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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  1 -  Tuesday, January 30, 2018 - anno  17
Attività Istituzionale
Al via il Premio "Storie di alternanza"
Sessione del primo semestre 2018: 1 febbraio - 20 aprile 2018

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Il Premio "Storie di alternanza" è un'iniziativa promossa dalle Camere di commercio italiane con l'obiettivo di valorizzare e dare visibilità ai racconti dei progetti d'alternanza scuola-lavoro ideati, elaborati e realizzati dagli studenti e dai tutor degli Istituti scolastici italiani di secondo grado.

 

L'iniziativa mira ad accrescere la qualità e l'efficacia dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, facendone, con la collaborazione attiva delle imprese e degli altri Enti coinvolti, un'esperienza davvero significativa per gli studenti attraverso il "racconto" delle attività svolte e delle competenze maturate nel percorso di alternanza scuola-lavoro. La maggior parte delle Camere di Commercio toscane ha aderito al progetto.

 

L'iniziativa premia a livello provinciale e nazionale i migliori racconti multimediali (video) realizzati dagli studenti riguardanti le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte a partire dall'entrata in vigore della Legge 13 luglio 2015, n. 107 "La Buona scuola".

 

Requisiti di ammissibilità

Il Premio è suddiviso in due categorie distinte per tipo di Istituto scolastico partecipante:

  • Licei
  • Istituti tecnici e professionali

Gli studenti, singoli o organizzati in gruppi, devono:

  • fare parte di una o più classi di uno stesso o più istituti di istruzione secondaria superiore italiani;
  • aver svolto, a partire dall'entrata in vigore della legge 13 luglio 2015 n. 107, un percorso di alternanza scuola-lavoro (presso Imprese, Enti, Professionisti, Impresa simulata, etc.);
  • realizzare un racconto multimediale (video) che presenti l'esperienza di alternanza realizzata, le competenze acquisite e il ruolo dei tutor (scolastici ed esterni).

Iscrizione e modalità di partecipazione

Ciascun singolo studente o gruppo di studenti è iscritto al Premio "Storie di alternanza" dai docenti che svolgono attività di assistenza e coordinamento per l'alternanza scuola-lavoro. 


Il Premio prevede due livelli di partecipazione: il primo, locale, promosso e gestito dalla Camera di Commercio di riferimento, il secondo, nazionale, gestito dall'Unione Italiana delle Camere di Commercio (Unioncamere), cui si accede solo se si supera la selezione locale.


Per partecipare al Premio è necessario inviare alla Segreteria organizzativa di Unioncamere all'indirizzo e-mail: storiedialternanza@unioncamere.it e all'indirizzo PEC della locale  Camera di Commercio la seguente documentazione reperibile sul sito : www.unioncamere.gov.it o sul sito della Camera di Commercio di riferimento, se indicata nell'elenco delle Camere di Commercio italiane partecipanti al Progetto, presente sul sito www.unioncamere.gov.it.

  • la domanda di iscrizione;
  • il racconto in forma di video;
  • la scheda di sintesi relativa ai risultati del progetto di Alternanza scuola-lavoro;
  • la liberatoria.

La documentazione deve pervenire entro le seguenti scadenze:

 

  • Sessione I semestre 2018 - dal 1 febbraio al 20 aprile 2018

 

Le domande di partecipazione provenienti da Istituti scolastici ricadenti nel territorio di Camere di Commercio non partecipanti al progetto saranno istruite direttamente dalla Segreteria nazionale del Premio.

 

 


Una Convenzione per rafforzare le PMI nell'UE fra il Dipartimento delle Politiche Europee ed Unioncamere

" "Promuovere la diffusione e la conoscenza a livello locale e nazionale delle politiche e delle tematiche europee. E' questo l'obiettivo della nuova convenzione firmata a Roma tra il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere.

 

L'intesa in concreto potrà contribuire a favorire iniziative per rendere sempre più efficaci gli Sportelli Unici per le Attività produttive (SUAP), i punti unici di accesso delle imprese alla pubblica amministrazione per tutti i procedimenti amministrativi riguardanti l'avvio e lo svolgimento di una determinata attività economica. Sono, inoltre, previste iniziative, eventi e campagne informative e formative per accrescere la conoscenza, anche presso le piccole e medie imprese, delle opportunità del mercato unico e delle politiche e tematiche europee.

 

"La convenzione con Unioncamere rappresenta una opportunità per far conoscere sempre più efficacemente al mondo della piccola e media impresa i vantaggi dell'appartenenza all'Unione Europea e i servizi e gli strumenti che lo stare in Europa offre a imprenditori e professionisti - ha sottolineato Diana Agosti, Capo Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri - SOLVIT e il centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali istituiti presso il Dipartimento per le Politiche Europee rappresentano due efficaci esempi di opportunità per far valere i diritti ed esercitare la propria attività. E' sempre più necessario rafforzare ogni iniziativa che favorisca la diffusione della conoscenza dell'Unione: è un obiettivo del Dipartimento, è una priorità istituzionale tanto più oggi all'indomani del rilancio nel 2017 del dibattito sul futuro dell'Europa in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roma e alla vigilia del 2019 che sarà l'anno delle elezioni europee"

 

"Quest'intesa arricchisce il quadro di alleanze che il Sistema delle Camere di commercio sta mettendo a punto con le altre istituzioni del nostro Paese per avvicinare un numero sempre maggiore di imprese italiane ai mercati stranieri, a partire da quello europeo che resta il principale sbocco delle esportazioni made in Italy - ha sottolineato Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere - Per questo occorre fare conoscere alle nostre PMI le opportunità di crescita e le regole di "gioco" per competere ad armi pari all'estero, come intendiamo fare anche attraverso questa collaborazione per quanto attiene all'Unione europea. L'internazionalizzazione, infatti, è una delle funzioni chiave che ci sono state assegnate dalla recente riforma camerale e che ci vedrà impegnati nel prossimo triennio a individuare, formare e preparare per l'export almeno 10.000 nuove imprese." 


E’ OnLine il Cruscotto degli indicatori statistici della toscana, aggiornato

Il Cruscotto di indicatori statistici regionali, rilasciato trimestralmente, è costituito da quattro report statistici dedicati alla demografia imprenditoriale - di cui due a carattere strutturale relativi all'anno 2016, e due congiunturali relativi al terzo trimestre 2017 - e da due fascicoli contenenti indicatori statistici elaborati sulla base dei bilanci depositati dalle società di capitali presso le Camere di Commercio.

 

Nell'ultimo aggiornamento vengono pubblicati gli indicatori di bilancio al 2016: il primo fascicolo contiene elaborazioni sui 50.726 bilanci depositati complessivamente al 30 settembre 2017, il secondo elaborazioni su un sottoinsieme di 28.470 bilanci compresenti nel triennio 2014-2016, consentendo pertanto di effettuare comparazioni omogenee nel tempo. Questo secondo fascicolo evidenzia come, nel 2016, sia proseguita la crescita sia del valore della produzione (che ha raggiunto quota 74,2 miliardi dai 71,3 del 2015 e dai 67,4 del 2014) che del valore aggiunto (passato nello stesso arco temporale da 14,6 a 15,6 e a 16,5). Il 2016 ha fatto registrare un parallelo incremento dei livelli di redditività aziendale, misurati sia in termini di ROI (passato dal 3,7% del 2015 al 4,1% del 2016) che di ROS (dal 4,2% al 4,6%), oltre che del grado di indipendenza finanziaria (la proporzione dell'attivo finanziato attraverso capitale proprio si è portata dal 34,3% al 34,6%). La crescita del valore della produzione ha interessato nel 2016 tutte le fasce dimensionali prese in esame, mentre ebit e risultato netto sono migliorati solo per le medio-grandi (valore della produzione superiore ai 10 milioni di euro), evidenziando dunque il permanere di alcuni elementi di criticità sotto il profilo reddituale soprattutto per le imprese meno strutturate.

