti (dal 21,9% al 21,8%) mentre le imprese individuali sono diminuite di circa il 10%,(dal 66,6% al 60,9%).

Un ultimo appunto per le imprese femminili, giovanili e straniere in provincia di Grosseto (tav.5 dati strutturali: imprese attive). Per queste particolari tipologie si riscontra la conferma di alcune specificità e cioè: una marcata presenza della imprenditorialità femminile (il 27,8% delle imprese attive, a fronte del 23,4% della Toscana e del 22,3% dell'Italia) un contenuto carattere giovanile (8,2% contro il 10,1% in regione e l'11% in Italia) ed un limitato concorso della imprenditorialità di origine estera (6,9% a fronte del 13% in regione ed il 9,2% nel territorio nazionale).

 


Firenze - All'inizio si chiamava Registro delle società ed era il 1883

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Si chiamava Registro delle società e dal 1883 al 1923 ha raccolto tutte le principali annotazioni relative alle imprese fiorentine. Una sorta di Registro Imprese d'annata i cui dati sono stati raccolti e resi consultabili grazie al lavoro effettuato da Isabella Raffaelli dell'Archivio di Stato di Firenze e a disposizione on line anche sul sito della Camera di Commercio di Firenze.


"Il Registro delle Società inizia presso il Tribunale di Firenze con l'entrata in vigore del Codice di commercio del Regno d'Italia il 1° gennaio 1883 e cessa col passaggio delle competenze alla Camera di Commercio in seguito al D.P.R. 581/1995, regolamento di attuazione dell'art. 8 della legge 580/1993 sulla istituzione del Registro delle Imprese", spiega Isabella Raffaelli nell'introduzione alla ricerca. "Il Registro delle Società costituisce pertanto il progenitore dell'attuale Re gistro delle Imprese - aggiunge Raffaelli -. Nel Registro delle Società fiorentino sono state iscritte, dal 1883 in poi, le società che avevano sede o succursale nell'ambito territoriale la cui giurisdizione era di competenza del Tribunale di Firenze".

La collaborazione tra Archivio di Stato e Camera di Commercio vede ora la messa on line di questo primo lavoro, che raccoglie i dati delle società dal n. 1 al n. 3.600 e che è tuttora in corso per la parte restante. La pubblicazione si divide in due grandi sezioni: la banca dati delle società; il repertorio dei soci fondatori.

La banca dati delle società riporta: numero dell'unità, ragione sociale, data di costituzione, data di eventuale successiva modificazione, consistenza, estremi cronologici dei fascicoli, sede sociale, localizzazione della sede sociale, scopo sociale prevalente, note contenenti dati eterogenei, sia archivistici che relativi a notizie sulla società.

 

Il repertorio dei soci fonda tori riporta i nomi delle persone fisiche che hanno dato vit! a alle società dal loro inizio. Si tratta dei soci fondatori perché soltanto chi era presente, o rappresentato per procura, di fronte al notaio all'atto di costituzione legale della società è nominato nell'elenco; non lo sono invece i soci entrati nelle società successivamente. L'ordinamento alfabetico offre la possibilità di ricercare un nome specifico e, soprattutto, di verificare a quali società nell'arco temporale 1883-1923 lo stesso socio abbia legato il proprio nome. 


Livorno - Ventinove buyer stranieri alla scoperta dei vini livornesi

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Il 16 febbraio scorso ventinove buyer stranieri provenienti da provenienti da Lettonia, Estonia, Polonia, Germania, Olanda, Danimarca, Finlandia, Irlanda del Nord, Regno Unito, Canada, USA, Australia, Sud Africa e Brasile, hanno incontrato in Camera di commercio 25 produttori vitivinicoli locali, che rappresentano le 4 DOC della provincia.

 

Gli operatori stranieri (il buyer è colui che, all'interno di un'azienda, si occupa di tutte le attività connesse all'approvvigionamento dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell'attività), dopo aver frequentato il Buy Wine a Firenze - la prestigiosa fiera internazionale organizzata da Toscana Promozione nei giorni precedenti - hanno scelto Livorno tra i possibili itinerari post Fiera, quale zona di particolare interesse per scoprirne i vini di eccellenza.

