Si celebra oggi la 10° Giornata dell'Economia, un appuntamento istituzionale di grande impatto politico e comunicativo. Nel corso di questa giornata il Sistema delle Camere di Commercio italiane, strettamente integrato con le realtà associative locali e costantemente impegnato nella crescita del territorio in cui opera, presenta in contemporanea a livello locale progetti, report ed analisi dei sistemi produttivi attraverso la lettura di dati statistici raccolti ed elaborati.
Anche Unioncamere Toscana ha elaborato una nota articolata attraverso la quale traccia il quadro dell'economia regionale e nel quale: rallentamento e recessione sono le parole chiave che, evidenziando l'attuale contesto dell'economia mondiale ed italiana, si riflettono anche nella realtà toscana. Questo in sintesi il non confortante quadro disegnato da Unioncamere Toscana in occasione della Giornata dell'Economia 2012 sulla base di interviste realizzate fra marzo ed aprile a un campione di circa 1.500 imprese toscane rappresentative del tessuto economico regionale, al fine di coglierne performance ed aspettative, situazioni di criticità con riferimento alla gestione della liquidità e dell'accesso al credito, comportamenti e strategie messe in atto per far fronte alle nuove difficoltà che attraversano lo scenario macroeconomico.
Quanto agli andamenti di mercato, gli indicatori delle imprese scontano una nuova ricaduta nei consuntivi relativi al 2011, la cui pesante eredità si riflette inoltre, anche a causa del crescente clima di incertezza, in aspettative per l'anno in corso in deciso peggioramento. In dettaglio, solo l'8% delle imprese toscane sono riuscite a chiudere il 2011 con un incremento del volume d'affari (erano il 15% nel 2010). Si tratta di aziende per le maggior parte legate alla domanda estera e caratterizzate da segmenti d'offerta a più elevato valore aggiunto, come metalmeccanica e servizi avanzati alle imprese, ma rappresentano l'eccezione in un quadro di forte rallentamento. Il loro relativo successo è determinato, oltre che dalla maggiore capacità di intercettare una domanda estera più dinamica rispetto a quella interna, da fattori dimensionali ed organizzativi: le imprese maggiormente strutturate e le società di capitale vanno meglio anche nel contesto di crisi.
La situazione di rallentamento generalizzato dell'economia determina un netto peggioramento del clima di aspettative, anche rispetto a quanto registrato dai dati di consuntivo. La situazione prevista dalle imprese è addirittura peggiore rispetto al 2009, con un calo generalizzato e un livellamento verso il basso delle performance attese nei vari settori. Le conseguenze sono, da un lato, la propensione delle imprese a mantenere inalterati (o a ridurre) i listini ed a comprimere i margini, dall'altro la diminuzione degli investimenti e la riduzione degli addetti con la previsione di un saldo occupazionale complessivo negativo, soprattutto nella moda, nell'edilizia, nella meccanica e nel commercio.
Nel contesto appena delineato, ad aggravarsi non è soltanto la situazione economica delle imprese, ma anche quella finanziaria e di gestione della liquidità, ulteriormente esasperata da condizioni di accesso al credito che si sono, nel frattempo, nuovamente inasprite.
Le aziende devono relazionarsi a tempi di pagamento da parte dei clienti che si allungano, con dilazioni concesse da una quota crescente d'imprese (il 45% nel 2011), mentre non altrettanto accade sul fronte dei debiti commerciali. Oltre ai fatturati, quindi, diventa problematica - lo afferma il 44 % degli imprenditori intervistati - la gestione dei flussi di pagamento in entrata ed in uscita. Particolarmente accentuate si annunciano le difficoltà delle imprese dell'edilizia (dove ben il 64% dei casi registra una evoluzione sfavorevole della liquidità aziendale), di quelle artigiane (57%), di quelle prevalentemente subfornitrici (46%). Le esigenze derivanti dalla gestione della liquidità e del capitale circolante sono inoltre le principali motivazioni che portano le imprese a ricorrere all'indebitamento bancario (il 54% dei casi).