 

Il link ai report è il seguente

http://www.starnet.unioncamere.it/Cruscotto-indicatori-statistici-agg-30092017_7A17679B191C980


Cercasi sei digital promoter per far crescere le aziende
In vista del lancio del PID, Punto Impresa Digitale, Camera di Commercio di Firenze seleziona gli ambasciatori del digitale che saranno a fianco degli imprenditori

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La Camera di Commercio di Firenze si sta preparando all'apertura del PID, il Punto Impresa Digitale che è ospitato nei nuovi spazi WorkinFlorence all'intero della sede dell'ente appena ristrutturata. La prima mossa è la selezione di sei digital promoter, che possano promuovere l'uso e l'adozione di servizi digitali 4.0 nelle imprese del territorio metropolitano.

 

Il candidato ideale è under 35 in possesso di competenze nel mondo del digitale con una spiccata attitudine ai rapporti interpersonali. I digital promoter diventeranno gli "ambasciatori del digitale" che Camera di Commercio di Firenze invierà all'interno delle imprese: saranno al fianco degli imprenditori e insieme a loro misureranno la maturità digitale dell'azienda e valuteranno target e obiettivi da raggiungere.

 

I giovani interessati possono inviare la propria candidatura entro martedì 6 febbraio 2018 sulla piattaforma della società del sistema camerale IC Outsourcing, collegata al sito di Camera di Commercio di Firenze (http://bit.ly/2DBx79W).

 

I PID sono la soluzione individuata dalle Camere di Commercio alla richiesta del Ministero dello sviluppo economico di realizzare un network di punti informativi e di assistenza alle imprese sui processi di digitalizzazione. Prevedranno l'erogazione di voucher per favorire e sostenere gli investimenti tecnologici delle piccole e medie imprese.

 

Fra gli altri servizi che saranno offerti la diffusione di conoscenze sulle tecnologie Impresa 4.0, la mappatura della maturità digitale delle aziende, l'assistenza  nell'avvio di processi di digitalizzazione attraverso i servizi di assessment e mentoring, i corsi di formazione sulle competenze di base nel settore digitale, l'orientamento verso strutture più specialistiche come i DIH (Digital Innovation Hub) e Competence Center per le imprese più avanti nei processi di digitalizzazione.

 

Maggiori informazioni sui siti di PID (http://www.puntoimpresadigitale.camcom.it) e Camera di Commercio di Firenze (http://www.fi.camcom.gov.it)  


Torna Immagine Italia &Co. 2018: dal 3 al 5 febbraio a Firenze in Fortezza Da Basso

" "Immagine Italia & Co. si conferma ancora una volta l'appuntamento annuale imperdibile per tutti gli operatori dell'underwear sia italiani che esteri ai quali viene riservato in esclusiva l'ingresso della fiera.

Dal 3 al 5 febbraio p.v., a Firenze, in Fortezza Da Basso, va in scena l'undicesima edizione di Immagine Italia &Co. la fiera dedicata alle anteprima di collezioni intimo-lingerie.

Razionale, elegante e spaziosa nel suo consolidato concept, Immagine Italia &Co. mantiene la sua posizione di rilievo nel panorama fieristico di settore che l'hanno portata ad essere definita il "salotto bello delle fiere", ideale per incontrare le migliori proposte ottimizzando tempi ed occasioni di business.

Un percorso intenso ed interessante che nasce come piattaforma di lancio del binomio biancheria per la casa e biancheria intimo-lingerie.

Dopo sei anni: la metamorfosi. Immagine Italia &Co. diventa l'unico appuntamento in Italia per il settore biancheria intima e lingerie.

In questo lungo ed ambizioso percorso si conta la presenza di oltre 3.400 brand e 90mila visitatori.

Nutrita ed interessante anche l'edizione 2018 di Immagine Italia & Co. che si presenta con oltre 200 brand, fra i più prestigiosi, di cui 28 fra nuove presenze e graditi ritorni.

I brand esteri, provenienti prevalentemente da Paesi Europei, rappresentano il 35% sul totale delle presenze, dimostrando ancora una volta che Immagine Italia & Co. si consolida sempre di più una vetrina internazionale.

Questo il link per visualizzare nel dettaglio l'elenco dei nominativi presenti:

http://www.immagineitalia.org/espositori_edizione_2018.asp?ln=&idtema=1&idtemacat=1&page=informazioni&idcategoria=1239

Immancabile e protagonista assoluto è l'appuntamento "fashion" con le anteprima di collezioni autunno-inverno 2018-2019.

In passerella sfilano capi ed accessori intimo-lingerie in perfetta sintonia con le più attuali tendenze moda*. La tipologia dei prodotti esposti è di fascia alta e medio-alta.

Ogni giorno: sfilate moda collettive e individuali, fra quest'ultime anche quelle di due gruppi stranieri.

Confermata anche per l'edizione 2018 la presenta del prestigioso Gala delle Stelle organizzato da Linea Intima.

 

I BUYER OSPITI DELLA FIERA

Ogni anno la Camera di Commercio di Pistoia, ente organizzatore dell'evento, mette in campo un'intensa strategia di promozione e internazionalizzazione che, attraverso inviti ed ospitalità, è finalizzata ad incrementare, edizione dopo edizione, la partecipazione di buyer italiani e stranieri.

Per questa edizione 2018 sono in crescita le richieste di buyer esteri che vogliono essere accreditati in fiera, soprattutto dai Paesi dell'Est. Si mantengono costanti le presenze di buyer europei con particolare riferimento a Belgio, Grecia e Cipro.

 

 

Nel dettaglio i buyer esteri sono provenienti da tredici Paesi: Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Libano, Portogallo, Russia, Slovacchia, Spagna, Ucraina.

I buyer italiani ospiti della fiera, saranno circa 150 tra i più riconosciuti nel settore.

Tipologia di visitatore: boutique di lusso, grandi magazzini, negozi al dettaglio, negozi on-line, catene di negozi, agenti, distributori e importatori.

Sono attesi numeri importanti di visitatori provenienti da tutta Italia e da Paesi esteri interessati e coinvolti nella strategia di promozione adottata dall'ente fiera..

 

DATI ECONOMICI SUL SETTORE

Alla data del 30.09.2017 il settore della produzione della biancheria intima conta in Italia 1.714 imprese attive, con un totale di circa 14.697 addetti, che se sommati al settore della calzetteria, fanno 2.554 imprese con oltre 25.993 addetti.

Per quanto riguarda la biancheria intima, la regione con il maggior numero di imprese è la Lombardia (414 imprese che costituiscono il 24% del totale Italia) a cui seguono la Puglia (352 imprese, il 21% del totale) e la Campania.

La Toscana si trova al quarto posto con 122 imprese attive seguita dal Veneto e pesa sul totale nazionale per il 7%.

Pistoia risulta la seconda provincia per importanza a livello regionale dopo Firenze con il 28%% del totale imprese toscane del settore e al 12° posto a livello nazionale con il 2% del totale Italia.

Anche nel comparto di produzione di calzetteria fa da padrona la Lombardia con 549 imprese attive (il 65,4%). Seguono la Puglia (121 imprese, il 14,4%) e la Toscana con il 4,4%.

Nonostante una contrazione del numero delle imprese registrata nel corso degli anni, conseguenza della crisi economica che non ha risparmiato i settori dell'intimo e della calzetteria, il peso del valore delle esportazioni di questi settori rimane pur sempre considerevole.

 

Nel settore della biancheria intima, nel periodo gennaio-settembre 2017 a livello nazionale sono state esportate merci per un valore di oltre 2 miliardi e 649 milioni di euro, con una variazione in crescita rispetto allo stesso periodo del 2016 pari al 7%.

La bilancia commerciale in questo settore è negativa ma diminuisce molto la forbice fra le importazioni e le esportazioni: nei primi 9 mesi del 2015 le esportazioni avevano rappresentato l'89% delle importazioni in valore, nello stesso periodo del 2016 sono risalite a rappresentarne il 93,4%, per raggiungere il 99,1% col 2017.

Dal 2016 al 2017, sempre con riferimento ai primi 3 trimestri dell'anno, le importazioni sono cresciute infatti solo dello 0,4%.

I paesi dove maggiormente si sono indirizzati i flussi export nei primi 3 trimestri del 2017 sono principalmente europei (il 77%).

