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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  4 -  giovedì 17 marzo 2016 - anno  15
Attività Istituzionale
Il Presidente Sereni commenta gli ultimi dati pubblicati dall'Ufficio Studi su Natalità/Mortalità delle imprese toscane ed Imprenditoria Femminile

Il Presidente SereniCommentando i dati al quarto trimestre 2015 di "Movimprese", l'Indagine Demografica sull'Imprenditoria Toscana che rileva la natalità e la mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana e quelli relativi all'Imprenditoria Femminile nello stesso periodo, il Presidente Andrea Sereni ha detto

 

"L'aumento delle iscrizioni agli archivi camerali  evidenzia un recupero della propensione all'imprenditorialità, indice di maggior fiducia rispetto alle prospettive della nostra economia. Nel frattempo diminuiscono le chiusure aziendali, ed anche i fallimenti, la voce che più aveva destato allarmi negli ultimi anni, fanno adesso registrare un sensibile calo. I segnali positivi non sono tuttavia ancora generalizzati, e preoccupanti appaiono le flessioni che si continuano a registrare fra le imprese artigiane, fra quelle dell'edilizia e - soprattutto - di quelle a conduzione giovanile. A tale proposito, l'ultimo rapporto ci consegna tuttavia un'importante novità, con un balzo in avanti dei giovani imprenditori agricoli indotto dagli incentivi introdotti dalla Regione nel corso del 2015, sintomo di come le politiche possano svolgere un ruolo fondamentale nel favorire dinamiche virtuose di ricambio imprenditoriale." 

 

"I dati di fine anno ci dicono che le iscrizioni delle aziende capitanate da donne salgono a quota 95mila rappresentando il 22,9% del sistema imprenditoriale regionale. La prova provata che le imprenditrici toscane hanno continuato la loro corsa riuscendo a scalare le posizioni fino ad arrivare sul gradino più alto del podio nella classifica nazionale.  Significativo in tutto ciò è l'exploit  strabiliate registrato dal settore agricolo che, come per le aziende maschili, è certamente dovuto anche al forte investimento a sostegno della nuova imprenditorialità agricola operato dalla Regione Toscana nel Programma di Sviluppo. Un dato questo che contribuisce in misura notevole alla componente di qualità del made in Tuscany per la quale il nostro territorio è noto da sempre in tutto il mondo ed in cui,  l'universo dell'impresa al femminile, costituisce una risorsa straordinaria che ha larghi margini di sviluppo e che offre anche una risposta concreta alle molte giovani donne, creative e intraprendenti, alla ricerca di occupazione."


Emirati Arabi: incontro con export manager del settore agroalimentare

" "Unioncamere Toscana nell'ambito del progetto "La Toscana dell'Expo: i percorsi di business nella filiera agroalimentare" - fase di follow up, finanziato dall'Unione Italiana sul FNP 2014 (cod. 33), in collaborazione con la Camera di Commercio di Pisa organizza, il prossimo 31 marzo  nella Sala Alfredo Gentili del Palazzo Affari di Pisa, l'evento gratuito: "Emirati Arabi: incontro con export manager del settore agroalimentare" rivolto a tutte le aziende toscane del settore agroalimentare che hanno avuto un primo contatto con il mercato Emiratino e necessitano ora di capire come conquistarlo.

 

L' iniziativa si articola in due sessioni: quella mattutina incentrata sul mercato degli EAU con focus sulle strategie commerciali e quella pomeridiana dedicata ad incontri personalizzati con l'Export Manager per capire come definire al meglio un piano di sviluppo efficace per gli EAU.

 

L'iscrizione  e la richiesta di incontro individuale avvengono   compilando il modello on line riportato sul sito www.pi.camcom.it fino al 29 marzo 2016 - posti limitati


Attività Studi & Ricerche
La Demografia Imprenditoriale toscana nel quarto trimestre 2015: Si conferma il trend positivo delle nuove imprese e la diminuzione delle chiusure aziendali
Boom di imprese giovanili in agricoltura, grazie al bando “Pacchetto Giovani” delle Regione Toscana. Ancora in difficoltà le imprese artigiane, specialmente di quelle operanti nell’edilizia

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Nel quarto trimestre del 2015 si è registrato un forte aumento delle iscrizioni di nuove imprese al Registro Imprese della Toscana: sono state 6.562, +7,9% rispetto allo stesso periodo del 2014 (+482 iscrizioni), mentre le imprese cessate (non d'ufficio) sono state 6.104; risultano inoltre 2.477 le aperture di nuove unità locali (+10,1%), contro 2.439 chiusure.

 

Il risultato complessivo del trimestre presenta dunque un saldo anagrafico positivo e in miglioramento rispetto a ottobre-dicembre 2014, grazie soprattutto ad un'accelerazione delle nuove iscrizioni, mai così elevate nel quarto trimestre da cinque anni.