 

Il tour dei buyer è iniziato in effetti il giorno prima in Val di Cornia, dove sono accolti per una giornata organizzata dal locale Consorzio vino DOC in collaborazione con la Camera di Commercio poi, il giorno seguente  il gruppo si è spostato nella sede camerale dove, dopo una breve introduzione del Presidente Costalli,  sono stati allestite le postazioni per gli incontro B2B tra i produttori di vino DOC: Elba Terratico, Bolgheri, Val di Cornia aziende ed i compratori, con tanto di attrezzatura per l'assaggio.

 

L'iniziativa ha riscosso notevole successo, sia per la qualità dei prodotti che per l'interesse mostrato dagli operatori per gli stessi. 

 

Elenco dei produttori che hanno incontrano gli operatori stranieri

 

1

Fattoria delle Ripalte Soc. Agr.Srl

Capoliveri

2

Fortulla - Agrilandia

Castiglioncello

3

Az. Agr. Giomi Zannoni 

Campiglia M.

4

Sant'Agnese di Paolo Gigli

Piombino

5

Az. Jacopo Banti

Campiglia M.

6

Az. Rigoli

Campiglia M.

7

Az. Agr Rabitti

Suvereto

8

Az. Agr. Bulichella

Suvereto

9

Az. Petricci e Del Pianta

Suvereto

10

Azienda Agricola TuttiSanti di Daniele Rocchi

Piombino

11

Terradonnà

Suvereto

12

Podere San Luigi di Tolomei Silvia

Piombino

13

Brancatelli (Roberta)

Piombino

14

Az. Agr. Nannini Marsilio

Riotorto

15

Az. Agr. Fuorimondo

Campiglia M.

16

Az. Agr. Sangiusto di Bonti Giovanni

Piombino

17

Tenuta Rubbia al Colle

Suvereto

18

Fattorie Terre del Marchesato (Alessandro Fuselli)

Bolgheri

19

PODERE GUADO AL MELO

Castagneto C.cci

20

Az. Agr. Simonetti Carla

Castagneto C.cci

21

Tenute Pavoletti

Bolgheri

22

Leopoldo I di Toscana

Bibbona

23

Az. Agr. Colli Etruschi

Bibbona

24

Ferrari Iris e figli

Cecina

25

Agriturismo L a Tanna

Collesalvetti


Siena - Sarà presso la Camera di Commercio il coordinamento per l’organizzazione dell’Expo 2015

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Nell'ambito dell'iniziativa della tre giorni di cultura enogastronomica e convivialità che si svolgerà a Siena dal 27 al 29 marzo denominata TOSCANA TERRA DEL BUON VIVERE, anteprima d'eccezione di Expo 2015, evento promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Siena e il Comune di Siena e organizzato da Artex, il Presidente della Camera di Commercio di Siena, Massimo Guasconi ringrazia la Regione che individuando Siena per questa manifestazione, anteprima di Expo 2015, ha scelto un territorio che per quanto riguarda la produzione agroalimentare ed enogastronomica incarna l'eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo.

 

Nell'occasione si ricorda che presso l'Ente Camerale di Siena ha sede il coordinamento per l'organizzazione dell'Expo 2015 e che il delegato della Giunta Camerale è Daniele Pracchia.

 

Il Coordinamento per l'organizzazione dell'Expo 2015, curato dal responsabile del settore segreteria generale Chiara Andrucci, è a disposizione del sistema delle imprese, assieme ad Artex e al Comune di Siena 


Arezzo Sviluppo - Amministratori di Condominio e Giustizia Alternativa, due corsi di prossimo svolgimento

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L'Azienda Speciale della Camera di Commercio "AREZZO SVILUPPO", organizza un Corso di Aggiornamento rivolto agli Amministratori di Condominio, come previsto dal Decreto Ministeriale 140 del 2014.

Il Corso, della durata di 15 ore - la cui frequenza è obbligatoria, si svolgerà presso le Aule Didattiche della Camera di Commercio di Arezzo in Via Spallanzani 25.

