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a cura di : franco.natali@tos.camcom.it
Newsletter n°  10 -  Thursday, October 22, 2020 - anno  19

 

Attività Istituzionale
Eletta la Giunta della Camera di Commercio di Pistoia-Prato

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Il nuovo governo della Camera di Commercio di Pistoia-Prato è operativo dal 21 ottobre. Dopo la nomina di Dalila Mazzi quale Presidente della nuova Camera di Commercio di Pistoia-Prato, il Consiglio ha eletto oggi i cinque componenti della Giunta camerale, rappresentativi dei vari settori economici.

 

Sono stati eletti:

  • Elena Calabria in rappresentanza dell'industria,
  • Rolando Galli in rappresentanza del Commercio,
  • Paolo Giorgi in rappresentanza dell'Agricoltura,
  • Luca Giusti in rappresentanza dell'Artigianato,
  • Mauro Lassi in rappresentanza dei Servizi alle imprese.

I cinque componenti, insieme alla Presidente Mazzi formano la Giunta, l'organo che avrà il compito di guidare il nuovo ente per il quinquennio 2020-2025.

 

La Giunta sarà chiamata nelle prossime settimane a predisporre gli strumenti di programmazione, primi fra tutti il programma pluriennale di attività del nuovo ente camerale e il bilancio preventivo. Atti di programmazione generale che individueranno i progetti e le iniziative da realizzare a sostegno delle imprese dei territori di Pistoia e Prato. Un lavoro che dovrà anche rispettare i diversi settori produttivi che contraddistinguono le due provincie. 


In Italia mezzo milione di imprese giovani, quasi il 10% del totale. Ma sono 80mila in meno di 5 anni fa
Spendere bene il Next Generation Eu per assicurare l’avvenire delle prossime generazioni e del nostro Paese

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Sono più di mezzo milione le imprese di giovani con meno di 35 anni oggi presenti in Italia. Un numero importante, pari all'8,7% di tutto il sistema produttivo nazionale anche se in calo di 80mila unità rispetto a 5 anni fa. Sono alcune delle principali informazioni emerse a margine dell'Assemblea di Unioncamere, tenutasi oggi a Roma. Secondo le Camere di commercio italiane, questi dati dimostrano quanto sia fondamentale mettere in campo azioni forti e decise sostenute dalle risorse del Next Generation Eu, capaci di invertire la rotta e restituire fiducia alle nuove generazioni.

 

"Nessun paese che non ha puntato sui giovani ha avuto un futuro", ha detto il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. "Da come saremo in grado di spendere le risorse del Next Generation Eu dipenderà l'avvenire delle prossime generazioni e del nostro Paese. Negli ultimi 10 anni circa 250mila giovani, tra i 15 e i 34 anni, hanno deciso di lasciare l'Italia. Una ferita non solo demografica e sociale, ma anche economica. In dieci anni, disoccupazione e calo delle nascite hanno ridotto di due punti percentuali il contributo dei giovani al Pil italiano. Una tendenza che dobbiamo arrestare, puntando su natalità, formazione e possibilità lavorative dei giovani".

 

Cosa fa e come sta cambiando l'impresa giovanile

I giovani, che sempre più nell'aprire una impresa cercando una certa solidità strutturale (le società di capitale fondate da under 35 sono in crescita negli ultimi 5 anni, mentre si riducono le imprese individuali), sono tornati a sentire il richiamo del mondo dell'agricoltura, rappresentano una quota significativa anche nel mondo dell'ospitalità e guardano con interesse crescente ai settori più innovativi.

Una proiezione all'innovazione che si coglie anche guardando la partecipazione dei giovani al mondo dell'impresa dal punto di vista delle start up innovative, in cui quasi una impresa su 5 (il 18%, per poco meno di 2.100 unità su un totale di oltre 11mila unità) è a prevalenza giovanile. O dell'economia "verde", che vede tanti giovani imprenditori investire in tecnologie, prodotti e servizi a minor impatto ambientale (tra le imprese giovanili manifatturiere, il 47% ha investito nella greeneconomy nel passato triennio, contro il 23% delle altre imprese).