 

Tra ottobre e dicembre, inoltre, il fenomeno delle crisi aziendali registra un'attenuazione:

• sono 345 i fallimenti, in netto calo rispetto all'analogo periodo del 2014 (37 in meno, per una variazione del -9,7%);

• sono 64 le aziende che hanno aperto concordati fallimentari/preventivi o accordi di ristrutturazione dei debiti (quattro in più dell'anno precedente);

• sono 2.330 le aziende toscane entrate in scioglimento e liquidazione (2 unità in meno rispetto a ottobre-dicembre del 2014).

 

In conseguenza delle dinamiche evidenziate, sale a 414.757 il numero di imprese registrate in Toscana al 31 dicembre 2015. Nei dodici mesi del 2015 sono nate, dentro i confini regionali, 27.031 nuove imprese e ne sono cessate 23.397 (al netto delle cessate d'ufficio), per un saldo anagrafico di 3.634 aziende in più rispetto al 2014.

 

 

Alla fine del 2015 le imprese FEMMINILI raggiungono quota 95mila, il 22,9% del sistema imprenditoriale toscano. Rispetto al 2014 si registra un incremento dell'1,7%, pari ad un saldo netto positivo di quasi 1.600 unità. Ad aumentare sono soprattutto le società di capitali (+5,4%, +900).

 

Ancora superiore la crescita per le imprese STRANIERE (52.147 unità a fine 2015), che rappresentano il 12,6% del sistema imprenditoriale toscano e che sono aumentate del 4,8% (+2.400 aziende) rispetto al 2014. L'incremento è riconducibile soprattutto alle ditte individuali (+1.760, +4,2%), anche se le società di capitali restano le più dinamiche in termini percentuali (+12,3% per un saldo positivo di 560 unità).

 

Le imprese GIOVANILI (39.331) - il 9,5% del tessuto imprenditoriale regionale - risultano invece in calo (-1,2%). A diminuire sono le ditte individuali (-500 aziende) e le società di persone (-220), mentre aumentano le società di capitali guidate da under 35 (+4,8%, +266 unità).

 

Le aziende ARTIGIANE, che a fine 2015 in Toscana sono 108.099 (il 26,1% delle imprese registrate), calano infine dell'1,1% (-1.250 unità) a causa di una natalità in continuo rallentamento e una mortalità elevata (8,5%). Da notare, tuttavia, che questa flessione è riconducibile in larga parte al calo registrato nell'edilizia (-650 aziende), settore a forte specializzazione artigiana. Ad un artigianato sempre in affanno fa da contraltare il sistema delle imprese non artigiane, in espansione (+1,6% pari a +4.883 unità), grazie ad una mortalità contenuta che compensa il basso tasso di natalità.

 

 

I settori che contribuiscono alla crescita del tessuto imprenditoriale toscano appartengono per la maggior parte alle attività dei SERVIZI, che in regione raccoglie oltre 236mila imprese e mette a segno un saldo positivo di 3.226 aziende nel corso del 2015 (+1,4% rispetto al 2014).

  • per il turismo (alberghi, ristoranti e pubblici esercizi) continua la fase espansiva che, dal 2009 ad oggi, ha determinato un saldo positivo di quasi 6mila imprese in più, arrivando a contare 33.855 unità (+2,9% e +968 imprese rispetto a fine 2014) a fine 2015;
  • in espansione anche il commercio (+0,7%, +723), che raggiunge quota 101.600 aziende, rappresentando un quarto del sistema imprenditoriale regionale;
  • da evidenziare il contributo da parte degli stranieri alla crescita di imprese in entrambi i settori: nel turismo si registrano +260 imprese straniere e +660 italiane, mentre nel commercio i saldi sono pari a +1.100 per le attività condotte da stranieri ed a -180 per quelle in capo ad italiani;
  • contribuiscono inoltre in maniera rilevante al bilancio positivo dei servizi anche le attività dei servizi alle imprese e dei servizi alla persona, che insieme determinano mille aziende in più.

 

Il numero di imprese dell'INDUSTRIA resta invece sostanzialmente invariato, con un saldo positivo fra ingressi ed uscite (al netto dell'edilizia) di sole 14 imprese.

Fra le attività manifatturiere:

  • all'interno del sistema moda, che raccoglie oltre 21mila imprese, aumentano le attività dei comparti confezioni-abbigliamento (+95 aziende) e pelli-cuoio-calzature (+17), mentre il tessile-maglieria, con un calo di 72 aziende, continua il processo di involuzione che negli ultimi anni è costato la perdita di centinaia di imprese;
  • tutte le attività della meccanica-elettronica registrano un calo di aziende (meccanica strumentale -21, elettronica e meccanica di precisione -27, mezzi di trasporto -11,prodotti in metallo -27), ad eccezione delle riparazioni (+105);
  • fra le altre attività manifatturiere, tre comparti registrano un saldo positivo: alimentari (+28 aziende), chimica-farmaceutica (+25) e oreficeria (+24), mentre l'industria dellegno registra un calo di 88 imprese e quella dei mobili di 7, cui si aggiungono le perdite di unità produttive nei minerali non metalliferi (-18) e nella carta-stampa (-15).

