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ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
Nominata la Vice Presidente di Unioncamere Toscana

La Presidente Dalila MazziDalila Mazzi, Presidente della Camera di Commercio di Pistoia - Prato, è la nuova Vice Presidente di Unioncamere Toscana, l'organismo che coordina le Camere di Commercio della regione.

 

La nomina è avvenuta il 22 febbraio scorso, durante la riunione di Giunta di Unioncamere Toscana.

 

"Sono onorata di far parte della squadra di Unioncamere Toscana - ha commentato la neo Vice Presidente - questo è un ulteriore riconoscimento all'importanza della Camera di Commercio di Pistoia-Prato nel territorio toscano. In un momento così complicato e difficile per il nostro sistema economico mi attende un compito complesso ma lo farò con il massimo impegno, responsabilità ed entusiasmo.

 

Mi auguro che la Giunta possa lavorare insieme in armonia, perché solo con uno sforzo di condivisione di intenti sarà possibile accrescere la rappresentanza a livello regionale e attrarre così risorse per sostenere lo sviluppo delle imprese e dei territori".

 

Dalila Mazzi è un'imprenditrice del campo del tessile. E' Presidente della Camera di Commercio di Pistoia-Prato dal 30 settembre 2020 e dal 14 dicembre 2020 è Presidente del Comitato per il controllo analogo di ISNART, l'istituto nazionale ricerche turistiche. In precedenza aveva ricoperto l'incarico di Vice Presidente della Camera di Commercio di Prato. 

Nuove risorse per crescere sui mercati esteri

" "E' uscito il nuovo bando "Ripartiamo con l'internazionalizzazione" che la Camera di commercio di Firenze mette a disposizione delle micro, piccole e medie imprese dell'area metropolitana fiorentina da giovedì 25 marzo, data a partire dalla quale si potrà presentare la domanda.

 

Il bando consente di ottenere un contributo a fondo perduto per diverse tipologie di spese, tutte legate al consolidamento della presenza delle MPMI sui mercati esteri: partecipazione a fiere fisiche o virtuali in Italia o all'estero, protezione del marchio d'impresa all'estero, certificazione di prodotto per l'esportazione, traduzione della brochure aziendale in lingua straniera, ma anche lo sviluppo di canali e strumenti di promozione sui mercati internazionali, come le campagne di marketing digitale, incontri d'affari e B2B virtuali con buyer esteri.

 

Il contributo su cui potranno contare le imprese è di mille euro per le fiere fisiche o virtuali (inserite nel calendario fieristico internazionale) e di 1.500 euro per tutti gli altri costi. Se l'impresa presenta un budget inerente entrambe le tipologie di spesa, il tetto massimo del contributo sarà comunque di 1.500 euro ad azienda. Per illustrare in dettaglio i contenuti della misura di aiuto, la Camera ha programmato una diretta streaming sulla propria pagina Facebook  per martedì 16 marzo dalle 14.30 alle 15.30, con spazio alle domande degli interessati.

 

I contributi a fondo perduto per l'internazionalizzazione, che replicano le analoghe iniziative degli anni scorsi della Camera, vanno nella direzione di aiutare le imprese a crescere sui mercati esteri, dove la ripresa è già partita (+7,8% la stima OCSE del Pil cinese quest'anno, +6,5% quello degli Stati Uniti) con la prospettiva di trainare quella italiana (+4,1% di Pil atteso), e si aggiungono agli altri progetti messi in campo: ExportHub per accompagnare le aziende in 11 Paesi dinamici e FIDRA, l'academy sulla contrattualistica internazionale i cui corsi iniziano il prossimo 22 e 23 marzo.

 

"L'export è il principale motore della nostra economia e, grazie anche alla digitalizzazione, sarà il motore della ripresa, grazie a mercati come quello asiatico e quello americano che sono già ripartiti", dice Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze.

 

"Siamo impegnati a sostenere le nostre MPMI, sia nella crescita digitale attraverso i servizi del Punto impresa digitale (PID), sia con i progetti di orientamento ai mercati e di assistenza all'export di PromoFirenze, la nostra azienda speciale, sia con le nuove risorse a fondo perduto del bando per l'internazionalizzazione", sottolinea Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di commercio di Firenze. 

Avviate le procedure per il rinnovo del Consiglio camerale della Maremma e del Tirreno

Il Presidente Riccardo BredaLa Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha intrapreso il percorso di rinnovo dei suoi organi. Il 1° settembre 2021, infatti, decadranno il Consiglio camerale, organo che esprime gli interessi generali della comunità economica, il Presidente e la Giunta, tutti di durata quinquennale. 

 

Sono infatti trascorsi quasi cinque anni dalla nascita del nuovo Ente (1° settembre 2016) che sancì l'unione dei due territori di Livorno e Grosseto: quella della Maremma e del Tirreno fu la prima Camera in Toscana a sperimentare il cosiddetto accorpamento.