 

La fotografia scattata da Unioncamere a fine settembre mostra che, nel mettersi in proprio, 6 giovani su 10 hanno puntato su settori tradizionali, come il Commercio, dove si contano 140mila imprese di under 35 (26,5% del totale), le Costruzioni (63mila, pari al 12%), il Turismo (quasi 58mila, circa l'11%) e l'Agricoltura (55mila, 10,4%).

Nella Manifattura operano 29mila imprese giovanili (il 5,5% del totale), mentre negli Altri Servizi si contano oltre 33mila imprese (6,3%).

Un altro 10% del mondo giovanile che fa impresa è anche attivo nei settori più innovativi e ad elevato utilizzo di tecnologie, a partire dai Servizi di informazione e comunicazione, dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche e dal Noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese.

 

Il confronto con settembre 2015 mette però a fuoco il nuovo appeal tra i giovani imprenditori del mondo dell'Agricoltura. Rispetto a 5 anni fa, infatti, sono quasi 7mila in più le imprese giovanili, con un incremento di oltre il 14% nel periodo.

Nel settore turistico, gli under 35 alla guida di imprese puntano molto sulle attività di Alloggio (1.800 le imprese in più). E, nel mondo del Commercio, quello legato alla vendita all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicolo sembra avere un ampio successo, visto che oggi possiamo contare quasi 1.500 imprese di under 35 aggiuntive rispetto a cinque anni fa.

 

Cresce poi la partecipazione dei giovani anche nei settori ad alto contenuto di competenze. E' il caso delle 1.100 imprese giovanili in più che si occupano di Attività di direzione aziendale, delle oltre 700 aggiuntive della Pubblicità e ricerche di mercato, delle circa 170 in più del settore dell'Istruzione, delle 160 in più nell'ambito della produzione cinematografica e video e delle 100 aggiuntive che si occupano di Ricerca scientifica e sviluppo. In attivo anche il confronto nel quinquennio delle imprese che si occupano di Servizi alla persona (+700), di lotterie e scommesse (+200), di servizi finanziari (+200).

 

Alla perdita di 80mila imprese giovanili hanno contribuito soprattutto alcuni dei settori più tradizionali, a partire dal  Commercio, che conta 35mila imprese di under 35 in meno, e dalle Costruzioni (-29mila). Il settore della ristorazione perde quasi 5mila imprese di under 35, la Manifattura invece 7mila.

Nel mondo dei servizi, a mancare all'appello sono soprattutto le Attività ausiliarie dei servizi finanziari (quasi 2mila in meno), le imprese giovanili che si occupano di Tlc, di Trasporto terrestre mediante condotte e di Attività sportive e di intrattenimento, tutte con riduzioni intorno alle mille unità.

A determinare questa riduzione è stato anche il progressivo calo delle iscrizioni di nuove imprese guidate da giovani, passate dalle 119mila registrate tra gennaio e settembre 2015, alle 65.300 dello stesso periodo di quest'anno.

 

Tra le regioni, solo il Trentino Alto Adige regista in questi cinque anni un incremento delle imprese guidate da under 35: le sue 9.300 imprese sono il 2,4% in più del settembre 2015 mentre Marche (-20,6%), Toscana (-19,8%) e Abruzzo (-18,4%) sono le regioni che in termini relativi hanno visto le riduzioni più cospicue del numero dei giovani imprenditori. Campania (-7,9%), Basilicata (-8%), e Sardegna (-11,3%) quelle che registrano una contrazione minore. 

