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Ripartireimpresa

Un nuovo servizio online il cui obiettivo è orientare, informare e accompagnare le imprese alla conoscenza e all'utilizzo delle misure economiche adottate dallo Stato e dalle altre Istituzioni per affrontare questa difficile fase della nostra economia legata all'emergenza sanitaria covid19


 

 

 

A seguito delle disposizioni governative riguardanti l'emergenza sanitaria Covid19 - DPCM 9 MARZO 2020 "IO RESTO A CASA" -  
 si comunica che i servizi resi da Unioncamere Toscana saranno svolti, fino alla data del 12 giugno 2020esclusivamente in modalità smart working.
Il personale preposto è pertanto contattabile nel consueto orario di ufficio mediante posta elettronica: 
 
Amministrazione e Provveditorato: silvia.pincione@tos.camcom.it - elena.pugi@tos.camcom.it 
Affari Generali: marco.ardimanno@tos.camcom.it 
Affari Legali: alberto.donnini@tos.camcom.it 
Comunicazione: franco.natali@tos.camcom.it 
Commissione Regionale per l'Artigianato: cra.toscana@tos.camcom.it 
 
 Ultima modifica: venerdì 29 maggio 2020

 

Notizie dall'Unione
ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
16mila utenti e 150mila visualizzazioni in un mese per RipartireImpresa

Quasi 16 mila utenti, più di 150mila visualizzazioni, 79 interventi di  assistenza soprattutto sui protocolli di sicurezza e sulle misure economiche, 103 sche­de informative aggiornate. Questo il bilancio, a circa un mese dalla sua messa online, di RipartireImpresa, la piattaforma realizzata da Unioncamere, in collaborazione con InfoCa­mere, per aiutare gli imprenditori a districarsi tra i provvedimenti, nazionali e regionali, diretti al contenimento della diffusione del Covid 19.

 

Raggiungibile all'indirizzo https://ripartireimpresa.unioncamere.it/, dal sito di Unioncamere e da quelli di 62 Camere di commercio e 7 Unioni regionali, il portale consente una ricerca mirata delle norme adottate a livello centrale e locale e dedica particolare attenzione alle opportunità di sostegno economico.

 

La navigazione è semplice e intuitiva. Selezionando l'attività svolta e la regione in cui vie­ne esercitata, è possibile prendere visione dei provvedimenti di principale interesse: atti­vità che possono operare; misure dei Decreti Cura Italia e Liquidità; gli interventi a favore delle imprese previsti dal Decreto Rilancio; i servizi di assistenza disponibili e le iniziative di sostegno delle Camere di commercio. Inoltre, è presente una selezione di notizie conti­nuamente aggiornate e un servizio di assistenza tecnica per gli eventuali problemi di frui­zione.  

Firenze - Il commercio alla prova post covid

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Il calo dei consumi farà perdere in valore tra 1,2 e 1,7 miliardi a livello di Città metropolitana, scrive l'Ufficio studi della Camera di commercio. Bassilichi: "E' fondamentale riaprire tutte le attività, anche nel centro storico di Firenze, per far tornare la domanda". Salvini: "Meno vincoli per la ripartenza".

 

Il commercio prova a ripartire e fa i conti con le regole imposte dalle norme anti-contagio e con i nuovi trend di consumo delle famiglie, in attesa che tornino i turisti. L'Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze ha elaborato due scenari possibili per le quasi 18mila imprese del settore nella Città metropolitana: il più ottimistico, partendo da una prospettiva di Pil in flessione del 9,4% e un calo dei consumi del 6% (shock economico limitato a un arco di tempo di 100-120 giorni), ipotizza una perdita in valore di oltre 1,2 miliardi per le attività commerciali a fine anno; lo scenario peggiore, con Pil a -13,1% e una contrazione dei consumi dell'8,4% (prosegue per tutto il 2020 l'allarme pandemia a livello globale), alza la stima a più di 1,7 miliardi di valore perso per il commercio rispetto al 2019.