 

Resta poi critico il quadro dell'EDILIZIA (-650 unità nel 2015, -1,0%), le cui difficoltà sono strettamente legate all'artigianato. In Toscana, il 69% delle imprese operanti nella filiera delle costruzioni sono infatti artigiane (per lo più attive nella installazione di impianti e nei lavori edili di completamento): nel 2015, il settore artigiano delle costruzioni ha perso ben 1.200 aziende (-2,7% rispetto al 2014), contro un andamento che - per la parte non artigiana - ha fatto viceversa registrare una variazione positiva pari a +540 imprese.

 

La novità del 2015 è la crescita delle imprese in AGRICOLTURA (41mila registrate, pari al 10% del totale regionale). Dopo anni di costante e progressiva espulsione di imprese agricole (circa 3mila imprese in meno fra il 2010 e il 2014), prevalentemente di piccola dimensione, la Toscana chiude l'anno con un bilancio positivo fra entrate e uscite (+605, +1,5%).

Tale incremento, che non trova riscontro a livello nazionale, è trainato dalle iscrizioni di imprese condotte da giovani: sono 842 le nuove iscrizioni in tale ambito nel corso del 2015 (oltre tre volte quelle registrate nel 2014), principalmente concentrate nella seconda parte dell'anno

 L'incremento registrato è riconducibile agli effetti esercitati dal Bando «Pacchetto Giovani" della Regione Toscana, varato a metà dello scorso anno con lo scopo di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo, sostenendo l'avviamento di imprese condotte da giovani agricoltori mediante la concessione di contributi a fondo perduto per iniziare l'attività e per realizzare investimenti. 


L'Imprenditoria Femminile in Toscana nel quarto trimestre 2015

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Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2015, si sono iscritte al Registro Imprese della Toscana 1.985 imprese femminili (il 30% del totale iscrizioni del trimestre). Rispetto allo stesso periodo del 2014, le iscrizioni di aziende femminili in Toscana sono aumentate del 12,4%, un ritmo molto accelerato sia rispetto a quanto avvenuto mediamente in Italia (+0,1%) per l'imprenditoria in «rosa», che rispetto al totale delle imprese (+7,9%).

Tale incremento è da attribuire interamente al forte aumento delle nuove imprese femminili dell'agricoltura, particolarmente accentuato in Toscana (364 imprese in più rispetto a fine 2014) grazie soprattutto agli incentivi regionali varati nel corso dell'anno, volti a favorire la nascita di imprese condotte da giovani imprenditori.

Fra gli altri settori, quelli dove le donne hanno trovato maggior spazio per creare un'impresa in Toscana sono: commercio (500 nuove iscrizioni, il 25% del totale), attività industriali(232, il 12%), servizi alle imprese (167) e turismo (142).

La formula preferita dalle donne per avviare la propria azienda in Toscana è la ditta individuale (ne sono nate 1.478 nel trimestre natalizio, +12,7%). Anche le iscrizioni di società di capitali, la forma di impresa più strutturata, risultano in aumento (314 iscrizioni, +2,3%).

 

In Toscana, su un totale di 414.757 imprese registrate al 31 dicembre 2015, le aziende capitanate da donne salgono a quota 95mila e rappresentano il 22,9% del sistema imprenditoriale regionale.

Rispetto alla fine del 2014 l'imprenditoria femminile registra un tasso di crescita dell'1,7%, equivalente ad un saldo positivo di 1.581 imprese.

Il tasso di crescita messo a segno dall'imprenditoria femminile nel corso del 2015 supera abbondantemente il +0,7% relativo all'imprenditoria non femminile, sostenendo la crescita del tessuto imprenditoriale regionale.

 

 

Delle 95mila aziende femminili con sede in Toscana, due su tre operano nel settore dei servizi: 25.670 nel commercio e altre 9.800 nel turismo. Fra i restanti comparti del terziario, particolarmente diffuse sono le attività immobiliari (5.800) e dei servizi alle imprese, operativi (3.450) o avanzati (2.200).

Circa una su tre è invece attiva nei settori produttori di beni: la quota più rilevante è occupata dalle imprese agricole (oltre 13mila), seguita dall'industria (circa 12mila) e - con una quota «residuale» - dall'edilizia (3.400).

La presenza femminile risulta più marcata nei servizi sociali e alla persona (dove oltre il 40% delle aziende è a conduzione femminile), nell'agricoltura (32% circa) e nel turismo (30%), segnalando altrettanti ambiti di specializzazione imprenditoriale.

 

 

A fine dicembre 2015, si contano in Toscana 39mila imprese giovanili, di cui 11.750 aziende guidate da donne «con meno di 35 anni». I settori a maggior presenza di imprese giovanili «in rosa» sono: commercio (3.400 imprese), turismo e industria (circa 1.400 imprese ciascuno), seguono agricoltura (800), edilizia (500) e servizi alle imprese (470). Al settore finanziario-assicurativo appartiene il più alto tasso di aziende femminili giovanili (pari al 21%), mentre agricoltura e immobiliare risultano le attività a minor presenza (appena il 5-6%). Rispetto a dicembre 2014 il bilancio è di 193 imprese in più guidate da giovani donne, mentre le aziende con a capo uomini under 35 risultano in calo.