 

Imprese giovanili per regioni

Dati al 30 settembre 2020, saldo e variazione % rispetto al 30 settembre 2015

 

 

Imprese giovanili al 30 settembre 2020

Saldo 2020 - 2015

VarIazione % 2020 - 2015

TRENTINO - ALTO ADIGE

9.294

217

2,4

CAMPANIA            

71.654

-6.142

-7,9

BASILICATA          

5.826

-508

-8,0

SARDEGNA            

14.649

-1.857

-11,3

LAZIO               

54.707

-7.454

-12,0

LIGURIA             

12.427

-1.712

-12,1

MOLISE              

3.328

-464

-12,2

VALLE D'AOSTA       

1.027

-144

-12,3

LOMBARDIA           

72.730

-10.369

-12,5

PIEMONTE            

37.014

-5.593

-13,1

FRIULI-VENEZIA GIULIA

6.875

-1.060

-13,4

PUGLIA              

38.948

-6.275

-13,9

SICILIA             

51.854

-8.457

-14,0

VENETO              

33.435

-5.696

-14,6

CALABRIA            

22.258

-4.078

-15,5

EMILIA ROMAGNA      

30.558

-5.601

-15,5

UMBRIA              

7.129

-1.420

-16,6

ABRUZZO             

12.435

-2.811

-18,4

TOSCANA          

30.446

-7.521

-19,8

MARCHE              

11.935

-3.101

-20,6

Totale

528.529

-80.046

-13,2

 

 

 

 


A Firenze i ‘Maestri Artigiani’ sono ora 124
Consegnati tre nuovi riconoscimenti in Camera di Commercio

" "Con i tre attestati consegnati il 15 ottobre scorso in Camera di Commercio di Firenze dal Presidente Leonardo Bassilichi e dal Segretario Generale Giuseppe Salvini, sono già 124 gli artigiani fiorentini che finora hanno ricevuto la qualifica di maestro artigiano, figura professionale istituita con la legge regionale 53 del 2008 sull'artigianato.

 

La qualifica è nata per preservare le lavorazioni artistiche e tradizionali attraverso un sistema formativo che possa trasmettere tecniche produttive e conoscenza dei materiali, altrimenti a rischio di scomparire. Il maestro artigiano assicura il ricambio generazionale nelle botteghe-scuola e forma una nuova classe imprenditoriale. E non di rado sono gli apprendisti stranieri a subire il fascino delle antiche lavorazioni (ad esempio nel settore della pelletteria o dell'intarsio lapideo) e a prendere in consegna il testimone del mestiere dal maestro artigiano.

 

E' la Camera di Commercio a rilasciare gli attestati, attraverso un'attenta istruttoria che valuta la storia (almeno decennale) dell'imprenditore, la capacità professionale (che si traduce in premi e riconoscimenti) e soprattutto l'attitudine all'insegnamento. Il rilascio della qualifica di Maestro Artigiano prevede il parere della Commissione regionale per l'artigianato, dove siedono rappresentanti della Regione e delle Associazioni di categoria.

 

"L'artigianato di qualità è uno dei punti di forza della nostra economia e costituisce un tassello fondamentale di filiere importanti, come quella della moda (ma non solo). La formazione dei giovani e il passaggio delle conoscenze sono momenti decisivi per conservare e sviluppare questo patrimonio", ha detto il Presidente Bassilichi.

 

I tre nomi che si sono aggiunti al gruppo dei Maestri Artigiani fiorentini sono quelli di Vivian Saskia Wittmer, 48 anni, tedesca, che ha deciso di avviare il suo laboratorio artigiano di calzature su misura per uomo a Firenze circa 20 anni fa, dopo aver svolto un apprendistato misto in Germania e in Italia; Andrea Neri, 47 anni, che ha rilevato l'attività di parrucchiere per signora dalla madre nel 2009 e che ospita apprendisti italiani e stranieri nel suo salone; e Marco Iacovino, 39 anni, in azienda da quando ne aveva 17, che porta avanti un laboratorio elettrogalvanico (trattamenti protettivi anti-corrosione per i metalli) a S. Colombano (Scandicci), fondato dal padre a Firenze nel 1977 e che oggi conta 15 addetti. 