La distribuzione per i principali partner europei è la seguente:

·     Germania (11,5% del totale esportato con una crescita di 11%)

·     Francia (10,5% del totale esportato sostanzialmente stabile)

·     Spagna (8,7% del totale esportato con un aumento del 4%)

·     Regno Unito (8,5% del totale esportato con una crescita del 2,2%)

·     Svizzera (5,5% del totale esportato con un aumento del 5,5%)

 

 

Continua la ripresa del valore di biancheria intima esportato in Russia che nel periodo in esame esprime una crescita del 41%, rappresentando il 4% del totale esportato.

Notevole l'export verso l'Asia (15,7% del totale esportato con un aumento del 10%).

Crescono anche le esportazioni verso gli Stati Uniti, del 5,6% nei primi nove mesi del 2017 (4,5% del totale esportato).

Nel Medio Oriente è indirizzato il 3,9% del valore esportato totale con una variazione in aumento del 10,3%.

 

Andamento nel settore della calzetteria.

Nel periodo gennaio-settembre 2017 a livello nazionale sono state esportate merci per un valore di quasi 530 milioni di euro, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2016 del 5%.

I mercati di riferimento sono quasi esclusivamente in Europa, che riceve il 91,7% dei flussi e che vede un aumento del valore esportato pari a 4,6%.

Buona la performance delle esportazioni nell'Area del Mediterraneo con un aumento del 16,5% rappresentando il 16,6% del totale esportato.

Tornano a crescere le esportazioni dirette in America (2,8%) e in Asia (15,4%) dopo la flessione riscontrata nello stesso periodo dell'anno precedente.

Crescono anche le importazioni dell'8,4% ma si mantiene molto positiva la bilancia commerciale del settore con un valore esportato complessivo di oltre 286 milioni di euro.

 

TENDENZE MODA

Quali saranno i tratti distintivi della lingerie e della corsetteria del prossimo inverno ? Ce lo svela lo studio messo a punto da MarediModa, il salone internazionale dei tessuti mare, intimo e athleisure e accessori - e condotto da WGSN, riferimento mondiale per il trend forecasting, David Shah, istrionico guru delle previsioni di stile nonché editore di Textile View e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano. Si tratta di un trend forecasting suddiviso in due macro temi messo a punto sulla base di indicatori di stile e sociali.

 

GIRL GANG

"Girl Gang" reinventa il gusto degli anni '90 trasformando la lingerie in un inno al femminismo, sbandierato da nuove generazioni di giovani donne che fanno sentire la loro voce. Un trend che mette in risalto un gusto di tipo grafico, audace e fresco, per esaltare al massimo una bellezza giovane e sofisticata, contaminata da tratti genderless e androgini. L'intimo si libera dalle costrizioni del suo passato per mostrarsi più contemporaneo e lineare senza rinunciare all'intrigo. Una visione più asciutta e simbolica che vede protagoniste le grafiche, urlate o sussurrate per un nuovo modo di pensare alla femminilità, veicolando un messaggio di sicurezza e attivismo scritto con un linguaggio artistico capace di unire le generazioni future.

 

PRECIOUS

"Precious" esplora un nuovo modo di raccontare la lingerie ispirato dallo stile boudoir e da un gusto lussuoso.

 

Minimale e sobrio, questo trend rielabora raffinatezza ed eleganza in chiave moderna ed originale. Una cartella colori dai toni cipria si scontra con stampe grafiche e digitali giocate attraverso trasparenze e sovrapposizioni. Vedo non vedo per sorprendere, sofisticate passamanerie e stampe di broccati usurati dal tempo creano un delicato racconto senza tempo, piacevolmente moderno, arricchito dall'uso di tonalità forti e coraggiose.

 

Materiale informativo e fotografico disponibile su Google Drive all'indirizzo:

https://drive.google.com/drive/folders/1TNqgWwQRqa8adYoAM-DcSY9zq8T8toVP?usp=sharing

  


Maremma & Tirreno: nel 2018 risorse alle imprese per oltre 2 milioni e mezzo di euro

" "La Camera di Commercio della Maremma & del Tirreno reagisce al taglio delle risorse voluto dalla legge e riesce a stanziare per l'anno in corso risorse destinate alle imprese complessivamente ben 2.524.301 euro.

 

In particolare, 1.132 mila euro saranno destinati a interventi per la digitalizzazione delle imprese (progetto Punto Impresa Digitale/Industria 4.0), per la formazione e alternanza scuola lavoro- servizi di orientamento al lavoro e alle professioni ed infine per la promozione del turismo e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Un'altra parte delle risorse è destinata alla realizzazione di programmi finanziati dalla comunità europea, diretti a rendere più competitivo il territorio, in sinergia con altri soggetti istituzionali italiani e stranieri.

 

A queste risorse vanno aggiunte quelle destinate a tutta una serie di servizi che vengono resi alle imprese ed ai consumatori (ad esempio le attività di certificazione nei settori vitivinicolo e olivicolo; la metrologia legale; gli strumenti di giustizia alternativa, e l'organismo di composizione delle crisi da sovra indebitamento).

 

La Camera di commercio ha inoltre un piano degli investimenti per il 2018 pari a 750 mila euro.

 

"Sono iniziative importanti perché possono incidere sul tessuto imprenditoriale - commenta il Presidente Riccardo Breda - un segnale di rilievo che le Camere sono essenziali per far crescere il sistema Italia. Non solo: il generale ripensamento delle funzioni affidate alle Camere di commercio non può prescindere dal riappropriarsi del ruolo strategico  nell'internazionalizzazione, fronte su cui ci impegneremo nel prossimo futuro."

 

Dalla Camera della Maremma e del Tirreno giunge anche un altro concreto segno di vicinanza alle imprese. "Destineremo una parte delle risorse, pari a 50.000 euro, al ristorno del diritto camerale alle imprese livornesi colpite dall'alluvione nel mese di settembre - spiega il Presidente - di fronte a tante dichiarazioni di principio il nostro Ente si muove concretamente, nonostante il taglio che ha ridotto della metà i fondi disponibili".

 

Ma come si prendono le decisioni in un nuovo Ente che esprime non più un ambito provinciale, ma due, in un'inedita unione?

 

"Ogni scelta sarà sempre più condivisa con le rappresentanze del mondo economico - spiega Riccardo Breda, Presidente della Camera di Commercio - con il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria, non solo attraverso Giunta e Consiglio ma anche grazie a strumenti ulteriori di governance e definizione delle scelte. In questa direzione la Camera di Commercio ha creato 8 Comitati consultivi sui temi strategici (infrastrutture e trasporti, arcipelago, tutela del mercato, commercio, agricoltura, turismo, portualità e logistica, industria e manifatturiero).  In questo quadro - continua il Presidente - avranno un ruolo importante le nostre società partecipate, tutte operative in settori strategici dello sviluppo delle province di Livorno e Grosseto, come la portualità, i trasporti, il turismo. La Camera proseguirà inoltre il percorso intrapreso come capofila sul progetto del Distretto Agroalimentare: è stata infatti presentata formalmente la domanda di riconoscimento del distretto alla Regione Toscana, e non appena ottenuto tale riconoscimento, presumibilmente a fine mese, saranno presentate al Ministero le domande di adesione dei progetti. Lavoreremo per ulteriori investimenti in agricoltura con l'aiuto della Regione Toscana. Infine, intensificheremo i rapporti di collaborazione con la Regione Toscana e l'Autorità di Sistema Portuale Toscano per condurre un lavoro attento allo sviluppo del territorio e delle infrastrutture (398, Tirrenica, Porto di Livorno e Piombino)".

  


Attivata una consultazione pubblica per la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza

" "La Camera di Commercio di Lucca, nell'ambito delle iniziative e delle attività condotte in materia di trasparenza e degli interventi per la prevenzione e il contrasto della corruzione, ha avviato una consultazione pubblica in ordine ai contenuti del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020.

 

La Legge 6 novembre 2012 n. 190 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" prevede che ogni Amministrazione Pubblica predisponga un "Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza".