 

La regione conta oltre 52 mila aziende straniere, di cui 13.640 guidate da donne, che per fare impresa in Toscana prediligono il settore manifatturiero (4mila aziende), le attività commerciali (3.900) ed il turismo (1.100 fra alberghi e ristoranti). Nel 2015 le aziende guidate da straniere sono aumentate di 845 unità (+6,6%), mentre quelle guidate da italiane di 736 (+0,9%).

 

 

A fine dicembre 2015, si contano in Toscana 39mila imprese giovanili, di cui 11.750 aziende guidate da donne «con meno di 35 anni». I settori a maggior presenza di imprese giovanili «in rosa» sono: commercio (3.400 imprese), turismo e industria (circa 1.400 imprese ciascuno), seguono agricoltura (800), edilizia (500) e servizi alle imprese (470). Al settore finanziario-assicurativo appartiene il più alto tasso di aziende femminili giovanili (pari al 21%), mentre agricoltura e immobiliare risultano le attività a minor presenza (appena il 5-6%). Rispetto a dicembre 2014 il bilancio è di 193 imprese in più guidate da giovani donne, mentre le aziende con a capo uomini under 35 risultano in calo.

La regione conta oltre 52 mila aziende straniere, di cui 13.640 guidate da donne, che per fare impresa in Toscana prediligono il settore manifatturiero (4mila aziende), le attività commerciali (3.900) ed il turismo (1.100 fra alberghi e ristoranti). Nel 2015 le aziende guidate da straniere sono aumentate di 845 unità (+6,6%), mentre quelle guidate da italiane di 736 (+0,9%).

 

 

Delle 95mila aziende femminili con sede in Toscana, due su tre operano nel settore dei servizi: 25.670 nel commercio e altre 9.800 nel turismo. Fra i restanti comparti del terziario, particolarmente diffuse sono le attività immobiliari (5.800) e dei servizi alle imprese, operativi (3.450) o avanzati (2.200).

Circa una su tre è invece attiva nei settori produttori di beni: la quota più rilevante è occupata dalle imprese agricole (oltre 13mila), seguita dall'industria (circa 12mila) e - con una quota «residuale» - dall'edilizia (3.400).

La presenza femminile risulta più marcata nei servizi sociali e alla persona (dove oltre il 40% delle aziende è a conduzione femminile), nell'agricoltura (32% circa) e nel turismo (30%), segnalando altrettanti ambiti di specializzazione imprenditoriale.

Gli ambiti in cui le imprese femminili si sono sviluppate maggiormente nel 2015 sono le attività turistiche (alloggio e ristorazione +314 aziende), quelle industriali (+185, in particolare nel sistema moda con un saldo pari a +111), l'agricoltura (+176) ed il commercio (+163).

L'espansione delle attività turistiche è legata principalmente al contributo delle italiane (+200 contro +115 straniere), lo stesso vale per l'agricoltura (+131 italiane e +45 straniere) e in generale per ciascuna delle attività dei servizi.

Tutto legato all'imprenditoria straniera, invece, l'aumento delle imprese «rosa» di industria (+203 straniere, -18 italiane) e commercio (+243 straniere contro -80 italiane).

Da evidenziare, infine, l'inversione di tendenza dell'agricoltura che, per la prima volta negli ultimi cinque anni, registra un saldo positivo di aziende femminili in conseguenza, come già si è anticipato, agli incentivi regionali per le neo-imprese costituite da giovani imprenditori/imprenditrici.  


Starnet - Il portale dei dati statistici del Sistema camerale italiano

Questi sono gli ultimi documenti pubblicati sul sito Starnet Toscana


Natalità e mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio della Toscana
- Slide Report e Comunicato Stampa


Notizie dal mondo camerale
Arezzo - La Camera di Commercio alla 33a edizione del Hong Kong International Jewellery Show

Logo della Camera di Arezzo

Si è svolta all' Hong Kong Convention and Exhibition Centre, dal 3 al 7 marzo scorso, la Fiera Internazionale della Gioielleria, l'esposizione che assieme alla Jewellery & Gem Fair di settembre, ha incoronato ormai da alcuni anni la ex colonia britannica capitale mondiale delle fiere del settore gioielleria-oreficeria. La Hong Kong International Jewellery Show sta facendo registrare numeri in costante crescita con 2.491 espositori provenienti da 54 paesi distribuiti su 24 padiglioni per una superficie di 90.000 mq. e con un numero dei buyers particolarmente indicativo del successo della manifestazione: oltre 47.000 (per l'esattezza 47.028) provenienti da oltre 140 paesi. (Dati 2015).