 

A 180 giorni dalla scadenza del Consiglio, il 4 marzo 2021, è stato pubblicato l'Avviso di avvio delle procedure per il rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. E' rivolto alle Organizzazioni imprenditoriali, alle Associazioni dei Consumatori e alle Organizzazioni sindacali che hanno titolo a presentare la documentazione per entrare a far parte del Consiglio della Camera di Commercio che riunisce i territori di Livorno e di Grosseto. Gli interessati hanno quaranta giorni di tempo per presentare le loro istanze secondo le istruzioni fornite dalla norma e dettagliate sul sito web della Camera, in una sezione interamente dedicata al rinnovo. Le istanze dovranno quindi giungere alla CCIAA entro martedì 13 aprile 2021.

 

Dopo tale termine, verificata la correttezza della documentazione ricevuta, il Segretario Generale Dott. Pierluigi Giuntoli, responsabile del procedimento, inoltrerà i dati al Presidente della Giunta regionale toscana, che dovrà assegnare alle organizzazioni aventi titolo i seggi disponibili in Consiglio, ripartiti per attività economica, sulla base dell'effettiva consistenza delle organizzazioni stesse nei territori di riferimento. Tre ulteriori seggi saranno così assegnati: uno ai Consumatori, uno alle Organizzazioni sindacali ed uno ai Liberi professionisti, secondo le procedure indicate dalla norma per ciascuna categoria.

 

La novità - In virtù di un decreto legislativo intervenuto a fine 2016, il nuovo Consiglio camerale sarà meno numeroso: invece degli attuali 25 componenti ne avrà 16, cui vanno aggiunti i tre ulteriori consiglieri in rappresentanza dei Consumatori, delle Organizzazioni sindacali e delle Libere professioni. In totale, quindi, 19 Consiglieri in luogo degli attuali 28.

 

Il meccanismo di rinnovo - Prevede varie fasi: nella prima la Cciaa ha trasmesso al Ministero dello Sviluppo economico i dati da utilizzare come parametro per ripartire i consiglieri tra i settori economici (numero imprese, indice di occupazione, valore aggiunto e diritto annuale). Sui dati validati e sulla base dei calcoli previsti dalla norma, il Consiglio camerale, il 4 febbraio scorso ha assegnato i seggi alle varie componenti economiche del territorio nella seguente misura: agricoltura, artigianato, industria, turismo, servizi alle imprese avranno due seggi ciascuno; il commercio avrà tre seggi; un seggio ciascuno andrà a cooperative, trasporti e spedizioni, credito e assicurazioni. Un atto del Presidente in data 16 febbraio ha sancito quindi l'avvio della procedura di rinnovo alla data del 4 marzo e indicato un cronoprogramma. 

Covid: le donne d’impresa europee chiedono formazione sul digitale

" "In Italia come nel resto di Europa, le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all'occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business.

 

E' quanto emerge dal sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l'associazione delle Camere di commercio europee dedicato all'imprenditoria femminile), realizzato in 20 Paesi del Vecchio Continente. Un sondaggio al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l'imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, presente oggi a "Women entrepreneurship and the pandemic: challenges and solutions 1 year on", l'incontro in corso oggi e promosso in vista della Giornata internazionale della donna.

 

I risultati del sondaggio, al quale hanno risposto oltre 500 imprenditrici europee, mostrano che per la metà del campione la pandemia ha avuto un impatto da forte a pesante sull'equilibrio vita/lavoro. Le donne, inoltre, si sentono impreparate al digitale e per questo vorrebbero poter accrescere le proprie competenze. Oltre il 70% delle imprese che ha risposto al questionario non aveva alcuna presenza online per la vendita di prodotti o servizi prima dell'emergenza sanitaria e il 46% si è affacciato alla "rete" proprio a causa della pandemia. Sette imprenditrici su 10 segnalano peraltro che l'emergenza ha avuto un forte impatto sulla gestione ordinaria della propria attività ma non ha inciso particolarmente sull'accesso al credito, che continua a rimanere un problema importante per le donne di impresa.

 

Quello che è cambiato (e sta cambiando) veramente, secondo le imprenditrici, è il modello di business, che due terzi delle imprenditrici dichiara di aver adattato alle nuove esigenze, o trasferendo online i propri affari (l'ha fatto un quarto del campione), o riorganizzando i canali di vendita (19%), oppure puntando su nuovi prodotti e servizi (20%), o ancora cercando di acquisire nuovi clienti (13%).

 

Salvo una quota del 16% delle imprenditrici che sostiene di non aver avuto necessità durante la pandemia di modificare il proprio modello di business puntando sul digitale e un ulteriore 23% che ha affrontato questa sfida avendo le competenze adatte a superarla,  la stragrande maggioranza si è trovata impreparata di fronte a questa evoluzione, dichiarando esplicitamente di aver intrapreso questa trasformazione con poca (52%) o addirittura nessuna (25%) competenza specifica. Cosa che ha fatto rilevare a gran voce alle imprenditrici (la segnala il 75% delle risposte) la necessità di una ulteriore formazione sulle nuove tecnologie.