Turismo: con il Covid 6,5 milioni di italiani in meno in vacanza d’estate
La Toscana, più delle altre regioni italiane, è riuscita a mitigare gli effetti negativi del Covid

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Solo il 60% degli italiani questa estate è andato in vacanza contro il 75% dello scorso anno. A frenare la voglia di svago di 6,5 milioni di nostri connazionali è stata la paura del contagio da Covid (che ha inciso nel 44,3% dei casi) o le difficoltà economiche (27%).  Chi comunque ha fatto le valigie e si è ritagliato un periodo di break, ha scelto prima di tutto il mare e le bellezze di Puglia, Campania, Sicilia e Calabria. Un italiano su tre, però, ha "riscoperto" la varietà delle nostre aree interne, premiando l'offerta naturalistica e sportiva di Umbria, Abruzzo, Molise e Toscana. Ciò ha prodotto un aumento del 5% del turismo "domestico", che però non è riuscito a ribaltare il bilancio comunque negativo della stagione estiva di un settore che, secondo le stime di Banca d'Italia, era arrivato a valere direttamente il 5% e indirettamente il 13% del PIL. A pesare, infatti, non è stato soltanto il crollo del turismo straniero, ma anche il calo della spesa pro capite dei turisti, che si sono spesso accontentati di soggiorni più brevi rispetto al passato.

Questi sono i principali risultati di una ricerca sull'impatto dell'emergenza Covid sulle vacanze estive degli italiani nel 2020, realizzata da Unioncamere e Isnart su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

 

Chi non è andato in vacanza - paura del virus e difficoltà economiche

Nella stagione estiva 2020 è andato in vacanza il 60% degli italiani a fronte del 75% dell'anno precedente, circa 6 milioni e mezzo in meno in termini assoluti.

Il 44,3% di chi ha rinunciato alle vacanze lo ha fatto per la paura del contagio da Covid, mentre il 27% vi ha rinunciato per difficoltà economiche o legate al posto di lavoro (perdita del lavoro o cassa integrazione). Solo il 15% degli intervistati si è dichiarato indifferente al virus.

 

Chi è andato in vacanza - in famiglia, in Italia ma non in albergo

Tra coloro che sono andati in vacanza, il 96% è restato in Italia facendo scelte ampiamente condizionate dall'emergenza Covid.

Oltre alla scelta di non varcare i confini nazionali, sono state diverse le modalità con cui gli italiani hanno fatto fronte al bisogno di sicurezza. Come alloggio, una netta preferenza è andata ad abitazioni (seconde case, appartamenti di proprietà o in affitto, ospite di parenti/amici) e campeggi, a svantaggio delle strutture alberghiere che hanno visto la propria quota di presenze assorbite ridursi al 25% rispetto al 43% del 2019. Spesso la compagnia di viaggio si è limitata alla famiglia.

 

La scelta della destinazione  - sport, natura e ambiente

Nella scelta delle destinazioni ha prevalso un criterio di prossimità: in media, circa un italiano su tre si è mosso all'interno della propria regione di provenienza. Complessivamente, il solo turismo domestico ha fatto registrare un aumento del 5% rispetto all'estate 2019.

 

Con 10 milioni di turisti italiani, pari al 40% dei flussi totali, Puglia, Campania, Sicilia, Calabria restano le principali regioni scelte dagli italiani confermando un dato sostanzialmente invariato rispetto all'estate scorsa.

Ciò che invece è mutato in maniera significativa è il peso relativo di regioni quali Abruzzo, Molise e Umbria, tutte fortemente caratterizzate in termini ambientali e naturalistici, la cui rilevanza turistica è più che raddoppiata nell'estate 2020. L'Abruzzo, ad esempio, ha visto raddoppiare il numero di turisti e in conseguenza di ciò la sua quota di mercato italiano è passata dal 2,6% del 2019 al 5,5%.

Altro aspetto di rilievo è il caso della Toscana che, in virtù delle proprie caratteristiche e nonostante il venir meno del turismo internazionale, sembra riuscita più di altre a mitigare gli effetti negativi del Covid, intensificando il turismo domestico, in particolare quello degli stessi toscani e delle aree limitrofe, ed accrescendo la propria quota sul totale nazionale. D'altra parte, vi sono regioni con forti tradizioni turistiche che hanno subito perdite sia in termini di flussi che di quote di mercato nazionale come Lazio ed Emilia Romagna.