 

Quest'anno la fiera si è svolta quasi in contemporanea con la terza edizione della Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show e i visitatori, per entrambe le manifestazioni, sono stati oltre 80.000.

 

La Camera di Commercio di Arezzo in questo particolare contesto ha organizzato una presenza collettiva alla quale hanno aderito 17 aziende che sono state ospitate all'interno del padiglione italiano gestito da ITA - ICE.

 

"Hong Kong - ha sottolineato il Presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni - è la capitale asiatica dell'alta moda e , da alcuni anni, il più importante mercato della gioielleria mondiale. Un primato reso possibile dal dinamismo degli operatori locali, dalla storia e dalla localizzazione geografica della ex colonia britannica. La partecipazione al Hong Kong International Jewellery Show costituisce quindi per la nostra produzione orafa di alta e altissima qualità una occasione imperdibile di promozione e di confronto con le aziende dei principali paesi competitor: India, Indonesia, Turchia oltre alla stessa Cina."

"Cina che - ha proseguito Sereni - sta vivendo proprio in queste settimane una difficile fase di transizione economica che secondo i maggiori analisti economici non avrà però influenze dirette sui consumi interni che sono anzi destinati a crescere a scapito dell'export e degli investimenti all'estero. E' infatti in fase di rapida crescita il numero dei cittadini appartenenti alla classe media: già lo scorso anno i cittadini cinesi appartenenti alla classe media hanno superato quelli degli Stati Uniti ( 90 milioni) e nel 2022 raggiungeranno la soglia dei 220 milioni, diventando, di fatto, il mercato di beni di consumo più importante del mondo. Un mercato quindi dove le opportunità per le imprese aretine produttrici di beni di alta qualità, ad iniziare dall'oreficeria, sono in decisa crescita, nonostante i nervosismi delle borse asiatiche ed un PIL in rallentamento che, è bene ricordarlo, nel 2015 è comunque cresciuto del 6,9%".

 

"La nostra provincia - ha sottolineato il Segretario generale Dott. Giuseppe Salvini - è una delle più importanti province italiane per quanto concerne l'export verso Cina-Hong Kong. Si Colloca infatti al sesto posto nella graduatoria nazionale, preceduta da Milano, Torino, Vicenza, Firenze e Bologna. In particolare il mercato di Hong Kong per l'export orafo-argentiero aretino nel periodo gennaio-settembre 2015 ha rappresentato il secondo mercato per ordine di importanza , dopo gli Emirati Arabi Uniti, con un volume di affari a valori correnti, di oltre 145 milioni di euro (+ 39,7 % rispetto al stesso periodo del 2014). Una crescita quella di Hong Kong, che, come già più volte ricordato, ha controbilanciato la contrazione dell'export verso gli Emirati Arabi Uniti ( intorno al 15%) causata da vari fattori quali l' instabilità socio-politica del medio oriente, la diminuzione del prezzo del petrolio e le stesse accentuate variazioni del costo del metallo. "

"Per l'export aretino -ha  proseguito Salvini -Cina-Hong Kong rappresentano il quinto partner commerciale: nei primi nove mesi del 2015 la provincia di Arezzo ha esportato merci per un equivalente di oltre 350 milioni di euro, il 18,2% in più del 2014.I prodotti più esportati sono quelli orafi, con oltre 150 milioni di euro, quelli delle pelletterie-calzature con oltre 100 milioni di euro e quelli dell'abbigliamento con oltre 45 milioni di euro. Non mancano poi i prodotti chimici e quelli dell'elettronica. Nonostante quindi la rilevanza dei numeri che evidenziano l'elevato export aretino verso la Cina, rafforzato in questi anni anche grazie all'impegno dell'Ente camerale che, dal 2007, è presente con un proprio stand al' Hong Kong Jewellery Show, sono presenti ulteriori spazi di crescita anche in altri settori, ad iniziare dai prodotti alimentari, visto che lo stimolo ai consumi interni e l'elevata urbanizzazione porteranno rapidamente ad una trasformazioni delle abitudini alimentari."  


Pisa - Sempre più rosa l’economia pisana
A Pisa oltre 28mila donne occupano una carica in azienda, sono quasi 10mila le imprese femminili

Logo della Camera pisana

Considerando le cariche aziendali di tutte le imprese registrate in provincia di Pisa, a fine 2015, sono 28.579 le donne che fanno impresa, tra Amministratrici (8.549), Socie di capitale (8.036)  e Titolari di imprese individuali (6.188). Considerando il numero delle imprese classificabili come "femminili", vale a dire dove la presenza delle donne  risulta maggioritaria, questo non solo sfiora quota 10mila ma mette a segno una crescita (+1,3%) più che doppia rispetto a quella del complesso del tessuto imprenditoriale pisano (+0,6%). A dirlo è la nota prodotta dall'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa in occasione della Festa della Donna.

