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Pistoia - La Camera di Commercio: pronta per sostenere la Capitale Italiana della Cultura 2017

Grosseto - La certificazione: una garanzia di qualità e competitività per le imprese in Italia e nel mondo

Livorno - Pubblicato l’avviso di avvio delle procedure per la costituzione del nuovo consiglio

Lucca - Positivo l’andamento dell’import-export nei primi nove mesi 2015

Prato - Oleum Nostrum, è pratese l’olio vincitore

Pisa - 200mila euro per l’internazionalizzazione delle imprese pisane

Arezzo - Al via il Talent Dressage per le imprese femminili e giovanili

Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri varerà il decreto legislativo di riordino del Sistema delle Camere di Commercio

Secondo le indiscrezioni, il Governo intenderebbe spogliare il Sistema delle  Camere Commercio di buona parte delle loro funzioni: 

  • addio a contributi e finanziamenti alle imprese
  • niente più sostegno all'internazionalizzazione
  • niente più sostegni ai confidi
  • addio ai servizi di conciliazione e mediazione
  • niente più camere arbitrali
  • niente più servizio di marchi e brevetti
  • niente più corsi di formazione
  • fine degli studi sull'economia del territorio
  • niente più Alternanza Scuola-Lavoro
  • niente più iniziative gratuite sullo StartUp d'Impresa

I lavoratori delle Camere di Commercio toscane e di Unioncamere Toscana, manifestano la propria indignazione per l'assurdo spreco di competenze e capacità operative cui la riforma condurrebbe ed esprimono preoccupazione per il proprio destino lavorativo  anche in virtù dei previsti tagli del personale dei circa 3.000 esuberi a livello nazionale

In tutta Italia è stato pertanto indetto lo stato di agitazione del personale delle Camere di Commercio
 
 
 
 
Notizie dall'Unione
ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
Unioncamere Toscana: Laura Benedetto nuovo Segretario Generale

Il Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze, Laura Benedetto

E' Laura Benedetto il nuovo Segretario Generale di Unioncamere Toscana. Lo hanno deciso, all'unanimità, i Presidenti delle Camere di Commercio toscane, riunitisi in assemblea lo scorso 3 febbraio.

 

Laura Benedetto, in carica da oggi, è Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze ed è stata scelta con lo spirito di anticipare la riforma governativa in un quadro di semplificazione del sistema camerale. I Presidenti le hanno, infatti, assegnato il compito di sovrintendere ad un nuovo modello organizzativo del Sistema camerale toscano e di assicurare il supporto necessario alle Camere di Commercio nei piani di accorpamento.

 

Inoltre, gli obiettivi di Unioncamere Toscana da oggi saranno anche la riduzione del carico finanziario per le Camere associate, lo snellimento delle funzioni gestionali e la ricerca di finanziamenti europei, nazionali e regionali su progetti interessanti per le Camere nei settori della formazione, innovazione, alternanza scuola-lavoro, nuova imprenditorialità̀ e in tutti quelli che la riforma assegnerà̀ al sistema camerale.

 

"La preziosa esperienza della Dr.ssa Benedetto alla guida tecnica della Camera fiorentina, - ha commentato Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana sarà importante per accompagnare verso acque sicure il Sistema delle Camere di Commercio toscane che come quello italiano è impegnato in un percorso di profonda trasformazione. Nel contempo mi è doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a Enrico Ciabatti, prezioso collaboratore, che ha saputo fin qui condurre in maniera egregia l'Unione Regionale". 

Crescono i consumi, aumentano le imprese con fatturato in crescita

Il Presidente SereniIl Presidente Andrea Sereni, commentando i dati emersi dal Rapporto 2015 sul commercio al dettaglio in Toscana, elaborato dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana ha detto:

 "I segnali che provengono dal commercio al dettaglio sono incoraggianti  ma il recupero dei consumi è ancora debole, rispetto alla prolungata caduta degli ultimi anni, ed interessa solo una parte degli operatori del settore, che rimangono nel complesso prudenti pur cercando di riqualificare la propria offerta. È chiaro che una lieve ripresa dei consumi c'è stata, ma non per questo le politiche di sostegno all'occupazione ed al reddito delle famiglie devono venire meno. E' importante porre in essere iniziative che consentano di infondere fiducia nei comportamenti degli imprenditori, con misure in grado di incidere ad esempio sugli elevati livelli di tassazione. Anche a livello locale, Istituzioni e Camere di Commercio, seppure in un momento di particolare incertezza legato al loro futuro assetto, devono continuare a lavorare per individuare strumenti e soluzioni in grado di assistere gli imprenditori in una fase estremamente delicata".  