 

La Camera di Commercio di Lucca, nell'ambito delle iniziative e delle attività condotte in materia di trasparenza e degli interventi per la prevenzione della corruzione, avvia una consultazione pubblica in ordine ai contenuti del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020.In particolare, la consultazione è rivolta a tutte le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, alle associazioni di consumatori o utenti e ai liberi professionisti, nonché a tutti i soggetti, pubblici e privati, che sono interessati alle attività svolte dalla Camera di Commercio.

 

Al riguardo, ciascun soggetto interessato era invitato a far pervenire le proprie osservazioni e i propri suggerimenti inviando una semplice email all'indirizzo di posta elettronica del Responsabile della prevenzione della corruzione della Camera di Commercio di Lucca.

 

Al fine di indicare l'argomento su cui si intende avanzare osservazioni/proposte si prega di consultare i Piani anticorruzione degli anni precedenti.

 

I contributi sono adesso in corso di valutazione e tenuti in considerazione in sede di stesura definitiva del documento che avverrà prossimamente. 


Siena: "I rapporti commerciali con l’estero sono in buona salute"

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E' in uscita il report trimestrale luglio/settembre 2017 dell'Osservatorio Economico Provinciale della Camera di Commercio Siena dove si illustra lo stato di salute dell'economia locale e dove le Associazioni di Categoria hanno l'occasione di rendere note le loro percezioni per il primo trimestre 2018, partecipando alla sentiment analysis.

 

La vivacità dell'economia provinciale è testimoniata dai rapporti commerciali con l'estero: le esportazioni crescono su base annua del 23,8%, le importazioni del 47,5% e il saldo della bilancia commerciale del 14,6%. Parliamo di 442 milioni di euro di merci vendute fuori dai confini nazionali e di 147 milioni di euro di prodotti/materie prime arrivate nel nostro territorio. Sono i prodotti del comparto agroalimentare, della chimica farmaceutica e i camper ad incidere in misura maggiore sul nostro export: pesano, infatti, rispettivamente 106 milioni di euro, 140 milioni di euro e 72 milioni di euro; con incrementi percentuali del 27,3%,  del 34%  e del 19,5% su base annua. Da segnalare che il comparto del vino incide per 74 milioni di euro con un incremento percentuale dell'1,2%, nonostante l'annata 2017 abbia registrato la produzione in calo anche del 40% in alcuni territori della provincia.

 

L'occupazione, purtroppo, registra dati contraddittori: gli addetti sono diminuiti di 728 unità raggiungendo pertanto la cifra di 115.807 occupati, comunque più alta di quella del 2007 ( ultimo anno antecedente la crisi. I settori che hanno inciso in misura maggiore su questa flessione sono l'agricoltura (-584) e i servizi di comunicazione e informazione (-769). D'altro canto cala in modo significativo (-45,9%) il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni rispetto allo scorso anno.

Nel settore finanziario continua a registrarsi segnali contrastanti: nel trimestre in esame, si verifica un incremento dei depositi bancari del 4,8%, mentre calano gli impieghi bancari del 6,1% e aumentano del 13,1% delle sofferenze anche se in misura minore rispetto al recente passato.

 

Per quanto attiene il tessuto imprenditoriale, al 30 settembre 2017, le imprese iscritte presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Siena scendono sotto la soglia limite delle 29.000 unità (28.731). Lo stock di imprese flette di 26 unità in termini assoluti rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 314 unità rispetto all'anno precedente. 


“Click day” MIPAAF: presentata la domanda di finanziamento del Distretto rurale della Toscana sud Per il

" "Lunedì 29 gennaio 2018, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha dato il via al cosiddetto "click day", ovvero l'apertura delle candidature per i finanziamenti del IV bando destinato ai contratti di filiera e di distretto, che saranno valutate secondo l'ordine cronologico di ricevimento della PEC al server del Ministero.

 

Si tratta di un progetto che prevede investimenti da parte di 17 imprese per un ammontare complessivo di investimenti attivati pari ad oltre 35 milioni di euro, che sarebbero coperti in parte dai finanziamenti ministeriali.

 

Con questo momento estremamente delicato si conclude con successo la fase preparatoria gestita dalla Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, con l'assistenza tecnica di PIN - società di servizi didattici e scientifici dell'Università di Firenze e in coordinamento con la Regione Toscana, che ha visto il coinvolgimento di enti, istituti di ricerca e aziende in un intenso percorso scandito da tappe determinanti e ravvicinate.

 

"La presentazione ufficiale della domanda al Ministero è già un primo successo del distretto - commenta Riccardo Breda, Presidente della Camera di Commercio - il percorso, non privo di difficoltà, è stato complesso, frenetico e affrontato con professionalità ed efficienza da parte di tutti i soggetti coinvolti. Non solo, ma ha confermato l'unità e la convinzione nel progetto dei soggetti promotori, che hanno saputo fare sistema per raggiungere in così breve tempo il risultato.

Dopo la presentazione del progetto al Ministero, ci avviamo poi finalmente alla fase cruciale: a breve sapremo se tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi avranno un giusto riconoscimento "  


L'economia circolare trasforma i costi in ricavi
Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con lo spin off della Scuola S.Anna Ergo e la Fondazione ISI, lancia un percorso gratuito per le imprese che vogliono sfruttarne i benefici

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Cosa hanno in comune il Centro Lombricoltura Toscano, il Consorzio Aquarno, Revet, Unicoop Tirreno e Waste Recycling? Stanno sfruttando le opportunità dell'economia circolare per trasformare i costi in ricavi. Se è opinione diffusa che intraprendere percorsi di utilizzo efficiente delle risorse sia necessario per la conservazione del capitale naturale e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, non tutti sanno che le imprese possano trarre benefici da questa pratica.

 

La bella notizia è stata data durante il workshop "Dall'economia circolare le opportunità di business per le imprese" che ha avuto luogo questa mattina presso l'Auditorium A. Pacinotti del MACC - Meeting Art & Craft Center: il centro congressi e esposizioni della Camera di Commercio di Pisa. Nell'occasione gli esperti di Ergo, spin off della Scuola S. Anna di Pisa, e le testimonianze di alcuni imprenditori, hanno mostrato come i vantaggi siano invece tangibili anche a livello aziendale.

 

Dopo i saluti del Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini, e l'introduzione sul significato di economia circolare curata dal professor Fabio Iraldo della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, cinque imprese hanno presentato le reali applicazioni aziendali. Massimo Sacchetti, di Unicoop Tirreno ha illustrato il contributo concreto della grande distribuzione al recupero degli scarti nel commercio, mentre Marco Calcaprina, del Centro Lombricoltura Toscano (CLT), ha mostrato come attraverso la tecnica della lombricoltura, utilizzando come materia prima in ingresso rifiuti di natura organica provenienti da aziende, sia possibile realizzare e vendere humus di lombrico. Interessante, per la rilevanza del settore conciario in provincia di Pisa, la testimonianza di Nicola Andreanini del Consorzio Aquarno, che con il suo impianto si occupa del recupero del cromo per la filiera conciaria. Di rilievo anche l'esperienza di raccolta e riciclo della frazione di plastiche eterogenee (plasmix) presentata da Alessandro Canovai di Revet: frazione che finora veniva avviata all'incenerimento, ma che invece, selezionata e processata, viene destinata alla produzione di componenti automotive. Ultima, ma non per questo meno importante, l'attività di recupero degli scarti ai fini artistici presentata da Cristina Sagliocco, Responsabile Comunicazione Waste Recycling - Gruppo Hera. Un'azienda che, ormai venti anni fa, ha avviato un progetto artistico e di comunicazione fondato sul desiderio di ridare vita, grazie al linguaggio dell'arte, ai materiali che ogni giorno diventano scarto: SCART®.

 

"L'iniziativa di oggi - afferma il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini - non rappresenta una semplice operazione informativa, ma soprattutto il punto di partenza di un percorso che la Camera di Commercio ha organizzato assieme alla Fondazione ISI e alla Scuola Sant'Anna per formare le imprese del territorio sulla gestione attiva degli scarti che, e non stiamo esagerando, da costi possono diventare ricavi. Un percorso che deve partire dallo studio approfondito dei casi concreti al fine di comprendere le opportunità specifiche delle imprese che si faranno avanti agli sportelli della nostra Fondazione ISI."

