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  La Congiuntura Industriale Manifatturiera in toscana - Consuntivo 3° Trim. ed Aspettative 4° Trim. 2009

 

c o m u n i c a t o s t a m p a

 

 

INDAGINE CONGIUNTURALE UNIONCAMERE TOSCANA  - CONFINDUSTRIA TOSCANA

All'interno di un trimestre molto difficile si attenua la caduta dell'attività produttiva

 

Firenze, 1 dicembre 2009

Quadro generale

Il periodo estivo è stato molto difficile per il sistema manifatturiero regionale. Coerentemente con le attese espresse dagli imprenditori nel secondo trimestre, confermate da una dinamica degli ordini che non ha mostrato spunti di ripresa, tutti i principali indicatori rimangono in terreno negativo. Rispetto al trimestre precedente si segnala tuttavia un'attenuazione del tasso di caduta dell'attività che, letto assieme ad un relativo miglioramento delle aspettative, dovrebbe presagire ad una stabilizzazione della fase recessiva.

Sulla base dei risultati dell'indagine sull'industria manifatturiera condotta da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana sulle unità locali con 10 e più addetti, la produzione arretra nel periodo luglio-settembre del 15,5% tendenziale. Si tratta, ancora una volta, di un risultato decisamente negativo e solo lievemente migliore rispetto alla media nazionale che secondo Istat risulta essere, nel medesimo periodo, del -17,9%.

Deciso anche il calo dei nuovi ordinativi, con quelli nazionali (-12,3%) più in difficoltà rispetto a quelli provenienti dall'estero (-9,1%). Questo grazie ad una domanda che, al di fuori dei paesi economicamente più sviluppati, sembra mostrare i primi segnali di recupero. Anche la variazione del fatturato (-15,9%) è coerente con il quadro congiunturale appena descritto. Il calo della domanda e dell'attività produttiva contribuiscono a mantenere elevato il grado di capacità produttiva inutilizzata. Nel terzo trimestre il grado di utilizzo degli impianti raggiunge infatti il 68,5%. Il permanere di una situazione di basso utilizzo degli impianti potrebbe incidere sulle politiche di investimento delle imprese toscane.

Il quadro occupazionale rimane ancora molto critico e la crescita delle CIG (+489,1%), specialmente nella componente ordinaria, continua ad evitare una perdita ancor più consistente di posti di lavoro. Bassa domanda, fatturati in calo ed un elevato stock di capacità produttiva inutilizzata sono alla base della continua flessione dell'occupazione manifatturiera (-5,3% tendenziale nel terzo trimestre).

Beneficiando degli effetti della caduta delle quotazioni delle materie e di una concorrenza che proprio in questo frangente si è fatta particolarmente intensa, accelera la flessione dei prezzi alla produzione (-3,3% tendenziali nel terzo trimestre).

Le dimensioni d'impresa

Considerando il dettaglio dimensionale si rileva come, malgrado la crisi non risparmi nessuna categoria, la grande unità produttiva sia quella che subisce i minori contraccolpi. La piccola industria (fino a 49 addetti) è infatti ancora la tipologia che soffre più delle altre registrando un -17,3% per la produzione, un -17,6% per il fatturato e, rispettivamente, -16,2% e -10,7% per gli ordinativi interni ed esteri. Le medie (da 50 a 249 addetti) evidenziano contrazioni lievemente più contenute: la produzione risulta in calo del 15,0% e il fatturato del 14,7%. In questa categoria sono più omogenee le performance degli ordinativi (-12,2% quelli interni e -12,3% quelli esteri). La grande unità produttiva (con almeno 250 addetti) segnala una flessione al di sotto delle due cifre sia per la produzione (-6,1%) che per il fatturato (-9,2%). Incoraggianti spunti positivi provengono dalla dinamica degli ordinativi: +12,5% gli esteri e +6,9% quelli interni. Tuttavia rileva fortemente, all'interno della grande industria, lo spunto positivo proveniente da alcune unità operanti nella pelletteria e nella farmaceutica.

 I settori di attività

Pur all'interno di un quadro ancora recessivo, la maggior parte dei settori evidenzia un miglioramento rispetto al trimestre precedente. Solo l'alimentare (-5,1%) ed il legno-mobili (-17,6%), infatti, fanno registrare un peggioramento anche se, nel primo caso, si registra una timidissima ripresa degli ordini esteri (+0,6%). Tra gli altri comparti solo la farmaceutica evidenzia un incremento, anche molto consistente, della produzione (+26,2%). Flessioni si hanno in tutti gli altri settori con quelli afferenti al sistema moda (-14,9%) in posizione leggermente migliore rispetto alla metalmeccanica (-22,3%). All'interno del primo gruppo soffrono soprattutto il tessile (-16,1%) e le calzature (-19,0%) mentre abbigliamento (-13,8%) e pelli-cuoio (-9,9%) si trovano in posizione relativamente migliore. Nella metalmeccanica invece spiccano soprattutto i risultati negativi della meccanica (-23,3%), dei metalli (-23,1%) ma, soprattutto, dei mezzi di trasporto (-29,3%).

Aspettative per il IV trimestre 2009

Osservando l'andamento delle aspettative imprenditoriali sembra approssimarsi una stabilizzazione della fase negativa. L'analisi delle previsioni sull'andamento a tre mesi della produzione (perequate con una media mobile al fine di eliminare le oscillazioni legate a fattori di stagionalità) mostra infatti un saldo tra "ottimisti" e "pessimisti" che è solo leggermente peggiorato passando da -15 a -16 punti percentuali nel trimestre in corso. Per la domanda interna la flessione è di un solo punto percentuale (da -20 a -21), mentre le aspettative sulla domanda estera si stabilizzano a -12. Peggiorano invece in modo più consistente le attese riguardanti l'occupazione (da -15 a -17). Questo a causa di un aumento di coloro che si attendono una diminuzione dell'occupazione rispetto a coloro che prevedono di lasciare invariata la propria forza lavoro.

 

Logo di Unioncamere Toscana

 

Il punto di vista del Presidente Pacini

 

Pur all'interno di una fase che rimane recessiva, si fanno più palpabili i segnali che mostrano almeno un suo rallentamento. Tuttavia è a mio avviso prematuro pensare ad una svolta nelle tendenze anzi, siamo consapevoli che in questo frangente la stagnazione della domanda rappresenta l'ostacolo principale alla ripresa e che i miglioramenti che possono registrarsi su questo fronte sono lenti e fortemente volatili.

E' proprio dai tempi e dall'intensità dell'eventuale ripresa che dipenderà la tenuta del nostro sistema socio-economico. Ad oggi infatti esiste un eccesso di capacità produttiva inutilizzata che non può essere sostenibile a lungo e che, se dovesse continuare, potrebbe trasferirsi sui livelli occupazionali.

Tuttavia, come Sistema Camerale, intendiamo continuare ad orientarci su alcune direttrici che riteniamo fondamentali come il sostegno alle politiche di internazionalizzazione e, soprattutto in questo frangente, l'accesso al credito.

 

 

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