In generale, si può ritenere ampiamente confermata l'ipotesi, avanzata nel periodo del lockdown, di una riscoperta e di una rivitalizzazione sotto il profilo turistico di una parte rilevante delle cosiddette aree interne del Paese (il 15% dei turisti si è recato in località montane), per le quali isolamento e integrità ambientale hanno rappresentato un forte elemento di attrazione.

Nella scelta della destinazione, alla possibilità di praticare sport è stata attribuita la stessa importanza delle motivazioni storiche della vacanza in Italia (presenza di bellezze naturali e patrimonio culturale). Tra le attività maggiormente praticate dagli italiani in vacanza nell'Estate scorsa emergono su tutte trekking e bicicletta che staccano di diversi punti percentuali le attività tradizionalmente svolte nelle località di mare.

 

Il bonus vacanze - richiesto da 7,4 milioni di italiani

Il bonus vacanza è stato richiesto complessivamente da 7,4 milioni di italiani, pari al 16% del totale. Nel periodo estivo se ne è avvalso poco più del 40% dei richiedenti, altrettanti ne rinvieranno l'utilizzo ai prossimi mesi a fronte di una quota residuale che resta incerta.

 

Bilancio economico della stagione - calo della spesa procapite e crollo del turismo internazionale

L'aumento del turismo domestico non si è però tradotto in aumento della spesa turistica complessiva, che è invece diminuita drasticamente, per due ordini di ragioni:

- Il 60% degli italiani che sono andati in vacanza nella stagione estiva 2020 ha ridotto la propria spesa, anche attraverso una inferiore durata dei soggiorni

- Il crollo verticale del turismo internazionale che negli anni precedenti aveva fatto registrare un tasso di crescita nell'ordine del 6% arrivando a valere oltre 44 miliardi su base annua.

 

"I risultati di questa indagine sono preziosi in quanto per la prima volta viene scattata una fotografia sulle motivazioni che hanno determinato, e che continueranno a determinare, impatti così importanti su una dei principali settori economici del Paese - dichiara il Presidente di Isnart Roberto Di Vincenzo -. Se fino ad oggi la crisi del turismo veniva ricondotta agli aspetti "hard" delle misure di contrasto alla pandemia (limitazioni ai mezzi di trasporto, difficoltà economiche), ora vediamo quanto siano stati altrettanto importanti anche gli aspetti "soft" (paura del contagio, necessità di sicurezza, riscoperta di uno stile di vita a contatto con la natura). Questa seconda dimensione dovrà essere considerata nel formulare politiche di sostegno al settore che sono state finora limitate a interventi di natura economica". 


Camera di Commercio Maremma&Tirreno: ecco i vantaggi per chi vuole aprire un’impresa con Success

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Entra nel vivo lo scouting della Camera di Commercio, alla ricerca di buone idee imprenditoriali da inserire nel progetto Success

Success è un progetto finanziato dal Programma di Cooperazione Territoriale Interreg Italia-Francia MARITTIMO 2014, frutto di un partenariato franco - italiano che coinvolge oltre alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno soggetti istituzionali della Toscana, della Sardegna, Liguria, Corsica e Var.

 

Il 21 settembre è stato presentato il bando con il quale i partner sono alla ricerca di aspiranti imprenditori con idee innovative e brillanti da far crescere: si può presentare domanda fino al 30 novembre.

 

Ma cosa può aspettarsi un aspirante imprenditore che partecipa al bando?

Intanto, di essere inserito all'interno di una rete di esperti transfrontalieri. Questo significa poter contare sulla consulenza e il supporto in un mercato molto più ampio (per lo meno mediterraneo) interessante per tutte le filiere coinvolte, che permette immediatamente di partire con un occhio all'export, frontiera sempre più indispensabile anche alle piccole imprese.

 

Chi sarà selezionato potrà partecipare ad un percorso di formazione e usufruire di servizi specialistici e strategici a supporto della creazione di impresa che toccheranno tutti gli aspetti - anche quelli purtroppo a volte trascurati da chi si accinge ad aprire un'impresa.

La prima fase sarà un tutoraggio collettivo dei partecipanti di durata pari a 60 ore, al quale seguirà una fase di coaching one-to -one, cioè preparazione personalizzata, per un minimo di 25 ore, nel periodo da gennaio a maggio.