 

L'Azienda inoltre, in quanto Agenzia accreditata dal Ministero della Giustizia al n.339 dell'Elenco Ufficiale organizza, anche per l'anno 2015, Corsi di Formazione in materia di Giustizia Alternativa ed in particolare:

  • Corsi base per mediatori civili e commerciali
  • Corsi di specializzazione ed approfondimento per mediatori
  • Corsi per giudice arbitro

  


Livorno - Dall’Idea al Mercato: il coraggio del nuovo
La Camera di Commercio in collaborazione con Centro Sviluppo Brevetti lancia un servizio dedicato agli Inventori e alle PMI che vogliono investire in innovazione

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La Camera di Commercio di Livorno ha avviato un servizio innovativo, che ha lo scopo di intercettare bisogni inespressi e tuttavia molto reali, sia delle aziende medio piccole, sia di coloro che brevettano un'idea, un'invenzione, facendo avvicinare queste due categorie in modo che possano avvantaggiarsi l'una dell'altra.

Il progetto ha già mosso i primi passi in Camera di Commercio, a testimonianza del fatto che la sua caratteristica è quella di agire concretamente per ottenere risultati.

Si parte da una constatazione di base: l'inventore, una volta brevettata la sua idea, spesso non trova il modo di svilupparla. Con questo progetto, invece, trova nel personale di CSB un attento interlocutore che si interfaccia con diverse professionalità per sviluppare l'invenzione e portarla, se ne ha le caratteristiche, sul mercato.

Così facendo, vengono messe a disposizione delle aziende che vogliono investire in innovazione, idee pronte per divenire prodotti e allargare così il raggio di attività delle aziende stesse.

I dettagli di questo percorso che intende valorizzare e sviluppare il tessuto economico livornese e tutto il suo territorio sono stati illustrati in una conferenza stampa cui hanno partecipato il Segretario Generale della CCIAA Pierluigi Giuntoli, l'Amministratore Unico di CSB Amulio Gubbini e il Presidente della CCIAA Sergio Costalli. 


Agenda degli Appuntamenti
DataDove/ChiEvento
9 marzo Camera di Commercio Lucca Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
9 marzo Camera di Commercio Prato Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
9 marzo Camera di Commercio Grosseto Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
9 marzo Camera di Commercio Pisa Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
9 marzo Camera di Commercio Arezzo Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
9 marzo Camera di Commercio Pistoia Digital Day - Focus sulla fatturazione elettronica
10 marzo Camera di Commercio Siena Presentazione di due scoperte innovative
13 marzo Camera di Commercio Siena Ricettività turistica e problematiche connesse ... - Conferenza Stampa
16 marzo Camera di Commercio Pistoia FLL World Class - 3° Concorso Internazionale di Scienza e Robotica
18 - 22 marzo Camera di Commercio Pisa Corso per Capi panel
20 marzo Camera di Commercio Pisa "Premio alla Committenza"
20 marzo Camera di Commercio Pisa Premio alla Committenza
26 marzo Camera di Commercio Grosseto Campagna olearia 2014 - La difesa dalla mosca delle olive - Grosseto
26 marzo Camera di Commercio Arezzo Incontro con l'Assessore Ceccarelli
1 aprile - 30 maggio Camera di Commercio Livorno Corso preparatorio all’esame per agenti di affari in mediazione nel settore immobiliare
9 aprile Unioncamere Toscana L'Alta Tecnologia in Toscana - Presentazione del 6° Rapporto Annuale
15 aprile Camera di Commercio Arezzo Campagna olearia 2014 - La difesa dalla mosca delle olive - Arezzo
16 aprile Camera di Commercio Livorno Ispettori metrici a Vicarello per la verifica periodica delle bilance da banco
17 aprile Camera di Commercio Pistoia Controllo Eco-Compatibile della Mosca Olearia - Pistoia
22 aprile Unioncamere Toscana Comitato Regionale Associazioni di categoria
23 aprile Camera di Commercio Grosseto Novità normative e operative del Registro Imprese e focus approfondimento sulla nota integrativa in formato XBRL
24 aprile Regione Toscana e Unioncamere Toscana Seminario tecnico informativo per assaggiatori d'olio d'oliva vergine - San Casciano Val di Pesa
27 aprile Camera di Commercio Pistoia Verde pubblico e privato: quali strategie dopo la tempesta di vento
28 aprile Camera di Commercio Lucca Campagna olearia 2014 - La difesa dalla mosca delle olive - Lucca
28 aprile Camera di Commercio Pisa Investment Compact
28 aprile - 26 maggio Camera di Commercio Arezzo Goldf@shion
2 maggio - 3 novembre Milano EXPO Fuori EXPO ... I territori toscani


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