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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  8 -  Friday, August 09, 2019 - anno  18
Attività Istituzionale
Imprese in Italia: +29mila tra aprile e giugno, 1 su 3 al Sud
Più dinamici attività professionali, servizi alle imprese e turismo Segno “+” in tutte le regioni, in recupero l'artigianato

Note positive e qualche campanello di allarme dall'anagrafe delle imprese nel secondo trimestre del 2019. Tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto poco più di 92mila domande di iscrizione, dato in linea con quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 3 anni, a fronte di quasi 63mila richieste di cancellazione, in aumento nell'ultimo triennio,  da parte di imprese esistenti. Il saldo del secondo trimestre del 2019, uno tra i meno brillanti dell'ultimo decennio, risulta pertanto positivo per 29.227 unità ma più basso rispetto a quello dell'anno scorso di quasi duemila realtà.

In termini percentuali, tra aprile e giugno lo stock delle imprese registrate è cresciuto complessivamente dello 0,48% (contro lo 0,52% del secondo trimestre 2018), pari ad un valore assoluto, al 30 giugno di quest'anno, di 6.092.374 unità di cui 1.299.549 artigiane.

Da segnalare come poco più del 13% dell'incremento della base imprenditoriale rilevato nel periodo (quasi 4mila unità) sia frutto del recupero delle imprese artigiane che fanno registrare un incremento pari allo 0,3% (rispetto allo 0,18% del corrispondente trimestre del 2018), determinato principalmente da una significativo aumento delle iscrizioni.

 

Il Bilancio dei Territori

E' al Sud che si registrano sia il saldo maggiore in termini assoluti (10.677 imprese in più), sia l'incremento relativo più elevato (+0,52%). In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con il segno positivo: dalla Lombardia con 5.014 o la Toscana con le quasi 2.000 imprese in più all'appello, alla Valle d'Aosta con sole 101. Il Mezzogiorno spiega il 36,5% del saldo complessivo che, comunque, appare in contrazione negli ultimi due anni. Ad eccezione del Nord-Ovest, tutte le circoscrizioni hanno fatto però registrare un tasso di crescita inferiore a quello misurato nel corrispondente trimestre dello scorso anno.

 

REGIONI E AREE GEOGRAFICHE

VALORI ASSOLUTI

 

Iscrizioni

 

di cui artigiane

Cessazioni

di cui artigiane

Saldo

di cui artigiane

Imprese registrate al 30.06.2019

di cui

artigiane

PIEMONTE

6.792

2.658

5.085

2.042

1.707

616

429.367

116.067

VALLE D'AOSTA

211

75

110

47

101

28

12.352

3.608

LOMBARDIA

14.890

4.727

9.876

3.658

5.014

1.069

960.305

244.121

TRENTINO - A. A.

1.649

559

838

321

811

238

109.680

25.893

VENETO

6.814

2.164

4.757

1.846

2.057

318

483.761

126.477

FRIULI - V. G.

1.304

430

939

379

365

51

102.166

27.899

LIGURIA

2.412

905

2.084

954

328

-49

162.917

43.548

EMILIA ROMAGNA

6.514

2.427

4.995

2.132

1.519

295

452.683

126.277

TOSCANA

6.328

2.156

4.346

1.791

1.982

365

413.506

103.933

UMBRIA

1.273

326

875

268

398

58

94.068

20.526

MARCHE

2.222

733

1.910

712

312

21

168.855

44.456

LAZIO

9.920

1.767

5.964

1.448

3.956

319

660.308

95.023

ABRUZZO

2.115

439

1.353

466

762

-27

148.574

29.758

MOLISE

540

127

326

100

214

27

35.470

6.468

CAMPANIA

9.915

1.275

6.657

1.144

3.258

131

594.718

68.515

PUGLIA

6.387

1.303

4.144

1.010

2.243

293

380.195

67.264

BASILICATA

747

157

502

120

245

37

60.175

10.195

CALABRIA

2.733

505

1.868

430

865

75

186.921

32.408

SICILIA

6.836

1.228

4.772

1.325

2.064

-97

466.428

72.164

SARDEGNA

2.548

630

1.522

489

1.026

141

169.925

34.949

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NORD-OVEST

24.305

8.365

17.155

6.701

7.150

1.664

1.564.941

407.344

NORD-EST

16.281

5.580

11.529

4.678

4.752

902

1.148.290

306.546

CENTRO

19.743

4.982

13.095

4.219

6.648

763

1.336.737

263.938

SUD E ISOLE

31.821

5.664

21.144

5.084

10.677

580

2.042.406

321.721

ITALIA

92.150

24.591

62.923

20.682

29.227

3.909

6.092.374

1.299.549

 