 

Gli argomenti affrontati saranno tutti quelli indispensabili all'attività di un'impresa innovativa: si parte con l'elaborazione del business Model/business plan con più metodi (come BM Canvas, storytelling, intelligenza collettiva), con l'approfondimento dello studio di mercato e l'analisi di marketing nelle filiere di interesse grazie al networking transfrontaliero. Si procede con l'assistenza alla creazione del piano di comunicazione, per poi affrontare la formazione amministrativa, fiscale, legale e relativa ai contratti e alla selezione del personale. Si lavorerà con networking con istituti di ricerca e con potenziali clienti e fornitori. Saranno poi affrontati i temi cruciali dell'accesso al credito e ai finanziamenti pubblici, e della riduzione dei rischi connessi ad una emergenza sanitaria.       

                              
Basta questa fotografia delle tematiche principali per capire che al termine del percorso gli aspiranti imprenditori avranno una base ben solida sulla quale poter fare affidamento. I partecipanti avranno sempre accesso ad una piattaforma all'interno della quale trovare documentazione e approfondimenti, oltre alle lezioni on line e molto altro.

 

Success si concluderà con il Pitching Day, un evento internazionale che si svolgerà a giugno in Sardegna e dove i partecipanti potranno presentare la propria impresa ad un pubblico di partner e potenziali clienti, con la possibilità di risultare vincitori del premio in denaro che sarà offerto al progetto più meritevole, fino ad un massimo di 5.000 euro: un aiuto concreto per la partenza.

 

I partner di Success sono la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, la Camera di Commercio e Industria di Bastia e dell'Alta Corsica; PROMOCAMERA, l'Azienda Speciale della Camera di Commercio Nord Sardegna; Camera di Commercio e Industria di Ajaccio e Corsica del Sud; Camera Regionale dei Mestieri e dell'Artigianato della Corsica; Camera di Commercio e Industria del Var, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) Sez. Reg. Toscana; Camera di Commercio, I.A.A. Riviere di Liguria (Imperia La Spezia Savona).

 

 

Per candidarsi è sufficiente collegarsi al sito del progetto e presentare domanda secondo le istruzioni previste dal bando. Link: http://interreg-maritime.eu/it/web/success/-/pubblicato-il-bando-per-sostenere-la-creazione-di-nuove-imprese 


Lucca, nota del Presidente e della Giunta camerale a seguito della conferma del commissariamento dell’ente camerale

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Il 6 Ottobre scorso, il Senato nella conversione in legge del decreto agosto, ha confermato  il commissariamento delle Camere di Commercio non ancora accorpate, si tratta di 35 enti camerali in tutto il paese. Il testo andrà all'esame della Camera dei deputati ove si ritiene venga posta la fiducia.

 

Nel corso dell'iter di conversione in legge i senatori Marcucci e Mallegni si sono molto adoperati per apportare modifiche al testo, e di questo li ringraziamo sentitamente, purtroppo non vi sono state le condizioni necessarie per conseguire il risultato sperato.

 

Siamo in attesa che il Ministro Patuanelli, sentita la Regione, proceda alla nomina del Commissario straordinario che dovrà gestire l'ente camerale fino all'accorpamento della Camera di Commercio di Lucca con quelle di Massa-Carrara e Pisa.

Corre l'obbligo di precisare alcune note poiché, il commissariamento riporta alla memoria collettiva concetti di malagestione che Lucca e i lucchesi in primis e tutto l'Ente camerale non si meritano non calzando con la situazione della Camera di Commercio di Lucca di ora e di sempre.

 

La Camera di Commercio di Lucca, oltre ad avere una storia pluricentenaria di autonomia ed indipendenza, è presente nel tessuto economico e sociale del territorio, costituisce un importante riferimento per le oltre 50.000 imprese della provincia, svolge una intensa attività di promozione e di affiancamento a favore delle imprese, delle loro associazioni di categoria, è da sempre l'interlocutore privilegiato per la definizione delle strategie di sviluppo di tutto il territorio provinciale.