 

 

Ancora in calo la domanda di lavoro delle imprese pisane

" "Sono 5.660 le assunzioni previste dalle imprese con dipendenti che operano in provincia di Pisa nei primi tre mesi del 2021. Si tratta di un valore in netto calo (duemila contratti in meno) rispetto al medesimo periodo del 2020 quando gli ingressi furono 7.700 pari, in percentuale, ad un -26,5%. Calo anche per le imprese che intendono assumere: nei primi tre mesi del 2021 la quota percentuale si assesta al 15,4% delle imprese con dipendenti della provincia di Pisa (erano il 21,5% nel 2020).

Tornando alle assunzioni, il settore che segna una crescita, in mezzo a tanti segni meno, risulta essere l'edilizia con 90 ingressi in più rispetto al 2020. Permane, nonostante il forte rallentamento della domanda di lavoro, il gap tra domanda e offerta: se nel 2020 il 33% dei posti offerti dalle imprese era stato difficile da coprire nei primi tre mesi del 2021 le difficoltà si acuiscono con tale percentuale che sale al 37%. La difficoltà a trovare la persona giusta sale con il crescere del titolo  di studio richiesto. Quanto all'età preferita per il personale in ingresso Pisa è sempre meno una provincia per giovani: se nel 2020 il 26% delle assunzioni erano appannaggio di under 30 nel 2021 tale quota scende al 22% del totale con gli over trenta anni che toccano il 55% (erano il 53% lo scorso anno). Stabile, rispetto al 2020, la quota di assunzioni per le quali le imprese prediligono una figura femminile: il 23%. Questa, in estrema sintesi, l'analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, e relativi ai primi tre mesi del 2021.

 

Il punto di Vista di Valter Tamburini, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa

"I primi mesi del 2021 - commenta Tamburini - non portano novità sul fronte del mercato del lavoro che, purtroppo, rimane ancora in una situazione difficile. La pandemia ha infatti innescato un circolo vizioso riduzione dei consumi - riduzione della domanda di lavoro che è necessario fermare. Per farlo - prosegue Tamburini -  è indispensabile riavviare quanto prima il motore degli investimenti. A questo proposito il programma Next Generation EU ed il collegato Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentano un'occasione che, come paese, non possiamo fallire. Due dei tre assi strategici del Piano, digitalizzazione-innovazione e transizione ecologica, coincidono con le linee d'azione della Camera di Commercio. Il nostro impegno sarà quindi, assieme alla Fondazione ISI, quello di sostenere la transizione delle imprese verso la digitalizzazione e l'economia circolare attraverso appositi bandi con i quali, di concerto con le categorie economiche, metteremo a disposizione contributi finanziari ed anche specifici percorsi di formazione che sono già operativi."

 

Tutti i settori in flessione, tranne l'edilizia

Considerando i settori, tra il primo trimestre 2020 ed il primo trimestre di quest'anno si riduce di oltre il 45% la domanda di lavoro espressa dal manifatturiero (-1.330 unità). Flessione pesante anche per il turismo (-43,1%, -280 unità) mentre il commercio perde "solo" il 25,9% (-280 ingressi). Solo una leggera flessione per gli altri servizi (-3,3%, -70 unità) mentre le costruzioni, sospinte dai vari bonus, crescono del +17,3% (pari a +90 contratti).

 

Nel manifatturiero il 33% dei lavoratori è difficile da trovare e un 13% è donna. Il 29% di posti offerti a personale under 30 mentre un 54% a persone più mature. Per quanto concerne le costruzioni spiccano anche in questo caso la difficoltà di reperimento (41%) ed il basso livello di posti destinati ai giovani (il 16%) mentre gli adulti arrivano al 67%. Le posizioni nell'edilizia riservate alle donne sono appena il 3%. Nel commercio il 32% dei contratti è offerto ai giovani (il 48% a over 29) così come il 32% è difficile da reperire, la quota per la quale sono preferite le donne tocca il 24%. Per quanto concerne il turismo, risulta decisamente più elevata rispetto alla media sia la quota dei giovani (il 39%) che delle lavoratrici che rappresentano il 43% delle assunzioni. Anche negli altri servizi è elevata la quota dei lavoratori difficili da trovare (37%) mentre gli over 29 sono il 57% 

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14 April Camera di Commercio Pistoia & Prato - Webinar Crea una linea diretta con i tuoi clienti, il 14 aprile il webinar
21 April Camera di Commercio Pistoia & Prato Innovazione 4.0 la strada per il futuro - Strada e Tecnologie per le Imprese
22 April PromoFirenze - Webinar Fiscalità e contrattualistica internazionale
18 May Camera di Commercio Pistoia & Prato - Webinar Google My Business: la tua azienda sulle mappe di Google
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