 

Il Bilancio dei Settori

Se si eccettua l'industria estrattiva (settore numericamente limitato a sole 4.120 imprese), tutti i settori hanno messo a segno saldi positivi nel trimestre. Meglio degli altri, in termini assoluti, ha fatto il settore degli alberghi e ristoranti, uno tra i più rilevanti per numero di realtà esistenti, con 5.284 imprese in più. A ruota altri due grandi comparti quello delle costruzioni (+4.518 unità) e del commercio con 3.377 imprese in più rispetto alla fine di marzo. Bene anche il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.959) e quello dei "servizi alle imprese" come noleggio e agenzie di viaggio con +2.693. In termini relativi, le performance migliori vengono dai settori legati ai servizi: +1,4% le attività professionali scientifiche e tecniche, +1,3% le attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese e +1,2% gli alberghi e ristoranti. Quanto all'universo delle imprese artigiane, esso è dominato da tre settori: si tratta, nell'ordine, del settore delle "Costruzioni" (488.142 realtà al 30 giugno 2019), del settore "Attività manifatturiere" (296.274) e da quello degli "Altri servizi" (186.689). Con 971.105 unità, alla fine del trimestre da poco concluso, determinano il 74,7% dello stock complessivo delle imprese artigiane e spiegano peraltro il 75,4% del saldo trimestrale, nonostante il contributo addirittura negativo delle "Attività manifatturiere" (con -222 unità, determinando una variazione negativa dello stock di circa lo 0,1%).

 

 

Tutti i dati sono disponibili online all'indirizzo www.infocamere.it/movimprese. 


“Firenze e il lavoro”: la Camera di Commercio premia le aziende virtuose
Al via la nuova edizione del bando di assegnazione dei riconoscimenti alle storie aziendali di successo. Domande aperte dal 12 agosto al 4 ottobre

Logo della Camera fiorentina

A sette anni dalla "Firenze Produttiva", il premio assegnato nel 2012 alle imprese del territorio con la storia più lunga, la Camera di commercio inaugura oggi un'edizione rinnovata della manifestazione.

In linea con il profondo mutamento che caratterizza il tessuto imprenditoriale fiorentino rispetto a quello di sette anni fa, non sarà riconosciuta solo l'anzianità dell'azienda, ma anche l'eccellenza e la dinamicità delle imprese giovani, di quelle guidate da donne, di chi ha intrapreso la strada dell'innovazione digitale o della green economy; ma anche di chi continua a legare la propria attività ai mestieri tradizionali e alle produzioni tipiche.

 

Un riconoscimento andrà anche alle dieci migliori aziende che si sono distinte nell'attività di accoglienza o nei servizi turistici, settore che a Firenze in questi anni ha richiesto alta capacità di adattamento da parte degli imprenditori ai grandi cambiamenti del mercato.

Saranno otto le categorie per le quali potranno partecipare le imprese fino al 4 ottobre:

a)    imprese storiche, con almeno 30 anni di attività ininterrotta o 50 anni se l'azienda è pervenuta in eredità;

b)    imprese giovanili, nelle quali l'età del titolare non supera 35 anni;

c)     imprese femminili;

d)    innovazione digitale;

e)    attività tradizionali e produzioni tipiche del territorio;

f)      green economy;

g)    attività agricole e agrifood;

h)    attività turistiche e servizi al turismo

 

Ogni impresa potrà candidarsi solamente per una singola categoria. Una commissione nominata dalla Giunta, valuterà le caratteristiche dei candidati e stilerà, per ogni categoria, la graduatoria delle dieci aziende vincitrici (30 nella categoria imprese storiche) a cui verrà consegnato un premio simbolico, che ha comunque l'obiettivo di conferire un riconoscimento agli imprenditori.

