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  Rapporto sull'Economia in Toscana - Consuntivo 2008 ed aspettative 2009/200

c o m u n i c a t o s t a m p a

 

Possibile ripresa nel 2010, ma nel 2009 persiste l'affanno anche per la Toscana

 

Firenze, 19 giugno 2009      Come di consueto Unioncamere Toscana ed Irpet, nel corso della presentazione del Rapporto sull'Economia in Toscana, oltre a descrivere in modo analitico le vicende dell'economia regionale nel corso del 2008 hanno tentato di inquadrarle all'interno di una riflessione di più lungo periodo al fine di cogliere, al di là degli eventi congiunturali, la presenza di elementi di forza e di debolezza strutturale del nostro sistema produttivo.

E' indiscutibile che il 2008 ha segnato l'estensione della crisi finanziaria di fine 2007 all'economia reale, avviando una fase recessiva senza precedenti negli ultimi 50 anni, se non addirittura dalla crisi del '29, coinvolgendo anche la Toscana e l'Italia.

In Italia si è avuta una caduta del PIL dell'1%, determinata soprattutto dal calo delle esportazioni (-3,9%). In Toscana gli effetti sul PIL (-1,2%) di un peggior andamento delle esportazioni (-8%) sono attenuati dalla migliore tenuta della stagione turistica, dal buon andamento dell'annata agraria (+4,4%) e dal più contenuto calo degli investimenti.

Ma le ripercussioni più gravi della crisi si sono verificate nei primi mesi del 2009 e condizioneranno almeno tutto l'anno: il commercio mondiale subirà una brusca caduta (-13,2%) coinvolgendo in modo particolare tutti i paesi avanzati. In Italia la caduta del PIL è prevista al 5%; in Toscana, secondo le previsioni, il PIL scenderà del -4,9%, prevalentemente per il crollo delle esportazioni all'estero (-14,7%) e degli investimenti (-14,5%), che si ripercuoteranno soprattutto sull'industria manifatturiera (valore aggiunto -14%). Già evidenti i riflessi sull'occupazione, con un'impennata del ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese nei primi mesi dell'anno; a fine anno si prevede una caduta della domanda di lavoro valutabile intorno alle 45 mila unità.

Solo nella seconda metà del 2009 si prevede una stabilizzazione del ciclo senza tuttavia che l'economia torni a crescere: il commercio mondiale aumenterà nel 2010 appena dello 0,4% e per i paesi OCSE si prevede una crescita zero del PIL, così come per la Toscana. Un'ipotesi questa non particolarmente esaltante, ma che assumerebbe un significato positivo, perché lasciando intravedere l'uscita dalla crisi, consentirebbe l'affermarsi di un nuovo clima di fiducia che potrebbe alimentare la ripresa di investimenti e consumi, avviando una nuova fase espansiva nel 2011.

Anche in Toscana, quindi, il 2010 sarà un anno di crescita zero in cui solo l'industria in senso stretto continuerà a vedere lievi riduzioni dei livelli produttivi (-1,4%); nelle altre macroaree economiche si cominceranno ad intravedere, invece, i primi segnali di crescita. Su questa prospettiva di stabilità che potrebbe favorire il ritorno ad un clima di fiducia,un ruolo importante avranno anche dalle azioni dei governi, a tutti i livelli, internazionale, nazionale e locale.


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Il commento del Presidente Pierfrancesco Pacini

 

"Malgrado una diminuzione del Pil toscano dell'1,2%, i problemi dell'economia toscana, è bene ricordarlo, non nascono nel 2008: l'attuale crisi si inserisce infatti lungo un complesso periodo di ristrutturazione che parte con l'accelerazione dei processi di globalizzazione dei primi anni 2000 e con la crisi dopo il 2001.

Con l'inizio del 2009 le difficoltà si sono acuite: nel primo trimestre dell'anno in corso, infatti, gli indicatori di consuntivo hanno evidenziato una ulteriore recrudescenza rispetto alla fine del 2008, e le aspettative degli imprenditori non evidenziano per il momento segnali di miglioramento. È comunque opportuno ricordare come la situazione della Toscana non sia molto diversa da quella attraversata dal resto del Paese: anche a livello nazionale, nel primo trimestre del 2009, si registra una caduta del Pil del 6% in termini tendenziali, senza precedenti nella storia economica più recente.

Coerentemente con quanto segnalano le nostre indagini congiunturali, le previsioni sul 2009 per la Toscana sono decisamente negative, attestandosi ad un -4,9% che rappresenta, allo stato attuale, lo scenario di riferimento anche per l'Italia. Ed anche per il 2010 si profila per il momento anno a crescita zero.

Quali sono allora le possibili soluzioni per superare questo momento di empasse?

Le Istituzioni nazionali e regionali possono operare soprattutto nel senso di ammortizzare nei limiti del possibile i contraccolpi di tale situazione su imprese e lavoratori, come la Regione Toscana ha fatto in questi mesi cercando di lavorare soprattutto sull'emergenza occupazionale e sulle crescenti difficoltà che le imprese incontrano sia nella gestione della liquidità che nell'accesso al credito. Anche il sistema camerale toscano, ben consapevole delle criticità segnalate dalle imprese in materia di credito, ha già stanziato oltre 9 milioni e mezzo di euro tra contributi ai fondi garanzia dei Consorzi Fidi e contributi in conto interessi per la diminuzione del costo del denaro.

Sostenere adesso le imprese, infatti, vuol dire pensare non soltanto all'oggi, ma scommettere anche sul futuro e contribuire a ricostituire un clima di fiducia assolutamente indispensabile per uscire dalla crisi. I nostri imprenditori, nonostante tutti i problemi, non sono in ritirata, ma pronti a raccogliere ancora una volta la sfida ed a riprendere il cammino della crescita".

 

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