Il Commercio Estero in Toscana nel III trimestre 2015

Andrea Sereni

A margine della presentazione dei dati sul Commercio Estero toscano relativi al III trimestre 2015, il Presidente di Unioncamere Toscana - Andrea Sereni ha così commentato:

"Le performance all'estero delle imprese toscane restano molto positive, approfittando anche della congiuntura favorevole offerta dalla svalutazione dell'euro, che ha contribuito a sostenere la domanda proveniente soprattutto da un consolidato mercato di sbocco come quello nord-americano. Resta tuttavia di primaria importanza per i nostri distretti continuare a riposizionarsi verso aree di sbocco emergenti e proseguire nell'esplorazione di nuove destinazioni commerciali. In questo contesto saranno molto importanti le iniziative come quella recentemente adottata dal Governo, che vede l'apertura di un canale privilegiato con l'Iran la cui domanda, dopo 10 anni di embargo commerciale, potrà tornare ad essere una domanda a tutto tondo.

Al tempo stesso, però, occorrerà che il livello politico moltiplichi gli sforzi per mettere in campo misure in grado di rilanciare l'intera economia; non dobbiamo infatti dimenticare che la leva della domanda estera rappresenta circa un terzo del fatturato manifatturiero, mentre la domanda interna, nonostante il progressivo miglioramento registrato nel corso del 2015, risulta ancora debole. Per parte nostra, nonostante la drastica riduzione delle risorse a disposizione e l'incertezza sull'esito della riforma che investe in questo periodo il nostro Sistema, vogliamo mantenere ferma la barra dell'impegno che abbiamo preso, continuando a fornire, per quanto possibile, supporto e prima assistenza a coloro che vogliono cimentarsi sui mercati esteri, abbattendo i costi di partecipazione alle fiere internazionali ed organizzando percorsi formativi indispensabili per chi deve affrontare la sfida dell'export". 

ATTIVITÀ STUDI & RICERCHE
Si attenuano le difficoltà del commercio al dettaglio in Toscana

" "Consumi in ripresa per il secondo anno consecutivo in Toscana, con un recupero di circa il 2% in termini reali nel biennio 2014-2015 che lascia tuttavia il livello degli stessi al di sotto di quasi il 6% rispetto al 2007 (elaborazioni su dati Istat). Sulla base delle anticipazioni fornite da un campione di imprese toscane delcommercio al dettaglio in sede fissa (in tutto oltre 57.000 in Toscana, al netto dei rivenditori di auto-moto) nel corso di una indagine realizzata da Unioncamere Toscana, nel 2015 torna in parallelo a crescere la quota di aziende che registrano una variazione positiva delle proprie vendite: un miglioramento che, tuttavia, interessa una parte ancora limitata di operatori (pre-consuntivi in calo per una quota largamente prevalente delle imprese, pari al 43%). Si attenuano le criticità anche sul fronte della liquidità aziendale e dell'accesso al credito: gli imprenditori che hanno dichiarato di ricapitalizzare l'azienda con mezzi propri (30%) restano però più numerosi rispetto a coloro che hanno fatto ricorso all'indebitamento bancario (17%), aspetto che testimonia le difficoltà che tuttora caratterizzano il rapporto fra imprese del commercio, soprattutto di quelle più piccole, ed istituti di credito. Segnali meno negativi provengono anche dalla demografia imprenditoriale: al 30 settembre 2015, il saldo fra aziende nate e cessate nel commercio al dettaglio in sede fissa è prossimo allo zero (-12 il dato annualizzato), rispetto ai valori decisamente negativi registrati alla fine del 2012 (-284).

 

Queste alcune indicazioni contenute nell'ultimo rapporto sulle attività del commercio al dettaglio in sede fissa in Toscana, elaborato dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana.

 

LA DINAMICA CONGIUNTURALE DELLE IMPRESE DEL COMMERCIO

Sulla base di un'indagine realizzata da Unioncamere Toscana, l'evoluzione del contesto di riferimento ha determinato un miglioramento delle condizioni in cui si trovano ad operare le imprese toscane del commercio al dettaglio, con il 14% che ha manifestato aspettative di crescita del fatturato nel 2015, valore in aumento sia rispetto ai valori di minimo del 2013 che rispetto alla quota di imprese che ha chiuso il 2014 con un volume d'affari in crescita (11%). La positiva dinamica registrata sul fronte congiunturale coinvolge tuttavia una quota ancora limitata di operatori, nella misura in cui resta largamente prevalente la quota di imprese con aspettative di contrazione dei propri ricavi (43%).