Il tasso di femminilizzazione della provincia di Pisa si assesta, nel 2015, al 22%. Pisa, così come lo scorso anno, continua quindi ad occupare una posizione più in basso non solo rispetto alla Toscana (22,9%) ma anche a tutte le altre province della regione eccettuata Firenze. Il dato, tuttavia, si inserisce in un quadro nazionale nel quale l'incidenza delle imprese gestite da donne diminuisce al crescere del numero complessivo di aziende. Delle 9.661 imprese femminili registrate, un buon 13,5% è anche under 35: un valore nettamente superiore rispetto al complesso delle imprese della provincia di Pisa dove l'incidenza delle aziende giovanili si ferma al 10%.

 

Crescono le società gestite da imprenditrici

Se le aziende femminili costituite sotto forma di impresa individuale sono ancora al primo posto in termini di consistenza (6.188 unità), la crescita più rilevante è appannaggio delle società di capitali (+7,0%) seguite proprio dalle imprese individuali (+0,5%). Le società di persone, invece, mostrano segni di cedimento (-2,5%).

 

Sempre più donne scelgono il turismo

Primo settore del comparto femminile, con 2.206 aziende registrate, continua ad essere il commercio al dettaglio che però, rispetto al 2014, segna una contrazione dell'1,3% (-29 imprese). Alle spalle del commercio, ed in lieve crescita, troviamo l'agricoltura (1.159 imprese, +0,6%) mentre, in forte crescita, gli altri servizi alla persona (1.019 aziende, +4,6% e +45 unità rispetto al 2015). Passo in avanti per settori riconducibili al turismo come la ristorazione e pubblici esercizi (829 imprese, +4,7%, +37 aziende) ed i servizi di alloggio (170 imprese, +13,3%, +20 unità). Nel terziario cresce il commercio all'ingrosso (+1,9%), rimangono stabili i servizi per edifici e paesaggio (prevalentemente servizi di pulizia e disinfestazione) mentre arretrano le attività ausiliarie dei servizi finanziari (-2,6%) e di supporto alle funzioni d'ufficio (-2,8%). Le imprenditrici continuano invece ad essere meno presenti nell'industria: pelli-cuoio (-3,9%) confezioni (-3,2%).

 

Le imprese femminili presidiano i piccoli centri

Le imprese femminili sono relativamente più presenti nei piccoli comuni (in termini di numerosità complesiva d'impresa) con spiccata vocazione agricola e turistica. Continuano infatti ad avere un tasso di femminilizzazione elevato Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Guardistallo, Pomarance e Casale Marittimo. Comuni, invece, dove il numero di imprese risulta elevato ed il manifatturiero assume un certo rilievo, vedono tassi di femminilizzazione decisamente inferiori alla media: su tutti Santa Croce sull'Arno, Vicopisano e Castelfranco di Sotto. Unica eccezione è quella del comune di Pisa. Nel capoluogo, infatti, il tasso di femminilizzazione contribuisce a mantenere la media provinciale al 22% grazie, in questo caso, alla presenza di imprese del turismo e, più in generale, dei servizi.

 

Il commento del Presidente Valter Tamburini

"Le donne dimostrano una particolare capacità nel seguire gli sviluppi del mercato - commenta il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini che vedono nel turismo e nei servizi alla persona reali opportunità di business Non solo: le imprenditrici rappresentano un indispensabile presidio dei piccoli centri, dove offrono beni e servizi necessari per la stessa sopravvivenza delle comunità locali. La Camera di Commercio e la sua azienda speciale ASSEFI continuano a supportare le donne che vogliono fare impresa grazie ad un apposito sportello che fornisce informazioni su come avviare un'azienda oltre che sulle agevolazioni disponibili." 


Lucca - Startup innovativa a vocazione sociale: modelli di business per le imprese del no profit
Al Polo Tecnologico Lucchese un incontro per capire come, quando e perché

Logo della Camera lucchese

Start up innovativa a vocazione sociale: nuovo modello di business per le imprese no profit è il tema che è stato affrontato nell'incontro del 9 marzo scorso al Polo Tecnologico Lucchese. 

           

Le startup innovative a vocazione sociale, grazie al recente aggiornamento di una sezione speciale del Registro delle Imprese si stanno moltiplicando. Sono ancora poche, ma stanno crescendo per rispondere a un bisogno del consumatore e contemporaneamente lanciare un messaggio forte al terzo settore e al mondo cooperativo: la tutela di una finalità sociale e l'esercizio di un'attività economica caratterizzata da un'elevata dotazione tecnologica non sono incompatibili.

 

L'attività di queste imprese innovative può essere l'elaborazione di nuove forme di fruizione del patrimonio culturale, la diffusione di delle informazioni e la creazione di modelli replicabili e sostenibili nel tempo, ve ne sono esempi concreti a Bari e Torino. A Milano, invece, troviamo imprese che offrono servizi innovativi ad alto valore tecnologico nel campo dell'educazione e della formazione extra-scolastica, mentre a Firenze, coltivano un nuovo approccio alla pianificazione urbanistica e paesaggistica e alla promozione territoriale.