 

Apprezzamento per il lavoro delle imprese pisane e per il progetto della Camera di Commercio è stato espresso anche da Ermete Realacci, Presidente di Symbola e Presidente onorario di Legambiente, che ha ribadito l'importanza della green economy per un' "Italia che fa l'Italia".

Il workshop si colloca all'interno dell'edizione zero di InnovArte, un progetto pensato dalla Camera di Commercio per ospitare nei nuovi spazi espositivi imprese e organizzazioni della provincia di Pisa che crescono coniugando arte e innovazione. Un'iniziativa che quest'anno ha visto protagonista proprio la Waste Recycling di Santa Croce sull'Arno con la mostra "SCART® il lato bello e utile del rifiuto" che gli intervenuti hanno visitato al termine del workshop e che sarà aperta fino al prossimo 15 febbraio. 


Notizie dal mondo camerale
Pisa - Nuove competenze e più flessibilità per i lavoratori delle imprese pisane nel 2017
Quasi 28mila le posizioni offerte nel 2017. Una posizione su quattro difficile da coprire, avanza la domanda di competenze digitali e di industria 4.0.

Logo della Camera pisana

Il bilancio 2017 indica come il 59% delle imprese con dipendenti pisane abbia effettuato assunzioni che, nel complesso dell'anno, sono arrivate a quota 28mila. Le entrate si concentrano nel terziario (18.730 ingressi), seguite dall'industria (7mila) e dalle costruzioni (2.170 ingressi). Il 30% delle assunzioni 2017 ha riguardato giovani lavoratori (32% in Toscana e 34% in Italia), il 27% è stato chiamato per sostituire personale in uscita mentre il 12% è andato a coprire posizioni assenti in azienda fino a quel momento. Un dato che desta qualche preoccupazione riguarda le assunzioni di difficile reperimento, che a Pisa si attestano al 25% mentre in Italia e in Toscana si fermano al 22%. Questa, in estrema sintesi, l'analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell'industria e dei servizi per l'anno 2017: un'indagine che ha coinvolto in provincia di Pisa un campione di 3.574 aziende in diverse tornate di indagine mensili.

 

Le impresa faticano a trovare personale

Il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro, che nel 2017 arriva ad interessare un occupato su 4, è legato a un problema non solo quantitativo ma anche qualitativo, relativo cioè al gap tra le nuove competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dai lavoratori. Le cause della difficoltà di reperimento sono da imputare principalmente alla mancanza di adeguata preparazione dei candidati (13%) non solo ad una loro carenza numerica (9%) o ad altre motivazioni (3%).

Tuttavia, considerando il livello di istruzione richiesto ai soggetti in entrata, emergono situazioni differenziate. Per quanto concerne le posizioni per le quali è chiesta la laurea, se è vero che le difficoltà nel trovare la figura giusta salgono al 37%, la parte del leone è giocata dalla ridotta disponibilità dell'offerta (22%) mentre la carenza di preparazione riguarda appena il 13%: quindi il problema si concentra sulla quantità. L'inverso accade per il personale al quale è chiesto un livello secondario e post-secondario. In questo caso, a fronte di una difficoltà a trovare la figura ricercata del 26%, l'inadeguatezza dei candidati sale al 18% mentre la scarsa disponibiltà dell'offerta pesa appena il 6%.

 

Più l'impresa è virtuosa, più assume

I programmi di assunzione, segnalano come il 59% delle aziende abbia previsto nuove entrate. Una percentuale che sale al 68% tra le imprese che intrattengono relazioni con clienti esteri e al 77% tra quelle che innovano. Di contro, le aziende che non innovano o non hanno rapporti con l'estero hanno tassi di assunzione decisamente più contenuti: rispettivamente il 54% ed il 57%.

 

Produzione ed erogazione servizi al top tra le aree aziendali di ingresso

Su 27.900 entrate, il 44% (12.350) sono appannaggio dell'Area produzione di beni ed erorgazione servizi: qui la quota di giovani è più elevata della media (36%) e le difficoltà di reperimento sono inferiori rispetto al complesso della provincia (22%). Seconda piazza (con il 17% degli ingressi, 4.720) per l'Area commerciale e vendita, seguita a poca distanza dalla Logistica (16%, 4.540). L'Area tecnica e della progettazione assorbe il 15% delle assunzioni (4.170): qui il peso degli under 30 è piuttosto contenuto (appena il 17%) mentre le difficoltà di reperimento arrivano al 38% delle posizioni cercate. Decisamente più contenuta la domanda espressa dalle imprese pisane per l'Area Direzione e servizi generali (4%, 1.140) e Amministrativa (3%, 980): per queste, in ragione della maggiore esperienza richiesta, gli sbocchi per i giovani sono pochissimi: appena il 5% è under 30. Per l'area direzionale la difficoltà di reperimento tocca il 35% delle figure in ingresso mentre per quella amministrativa le difficoltà si fermano al 9%.

 

Il borsino della domanda di lavoro del 2017

In provincia di Pisa il 15% delle assunzioni 2017 riguarda profili high-skill (dirigenti, specialisti e tecnici, con la difficoltà di trovare la giusta figura che tocca il 36% delle posizioni offerte), mentre le assunzioni di personale low-skill (operai specializzati, conduttori di impianti e professioni non qualificate) toccano il 51%: un valore più alto rispetto alla media regionale (47%) e nazionale (44%) a causa della caratterizzazione industriale del territorio pisano.

Le professioni che hanno avuto più di mille ingressi nel 2017 rappresentano oltre il 40% della domanda di lavoro espressa dalle aziende pisane. Al primo posto, con 3.140 ingressi, troviamo gli addetti nelle attività di ristorazione. Si tratta di un lavoro che vede i giovani posizionati allo stesso livello della media provinciale (il 23% delle assunzioni è di personale under 30), appena l'8% è di difficile reperimento, mentre due casi su dieci andranno a coprire posizioni di personale in uscita (quindi con un turnover nella media). Seconda posizione per il personale non qualificato nei servizi di pulizia (2.680). Questa professione pare maggiormente diretta a personale non più giovanissimo (appena l'8% è under 30) con minor grado di difficoltà di reperimento (15 posizioni su 100). I conduttori di veicoli a motore (con 2.280 ingressi) rappresentano il terzo sbocco professionale sul territorio e nel 35% dei casi rappresentano la sostituzione di personale già presente in azienda. Dato che all'88% è stata chiesta una pregressa esperienza nel settore, non stupisce che oltre una posizione su tre sia difficile da trovare. Ben 1.900 sono le assuzioni di addetti alle vendite, nella metà dei casi giovani. Al 61% di questi è stata chiesta una specifica esperienza nel settore, il 13% è di difficile reperimento ed il 31% sostituisce personale in uscita. La domanda di artigiani e operai specializzati nel cuoio e delle calzature (1.210 unità) è rivolta per il 53% a personale con esperienza e la difficoltà di reperimento è per 15 unità su 100; il 28% sostituirà persone in uscita. Il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci vale 1.210 assunzioni delle quali il 27% è stato di difficile reperimento mentre al 38% è stata chiesta una pregressa esperienza: i giovani rappresentano il 27%.

 

Contratti: a Pisa è elevato l'utilizzo della somministrazione

Nel 2017 i contratti offerti dalle imprese pisane con dipendenti sono stati nel 18% dei casi a tempo indeterminato contro una media regionale del 16% ed una nazionale del 21%. Il tempo determinato rappresenta invece il 48% degli altri ingressi: un dato che, sommato al 12% di altri contratti offerti a dipendenti, porta i lavoratori assunti alle dipendenze delle imprese al 77%, a fronte di una media regionale dell'86% e nazionale dell'82%. Tra gli altri contratti offerti ai lavoratori spicca quello di somministrazione, offerto al 18% degli assunti, contro una media nazionale dell'11% e regionale del 9%. Il contratto di somministrazione invece riguarda un ingresso su tre nel manifatturiero uno su quattro e nei servizi alle imprese.

