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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  7 -  Thursday, July 28, 2022 - anno  21

 

Attività Istituzionale
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Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest - Eletta la Giunta
Sono sette i membri del Consiglio eletti in rappresentanza dei 3 territori

Il 21 luglio scorso i consiglieri del nuovo ente Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest si sono riuniti Viareggio, nella sede di via Leonida Répaci, per eleggere i componenti della Giunta, rappresentanti dei tre territori Lucca, Massa Carrara e Pisa che affiancheranno il Presidente Valter Tamburini nella guida dell'ente camerale fino al 2027.

 

Questi i membri eletti: Cristiana Cardella (settore industria), Francesco Cianciulli (settore agricoltura), Roberto Favilla (settore artigianato), Alessio Lucarotti (settore commercio), Stefano Maestri Accesi (settore turismo), Patrizia Alma Pacini (settore trasporti e spedizioni), Rodolfo Pasquini (settore servizi alle imprese),

 

"Sono molto contento della squadra che mi affiancherà in questo quinquennio - ha dichiarato Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest - Abbiamo di fronte una sfida importante: lo sviluppo e la promozione dell'economia del territorio di Lucca, Massa Carrara e Pisa, un territorio che esprime l'essenza Toscana, creativa e operosa dove la montagna convive con la collina, la piana ed il mare, e che occupa una posizione di rilievo non solo nello scacchiere regionale del sistema camerale, ma anche in quello nazionale ed internazionale. I componenti di Giunta appena eletti sono persone di grande competenza, professionalità sulle quali ho molta fiducia".

 

La Giunta è l'organo esecutivo della Camera di Commercio che gestisce le risorse camerali e attua gli indirizzi programmatici fissati dal Consiglio, che affianca il Presidente, organo che guida la politica generale della Camera di Commercio, ha la rappresentanza legale, politica e istituzionale della Camera. 


Firenze - Mercato del lavoro: criticità e nuovi strumenti
Per l’incontro domanda-offerta nasce smartfutureorienta.it, piattaforma interattiva creata da Smart Future Academy

L'ultima tendenza viene dagli Stati Uniti e si chiama "great resignation": l'uscita volontaria dal mondo del lavoro, o meglio dal lavoro dipendente. La pandemia ha spinto molte persone a ripensare la propria carriera e il bilanciamento vita-lavoro. Il fenomeno riguarda tutti i Paesi occidentali e sembra destinato a diventare strutturale. In Italia, nel primo trimestre di quest'anno, sono state 519mila le dimissioni volontarie, e secondo le prime stime più di 50mila in Toscana (dove nel 2021 erano state tra 130 e 160mila). "Siamo davanti a cambiamenti epocali, ai quali le imprese devono poter rispondere con gli strumenti adeguati e la giusta flessibilità, perché oggi sempre più persone guardano alla qualità della vita e anche alla qualità del lavoro", commenta Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze.

 

Non solo dimissioni volontarie, che per un'azienda vogliono dire costi e disagi (diretti e indiretti): il mercato del lavoro, in Toscana come nel resto d'Italia, soffre di una crescente divaricazione tra domanda e offerta. Nella città metropolitana fiorentina, nel trimestre maggio-luglio, in base all'ultimo report dell'Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze (su dati Excelsior-Unioncamere), le imprese hanno previsto 32.810 nuove assunzioni, il 21% in più dello stesso periodo del 2019 (ultimo dato pre-covid), ma la difficoltà di reperimento ha superato il 41% rispetto al 30% di tre anni fa. Il 68,2% delle nuove assunzioni di oggi sono a tempo determinato, contro il 19,4% a tempo indeterminato. Vent'anni fa questa proporzione era capovolta (nel 2001 il 57,6% dei nuovi ingressi era a tempo indeterminato e il 31,2% determinato).

 

Tra le dieci figure professionali più richieste ci sono cuochi e camerieri (16,9% del totale), addetti ai servizi di pulizia (15,2%), commessi (5,8%), personale amministrativo e di segreteria (5,6%), operai specializzati (4,7%) esperti di marketing (4,3%), informatici (3,9%). Aumenta il livello di scolarizzazione e di specializzazione ricercato dalle imprese. E cresce la richiesta di competenze green e digitali, che nei prossimi cinque anni riguarderanno rispettivamente il 56% e il 50% del fabbisogno di personale.