 

La Camera di Commercio di Lucca e il Polo Tecnologico Lucchese, consapevoli sia delle complessità del sistema, ma altresì delle opportunità che questa nuova tipologia può dare come sviluppo imprenditoriale al territorio, in collaborazione con Promo PA Fondazione, LuBeC e Caritas, ha organizzato il focus di approfondimento per capire come, quando e perché fare impresa innovativa sociale.

Il Polo Tecnologico Lucchese, società che ha l'obiettivo di supportarne lo sviluppo e la crescita si presenta altresì, come potenziale sede per le nuove start up .

 

Durante il seminario è stato illustrato anche il contesto legislativo e fiscale e le nuove agevolazioni messe a disposizione dalla Regione Toscana attraverso Toscana Muove.


Prato - Sua eccellenza la mortadella di Prato
Quattro grandi chef hanno cinato “dal vivo” questo salume speciale in ricette inedite

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Una serata speciale per celebrare la mortadella di Prato, che dal 1 marzo può essere messa in vendita solo con il marchio IGP. Un riconoscimento importante, che arriva dopo anni di lavoro per poter recuperare una ricetta condivisa e, superando le varie fasi della complessa procedura, arrivare così al riconoscimento europeo, grazie anche ad una attenta ricostruzione storica del prodotto. Un successo innanzitutto per i 5 produttori di questo salume, che grazie al sostegno della Camera di Commercio di Prato che ha pagato le spese per la procedura di riconoscimento, possono oggi mettere in commercio un prodotto di eccellenza che racconta anche la storia del territorio.

 

Per questo il 9 marzo scorso presso l'auditorium della Camera di Commercio di Prato si è svolta la serata dedicata alla mortadella di Prato. Quattro grandi chef hanno proposto 4 ricette studiate per valorizzare questo prodotto, con 4 show cooking. A salire sul palco Marco Stabile, dell'Ora D'Aria; Angiolo Barni, dell'Enoteca Barni; Paolo Gori, Da Burde; Alessandro Frassica, di 'Ino. Un evento speciale che è stato anche inserito nel calendario del Fuori di Taste, la manifestazione dedicata all'eccellenza enograstronomica che si terrà la prossima settimana a Firenze.

 

Ad aprire la serata il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi. Giampiero Nigro ha invece parlato della storia di questo prodotto, lasciando poi la parola a Mirko Renzi, responsabile dello Slow Food di Prato. La serata è stata condotta da Michela Mattei.


Firenze - Mediazione, FIMC ai lavori ONU di New York
Nuovo passo avanti per riscrivere le regole internazionali del settore. Presentato il documento di Florence International Mediation Chamber. Bassilichi: contributo importante per dare maggiori certezze alle imprese

Logo della Camera fiorentinaI successi di Firenze nella mediazione fra imprese potranno diventare le basi per riscrivere le regole globali. Infatti, FIMC (Florence International Mediation Chamber), servizio di mediazione internazionale attivo in Camera di Commercio di Firenze, ha partecipato al working group sulla mediazione organizzato da UNCITRAL, Commissione ONU per il Commercio Internazionale, che si è svolto a New York nei giorni scorsi.

A presentare il documento di FIMC davanti a delegati di tutto il mondo è stato uno dei massimi esperti di mediazione internazionale, l'avvocato David S. Weiss, titolare dello studio Weiss & Weiss Llc con sedi a New York e Hoboken (New Jersey, USA).

L'obiettivo del lavoro di FIMC nell'ambito della commissione ONU è quello di contribuire a elaborare proposte per incentivare lo strumento della mediazione internazionale anche rapportandosi alla normativa italiana, che dal 2010 prevede l'esecutività degli accordi raggiunti in mediazione, e all'esperienza decennale nel risolvere controversie fra imprese maturata a Firenze, cioè su un territorio da sempre orientato al commercio e all'internazionalizzazione.

«Stiamo portando un contributo importante per promuovere la cultura della mediazione internazionale e dare maggiori certezze alle imprese pronte a investire - ha detto Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze -. Chi fa business cerca soluzioni affidabili, rapide e convenienti per risolvere gli eventuali contenziosi, noi possiamo garantire tutto questo e utilizzarlo come base per una riforma internazionale condivisa».

Dopo il riconoscimento come osservatore esterno della commissione internazionale dell'ONU, FIMC aveva già partecipato al working group di Vienna lo scorso settembre e adesso sta concentrando la propria azione riformatrice su strumenti come il conferimento di efficacia esecutiva agli accordi di mediazione internazionale, in modo da evitare il ricorso giudiziale dell'esecuzione e i problemi relativi alle diverse giurisdizioni dei vari Paesi.  


Pistoia - Crescono dell’1,3% le imprese femminili a Pistoia

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Sono 7.320 le imprese femminili registrate al Registro Imprese della Camera di Commercio di Pistoia al 31.12.2015. Di queste le attive sono 6.452. 