 

Anche le competenze digitali (e-skills) diventano fondamentali

E' interessante notare come per le professioni altamente qualificate non vengono richieste solamente competenze tecniche ma soprattutto soft: la complessità introdotta dalla tecnologia nel mercato del lavoro richiede infatti doti comunicative, flessibilità, capacità di lavorare in gruppo e di problem solving. La domanda delle imprese mostra una forte attenzione al mix di competenze: i dati dell'indagine evidenziano infatti un'elevata richiesta di skill trasversali: la quasi totalità degli ingressi sarà di personale dotato di capacità di adattamento, l'83% dovrà avere capacità di lavorare in gruppo e l'81% in autonomia, il 69% degli assunti dovrà avere buone capacità comunicative in lingua italiana ed il 46% addirittura in lingua straniera. Queste competenze, fondamentali per la quasi totalità delle figure high-skill, interessano comunque una quota molto elevata di figure intermedie, operaie e non qualificate.

L'indagine mostra inoltre la richiesta di lavoratori (non solo colletti bianchi) dotati e-skills. La capacità di utilizzare linguaggi e metodi informatici e matematici interessa infatti il 53% dei posti offerti, il possesso di competenze digitali il 57%. La capacità di gestire applicazioni di robotica, big data IoT e dei processi di "industria 4.0" è chiesta al 38% delle figure in ingresso con valori sopra la media per operai e artigiani specializzati. A queste si aggiunge una richiesta trasversale di competenze "green", che è possibile definire come l'attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale (il 78% delle assunzioni).

 

Alternanza scuola lavoro in crescita

Pur con numeri ancora contenuti, i percorsi di alternanza scuola lavoro cominciano lentamente ad entrare nella vita delle imprese. Se infatti nel 2016 il 10% delle aziende pisane con dipendenti ha ospitato ragazzi in alternanza, nel 2017 la quota è passata al 13%: un valore leggermente superiore a quello regionale (11%) e nazionale (12%). A crescere in provincia di Pisa, nell'ultimo anno, sono soprattutto le realtà con oltre 50 addetti anche se la crescita si registra in tutte le classi dimensionali.

 

Il commento del Presidente, Valter Tamburini

"I dati che oggi diffondiamo - afferma il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini - confermano come il mondo del lavoro e dell'impresa stiano cambiando velocemente costringendo tutti gli attori a mettersi continuamente in discussione per acquisire le competenze richieste dal mercato. Competenze che non servono a mantenersi sulla frontiera, ma che sono indispensabili per la sopravvivenza dell'azienda e per trovare un'occupazione. Consapevole della debolezza dei soggetti più giovani, la Camera di Commercio sta potenziando i percorsi di alternanza scuola-lavoro, impegnandosi per dare il suo contributo per abbattere le distanze tra il sistema formativo e una realtà produttiva sempre più complessa ed in evoluzione." 


Firenze - Più di 6mila le nuove imprese nel 2017
Sono 6.424 le attività aperte l’anno scorso nella città metropolitana di Firenze Positivo di 465 aziende il saldo fra new entry e ditte che hanno chiuso i battenti

Logo della Camera fiorentina

Sono più di 6mila le nuove imprese che si sono registrate nella città metropolitana di Firenze durante il 2017. Lo sottolinea il report Movimprese elaborato dall'Ufficio statistica della Camera di Commercio di Firenze partendo dal rapporto di Unioncamere e ed Infocamere su dati del Registro Imprese. Segno che i fiorentini, in linea con il trend nazionale, continuano a credere nell'impresa.

 

Su 110.118 sedi di aziende registrate sul territorio fiorentino (che salgono a 138.227 considerando le unità locali) le nuove iscrizioni sono state con esattezza 6.424, fra le quali 4.018 ditte individuali, 1.747 società di capitale e 521 società di persone. Positivo il saldo (+465) anche se confrontato con le imprese che hanno chiuso i battenti, che sono state 5.959.

 

Complessivamente, per la città metropolitana il tasso di crescita del numero di imprese (ovvero quanto incide il saldo delle nuove imprese sul totale) è stato calcolato nello 0,42%, con particolare attività nelle società di capitale (+2,59%), a riprova di certa maturazione del contesto in cui vengono aperte le nuove attività. 

  


Siena - Sottoscritto il protocollo per la prevenzione dell’usura in favore di soggetti in difficolta’ finanziarie

Logo della Camera pratese

E' stato siglato recentemente il protocollo d'intesa per la prevenzione dell'usura a favore di soggetti in situazioni di difficoltà finanziarie tra la Camera di Commercio di Siena, l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della provincia di Siena e la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell'Usura ONLUS.

L'obiettivo del protocollo è quello di dare luogo ad una rete di assistenza e di supporto a chi si trova in una situazione di grave indebitamento mediante azioni coordinate che favoriscano la diffusione e la concreta utilizzazione degli strumenti previsti dalle Leggi 108/96 (Legge sull'usura) e 3/2012 (disposizioni in materia di composizione delle crisi da sovra indebitamento).

 

L'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (che ha istituito un Organismo di Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento) e la Fondazione Antiusura (che dispone di 45 centri di ascolto distribuiti su tutto il territorio regionale) si impegnano a collaborare reciprocamente per indirizzare gli utenti verso la soluzione più adatta al graduale superamento dei loro problemi finanziari, comprese eventuali possibilità di rilascio garanzie al fine di ottenere finanziamenti dalle banche.

 

La Camera di Commercio provvederà a promuovere le attività previste dalla convenzione tramite il quotidiano rapporto con l'utenza imprenditoriale.

 

Sono in crescita le situazioni di sovra indebitamento - ha affermato Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Siena - aggravate, tra l'altro, dall'attuale crisi economica che richiedono azioni concrete per la diffusione degli strumenti attivabili ai sensi della legge sull'usura e delle disposizioni in materia di composizione della crisi da sovra indebitamento." 


Arezzo - Il Report sull'Economia aretina nel 2017

Logo della Camera di ArezzoNel corso del 2017 la Camera di Commercio di Arezzo ha, anche come ufficio periferico ISTAT, elaborato e diffuso numerose indagini e studi sulla struttura e sull'andamento congiunturale dell'economia del nostro territorio. Questo report intende offrire un quadro d'insieme delle direttrici di marcia del nostro sistema economico.

 

"Un quadro che - come sottolinea il Segretario Generale dell'Ente Giuseppe Salvini  - non può che partire dall'analisi della congiuntura economica internazionale la quale , nell'anno che si sta chiudendo, ha evidenziato un complessivo miglioramento rispetto agli anni precedenti, con una sostenuta accelerazione del PIL ( + 3,6% nel 2017 ) e sopratutto con una crescita del commercio mondiale che raggiunge il + 4,2%. Segnali positivi che si sono riverberati, sia pure in tono minore anche nell'economia nazionale ed in quella provinciale. A livello nazionale il ritmo di crescita pur migliorando sensibilmente, resta inferiore anche a quello dell'area euro con un differenziale che comunque si sta progressivamente riducendo. Le stime ISTAT sul PIL nazionale prevedono una crescita del +1,5% per quest'anno ed un +1,4% per il 2018. La crescita dell'attività economica si accompagna ad un miglioramento delle dinamiche del mercato del lavoro, con un aumento dell'occupazione e una riduzione della disoccupazione anche se occorre evidenziare che le tipologie prevalenti di nuovi contratti sono riconducibili a forme flessibili, a tempo determinato o a somministrazione. Il tempo indeterminato e pieno interessa solo il 20% del totale dei nuovi contratti. A livello provinciale ci sono alcuni segnali positivi che fanno ben sperare per il 2018 e che, al tempo stesso confermano come quello aretino sia un sistema economico caratterizzato dalla profonda selettività nella quale operano le imprese .Si tratta di una selezione che avviene in base all'approccio della singola azienda al mercato: le aziende che ottengono i risultati migliori sono quelle che sono state in grado di modificare la propria organizzazione ed il proprio posizionamento in funzione delle tendenze del mercato; che soprattutto sono riuscite ad essere presenti stabilmente nei mercati esteri e che hanno mostrato maggior propensione a investire ed innovare. La capacità di presidio dei mercati esteri particolarmente espansivi è una specificità tutta aretina, come dimostrato dal + 15,4% di crescita dell'export aretino (escluso i metalli preziosi e la gioielleria) che fa della provincia la prima in Italia per incidenza di export in rapporto alla popolazione. Permangono invece in situazioni di difficoltà le imprese che sono rimaste posizionate su produzioni mature, con margini operativi sempre più ridotti ed estrema concorrenzialità di prezzo, e che operano esclusivamente sul mercato interno. Quindi un vento di ripresa di cui non beneficiano tutte le imprese, una situazione a macchia di leopardo, polarizzata per tipologie di attività e di azienda. Uno scenario di grande cambiamento, molto complesso e denso di insidie ma anche ricco di notevoli opportunità legate all'economia digitale, al made in Italy, alla meccanica di precisione, alla moda ed all'agroalimentare di qualità, alle potenzialità del turismo."

