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Prato - Imprese straniere, sempre più importante il loro contributo alla crescita imprenditoriale
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ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
Il Presidente Sereni commenta i dati toscani sull'imprenditoria estera ed il Mercato del Credito

Il Presidente Sereni"La 'vivacità' imprenditoriale delle comunità straniere presenti sul territorio regionale ha consentito di controbilanciare il calo generalizzato delle imprese a conduzione italiana che si è registrato nel corso degli ultimi anni, confermando come si tratti di una risorsa preziosa per l'economia dei nostri territori. Certo, non sono poche le difficoltà che questi imprenditori si trovano ad affrontare, difficoltà di inclusione e di accesso ai finanziamenti, ma anche in alcuni casi di difficile convivenza con le problematiche legate al rispetto della legalità. Sono tutti fronti su cui occorre continuare a lavorare, perché è certo che i flussi migratori con i quali ci confrontiamo richiedono l'attuazione di politiche mirate tanto all'accoglienza quanto alla definizione di percorsi di inserimento, con servizi di affiancamento soprattutto in fase di avvio di un'attività che assicurino una maggior preparazione a chi sceglie di mettersi in proprio, sempre con la consapevolezza che il lavoro e l'impresa sono uno dei cardini dell'integrazione sociale.

Detto questo dobbiamo comunque rilevare più in generale che l'incertezza pervade ancora il nostro sistema economico, contribuendo a frenare le politiche di investimento delle imprese ed a rallentare la dinamicità del mercato del credito. La nuova flessione dei prestiti erogati alle aziende toscane, dopo un periodo di moderata crescita, è un segnale preoccupante anche perché avviene in un contesto di progressivo raffreddamento dei tassi di interesse, evidenziando la persistenza di elementi di fragilità all'interno del nostro sistema economico-produttivo che interessa, soprattutto, le realtà più piccole. Per effetto della riforma approvata lo scorso anno le Camere di Commercio, che avevano fra le loro tradizionali funzioni anche quella estremamente importante di raccordare il sistema delle garanzie favorendo l'accesso al credito, non sono più in grado di offrire tutti quei servizi di 'accompagnamento' che le avevano così ben caratterizzate negli anni. Insieme ad interventi volti a facilitare il rapporto banca-impresa, occorrono tuttavia anche provvedimenti che stabilizzino il quadro economico, offrendo spazi per il rilancio degli investimenti privati volti a rafforzare il posizionamento competitivo delle nostre imprese, e ponendo così le basi per la costruzione di solide ed innovative sinergie tra il sistema delle garanzie ed il mercato dei capitali."

  

La fatturazione elettronica compie 2 anni

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Da pochi giorni si è accesa la seconda candelina per la fatturazione elettronica della Pa. Era il 31 marzo 2015 quando è scattato l'obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico. Da allora ad oggi 73mila imprese, piccole fornitrici della Pa, si sono progressivamente registrate sulla piattaforma online https//fattura-pa.infocamere.it per utilizzare il servizio gratuito messo a disposizione dalle Camere di commercio. Quasi 660mila le fatture emesse tra ottobre 2014 e febbraio 2017 attraverso il portale - nato da un accordo tra Unioncamere e Agenzia per l'Italia digitale e realizzato da InfoCamere - grazie al quale le Pmi possono gestire senza alcun costo l'intero ciclo di vita delle fatture elettroniche (compilazione, spedizione, gestione e conservazione digitale a norma per dieci anni), fino a 24 documenti l'anno. La piattaforma online è raggiungibile sia dai singoli siti delle Camere di commercio, sia dal punto unico di contatto previsto dalla direttiva Servizi europea www.impresainungiorno.gov.it.

 

Le imprese che hanno finora utilizzato il servizio delle Camere di commercio sono in prevalenza di piccole dimensioni: imprese individuali nel 41% dei casi, società di persone in quasi il 23%. Un ulteriore 30% è rappresentato dalle società di capitali mentre residuali sono le altre forme giuridiche. Si tratta di imprese piccole anche in termini economici: quasi il 70%, infatti, ha un fatturato inferiore al milione di euro; di queste, il 20% fattura complessivamente meno di 100mila euro l'anno. Quasi tutte, infine, hanno meno di 15 addetti.

 

Era proprio questo il target della piattaforma realizzata dalle Camere di commercio anche in un'ottica di progressiva alfabetizzazione digitale del tessuto produttivo nazionale, vale a dire le imprese piccole fornitrici della pubblica amministrazione, per le quali l'adeguamento dei sistemi contabili al nuovo adempimento sarebbe risultato particolarmente oneroso.

 

L'agevole utilizzo della piattaforma fattura-pa.infocamere.it pare sia particolarmente gradito alle imprese di Bolzano: sono 2.838 quelle registrate alla fine di febbraio scorso, 39.395 le fatture emesse in poco più di due anni. Seconda in classifica è Roma, con 1.889 imprese registrate e 17.853 fatture registrate. Completano il podio, infine, le 1.874 imprese di Trento, che si sono avvalse del servizio per emettere 20.662 fatture elettroniche.

Modesto invece il ricorso a questo strumento per le aziende di Imperia, Lodi e Verbano Cusio Ossola. In ciascuna di queste province, le imprese aderenti al portale sono circa 200 e le fatture finora emesse si aggirano intorno alle 2mila unità. 

 

ATTIVITÀ STUDI & RICERCHE
Le imprese straniere in Toscana nel 2016

Imprese straniere

In Italia le imprese guidate da stranieri sono quasi 600mila; il 9% di queste si trova in Toscana, dove alla fine del 2016, se ne contano 53.578 (su un totale di 419.900 imprese registrate).