 

"Per rispondere a queste esigenze dobbiamo lavorare sulla formazione, puntando su scuole di alta qualificazione tecnica e professionale, come nel caso degli Its - dice Giuseppe Salvini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Firenze -. La nostra Camera è impegnata sul fronte dell'orientamento dei giovani, con oltre 5mila studenti delle superiori coinvolti quest'anno nei programmi realizzati insieme al Ministero. Sul territorio, inoltre, abbiamo modelli virtuosi, penso al Polimoda e alla Scuola di Scienze aziendali, che non a caso hanno livelli di placement superiori al 90%, ai quali ispirarsi per preparare le nuove generazioni al mondo del lavoro".

 

 Per quanto riguarda questo aspetto, è stata presentata oggi in Camera di commercio la nuova piattaforma interattiva smartfutureorienta.it, nata dall'esperienza di Smart Future Academy, con l'obiettivo aiutare gli studenti delle scuole superiori italiane a capire cosa fare nel mondo del lavoro. "La piattaforma è uno strumento interattivo che servirà alla imprese per presentarsi in maniera innovativa ai giovani e a questi per orientarsi meglio nella scelta delle prime esperienze lavorative - spiega Lilli Franceschetti, Presidente di Smart Future Academy - ma in generale pensiamo di facilitare l'incontro di domanda e offerta in un momento in cui le cose sembrano complicarsi su entrambi i fronti". 


Giornata dell’Economia 2022 presentati i principali indicatori economici della provincia di Arezzo

Si è tenuta il 5 luglio scorso alla Borsa merci di Arezzo la Giornata dell'Economia organizzata dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena, nel corso della quale sono stati presentati i principali indicatori economici del territorio.

 

La Giornata è stata un'importante occasione di analisi e confronto sullo stato di salute dell'economia del territorio aretino attraverso i contributi del Presidente e del Segretario Generale della Camera di Commercio di Arezzo-Siena Massimo Guasconi e Marco Randellini.

 

Particolarmente interessante l'intervento del Prof. Stefano Maggi, Docente di Storia dei Trasporti del Dipartimento di Scienze Politiche ed Internazionali dell'Università degli Studi di Siena che ha presentato una dettagliata relazione sullo sviluppo e sulle problematiche delle infrastrutture e dei servizi di trasporto nella provincia di Arezzo.

 

"Lo scenario che si era delineato ad inizio anno per il sistema economico aretino - ha evidenziato Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena - prospettava, dopo il forte recupero del 2021, un proseguimento del percorso di crescita su livelli ancora molto positivi. Il quadro è purtroppo cambiato repentinamente con lo scoppio della guerra in Ucraina che ha portato con sé forti ricadute sull'andamento dell'economia e del commercio mondiale ad iniziare da una forte accelerazione degli aumenti dei prezzi energetici e delle materie prime, peraltro iniziata ben prima del conflitto. Uno dei parametri che maggiormente destano preoccupazione è comunque dato dall'inflazione: a livello nazionale, in maggio, l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) ha presentato un aumento del 6,8% rispetto al maggio 2021, un livello di crescita che non si vedeva dall'inizio degli anni Novanta causato soprattutto dagli elevati aumenti dei prezzi dei beni energetici. Arezzo mostra una tendenza simile a quella nazionale ma con incrementi più elevati: nel mese di maggio, infatti, si è registrata una variazione dell'indice NIC del 7,5% rispetto al maggio 2021, 0,7 punti percentuali in più rispetto alla variazione nazionale. Anche a livello locale i prodotti energetici fanno da traino agli aumenti dell'indice: l'incremento della categoria "energia elettrica, gas e altri combustibili" si attesta infatti a +67,6% rispetto allo stesso mese del 2021. Iniziano comunque a manifestarsi i segnali di trasferimento anche ad altre categorie di prodotti: prodotti alimentari (+9,2%), fornitura acqua e servizi vari connessi all'abitazione (+7%), mobili (+10%), trasporti (+10,9% a livello complessivo di cui +14,6% spese di esercizio e +10,6% servizi di trasporto) legati sia all'aumento dei carburanti che alla riapertura della stagione turistica. Sul fronte del turismo si registra un aumento dell'11,7% dei prezzi dei servizi ricettivi, mentre quelli della ristorazione crescono del 3,3%. Finora non si sono registrati segnali di trasmissione delle pressioni dai prezzi alle retribuzioni anche per le caratteristiche del modello di contrattazione italiano, disegnato, con la eliminazione negli anni novanta della scala mobile, in modo da limitare le ricadute di incrementi dell'inflazione. Ma resta il fatto che l'aumento dei prezzi è una tassa ineludibile per il Paese, per le famiglie e per le stesse aziende".