 

"Il patrimonio informativo e statistico reso pubblico nel corso dell'anno - evidenzia il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo, Andrea Sereni  - ha permesso di offrire interessanti spunti di analisi sul nostro sistema economico locale. Negli ultimi anni peraltro abbiamo assistito ad una profonda trasformazione del panorama economico locale che ha radicalmente ridisegnato le prospettive di sviluppo economico ed introdotto problematiche impensabili fino a pochi anni fa. Un radicale mutamento degli equilibri economici che ha fortemente inciso anche sulla realtà sociale uscitane profondamente mutata. In questo contesto lo sforzo richiesto al sistema delle imprese è stato ed è davvero rilevante: adattabilità continua, nuove strategie di mercato, ricerca, innovazione, riorganizzazione strutturale, diversificazione di prodotto per un cammino che comunque non si prospetta né facile né esente da ulteriori rischi che possano derivare dai contesti internazionali. Nonostante il decremento del tasso di disoccupazione, l'occupazione resta ancora il principale problema economico e sociale del nostro territorio (e della nostra nazione). Viene quindi ad  assumere valenza strategica la necessità di una maggiore preparazione e qualificazione culturale e professionale dei nostri giovani. Come Camera di Commercio in questi anni abbiamo intensificato iniziative ed impegno verso la formazione con interventi a favore dell'Alternanza Scuola -Lavoro, dell'Università e del Polo Universitario. Una scelta derivante dai compiti assegnatici dalla riforma delle Camere di Commercio ma sopratutto dettata dalla consapevolezza dell'importanza di quello che tecnicamente è chiamato "capitale umano". I paesi competitors dell'Italia nei mercati internazionali sono quelli più tecnologicamente avanzati ed è anche per questo motivo che sono necessari maggiori investimenti nella formazione e nella ricerca di alta eccellenza. A questo proposito vanno ricordati gli oltre 40 corsi di formazione realizzati dalla nostra Azienda Speciale "Arezzo Sviluppo", i "focus paese " e sotto il profilo dell'altra nuova competenza che la legge di riforma ha assegnato alla Camera di Commercio, cioè il turismo, vorrei ricordare le molte iniziative promosse con in comuni della provincia: dalla Fiera Antiquaria di Arezzo alla Mostra Antiquaria di Cortona, dalla Mostra dell'Artigianato di Anghiari al Premio dell'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano."

 

Concentrandoci sulla nostra provincia e rimanendo in tema di occupazione, dopo anni di crescita piuttosto sostenuta, per la prima volta il tasso di disoccupazione provinciale ha fatto segnare un arretramento dal 10,3% del 2015 al 9,2% del 2016. In attesa del dato 2017 ( che sarà disponibile a 2018 inoltrato) è interessante seguire anche l'evoluzione positiva del tasso di disoccupazione giovanile (under 30) che rispetto al 2015 scende di quasi cinque punti percentuali fino al livello del 20,9%.

Le stime definitive fornite dal sistema Excelsior (che studia le scelte occupazionali delle imprese ) indicano che nel  2017 sono state previste dalle imprese dei settori industria e servizi un totale di 21.970 assunzioni: 9.620 nell'industria (7.640 nel manifatturiero e public utilities, 2.080 nelle costruzioni), 21.350 nei servizi (2530 nel commercio, 3060 nei servizi di ristoro e turistici, 4.040 nei servizi alle imprese, 2.710 nei servizi alle persone). Il 56% delle imprese aretine avrebbe attivato almeno una assunzione nel 2017.

 

Con l'esaurirsi delle agevolazioni relative alla decontribuzione previste dal Jobs Act, diminuisce il peso dei contratti a tempo indeterminato e riprendono quota le forme contrattuali più flessibili come i contratti a tempo determinato, i contratti di somministrazione ed in particolare il lavoro intermittente . Purtroppo i contratti a tempo indeterminato rappresentano circa il 20% del totale. Un numero ancora limitato tale da ridimensionare severamente il dato assoluto degli occupati.

 

Comunque con la crescita dei contratti di apprendistato e di tirocinio il 31% delle assunzioni effettuate nel 2017 ha interessato giovani lavoratori. Particolarmente interessante sono, sempre nel Rapporto conclusivo Excelsior 2017, le informazioni relative alle professioni ed ai titolo di studio più richiesti.

In provincia di Arezzo le professioni più richieste nel 2017 sono state quelle di: addetti nelle attività di ristorazione, seguiti dagli addetti alle vendite, dal personale non qualificato nei servizi di pulizia, dai conduttori di veicoli a motore, dal personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci ed infine dagli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali.

Per quanto concerne i titoli di studio più richiesti: per le 6.220 entrate che richiedono la qualifica professionale di tre anni o il diploma professionale di 4 , l'indirizzo più importante è quello della ristorazione, seguito da benessere e meccanico. Per le 7.550 entrate con diploma quinquennale, al primo posto troviamo l'indirizzo amministrazione, finanza e marketing, seguito dall'indirizzo meccanica, meccatronica ed energia e dall'indirizzi elettronica ed elettrotecnica.

Per i 2.110 occupati laureati al primo posto si colloca l'indirizzo economico, seguito dal sanitario e paramedico e dall'insegnamento e formazione.

 

Turismo

E' uno dei settori economici dalle potenzialità più rilevanti.

A livello mondiale, nel 2016 il PIL del settore è cresciuto del 3,3% ed ha contribuito a determinare oltre il 10% del PIL complessivo. Un posto di lavoro ogni dieci è generato dal turismo. In Italia: Il PIL del turismo vale 208 miliardi di dollari, 11% del PIL complessivo con una capacità di 2,9 milioni di posti di lavoro pari al 12,6% dell'occupazione complessiva.

In Provincia di Arezzo, L'offerta ricettiva ha raggiunto un livello di tutto rispetto sia in termini numerici che qualitativi: nel territorio operano oltre 1.300 esercizi, con quasi 12.500 camere ed un totale di 27.200 posti letto. Circa la metà delle strutture è costituita da agriturismi (604).

Dopo la robusta crescita del 2015, nel corso del 2016 ( ultimo dato disponibile) l'andamento dei flussi turistici ha avuto un andamento moderatamente positivo: sono stati circa 451 mila i turisti che hanno scelto di soggiornare in provincia di Arezzo, lo 0,3% in più rispetto al 2015, confermando al 3,5% la quota aretina sul totale regionale. Il numero totale dei pernottamenti si è attestato a poco più di 1,3 milioni con una crescita che in questo caso si è spinta al'1,1% rispetto al 2015, grazie ad un miglioramento della durata media del soggiorno.

 

La maggior parte dei turisti sceglie le strutture alberghiere (67%) ma vi rimane per un periodo breve (48% dei pernottamenti). Al contrario, nelle strutture extra-alberghiere è più elevata la durata media del soggiorno per cui pur ospitando il 33% dei turisti in arrivo generano il 52% dei pernottamenti.

Il 57% dei turisti sono italiani ed il restante 43% di provenienza straniera. Principali Paesi esteri di provenienza sono: Germania, India, Cina, Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito.

 

Sono aumentati i turisti italiani che però si sono fermati meno dello scorso anno (è aumentato il cosiddetto turismo "mordi e fuggi"), mentre gli stranieri, pur diminuendo in numero hanno deciso di soggiornare nelle nostre strutture più a lungo.