Su questo bisogna essere molto chiari.

 

La Camera di Commercio di Lucca non ha nessun motivo amministrativo o finanziario o di qualsiasi altro tipo per essere commissariata.

  • I conti sono in ordine
  • I bilanci chiudono in utile pur destinando importanti risorse allo sviluppo del territorio
  • In questa fase di emergenza Covid19 ha mantenuto inalterato il livello dei servizi riorganizzandosi per continuare a garantire risposte rapide alle imprese

La scelta operata dal Governo di commissariare, tra le altre, un ente pubblico come la Camera di Commercio di Lucca non può essere condivisa.

Un ente che ha avviato un processo di efficientamento dando corso negli ultimi quattro anni a tagli alle spese di struttura, sia come costi di gestione che del personale e non solo, di oltre il 30% ed avere così più risorse da investire a favore dello sviluppo del territorio.

 

Si dispone che gli organi di questi enti, Presidente, Giunta, Consiglio, legittimamente eletti sul territorio, decadano per essere sostituite da un commissario straordinario.

 

Si tratta di organi che operano a titolo gratuito, rappresentativi di tutte le categorie economiche del territorio, con una approfondita conoscenza delle dinamiche e delle caratteristiche delle imprese e dell'economia locale, ancora in carica a seguito di una disposizione legislativa che prorogava il loro mandato fino al perfezionamento del processo di accorpamento.

 

Via le rappresentanze dei settori dell'Industria, del Commercio, dell'Artigianato, dell'Agricoltura, del Turismo, dei Servizi, del Credito, delle Assicurazioni, della Cooperazione, ed anche delle Professioni.

Stessa sorte tocca ad altre 34 Camere, colpevoli di non aver dato seguito ad una riforma che ha come scopo principale l'accorpamento di più organismi, con Pisa e Massa Carrara nel caso di Lucca. Accorpamento non voluto ma imposto dall'alto e non condiviso dal nostro territorio, dalle imprese, dalle loro Associazioni di categoria e tantomeno dagli Organi camerali, Giunta e Consiglio.

 

In attesa dell'arrivo del Commissario straordinario la cui nomina compete al Ministro Patuanelli, sentita la Regione, la Giunta, con grande senso di responsabilità nei confronti delle nostre imprese, ha proceduto ad assumere tutti gli atti necessari per il regolare svolgimento delle attività dell'ente, l'ultimo intervento licenziato è stato di destinare, in questo momento di forte difficoltà economica, 2,1 mln ad interventi di promozione turistica del territorio e a favorire lo sviluppo degli investimenti delle micro e piccole aziende in materia di accesso al credito, digitalizzazione, formazione, sostenibilità ed internazionalizzazione.

 

La scorsa settimana sono stati emanati i bandi per i contributi destinati alle micro e piccole imprese sia per rimborsare alcune delle spese che hanno dovuto affrontare a partire dal periodo di lockdown.

Si tratta di 900.000 euro i cui bandi sono stati pubblicati e le relative domande potranno essere inviate a partire dal 15 di ottobre.

E' stata fatta una scelta ben precisa proprio nella direzione di concentrare le risorse verso le imprese più fragili, quelle che hanno maggiormente risentito delle difficoltà generate dal periodo di lockdown, quelle che nel 2019 avevano un fatturato inferiore ad 1.500.000 euro e che hanno avuto un calo di almeno il 20% di fatturato nel periodo 1 marzo-31 agosto 2020.

 

Una scelta ben ponderata per venire incontro a quei soggetti la cui dimensione aziendale rende più difficile fronteggiare le conseguenze derivate dalle chiusure obbligatorie e del calo di volume degli affari.

Naturalmente le leggi vanno rispettate. Il Consiglio e la Giunta camerale hanno forzatamente interrotto la propria attività in attesa del Commissario ma è forte il disappunto per questo incomprensibile provvedimento che viene vissuto come una mancanza di rispetto e di attenzione nei confronti del nostro territorio proprio in un momento emergenziale come quello attuale in cui le istituzioni pubbliche che operano a livello locale dovrebbero essere non annullate ma potenziate. 


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