 

"L'attuale panorama politico, economico e sociale caratterizzato da una sempre più accentuata incertezza con repentini e bruschi cambi di scenario rende arduo ipotizzare l'andamento dell'economia provinciale nel breve e medio periodo - ha sottolineato invece Marco Randellini, Segretario Generale dell'Ente - A fronte di un valore aggiunto complessivo del territorio aretino per il 2021, di 9 miliardi di euro a valori correnti, in aumento del 9% rispetto al 2020 abbiamo stimato un recupero nel 2022 del +1,6% e nel 2023 del +2,3%. Si tratta di previsioni che, al momento, possono sembrare   ottimistiche anche se è certamente possibile colmare, entro il prossimo anno, la diminuzione del -10,6% subita nel 2020 a causa dell'emergenza pandemica.  Circa due terzi del valore aggiunto provinciale (61%) viene prodotto dal vasto comparto del terziario che, oltre ai servizi in senso proprio, comprende anche il commercio, le attività ristorative e del turismo. Il restante terzo è rappresentato dall'industria (29%), dalle costruzioni (6%) e dall'agricoltura (4%). Con un sistema economico che presenta al momento numeri soddisfacenti, soprattutto per quanto concerne l'export, anche il quadro occupazionale si presenta positivo. La flessione iniziata nel 2020, in parte mitigata dagli interventi governativi di salvaguardia occupazionale, è stata già superata nel corso del 2021 dove si registra una crescita del numero degli occupati dello 0,2% rispetto al 2019. In provincia di Arezzo abbiamo avuto quindi, nel 2021, circa 145 mila occupati, il 77% dei quali dipendenti ed il restante 23% indipendenti. Il tasso di disoccupazione provinciale si colloca al 7,2%, al di sotto dei valori 2019 e 2020 ed al di sotto di quello regionale (7,7%) e di quello nazionale (9,7%). Ancora in crescita nel 2021 i depositi delle famiglie (+3,9%) anche se in maniera più limitata rispetto all'anomalo andamento del periodo pandemico quando si era toccato il +6,3%. Crescono anche i consumi finali delle famiglie (+7.9%) che restano comunque al di sotto dei valori del periodo pre-pandemia. Infine permane in "stand by" l'andamento delle iscrizioni-cancellazione al Registro Imprese, caratterizzato da una debole dinamica sia delle nuove aperture che delle chiusure. La demografia imprenditoriale aretina sembra quindi risentire maggiormente, rispetto ad altri indicatori, del clima d'incertezza che sta condizionando la congiuntura economica".  


Imparare le “soft skills” a scuola
Un nuovo corso a settembre dedicato ai docenti per certificare le competenze trasversali degli studenti

Il mondo del lavoro è in continuo cambiamento: nuove tecnologie, transizione ecologica e ultimamente la pandemia - che ha costretto a lavorare a distanza - impongono un modo diverso di rapportarsi ad ambienti di lavoro diversificati e flessibili. Chi riuscirà ad adattarsi meglio a questi cambiamenti, potrà cogliere al meglio le nuove sfide che si presenteranno nel futuro. 

Oltre a possedere le competenze professionali (hard skills) e tecniche (key skills, come una lingua straniera o le competenze digitali) specifiche nel proprio lavoro, oggi è molto importante sviluppare anche competenze trasversali, le cosiddette soft skills, come la capacità di interagire in gruppo, l'attitudine al problem solving, lo spirito di iniziativa, la personalità, oltre che una buona dose di talento, equilibrio e creatività. Tutte doti che nel posto di lavoro possono consentire di gestire le attività in modo professionale e responsabile, anche in momenti di aumento dei flussi produttivi o per gestire i cambiamenti.