 

I dati, che mettono in evidenza il ruolo sempre importante delle imprese "in rosa" all'interno del sistema imprenditoriale della nostra provincia, emergono da un'analisi condotta dall'Ufficio studi della Camera di Commercio di Pistoia sui dati forniti da InfoCamere ed estratti dal registro imprese.


Il 2015 conferma la tenuta del comparto femminile del sistema imprenditoriale 
Nell'intero anno si sono iscritte al registro della Camera di Commercio di Pistoia 653 imprese femminili (il 29,5% del totale iscrizioni). Nello stesso periodo sono cessate 556 aziende «rosa» generando un saldo fra nuove iscrizioni e cessazioni di 97 imprese. 
Importante è il contributo dell'imprenditoria straniera che ha generato il 23,4% delle nuove iscrizioni femminili.

Il tasso di femminilizzazione, che rappresenta il peso delle imprese femminili all'interno del sistema imprenditoriale, per la provincia di Pistoia è pari al 22,3% del totale delle imprese registrate. Il dato provinciale è lievemente più basso rispetto alla media toscana (22,9%). 
Per quanto riguarda la distribuzione delle imprese femminili all'interno dei settori, quello ove si concentra il maggior numero di imprese è il COMMERCIO (2.014 imprese che rappresentano il 27,5% del totale imprese femminili e generano un tasso di femminilizzazione del totale imprese pari a 26% ), seguito dal MANIFATTURIERO (911 imprese pari al 12,4% del totale IF e con un tasso di femminilizzazione pari a 20,8%) e dall'AGRICOLTURA (828 imprese, l'11,3% con un tasso di femminilizzazione pari a 24%). 
Alto il peso femminile nei settori legati al TURISMO, in particolare alberghi a altre forme di alloggio, dove la quota di imprese rosa rappresenta 30% del totale, e nei settori dei servizi alla persona dove il tasso di femminilizzazione supera il 66,4%. 
La distribuzione delle imprese femminili per natura giuridica vede il 62% delle stesse iscritte come imprese individuali, il 18,7% come società di capitale, il 18% come società di persone e il restante 1,3% nelle altre forme (lo 0,9% sono cooperative). 
Rispetto alle "quote rosa", su un totale di 50.800 persone che assumono cariche o qualifiche nelle imprese della provincia di Pistoia al 31.12.2015, sono 14.433 le donne con almeno una carica (pari al 28,4%). Il totale delle cariche assunte da donne nell'ambito delle imprese della provincia di Pistoia è pari a 21.347 al 31.12.2015. 

Per quanto riguarda le imprese artigiane su un totale di 12.514 persone che ricoprono cariche o qualifiche all'interno dell'azienda, il 21,4% sono di sesso femminile (2.682). 
Sulle 14.433 donne con carica nelle imprese pistoiesi, quelle con meno di 30 anni rappresentano il 5,4% (quota maggiore che nella componente maschile, dove i giovani under 30 sono pari a 4% del totale).

Le donne extra-comunitarie che ricoprono cariche nelle imprese pistoiesi sono 768. Il numero più consistente è costituito dalle donne cinesi (107); seguono le albanesi (102), le donne provenienti dalla Nigeria (84) e dalla Federazione Russa (63). 

 

 


Agenda degli Appuntamenti
DataDove/ChiEvento
17 marzo Camera di Commercio Firenze Processi più veloci e telematici, l'esempio di Firenze
21 marzo Camera di Commercio Arezzo Rapporto sull'imprenditoria femminile della provincia di Arezzo
24 marzo Camera di Commercio Prato Verso una "Ageing Society"
30 marzo Camera di Commercio Livorno ECCELLENZE in DIGITALE @ LIVORNO
31 marzo Camera di Commercio Pisa "Emirati Arabi: incontro con export manager del settore agroalimentare"
8 aprile Camera di Commercio Arezzo "I vini aretini al Vinitaly"
8 aprile Camera di Commercio Siena Presentazione Azienda agricola Dievole Spa.
13 aprile Unioncamere Toscana Consiglio delle Associazioni regionali di categoria
15 aprile - 15 maggio Camera di Commercio Prato Obiettivo impresa: nuovo ciclo di Webinar
19 aprile Unioncamere Toscana Riunione di Giunta
19 aprile Unioncamere Toscana Riunione di Consiglio
20 aprile Unioncamere Toscana Comitato dei Segretari Generali
21 aprile Camera di Commercio Firenze Destinazione Germania: le opportunità del mercato tedesco
23 aprile - 1 maggio Camera di Commercio Arezzo Manualità, creatività, tradizione ed innovazione in mostra ...
28 aprile Camera di Commercio Arezzo Conferenza Stampa di consegna delle borse di studio
29 aprile Camera di Commercio Arezzo "Arezzo Internet Day"
11 maggio Camera di Commercio Pisa "PILLOLE INFORMATIVE SUI PRODOTTI AGROALIMENTARI".
16 maggio Camera di Commercio Arezzo 14a Giornata dell'Economia


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