Con riferimento ai programmi occupazionali delle imprese, si sono nel frattempo attenuate le criticità emerse con particolare intensità su tale fronte nel corso degli ultimi anni: nel 2015, la quota di aziende con programmi di assunzione è salita al 15% (dal 10% del 2013), ed il saldo fra assunzioni e cessazioni - pur rimanendo ancora negativo - si è decisamente ridimensionato (-3.560 nel 2013, -1.330 nel 2015).

Parallelamente, si registra un'attenuazione dei segnali negativi anche relativamente ai processi di nati-mortalità imprenditoriale: il saldo fra aziende nate e cessate, al 30 settembre 2015, è infatti prossimo allo zero (-12 il dato annualizzato), rispetto ai valori più decisamente negativi di tre anni fa (-284 a fine 2012). Scomponendo il dato complessivo per comparto merceologico, resta tuttavia in positivo solo lo specializzato alimentare (+2,0% la variazione rispetto a settembre 2014), mentre flettono sia lo specializzato non alimentare (-0,3%) che gli esercizi non specializzati (-0,9% quelli a prevalenza di alimentari, -0,8% gli altri).

 

LIQUIDITA' E ACCESSO AL CREDITO

Analogamente a quanto osservato sul fronte delle vendite, anche per quanto riguarda la situazione della liquidità aziendale si osserva una dinamica in miglioramento per una quota di imprese (13%) che resta tuttavia minoritaria rispetto al più ampio segmento che ha segnalato un peggioramento delle proprie condizioni di liquidità (35%). Si noti, a questo proposito, che il 18% degli imprenditori del commercio al dettaglio ha denunciato un aumento dei tempi di riscossione dai clienti, mentre solo il 3% ha dichiarato una diminuzione degli stessi.

Si attenuano comunque le criticità nell'accesso al credito: difficoltà in tal senso vengono espresse dal 26% degli operatori commerciali, una quota in decisa riduzione rispetto ai picchi del 2012 (61%). Su tali difficoltà sembrano incidere in maniera predominante le minori concessioni di credito/scoperto disposte dagli istituti bancari, mentre sono almeno in parte rientrate - rispetto alla più intensa fase di «crisi del debito» attraversata dall'Italia - le motivazioni legate agli elevati tassi di interesse applicati sui prestiti.

Sul fronte del reperimento delle risorse, comunque, gli imprenditori che hanno dichiarato di ricapitalizzare l'azienda con mezzi propri (30%) restano decisamente più numerosi rispetto a coloro che hanno fatto ricorso all'indebitamento bancario (17%), aspetto che sembra testimoniare le criticità che tuttora caratterizzano il rapporto fra le imprese del commercio, soprattutto di quelle più piccole, e gli istituti di credito, solo in parte attenuate (per il 9%) dal ricorso ai Confidi.

 

STRATEGIE E COMPORTAMENTI DEGLI OPERATORI

Le strategie degli operatori restano in definitiva prevalentemente improntate ad un atteggiamento prudente, che si traduce in comportamenti orientati con maggiore frequenza alla razionalizzazione dei costi di gestione (57%) ed alla compressione dei margini (54%). Una quota non trascurabile di imprese cerca tuttavia di «aggredire» il mercato con misure proattive, rivolte soprattutto al miglioramento della qualità dei prodotti/servizi proposti alla clientela (48%) ed all'ampliamento della propria gamma di offerta (40%).

  

Export in Toscana: accelera nel terzo trimestre 2015

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Nel terzo trimestre del 2015, dopo il rallentamento della prima metà dell'anno, si rafforza l'export toscano, con una crescita tendenziale (al netto dei metalli preziosi) pari al +4,2%, leggermente al di sopra del dato nazionale (+3,4%).

La dinamica dell'export è trainata dalle vendite destinate agli Stati Uniti che, con un incremento di quasi il 40%, raggiungono nel trimestre i 944 milioni di euro (il 12% del totale regionale). Si tratta inoltre di una crescita molto concentrata anche dal punto di vista settoriale, di fatto determinata da tre settori: alimentari, bevande e tabacco, con un incremento del 23,3%, (per un valore totale di 540 milioni di euro), navi e imbarcazioni (403 milioni di euro, +46,4% la crescita tendenziale), macchinari (quasi 1 miliardo e mezzo di export nel trimestre, +15,6% sull'anno precedente).

Nuove opportunità si apriranno nel corso del 2016 per quest'ultimo comparto merceologico in particolare, ma anche in altri settori, a seguito della revoca delle sanzioni imposte all'Iran dal 2006. Si tratta di un mercato emergente nel quale l'export, costituito per quasi un terzo da vendite di macchinari, è cresciuto nel trimestre di analisi del 27,4% rispetto all'anno precedente.