 

Nella fase post emergenziale è verosimile che le aspettative negative per l'immediato futuro, come in genere succede in questi casi, potrebbero non solo generare un aumento del risparmio, ma anche modificare in modo più o meno duraturo la struttura dei consumi. E' possibile infatti che vi sia ancora poca propensione ad entrare nei negozi "fisici", continuando a privilegiare gli acquisti di generi non alimentari online e a servirsi della consegna a domicilio dei pasti. Occorre tener presente che non avendo a disposizione studi analoghi su cui basare il modello di analisi (il lockdown in altri Paesi ha avuto tempi e durata diversi e in alcuni non si ci sono nemmeno state chiusure totali dei negozi al dettaglio come in Italia) le stime sull'area fiorentina vanno interpretate come indicazione di tendenza. Sicuramente nei centri cittadini, come quello del capoluogo, le attività al dettaglio recentemente riaperte tra mille difficoltà e cautele, risentono profondamente anche dell'assenza del flusso turistico. Ma anche il consumo "locale" potrebbe cambiare connotazione.

 

 

Imprese: 1 su 4 ha investito prima del lockdown sul lavoro agile

" "Alla prova del lockdown, una impresa su quattro è arrivata - almeno in parte - preparata: il 24,6% delle imprese italiane, infatti, ha investito nell'adozione di sistemi di smart working per innovare il proprio modello organizzativo aziendale tra il 2015 al 2019.

 

Il dato, che emerge dal bollettino annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, è cresciuto rispetto al 2018 (23,5%) e segue un trend di incremento consistente, destinato probabilmente a conoscere una ulteriore impennata nel prossimo futuro.

 

Non tutti i settori, ovviamente, si sono potuti adattare all'introduzione del lavoro agile nella stessa maniera. L'ambito più ricettivo è quello delle Public utilities (luce, acqua, gas) in cui il 34,7% delle imprese ha dichiarato di aver investito in smart working, a seguire quello dei Servizi (25,5%), l'Industria (22,5%) e fanalino di coda, come facilmente immaginabile, le Costruzioni (19,9%).

 

All'interno del mondo dei servizi, hanno investito in smart working il 50,9% delle imprese di Servizi informatici e delle telecomunicazioni, il 48,8% delle imprese di Servizi finanziari e assicurativi, e il 40,3% dei Servizi avanzati di supporto alle imprese. A questa modalità di lavoro a distanza hanno invece guardato solo il 15,7% delle imprese dei Servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone e il 17,9% dei Servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici.

Nel sistema industriale, sul lavoro agile hanno puntato il 33,3% delle Industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali, il 32,8% per le Industrie chimiche, farmaceutiche e petrolifere e il 29,6% delle Industrie di fabbricazione macchinari.

Il Mezzogiorno è l'area del Paese in cui maggiormente le imprese hanno puntato sul lavoro a distanza, un'opportunità offerta dalla tecnologia per colmare altri gap strutturali. A favore di questa modalità organizzativa hanno investito il 27,1% delle imprese meridionali. A seguire il Nord Ovest, con il 24,1%, il Nord Est con il 23,5%, quindi il Centro con il 23%.

 

A fare la differenza, però, è soprattutto è la classe dimensionale delle imprese. L'innovazione del lavoro agile riguarda infatti il 53,1% delle aziende con più di 500 dipendenti, il 50,3% delle aziende tra i 250 e i 499 dipendenti e il 41,8% delle aziende tra i 50 e i 249 dipendenti. La percentuale scende per le imprese più piccole. Infatti si notano investimenti in smart working solo per il 31,1% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti, e per il 21,3% di quelle tra 1 e 9 dipendenti.

Lo smart working è però solo una delle possibili modalità  organizzative e dei nuovi modelli di business che stanno adottando le nostre imprese messi a disposizione dalla trasformazione digitale.