Anche in questo ambito, il compito della scuola è cruciale. Attraverso essa gli studenti possono riuscire a sviluppare e riconoscere precocemente queste attitudini. E' l'obiettivo che la Camera di Commercio di Firenze, attraverso il proprio di servizio orientamento al lavoro e alle professioni, intende contribuire a raggiungere con un corso online rivolto a docenti delle scuole secondarie superiori di II grado: "Come valorizzare e certificare le hard e le soft skills degli studenti".

Si tratta di un corso gratuito di 8 ore suddiviso in quattro moduli che è possibile frequentare anche singolarmente. Ecco il calendario degli incontri online:

 

  • 5/09/2022 ore 15-17 - Intelligenza emotiva e sociale: la gestione del voto.
  • 7/09/2022 ore 15-17 - Definizione degli obiettivi: pillole di coaching.
  • 12/09/2022 ore 15-17 - Public speaking: gestione delle interrogazioni.
  • 27/09/2022 ore 15-17 - Webinar finale.

 

Per iscriversi, è necessario compilare il modulo google al seguente link: https://forms.gle/aDF5CeiEyTmJPwhd8. Qui la  brochure del corso.

Per informazioni è possibile scrivere a rapporti.scuolaimprese@fi.camcom.it 


I dati di luglio sulla domanda di lavoro a Lucca e Pisa
Flessioni per industria e turismo, si conferma la tendenza positiva per i servizi alle persone, segnali positivi anche per il commercio. Una percentuale elevata di lavoratori resta difficile da trovare

I dati del Sistema informativo Excelsior, indagine su base provinciale realizzata da Unioncamere in collaborazione con ANPAL ed elaborati, per la prima volta dalla sua costituzione, dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, rilevano per il mese di luglio una flessione della domanda di lavoro comune sia alle imprese lucchesi che pisane del settore industriale e dei servizi, un andamento tra l'altro in linea rispetto a quello nazionale.

 

Il punto di vista del Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini

"Questa è la prima volta in cui la neonata Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest elabora e diffonde i dati sulle previsioni di assunzioni delle imprese con dipendenti del settore industriale e dei servizi. La rilevazione è effettuata su base provinciale e si riferisce pertanto alle imprese aventi sede a Pisa e a Lucca per le quali si registrano dinamiche omogenee ed in linea con quelle nazionali. Segno evidente che la propensione delle imprese ad assumere personale non è influenzata in questa fase da fenomeni locali quanto invece dalla complessa situazione generale, dall'ampia oscillazione congiunturale e dal protrarsi di un clima di incertezza generato dalle emergenze nazionali ed internazionali. Il dato che spicca sugli altri - prosegue Tamburini- continua ad essere il gap tra domanda e offerta di lavoro non sempre corrispondente alle attuali esigenze delle imprese con il rischio che la necessità di nuove competenze derivanti dall'attuazione del PNNR e dalla spinta tecnologica indotta dal Covid possa contribuire a peggiorarlo. La nuova Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest per le sue  competenze e possibilità, - conclude Tamburini - consentirà di fare sintesi delle migliori pratiche e dei migliori progetti ereditati dalle singole camere di provenienza, fare sistema con le tante risorse associative, scientifiche, formative e con i soggetti istituzionali pubblici di un territorio di riferimento che attualmente è molto vasto e di concentrare e razionalizzare risorse economiche per conseguire un effetto moltiplicatore che vada ben oltre la loro somma. Una sfida che ci responsabilizza molto e che abbiamo raccolto con decisione."

 

LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI LUCCA NEL LUGLIO 2022

In termini di valori assoluti le opportunità di lavoro offerte dalle imprese lucchesi a luglio si fermano a 3.770, un valore al disotto dei livelli di luglio 2021 (-270 unità corrispondenti al -7%) e in forte frenata rispetto a giugno 2022 (-1.810 unità pari al -32%). La percentuale di imprese che prevedono assunzioni si attesta al 13% del totale, due punti percentuali in meno rispetto a un anno fa. Cresce sensibilmente il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: il 45% delle figure professionali in ingresso in provincia è considerato di difficile reperimento dalle imprese, un valore quasi sedici punti percentuali più elevato rispetto sia a luglio 2021 (30%) che al mese precedente (29%); per il 69% delle entrate viene poi richiesta un'esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Le assunzioni salgono a circa 8.200 considerando l'intero trimestre luglio-settembre.