Le imprese possono inviare la propria candidatura dal 12 agosto al 4 ottobre 2019, utilizzando la modulistica scaricabile dal sito http://www.fi.camcom.gov.it/premio-firenze-e-il-lavoro-2019, dove è possibile scaricare anche il bando integrale con tutti i requisiti per la partecipazione. 


Lavoro in Italia: 2 milioni di contratti l’anno per diplomati e laureati

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È tempo di scelte per i nostri diplomati che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell'anno sembrano confermare le positive indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. Anche per i laureati però ci sono buone opportunità e le indicazioni finora emerse confermano che si dovrebbe superare la quota di 550mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea. Questi ed altri dati emergono dagli approfondimenti tematici del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.
 
Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano quelli ad indirizzo amministrativo, finanziario e marketing, seguiti dall'indirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dall'elettronica ed elettrotecnica e dall'informatica e telecomunicazioni. Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%).
Per quanto riguarda i laureati, la richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento e formazione e sanitario e paramedico. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate: 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software.

Tutti questi dati sono analizzati dettagliatamente alla pagina "Le opportunità di lavoro per diplomati e laureati" da oggi disponibile sul portale Excelsior. 

 


 

 

Pubblicati i tre Volumi Excelsior 2018 sulle opportunità di lavoro per diplomati e laureati.

Pubblicati i tre approfondimenti tematici sul lavoro dopo gli studi per i diplomati e i laureati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.

I volumi trattano alcuni temi di dirimente importanza per le nostre attività:

  • i diplomi più richiesti dalle imprese
  •  le professioni di sbocco per i laureati
  •  le professionalità di difficile reperimento nel mercato del lavoro.

I volumi rappresentano una fonte di informazione indicata per chi sta scegliendo una carriera professionale o un percorso di studi.

In allegato il comunicato stampa del lancio.

All'interno del comunicato stampa troverete:

  • le infografiche sulla domanda di diplomati nelle imprese nel 2018
  • le infografiche sulla domanda di laureati nelle imprese nel 2018
  • i grafici sulle professioni per le quali le imprese segnalano la maggiore difficoltà di reperimento di diplomati.
  • i grafici sulle professioni per le quali le imprese segnalano la maggiore difficoltà di reperimento di laureati.

Perché è importante diffondere queste pubblicazioni? 

I tre volumi in oggetto rappresentano la summa dei dati in grado di supportare e orientare le scelte di:

  • neodiplomati
  • neolaureati (triennale)
  • famiglie 

Si rende quindi necessario il supporto del Sistema Camerale nel diffondere questi dati ai pubblici obiettivo come sopra indicato.

Uno degli strumenti sui quali stiamo puntando è il miglioramento del sito web nel posizionamento dei motori di ricerca.

Il metodo più semplice e efficace per questo è sistematizzare l'invio dei comunicati stampa alle testate locali.

Per le attività di ottimizzazione del sito di Excelsior per i motori di ricerca (SEO) avremmo bisogno del rilancio delle pubblicazioni, linkando non i pdf, ma l'indirizzo https://excelsior.unioncamere.net/index.php?option=com_content&view=article&id=355:opportunita-lavoro-diplomati-laureati&catid=107&Itemid=1694 , ossia occorre diffondere attraverso i comunicati stampa il link piuttosto che i singoli file pdf dei manuali

 

prioritariamente si dovrà puntare a questa pagina >> https://excelsior.unioncamere.net/index.php?option=com_content&view=article&id=355:opportunita-lavoro-diplomati-laureati&catid=107&Itemid=1694

 

 


Credito alle imprese pisane: -0,1% nei primi tre mesi del 2019
Arretrano i prestiti concessi al terziario (-3,5%). I crediti deteriorati sono un quarto del totale. Continua la metamorfosi del sistema bancario.

