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Notizie dall'Unione
ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
Dopo oltre quattro anni tornano in positivo le piccole imprese. Le aspettative degli imprenditori si fanno tuttavia più caute.

Andrea Sereni

Commentando i dati emersi dall'ultima analisi sull'Industria manifatturiera toscana, condotta da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana relativa al secondo trimestre dell'anno Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana, ha detto:

 

"Dalla crisi alla ripresa: questo il percorso compiuto dal comparto manifatturiero toscano che si è mantenuto in una fase di crescita già dalla seconda parte del 2015 seppur nell'incertezza geopolitica dettata dall'incognita del dopo Brexit che in qualche modo sembra già metabolizzate. Un trend che vede premiati gli sforzi delle medie imprese seguite a ruota dalle piccole dopo ben 17 trimestri di segno negativo. La situazione resta comunque fluida e, anche se l'andamento sembra essere positivo, rimane molto complessa imponendo di non fermarci ai segni "più" o "meno", ma di comprenderne in profondità i tratti inediti. Occorre definire azioni di supporto alle nostre imprese all'altezza della complessità del momento. La fiducia dei nostri imprenditori, almeno quella riposta sul ciclo congiunturale, non pare adombrata da particolari timori nel breve, considerata anche l'incognita della scadenza elettorale che potrebbe influenzare l'inizio dell'anno nuovo. Ma c'è un altro tipo di fiducia che bisogna ricostruire, che va ben oltre il ciclo congiunturale e riguarda i funzionamenti più strutturali

 

dell'economia. Le Camere di Commercio, come enti terzi, seppure in un momento di profonda ristrutturazione dovuta alla definitiva attuazione della legge di riforma, che le vede poste al centro, si impegneranno molto nel ripristinare questo tipo di fiducia, che è il presupposto per ripartire davvero, fare investimenti, creare mercati, sviluppare conoscenze e saperi: definire insomma una competitività di sistema di lungo periodo, che permetta alle nostre imprese di muoversi da protagoniste in questi nuovi scenari, senza essere semplicemente in ostaggio delle oscillazioni congiunturali." 

Il mercato del Credito in toscana nel terzo trimestre 2016

Il Presidente SereniIl Presidente di Unioncamere Toscana Andrea Sereni, commentando i dati sul Credito in Toscana relativi al terzo semestre dell'anno ha detto:

 

"Il mercato del credito presenta andamenti contraddittori, con da un lato un incoraggiante consolidamento della componente relativa ai prestiti alle famiglie, e dall'altra la preoccupante persistenza di elementi di fragilità evidenziati dalla riduzione dei prestiti alle imprese, soprattutto se piccole e micro. La flessione delle erogazioni a favore del sistema produttivo presenta caratteri trasversali ai principali settori dell'economia, e costituisce l'ulteriore conferma di una ripresa che tarda a prendere slancio. Appare comunque evidente la necessità di puntare, anche in un frangente di debolezza della domanda come l'attuale, sull'attivazione di strumenti atti ad accompagnare le imprese nei propri percorsi di crescita e di rafforzamento competitivo, oltre che di sostegno al ciclo economico. Come abbiamo già avuto modo di dire, i provvedimenti per il rilancio degli investimenti, l'incentivazione ed il sostegno alle imprese 'virtuose', sono però strumenti efficaci solo se accompagnati da una loro diffusa conoscenza; la capillare presenza del Sistema camerale nel territorio ne fa un punto di snodo fondamentale per colmare un gap formativo e informativo che può penalizzare il sistema imprenditoriale nell'approvvigionamento di mezzi finanziari." 

ATTIVITÀ STUDI & RICERCHE
L’economia toscana cresce anche nel 2016, ma senza accelerare

" "L'economia toscana, analogamente a quella nazionale, evidenzia come nell'anno che si è appena chiuso non si siano manifestati quei segnali di consolidamento della ripresa registrati durante il 2015. La crescita è rimasta su livelli deboli, in assenza del traino in precedenza assicurato dalla domanda internazionale, non sufficientemente compensata da una domanda interna priva di particolari slanci. L'intensità della ripresa, dopo una buona apertura d'anno, non sembra dunque aver trovato conferme con il trascorrere dei mesi, ed i principali indicatori congiunturali segnalano in generale un graduale rallentamento, o comunque un andamento incerto, del ciclo economico regionale. La Toscana chiude pertanto il 2016 con un nuovo recupero del proprio prodotto interno lordo, ma alcune stime preliminari lasciano ritenere che l'incremento del pil si attesterà ancora al di sotto dell'1%, un ritmo di per sé non in grado di allentare in maniera significativa le criticità tuttora presenti sul mercato del lavoro. E' questo, in estrema sintesi, il quadro che si ricava dal rapporto di fine anno sull'economia regionale predisposto dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana sulla base dei più aggiornati indicatori disponibili, con dettagli sull'andamento dell'export, dell'industria manifatturiera, del turismo, dell'edilizia, del settore immobiliare, della demografia imprenditoriale, del mercato del credito e dell'occupazione. 