 

Lucca: tra i contratti offerti è netta la prevalenza di quelli a termine

Solo il 17% delle assunzioni programmate dalle imprese lucchesi a luglio sarà con contratto stabile -a tempo indeterminato (13%) o di apprendistato (4%) mentre per il rimanente 83% sarà offerto un rapporto a termine, con contratto a tempo determinato per il 62% delle entrate, di somministrazione nell'8% dei casi e con altre forme nel restante 13%. Il dato risulta in linea con il mese di luglio dello scorso anno, mentre rispetto a giugno 2022, quando si erano rilevate più assunzioni stagionali nel turismo, si rileva una maggiore offerta di contratti stabili. Le entrate previste si concentreranno per il 78% nel settore dei servizi e per il 76% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 14% delle entrate programmate è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, meno della media nazionale pari al 17%. Una assunzione su tre è rivolta specificamente a giovani (under 30).

 

Lucca: i settori economici

A trainare la domanda di lavoro sono le imprese dei servizi che, pur in rallentamento (-5% rispetto a luglio 2021), prevedono 2.940 entrate nel mese, quasi quattro sulle cinque programmate in provincia. A livello settoriale si rileva un indebolimento della domanda di lavoratori da parte delle imprese della filiera turistica, che hanno ormai quasi completato gli organici per la stagione estiva: la richiesta del comparto risulta in calo del 28% rispetto a un anno fa, quando la stagione era partita in ritardo. Stabili i Servizi alle imprese, mentre cresce la richiesta di personale nei Servizi alle persone (+34%) e nel Commercio (+18%).Resta debole la domanda di lavoro dell'industria (830 entrate), in calo di 120 unità (-13%) rispetto allo stesso mese del 2021, per l'incertezza legata al protrarsi del conflitto in Ucraina e l'aumento dei rischi al ribasso per le prospettive di crescita economica; in negativo il manifatturiero, che segna un -13% rispetto a un anno fa, mentre le costruzioni limitano la contrazione al -5%.

 

Lucca: i gruppi professionali

Prendendo in considerazione i gruppi professionali si rileva una forte contrazione della domanda di impiegati e professioni del terziario, che risultano inferiori del 18% (-370 unità) rispetto a luglio 2021 per il rallentamento della richiesta proveniente dal comparto turistico. Concordemente con la diminuzione registrata dal comparto industriale, si riduce anche la richiesta di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (-6%), mentre si rilevano incrementi significativi per le professioni con elevata specializzazione (+90 entrate, pari al +20%) e per quelle non qualificate (+60; +9%).

 

La ripresa del turismo estivo spinge ancora la richiesta di cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (900 unità), che restano le più ricercate anche se in calo; seguono gli addetti ai servizi di pulizia e ad altri servizi alla persona (480) e i commessi e personale qualificato per negozi ed esercizi all'ingrosso (200).

Le aziende lucchesi cercano poi operai metalmeccanici (170), operai specializzati nell'edilizia e nella manutenzione degli edifici (160), ma anche tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (140), personale operante nella logistica (140), conduttori di mezzi di trasporto e addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia (130 per entrambi).

 

Lucca: i giovani

Cresce la domanda di lavoro rivolta ai giovani, con un'opportunità di lavoro su tre (33%, in aumento dal 30% di un anno fa) rivolta esplicitamente agli under 30 anni, per circa 1.250 posizioni lavorative: le maggiori chance sono nelle professioni commerciali e dei servizi, dove il 43% delle assunzioni è rivolto a giovani. In particolare, resta elevata la domanda di giovani da inserire come cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (465 entrate), ma anche come commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all'ingrosso (90); risulta significativa anche la richiesta di addetti alla vigilanza, operai metalmeccanici ed elettromeccanici e tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione.

 

Lucca: i titoli di studio

Cresce a luglio la richiesta di laureati, portandosi al 10% (360 unità) delle figure professionali in ingresso dal 8% di un anno fa. Per le imprese risulta difficile trovare laureati da inserire in azienda, tanto che per il 61% delle assunzioni programmate vengono dichiarate difficoltà, legate alla richiesta di esperienza nella professione (59% delle entrate) ma anche alla mancanza di candidati (47%).