 

Excelsior mostra infatti che nel 2019 ben il 36,9% delle imprese (contro il 35,4% del 2018) ha dichiarato di aver investito in attività di digital marketing. Al primo posto il settore dei servizi (39,3%), al secondo quello delle Public utilities al 37,3%, poi al 31,2% il settore dell'Industria e il 25,5% in quello delle Costruzioni. 

Imparare (in digitale) per ripartire

" ""Non smettere mai di imparare perché la vita non smette mai di insegnare", citazione anonima che potrebbe diventare il motto dell'ultima tra le molteplici iniziative che la Camera di commercio, insieme alla sua azienda speciale PromoFirenze, ha messo in campo per aiutare le aziende ad uscire dalla crisi economica scatenata dal coronavirus. Gli scenari economici mondiali e nazionali sono cambiati e le imprese devono rivedere il modello di business, anche attraverso un maggiore ricorso alla digitalizzazione che in questi mesi di lockdown ha consentito a molte attività di andare comunque avanti.

 

Per traghettare le imprese attraverso questo percorso di cambiamento obbligato, la Camera di commercio, attraverso PromoFirenze e il proprio Punto impresa digitale (Pid), in collaborazione con i partner dell'ecosistema per l'innovazione fiorentino - riuniti sotto il marchio ideato dal Comune di Firenze "makenextinflorence.org" (Comune Di Firenze, Nana Bianca, Murate Idea Park, Università degli Studi-Centro Csavri, Fondazione per la Ricerca e Innovazione, Impact Hub e Student Hotel) - ha allestito una piattaforma di formazione a distanza https://www.promofirenze.it/formazione-a-distanza/, che collabora anche con TRIO, il sistema di web learning della Regione Toscana.

 

Si tratta di uno strumento di formazione gratuito, continuamente aggiornato, diviso in cinque grandi macro aree: promozione online,  vendita online,  gestione e organizzazionesmart workingturismo; grazie ad un pratico strumento di ricerca, utilizzando parole chiave e tag specifici, è possibile cercare tra i numerosi contenuti (pillole formative, tutorial, webinar) messi a disposizione dai vari partner del progetto, quelli di proprio interesse.

"La crescita digitale delle imprese è fondamentale per avere un'economia sempre più forte e competitiva, in grado di confrontarsi in ambito mondiale e anche di resistere meglio a eventi traumatici come la pandemia che ci ha investito negli ultimi mesi", commenta Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di commercio di Firenze. "La piattaforma web per la formazione a distanza è uno strumento di facile utilizzo e gratuito - aggiunge - che abbiamo messo a disposizione degli imprenditori grazie alla nostra azienda speciale PromoFirenze, con l'obiettivo di trasformare una fase di criticità in un'occasione di sviluppo e d'innovazione". 

Demografia d’impresa nelle province di Grosseto e Livorno

" ""La Camera di Commercio ha garantito al pubblico la piena operatività dei servizi essenziali anche nei giorni di lockdown grazie ad un livello di digitalizzazione che ci vede all'avanguardia nel panorama della PA. e che ci ha consentito di adottare un modello efficiente di smartworking. Tra le molteplici attività svolte, abbiamo assistito l'utenza sulle problematiche relative al codice ATECO, un sistema di codificazione dell'attività svolta dall'impresa che abbiamo sentito più volte ricordare nei giorni "caldi" e che, in base a quanto disposto dall'apposito DPCM, identificava le imprese per le quali era consentita o meno la prosecuzione dell'attività -  sottolinea il presidente Riccardo Breda - le informazioni relative al codice ATECO estratte dalla banca dati Infocamere sul nostro territorio sono state poi elaborate dal nostro Centro Studi, arricchendo il periodico report sull'andamento trimestrale della dinamica delle imprese con un importante contesto numerico di riferimento, utile per meglio comprendere l'intensità dell'inatteso e pesante blocco di attività che ha colpito il tessuto imprenditoriale nel corso della "fase 1". 

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