 

Demografia imprenditoriale

La provincia di Arezzo, con una popolazione di oltre 344.000 abitanti si caratterizza per una forte propensione all'attività imprenditoriale. La consistenza delle localizzazioni di impresa (considerando le sedi principali e secondarie) in provincia di Arezzo al terzo trimestre 2017 è di 45.447 unità circa il 9% del dato regionale e lo 0,6% di quello nazionale, con una densità media di più di 1 impresa ogni 10 abitanti.

 

A livello di forme giuridiche, la categoria più numerosa è quella delle imprese individuali (53,6% del totale), seguita dalle società di capitale (26,1%), dalle società di persone (18,1%) e dalle altre forme (2,3%). Il vero motore dell'imprenditoria aretina è però costituito dalle società di capitale che, ormai da diversi anni, continuano a crescere in maniera evidente: dal 2008 ad oggi il loro numero è infatti aumentato del 27%. Al contrario sono in flessione nello stesso periodo temporale sia le imprese individuali (-7,3%) che le società di persone (-13,3%). Crescono infine anche le imprese delle "altre forme": +13,1% negli ultimi dieci anni.

 

I macro settori di attività economica che presentano il maggior numero di imprese al terzo trimestre 2017 sono rispettivamente il commercio (22,4% del totale imprese), i servizi con esclusione di quelli di alloggio e ristorazione (21,9%), l'agricoltura (16%), le costruzioni (14,5%), il manifatturiero (14,4%), le attività ricettive e di ristorazione (6,9%).

 

Nel manifatturiero, i settori con più imprese risultano l'oreficeria (3,7%) e la moda (2,9%).

Nei servizi sono le attività immobiliari (5,3%) e le altre attività di servizi (4,2%) a guidare la classifica, seguite ad una certa distanza da attività professionali e tecniche (2,7%), attività di supporto alle imprese (2,2%) e dalle attività finanziarie ed assicurative (2%).

 

Se però dalle imprese si passa agli addetti, che complessivamente si attestano a 116.690 unità, si vede che il peso delle attività manifatturiere aumenta vistosamente: ad esse infatti è riconducibile circa il 35% degli addetti totali, 13 punti percentuali in più dei servizi (22,1%) (sempre esclusi quelli di alloggio e ristorazione) e più del doppio degli addetti del commercio (16,7%).

 

Il comparto artigiano aretino è costituito complessivamente da 10.151 imprese in cui operano più di 28.500 addetti. I settori più importanti sia per numero di imprese che in termini di addetti sono il manifatturiero e le costruzioni, seguiti a larga distanza dalle altre attività dei servizi (acconciature e centri di estetica), commercio e trasporti.

 

Le imprese giovanili presenti in provincia di Arezzo sono 3.233 per un totale di 6.026 addetti. Le imprese sono concentrate in particolare nel commercio, nelle costruzioni, nel manifatturiero, nell'agricoltura e nei servizi di alloggio e ristorazione. Le imprese femminili sono complessivamente 8.951 ed in esse operano oltre 21,5 mila addetti. I settori con maggior presenza di imprese in rosa sono il commercio, l'agricoltura, il manifatturiero, le altre attività di servizi e i servizi di alloggio e ristorazione. Le imprese straniere, infine, sono 3.980 con un totale di 7.458 addetti. I settori col maggior numero di presenze straniere sono in primo luogo le costruzioni, in cui operano circa un terzo delle aziende straniere, seguite dal commercio e dalle attività manifatturiere.

 

Il commercio estero

Arezzo è una delle province italiane con il maggior grado di apertura ai mercati esteri: oltre a presentare un export ai vertici nazionali in termini assoluti (16° posto nel 2016), se rapportato al numero delle imprese spinge la provincia ancora più in alto nella graduatoria nazionale (4° posto).

In flussi verso l'estero si sono attestati nel 2016 a circa 6,7 miliardi di euro, con un saldo commerciale verso l'estero positivo per oltre 2,7 miliardi di euro e nei primo 9 mesi del 2017 4 miliardi e 795 milioni di euro.

 

Rispetto allo stesso periodo del 2016, l'export nei primi 9 mesi del 2017 ha avuto una crescita del +15,3% al netto di oreficeria e metalli preziosi..

Sono in flessione i metalli preziosi che subiscono una friduzione del -21, 9% mentre la gioielleria ed oreficeria nei primi nove mesi del 2017 mette a segno una crescita del 7%, che non è assolutamente ascrivibile alla dinamica del prezzo dell'oro.

 

Il principale mercato di riferimento dell'export orafo aretino, gli Emirati Arabi Uniti, presenta criticità persistenti (-1,8%), che comunque vanno gradualmente riducendosi. Per fortuna gli altri principali mercati sono invece in decisa ripresa: in particolare Hong Kong (+26,4%) e Turchia (+28,7%), un po' meno gli Stati Uniti (+2,5%)

 

La moda nel 2017 torna a risultati nettamente positivi che denotano un rientro alla normalità rispetto alle forti flessioni subite nel 2016 anche per fattori di tipo logistico-amministrativo: nei primi nove mesi, infatti le esportazioni sono cresciute del 31,5%, attestandosi a più di 720 milioni di euro.

 

Tutte le specializzazioni presentano un aumento dei flussi verso l'estero, ma sono la pelletteria e le calzature quelle che presentano i risultati migliori: +38,2% la prima e +48,9% le seconde. L'abbigliamento ha un passo un po' più moderato (+22,8%). Infine i prodotti tessili crescono del 5,5% sul corrispondente periodo del 2016. Esaminando il dettaglio dei principali mercati di sbocco, si può notare che l'abbigliamento cresce in quasi tutte le principali destinazioni, con Hong Kong, Regno Unito e Giappone sugli scudi, con la sola eccezione degli Stati Uniti (-5,9%).

 

Anche nella pelletteria il segno positivo è ampiamente diffuso, con risultati particolarmente brillanti ad Hong Kong (+204,7%) e Francia (+83,3%). Infine tutti i principali mercati di sbocco delle calzature sono in crescita, primi fra tutti il mercato britannico (+875,8%) e quello tedesco (+581,3%), anche in questo caso con la sola eccezione di quello statunitense (-3%).

 

Fra gli altri settori principali, sono in crescita i prodotti chimici (+7,3%), elettronica ed elettromedicale (+11,4%), macchinari (+16,9%), bevande (+2,8%), mobili (+8,6%), prodotti in metallo (+26%) e autoveicoli e altri mezzi di trasporto (+20,3%). Al contrario sono in discesa, rispetto al primo semestre 2016, le apparecchiature elettriche (-10,8%), i prodotti alimentari (-6%), il legno e prodotti in legno (-10,2%) e i prodotti dell'agricoltura (-3,7%).


Agenda degli Appuntamenti
DataDove/ChiEvento
31 January Camera di Commercio Maremma & Tirreno Progetto europeo Marittimo Tech - Conferenza Stampa
5 February Camera di Commercio Maremma & Tirreno Presentazione del Premio “Arti e mestieri” dedicato ad Anna Maria Briganti
10 February PromoFirenze Anteprime di Toscana 2018
13 February Camera di Commercio Maremma & Tirreno Corsi di Formazione:
15 February Camera di Commercio Pisa SCART - Il lato bello e utile del rifiuto
20 February Camera di Commercio Maremma & Tirreno Convegno "Un'Isola per le scuole": un modello innovativo di alternanza scuola lavoro
27 February Camera di Commercio Firenze Un pacchetto di aiuti per le imprese - Conferenza Stampa
28 February Camera di Commercio Prato Seminario: "Novità e cambiamenti della nuova norma UNI EN ISO 9001:2015"
28 February Camera di Commercio Arezzo Bando: Contributi alle imprese per la tutela del marchio industriale
12 March Camera di Commercio Maremma&Tirreno Presentazione Organismo di composizione - Conferenza Stampa
20 March Camera di Commercio Pisa L'alternanza è servita
20 March Unioncamere Toscana Incontro con Operatori cinesi - Firenze, 20 mar 2018
27 March Camera di Commercio Lucca “L’Alternanza è servita” a Lucca
28 March Camera di Commercio Arezzo "Il Marketing Internazionale"
28 March Camera di Commercio Firenze Accordo di cooperazione fra Corte Arbitrato dell'Aja e la Camera di Commercio di Firenze


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