Per il 28% delle entrate (1.040 unità) le imprese richiedono il diploma di scuola superiore, dichiarando difficoltà di reperimento dei profili ricercati per il 40% delle posizioni (29% a luglio 2021): la richiesta di diplomati risulta particolarmente elevata per l'indirizzo amministrazione, finanza e marketing (280 entrate), seguito da turismo, enogastronomia e ospitalità (180 ingressi) e da meccanica, meccatronica ed energia, di difficile reperimento in un caso su due. La richiesta di personale con diploma/qualifica professionale scende al 18% (680 entrate) facendo segnare la più elevata contrazione rispetto a un anno fa quando rappresentava il 22% delle assunzioni. Si tratta del titolo di studio con la più elevata difficoltà di reperimento (63%), che risulta quasi raddoppiata negli ultimi dodici mesi: la ristorazione risulta l'indirizzo più richiesto dalle imprese (250 entrate) ma anche uno dei più difficili da reperire (65% delle assunzioni considerate di difficile reperimento), seguito dai servizi di promozione e accoglienza con 70 ingressi programmati (61% difficili). La quota più elevata di assunzioni programmate riguarda personale con la sola scuola dell'obbligo, salita al 44% (1.650) delle assunzioni, due punti in più rispetto a luglio 2021.

 

Lucca: la difficoltà nel trovare alcune figure professionali

Tornano a crescere le difficoltà previste dalle imprese nel reperimento del personale, che balzano al 45% delle figure professionali in ingresso in provincia, un valore più elevato di quasi sedici punti percentuali rispetto sia a luglio 2021 (29%) che al mese di giugno 2022 (29%). Tra le cause del mismatch segnalate dalle imprese aumenta soprattutto la mancanza di candidati, dichiarata per il 28% dei profili ricercati (16% a luglio 2021), mentre la non adeguata preparazione dei candidati viene indicata per il 12,3% delle assunzioni. Le imprese lucchesi richiedono poi ai candidati di aver maturato una precedente esperienza nel settore per il 45% delle assunzioni e nella professione per il 24%.

L'aumento delle difficoltà di reperimento interessa tutti i principali gruppi professionali. Le figure con elevata specializzazione sono considerate difficili da reperire nel 60% dei casi (47% a luglio 2021), gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine nel 58% (dal 37%); per impiegati e addetti commerciali e nei servizi la difficoltà sale al 42% (dal 24%) mentre per le professioni non qualificate cresce al 28% (dal 25%).

 

LA DOMANDA DI LAVORO IN PROVINCIA DI PISA NEL LUGLIO 2022

In valori assoluti, nel luglio 2022, le imprese pisane prevedono di assumere 2.850 persone corrispondenti ad una diminuzione di 390 unità rispetto allo stesso mese del 2021 (-12%) ed in forte frenata anche rispetto al giugno 2022 (-780 unità pari al -21,%). Se estendiamo l'analisi al trimestre estivo (luglio-settembre 2022) la domanda espressa dal sistema imprenditoriale pisano arriva a quota 7.700 unità. Scende all' 11% la percentuale di imprese che prevedono assunzioni, tre punti percentuali in meno rispetto al mese di Luglio 2021.

Si conferma l'elevato mismatch tra domanda e offerta di: il 40% del totale delle posizioni offerte è difficile da coprire a causa di mancanza di candidati ovvero per canditati non considerati idonei dalle imprese. Un dato ben peggiore del 29% registrato nel luglio 2021 ed in perfetta sintonia con quello nazionale, che si attesta anch'esso al 40%, circa 10 punti in più rispetto a luglio 2021.

 

Pisa: tra i contratti offerti è netta la prevalenza di quelli a termine

Nel 83% dei casi, in sintonia con il dato di un anno fa, la domanda di lavoro di giugno risulta trainata dai contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) mentre per il restante 17% le assunzioni saranno di tipo stabile, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Le assunzioni previste si concentreranno per il 75% nel settore dei servizi e per il 62% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 18% di tutte le entrate riguarderanno dirigenti, specialisti e tecnici, una percentuale lievemente più alta di quella nazionale attestata al 17%. Un'assunzione su tre è rivolta specificamente a giovani (under 30) e per il 69% delle entrate continua ad essere richiesta esperienza professionale specifica o nel medesimo settore.