In questo contesto la componente straniera dell'imprenditoria acquista sempre più spazio nel panorama nazionale, ed ancor più in Toscana, dove la percentuale di imprenditori stranieri ha raggiunto a fine 2016 il 12,9%, tre punti percentuali e mezzo al di sopra della media italiana (9,4%).

Nell'ultimo quinquennio il peso degli imprenditori nati oltreconfine è aumentato costantemente nel sistema delle imprese toscane, ed il numero delle aziende a conduzione straniera è cresciuto al ritmo del 4-5% all'anno, con un rallentamento nell'ultimo anno (+3,4% la crescita del 2016) che colloca la dinamica dell'imprenditoria straniera in Toscana al di sotto di quella mediamente registrata nel resto d'Italia.

 

 

La stragrande maggioranza delle imprese straniere con sede in Toscana sono ditte individuali (l'82%, 44mila), coincidenti normalmente con imprese di dimensioni più piccole. Fra gli imprenditori italiani, invece, l'incidenza delle ditte individuali è decisamente inferiore e si ferma al 47%.

Solo un'azienda straniera su dieci è invece costituita sotto forma di società di capitali (5.600), tipologia d'impresa maggiormente strutturata che -a livello regionale- supera nel complesso le 100mila unità. Le società di capitali stanno tuttavia prendendo sempre più quota anche fra gli imprenditori stranieri, con una crescita che, nel corso dell'ultimo anno, è stata di ben il +10%.

In crescita risultano comunque anche le ditte individuali (+2,6%) e le società di persone (+2,5%), facendo registrare un aumento che si colloca in controtendenza rispetto a quanto avviene per le omologhe forme giuridiche a conduzione italiana.

 

 

Da dicembre del 2011 alla fine del 2016 lo stock di imprese straniere con sede in Toscana è aumentato di quasi 12mila unità, con un tasso di variazione del +26%.

Una parte rilevante del saldo positivo è legata al commercio, dove negli ultimi 5 anni si è registrato un vero e proprio boom di esercizi a conduzione straniera (+4.600). Gli altri comparti del terziario hanno inoltre contribuito con 3mila imprese al saldo del quinquennio, e l'industria con altre 2mila unità.

 

Mercato del credito: prestiti alle imprese di nuovo in negativo

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La conclusione del 2016 conferma il rallentamento della fase espansiva che aveva contraddistinto la dinamica del mercato del credito toscano nella prima parte dell'anno. I prestiti alla clientela residente, dopo un graduale recupero dei flussi erogati a partire dall'ultimo trimestre del 2015 ed aver raggiunto il +1,0% nel periodo aprile-giugno 2016, hanno successivamente evidenziato una frenata chiudendo l'anno con una "crescita zero". Tornano a diminuire, in particolare, i prestiti alle imprese (-0,8%), che erano tornati in positivo all'inizio del 2015. Prosegue invece su buoni ritmi l'andamento dei prestiti alle famiglie (+2,7%).

 

In termini settoriali, in Toscana, la flessione dei prestiti alle imprese riguarda tutti i principali ambiti del sistema economico, raggiungendo tuttavia un'intensità più elevata nelle costruzioni (-3,6%) in continuità con una crisi pluriennale che appare non avere sbocco positivo nell'immediato. Risultati negativi si registrano anche nel manifatturiero e nei servizi (-2,0% in entrambi i casi), ed in calo risulta anche l'aggregato residuale «altro» che include, in particolare, l'agricoltura e l'estrattivo (-1,7%).

 

Rispetto al peggioramento complessivo dei prestiti alle imprese, la vera novità della seconda metà del 2016 è data dalle criticità registrate per le aziende medio grandi (-0,8% nel IV trimestre); a queste si aggiungono, inoltre, le difficoltà da tempo riscontrate per le piccole imprese (-2,2%) e fra queste, in particolare, per le aziende artigiane (-2,4%), che non conseguono un risultato positivo dall'inizio del 2010.

 

Lo scenario non entusiasmante rilevato sul fronte dei prestiti è peraltro maturato in un contesto che non mostra peggioramenti né in termini di qualità del credito erogato né dei tassi di interesse praticati alla clientela da parte degli intermediari creditizi.

 

Per quanto riguarda il primo aspetto, il tasso di decadimento (esposizioni passate a sofferenza rettificata, in rapporto ai prestiti in bonis in essere all'inizio del periodo) relativo alle imprese si è infatti attestato in Toscana al 4,5% nel corso del IV trimestre 2016, facendo registrare un leggero miglioramento rispetto alla fine dell'anno precedente (4,8% il dato del IV trimestre 2015) ed un recupero più marcato rispetto ai valori di fine 2013, allorché aveva sfiorato il 6%. Il dato complessivo risulta tuttavia in peggioramento fra le piccole imprese, il cui tasso di decadimento si attesta al 5,1% dal 4,4% di un anno prima e dall'1,4% del primo trimestre 2008. A livello settoriale l'indicatore in questione risulta inoltre in peggioramento per le costruzioni (tasso 13,2% nel IV trimestre 2016), mentre la situazione risulta relativamente stabile per il manifatturiero e per i servizi. 

Starnet - Il portale dei dati statistici del Sistema camerale italiano

Questi sono gli ultimi documenti pubblicati sul sito Starnet Toscana


Imprese straniere in Toscana nel 2016 - Report e comunicato stampa

Il credito in Toscana – IV trimestre 2016 - Report e Comunicato Stampa
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