Prosegue nel 2016 la ripresa dell’industria toscana

Secondo quanto rilevato dall'indagine realizzata da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana su un campione di imprese manifatturiere (con almeno 10 addetti) localizzate sul territorio regionale, nel corso del primo semestre 2016 il comparto manifatturiero toscano si è mantenuto in una fase di crescita, in linea con quanto già evidenziato nella seconda parte del 2015. Nel periodo aprile-giugno 2016, in particolare, l'indicatore della produzione industriale ha messo a segno un incremento del 2,4% su base tendenziale, evidenziando una leggera decelerazione rispetto alla chiusura del 2015 (+2,8%) ed ai primi tre mesi del 2016 (+2,7%).

 

Dinamiche simili si osservano anche dal lato della domanda. Il fatturato, che nell'ultimo trimestre del 2015 era cresciuto del +3,3%, ha rallentato nella prima metà del 2016 attestandosi al +2,0% fra aprile e giugno: la componente estera, ancora una volta, rappresenta il vero traino del dato aggregato, con un incremento del +3,8% nel secondo trimestre. Notizie positive anche dagli ordinativi (+1,9% il dato di aprile-giugno), anche in questo caso grazie soprattutto al sostegno dei mercati internazionali (+2,5%).

 

Segnali di rallentamento arrivano anche dai prezzi alla produzione, i cui incrementi si fermano su variazioni più contenute rispetto allo scorso anno: nel secondo trimestre del 2016, in particolare, la crescita tendenziale frena al +0,5% dopo andamenti che, attorno alla metà del 2015, avevano superato l'1%. Va tuttavia considerato che, su tale dinamica, ha influito anche la flessione dei prezzi delle materie prime, che nella prima metà del 2016 si sono mantenuti in flessione (-21% la caduta del All Commodity Price Index del FMI). L'incremento dei prezzi di vendita praticati dalle imprese manifatturiere, per quanto di modesta entità, sembra dunque indicare la prosecuzione di un percorso volto ad un recupero dei margini, a lungo compressi dalla crisi degli ultimi anni. 

Toscana: un mercato del credito in chiaroscuro

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Il terzo trimestre del 2016 segna un rallentamento della dinamica espansiva del mercato del credito toscano: l'ammontare complessivo dei prestiti alla clientela residente passa infatti dal +0,9% del secondo trimestre al +0,3% del terzo. Il dato si mantiene positivo grazie all'ottima performance dei prestiti alle famiglie (+2,7%), che mettono a segno il miglior risultato dall'inizio del 2012. Risultano invece in calo i prestiti alle imprese (-0,4%), interrompendo un serie moderatamente espansiva che durava dall'inizio del 2015: il risultato complessivo è stato trascinato al ribasso, in particolare, da un nuovo peggioramento delle erogazioni a favore delle piccole imprese (-2,1%), ma anche i prestiti alle imprese medio-grandi hanno conosciuto un brusco arresto della crescita registrata nei trimestri precedenti.

  

Il peggioramento delle dinamiche creditizie interessano tutti i principali settori dell'economia, con andamenti negativi non soltanto per le costruzioni (-3,3%), da tempo in difficoltà, e per il manifatturiero (-2,4%), che già dalla metà del 2015 aveva comunque evidenziato sintomi di progressivo rallentamento dei prestiti ricevuti, ma anche per l'aggregato dei servizi (-1,4%), tornato in negativo dopo sei trimestri di espansione. Un'evoluzione del credito negativa ed in peggioramento, inoltre, caratterizza anche l'artigianato, dal momento che i prestiti alle aziende artigiane sono scesi del 2,4% diminuendo, dunque, ad un ritmo superiore rispetto a quanto in precedenza osservato.

 

La contrazione dei prestiti erogati al sistema produttivo si è verificata malgrado nel trimestre si rilevi un ulteriore allentamento delle condizioni di accesso al credito, almeno per quanto riguarda l'andamento dei tassi di interesse: i tassi praticati sui prestiti a breve termine, per quanto riguarda le imprese, sono infatti scesi al di sotto del 5%, mentre quelli a medio-lungo termine sono rimasti sui livelli dei trimestri precedenti (2,8% il tasso effettivo globale sulle operazioni con scadenza superiore a un anno accese nel trimestre). Per tale motivo, la riduzione dei prestiti concessi dal sistema bancario alle imprese nel trimestre in esame sembra riconducibile principalmente ad una persistente debolezza della domanda, confermando le ipotesi secondo cui la parte finale del 2016 è stata caratterizzata da un rallentamento dell'attività economica.

 

Starnet - Il portale dei dati statistici del Sistema camerale italiano

Questi sono gli ultimi documenti pubblicati sul sito Starnet Toscana


- Comunicato stampa sul credito in Toscana nel III trimestre 2016

- Tavole di dati

- Dossier di fine anno sull’economia regionale
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