 

Pisa: i settori economici

Con riferimento ai settori, analogamente al mese di giugno, a luglio 2022 la domanda di lavoro cala ancora sensibilmente nell'industria con una diminuzione di 190 unità e calo percentuale a doppia cifra (-21%) rispetto allo stesso mese del 2021. Al suo interno si aggrava la flessione della domanda di lavoro nel manifatturiero (-150 unità pari al -21%) e torna nuovamente a scendere nelle costruzioni (-50 unità corrispondenti ad un -22%). Un dato, quest'ultimo, che ha registrato ampie oscillazioni mensili a causa dello stato di incertezza normativo e delle altre difficoltà di gestione relative ai "bonus" attivati nei mesi scorsi ed i molti cantieri oggi sospesi.

Nel settore dei servizi la situazione appare più articolata. A luglio 2022 la domanda di lavoro cala nel complesso del -8% con una perdita di 190 unità rispetto a luglio 2021. La frenata è considerevole soprattutto rispetto al  precedente mese di giugno 2022 che aveva fatto registrare un aumento di 350 unità pari al +16% grazie soprattutto alla buona performance del turismo che invece a Luglio 2022 si ridimensiona rispetto all'anno precedente perdendo 350 unità pari al -40%. Un dato, quest'ultmo, che va tuttavia contestualizzato, come detto, nelle diverse tempistiche di avvio delle relative stagioni turistiche, con la forte anticipazione di quella 2022 rispetto al 2021 e con assunzioni che si sono perfezionate e dunque già rilevate nei mesi scorsi.

Si conferma la crescita dei servizi alle persone (+90 unità pari al +23%), e dei servizi alle imprese (+30 unità pari al +4%). Torna a crescere con buone previsioni la domanda di assunzioni anche nel  commercio (+50 unità corrispondenti al + 17%).

 

Pisa: i gruppi professionali

Considerando i macro-gruppi professionali, per la domanda di operai specializzatisi si aggrava la flessione (-160 unità pari al -18%) e il dato pare  coerente all'indebolimento complessivo registrato nell'industria. Si ferma anche la fase positiva per la domanda di impiegati e professioni del terziario per la quale a luglio 2022 si rileva una netta contrazione (-18% corrispondente ad una diminuzione di 240 unità). In calo anche la richiesta di professioni non qualificate (-40 unità pari al -8%). Unico segno positivo e a cifra doppia , per la domanda di professioni con elevata specializzazione (+50 unità pari al +11%).

 

Pisa: i titoli di studio

Nel mese di luglio 2022, le posizioni offerte ai laureati rappresentano il 13% del totale e il dato è superire a quello dello stesso mese del 2021 (10%). In diminuzione la quota di personale in possesso di diploma (30% contro il 35% del luglio 2021) così come quella in possesso di qualifica o diploma professionale (il 13% contro il 15% dello stesso mese del 2021). Considerando i titoli di studio chiesti ai neo-assunti, a luglio 2022 la quota più consistente continua ad essere appannaggio del personale con la sola scuola dell'obbligo che con il 43% sale di tre punti percentuali rispetto a quella di un anno fa.

 

Pisa: la difficoltà nel trovare alcune figure professionali

Tra le professioni ad elevata specializzazione continuano ad essere di difficile reperimento i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell'istruzione, i tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale, gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche        

 Tra le professioni dei servizi, la stagione estiva spinge ancora la richiesta di cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici che restano tuttavia difficili da trovare nel 27% dei 440 posti disponibili. Resta difficoltoso reperire anche gli operatori dell'assistenza sociale (il 71% dei 110 posti disponibili). Le aziende pisane cercano inoltre operai specializzati nell'edilizia e nella manutenzione degli edifici, 150 i posti offerti, difficili da trovare nel 76% dei casi. Situazione analoga per gli operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche con il 62% e per i conduttori di mezzi di trasporto (63% dei 200 posti disponibili).   


Imprese: in Italia sono 32mila in più tra aprile e giugno. Dopo due anni di Covid resta debole la dinamica delle nuove iscrizioni mentre le cancellazioni si avviano lentamente verso una normalizzazione
+1.941 la crescita in Toscana ma oltre un terzo del saldo (11.500) è al Centro-Sud

Sembra avviarsi verso una normalizzazione il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di imprese. Dopo il forte rimbalzo post-pandemia del 2021, nel secondo trimestre di quest'anno il saldo tra aperture e chiusure si è attestato a 32.406 imprese (1.941 in Toscana) - non lontano dalla media dell'ultimo decennio - come risultato della differenza tra 82.603 iscrizioni (il secondo peggior risultato del decennio) e 50.197 cessazioni (in progressiva ripresa dopo la frenata del 2020 e la "ripresina" del 2021).