 

 

Andamenti settoriali

 

Le vendite all'estero di prodotti alimentari e bevande, con una crescita del +23,3% replicano il buon risultato del trimestre precedente, confermandosi come uno dei settori trainanti dell'export regionale, grazie anche all'impennata dell'export di olio (+45,4%).

Continuano a crescere a ritmo sostenuto anche le esportazioni di computer ed elettronica (+21,5%) e, dopo il crollo del trimestre precedente, tornano ad aumentare le vendite dimacchinari di impiego generale (+18,6%), con effetti evidenti sul dato generale dell'export toscano. Bene il cartario (+11,0%) e più contenuti, ma comunque positivi, i risultati dichimica (+6,8%), gomma e plastica (+8,2%), macchinari per impieghi speciali (+5,9%) ed oreficeria (+5,4%).

Non altrettanto favorevoli sono invece le performance del sistema moda: rallenta la crescita delle esportazioni di abbigliamento, passando da +9,4% a +2,8%, e scivolano in territorio negativo le vendite all'estero di tessile (-0,1%), concia-pelletteria (-2,2%) e calzature (-0,7%).

Il comparto dei mezzi di trasporto presenta luci e ombre, con l'export di navi e imbarcazioni che, dopo la frenata del trimestre precedente, torna a crescere con un'impennata delle vendite del +46,4%, concentrata per lo più nell'America centro-meridionale, locomotive (+41,4%) e aeromobili e veicoli spaziali (+21,3%) anch'essi in decisa crescita, al contrario diautoveicoli (-0,4%) e altri mezzi di trasporto (-1,3%) in contrazione.

 

 

Mercati e aree di sbocco

 

La crescita delle esportazioni dirette all'interno dell'Unione Europea è nel complesso modesta (+0,7%). Aumentano le vendite nei principali mercati di sbocco, in particolare in Francia (+7,7%) e in misura minore in Germania (+3,1%) e Regno Unito (+3,9%), e nei Paesi dell'Est: Polonia (+11,3%), Repubblica Ceca (+13,8%) e Romania (+9,1%). La contrazione delle vendite nei Paesi Bassi (-20,0%) è invece imputabile principalmente all'effetto base di un'importante commessa di macchinari contabilizzata nel 2014 e non presente nel trimestre di analisi.

Nei paesi europei non appartenenti all'Unione (-8,3%) le esportazioni sono trascinate in basso dal crollo della Turchia (-28,2%), dove cadono a picco le vendite di prodotti petroliferi, macchine di impiego generale e autoveicoli. In contrazione anche il mercato svizzero (-5,8%), mentre prosegue la crisi in Russia, dove l'incremento del 67,8% rilevato da Istat è in realtà attribuibile esclusivamente alla consegna di macchine di impiego generale effettuata nel periodo in esame, al netto della quale si registra un crollo del 35,9%.

Si rafforza invece la crescita delle vendite nell'America settentrionale (+41,0%), con un incremento della domanda statunitense del 39,8%, e resta positiva la dinamica dell'America centro-meridionale (+9,4%), nonostante persistano le difficoltà del mercato brasiliano (-14,1%).

Bene anche il Medio Oriente (+26,4%), con impennate delle vendite in Arabia Saudita (+80,9%) ed Emirati Arabi (+49,6%), e gli altri paesi asiatici (+16,4%), tra i quali rallenta l'India (+7,4%), ma accelerano Cina (+24,9%) e Corea del Sud (+88,4%).

Prosegue la crisi dei mercati africani (-25,8%) e crolla l'export in Oceania, per il venir meno di importanti commesse di una grande realtà della meccanica.

 

 

Focus: il mercato iraniano dopo la revoca delle sanzioni

 

La revoca delle sanzioni economiche e finanziarie imposte all'Iran, avvenuta all'inizio del 2016, apre la porta a nuovi sbocchi commerciali per le imprese toscane. La forte crescita delle esportazioni verso questo Paese, passate da 62 milioni nel 2001 a 176 milioni nel 2006, si era interrotta bruscamente alla metà dello scorso decennio con l'introduzione delle prime sanzioni a seguito del riavvio del programma nucleare iraniano.

Il progressivo inasprimento del regime sanzionatorio ha pesantemente ridimensionato l'export della Toscana verso il Paese, sceso ad una media di circa 50 milioni di euro all'anno nel periodo 2012-2014, e dunque a meno di un terzo rispetto alla punta massima del triennio 2004-2006 (160 milioni di euro all'anno), ed a circa la metà rispetto ai valori del 2011 (98 mln €), anno in cui le sanzioni sono state intensificate. 

Starnet - Il portale dei dati statistici del Sistema camerale italiano

Questi sono gli ultimi documenti pubblicati sul sito Starnet Toscana



III trimestre 2015 - Focus Iran - Comunicato Stampa
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