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Il mondo bancario continua la metamorfosi avviata oltre un decennio fa. La crisi finanziaria del 2008, le norme che in modo sempre più stringente regolano il mondo del credito unite all'esplosione della digitalizzazione stanno infatti portando ad una profonda modifica del sistema. Gli elementi più rilevanti di questo processo sono la riduzione degli sportelli (e del personale) e la progressiva concentrazione del settore.

Cambia il sistema bancario

Il numero di sportelli bancari della provincia di Pisa passa infatti dai 261 di fine 2017 ai 250 di fine 2018: un valore che riporta Pisa al lontano 2004. La riduzione degli sportelli va di pari passo con quella della forza lavoro: a fine 2018 si contano a Pisa 1.851 dipendenti contro i 2.072 del 2017: il livello più basso dal 2008. Quanto alla concentrazione, se nel 2009 gli sportelli pisani delle banche più grandi rappresentavano il 30% del totale, a fine 2018 tale quota è salita al 47%. La maggiore digitalizzazione si accompagna ad un utilizzo sempre più consistente di strumenti alternativi per regolare le transazioni. A fine 2018, in provincia di Pisa, erano infatti attivi ben 21.407 P.O.S. (Point of Sale) contro i 19.746 del 2017 (+1.661 unità in un solo anno).

 

Cresce il credito nel manifatturiero, cala nella piccola impresa

Nel primo trimestre 2019 il credito concesso in provincia di Pisa continua lentamente a crescere (+0,7%). Il risultato complessivo è però frutto dei soli prestiti erogati alle famiglie (+2,8%) mentre quelli dati alle imprese evidenziano una sostanziale stagnazione (-0,1%). I finanziamenti destinati alle famiglie sono in aumento per quanto riguarda il credito al consumo (+8,1%) ma anche per i mutui per l'acquisto dell'abitazione (+4,2%). In Toscana il dato complessivo evidenzia una crescita del credito leggermente inferiore a quello pisano (+0,3% nel primo trimestre 2019) a causa di una flessione più decisa dei prestiti per le imprese (-1,2%) a fronte di un credito concesso alle famiglie cresciuto del 3,3%.

Tornando alle imprese pisane, i finanziamenti continuano a mostrare andamenti differenziati che vedono le piccole imprese in flessione (-2,4%) a fronte di un leggero aumento per le unità produttive medio grandi (+0,5%). A livello settoriale, la dinamica dei finanziamenti alle imprese mostra un'elevata eterogeneità. Le imprese del manifatturiero, pur mettendo a segno un +2,9%, evidenziano un rallentamento rispetto al recente passato mentre il terziario segna un'ulteriore contrazione (-3,5%), la quinta consecutiva, che spinge in negativo il dato complessivo.

 

Si riduce, ma rimane elevata, la quota dei crediti deteriorati

Nel primo trimestre 2019 l'incidenza dei crediti bancari concessi alle imprese deteriorati (sofferenze, crediti scaduti, incagliati o ristrutturati) sul totale, pari al 25,5%, continua ad essere elevata pur in diminuzione di 8,2 punti percentuali rispetto ad un anno fa.

 

Diversa è l'incidenza rispetto alla Toscana dove la quota dei crediti deteriorati si ferma al 20,7%. La migliore qualità del credito deriva soprattutto l'accelerazione del processo di smobilizzo dei prestiti problematici nei bilanci delle banche, attuato tramite cartolarizzazioni e passaggi a perdita sotto l'impulso delle autorità di vigilanza.

 

I tassi applicati alle imprese pisane rimangono elevati

La peggiore qualità del credito concesso in provincia di Pisa si riverbera sui tassi applicati alle imprese per i finanziamenti. Pur all'interno di una progressiva riduzione, a fronte di un'ampia disponibilità di liquidità, i tassi sui finanziamenti per cassa nel primo trimestre 2019 (qui troviamo le aperture di credito in conto corrente) per le imprese pisane (5,7%) risultano costantemente superiori tanto alla media nazionale (4,3%) che regionale (4,9%): riflettendo appunto l'orientamento più selettivo dell'offerta su Pisa.

 

Questi i risultati dell'analisi condotta dalla Camera di Commercio di Pisa su dati della sede fiorentina della Banca d'Italia. 


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