 

E' quanto emerge in sintesi dall'analisi trimestrale Movimprese relativa al periodo aprile-giugno 2022, condotta da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e disponibile all'indirizzo www.infocamere.it/Movimprese.

 

Il Bilancio Dei Territori

Il Mezzogiorno mette a segno l'incremento assoluto e relativo più consistente del trimestre, con un saldo di 11.542 imprese in più, seguito da Nord-Ovest (+8.438), dal Centro (+6.582) e dal Nord-Est (+5.844).

A livello regionale è la Lombardia a registrare la maggior crescita di imprese (+5.802), seguita dal Lazio (+4.226) e dalla Campania (+2.825). In termini relativi, sono 8 le regioni che registrano un tasso di crescita trimestrale superiore alla media nazionale (+0,55%): Sardegna (+0,82%), Lazio (+0,69%), Puglia (+0,66%), Valle d'Aosta (+0,64%), Trentino Alto Adige (+0,63%), Lombardia (+0,61%), Emilia Romagna (+0,59%) e Sicilia (+0,58%). Appena sopra la media nazionale la Toscana (0,48%).

 

Il Bilancio Dei Settori

Le Costruzioni mantengono un ritmo di crescita sostenuto anche in questo trimestre con 8.548 imprese in più e una variazione dell'1,02%. La ripresa del settore turistico a ridosso della pausa estiva è accompagnata da un saldo attivo delle imprese che operano nelle Attività di alloggio e ristorazione (+4.026 la variazione assoluta, +0,88% quella percentuale). Anche le Attività professionali, scientifiche e tecniche mettono a segno nel trimestre un incremento cospicuo di 3.712 unità, pari al +1,59% in termini percentuali. Quest'ultimo settore mostra la variazione percentuale più consistente, seguito dall'Istruzione (+1,24%) e dalle Attività artistiche sportive e di intrattenimento (+1,15%).

 

Nati-mortalità per regioni e aree geografiche - II trimestre 2022

Valori assoluti e tassi di crescita % rispetto al trimestre precedente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE IMPRESE - II trimestre 2022

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Valori assoluti e tassi di crescita % rispetto al trimestre precedente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Unioncamere, InfoCamere, Movimprese

 

 

 


Nuovi incentivi alla ricerca
Dal 23 settembre apre il bando Mise su tecnologie I4.0 e innovazione digitale

E' di 45 milioni di euro la dotazione iniziale che il ministero dello Sviluppo economico assicura sul Fondo per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, istituito con il decreto interministeriale 6.12.2021 le cui modalità e termini di presentazione delle domande per accedere ai finanziamenti sono stati resi noti con il decreto direttoriale 24.06.2022

 

A partire dal 21 settembre 2022 le imprese e i centri di ricerca pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro, potranno richiedere agevolazioni per realizzare progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma transizione 4.0. Per facilitare la predisposizione della domanda è stata inoltre prevista, dal 14 settembre, una fase di precompilazione che consentirà di avviare l'inserimento della documentazione sulla piattaforma online.

Il fondo consente di agevolare spese e costi (minimo 500 mila fino ad un massimo di 2 milioni di euro) nei settori strategici prioritari dell'industria e del settore manifatturiero, sistema educativo, agroalimentare, salute, ambiente e infrastrutture, cultura e turismo, logistica e mobilità, sicurezza e tecnologie dell'informazione, aerospazio.

La domanda di agevolazione deve essere presentata in forma esclusivamente telematica utilizzando la procedura disponibile nel sito internet di Infratel Italia (www.infratelitalia.it), mediante la piattaforma dedicata all'iniziativa.

 

Per maggiori informazioni sulla compilazione e presentazione della domanda è possibile usufruire dell'assistenza di PromoFirenze, azienda speciale della Camera di commercio di Firenze scrivendo a finanza@promofirenze.it o chiamando i numeri 055/2671626-617. 


Agenda degli Appuntamenti
DataDove/ChiEvento
28 June - 20 September Camera di Commercio Pistoia&Prato Ciclo di seminari "Export: la parola agli esperti"


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