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  11) L'andamento del Credito e dell'Edilizia in Toscana

 

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c o m u n i c a t o s t a m p a

 

Una luce in fondo al tunnel del credito. Ancora irrisolta invece la crisi dell'edilizia
In via di stabilizzazione la caduta dei prestiti alle imprese (-0,3%), primo segno più dopo due anni sul fronte dei finanziamenti alle famiglie (+0,1%). Critica soprattutto la situazione delle piccole imprese (-1,6%), di quelle artigiane (-2,6%) e dell'edilizia (-2,5%), dove il flusso di nuove sofferenze tocca un nuovo massimo (10,6% in rapporto alla consistenza dei prestiti) ed un'impresa su tre chiude il 2014 con una nuova riduzione del proprio fatturato

 

Firenze, 21 aprile 2015 - L'ultimo scorcio del 2014 rivela alcune significative novità sul fronte del credito erogato dal sistema bancario al sistema economico-produttivo regionale. Nel IV trimestre, gli ultimi dati al momento resi disponibili dalla Banca d'Italia, si è quasi del tutto stabilizzata la caduta dei prestiti verso le imprese (-0,3) e - dopo otto trimestri consecutivi in negativo - si registra un primo dato con il segno "più", modesto ma significativo, per i finanziamenti alle famiglie consumatrici (+0,1%). Continua inoltre la discesa dei tassi di interesse: quelli a medio-lungo termine, decisivi per le scelte di investimento di imprese e famiglie, si è portato rispettivamente al 3,4% ed al 3,0% dopo aver toccato valori prossimi al 5% nella prima parte del 2012.

La situazione resta tuttavia critica soprattutto per le piccole imprese (prestiti in calo dell'1,6%) ed in particolare, in tale ambito, per quelle artigiane (-2,6%), mentre a livello settoriale la situazione di maggiore sofferenza continua ad essere rappresentata dall'edilizia, con un accentuato calo dei prestiti erogati al settore (-2,5%) ed un tasso di decadimento in ulteriore rialzo (10,6% il rapporto fra flusso di nuove sofferenze e consistenza dei prestiti). Le difficoltà registrate sul fronte del credito sono del resto espressione della profonda crisi che tuttora investe il settore: i pre-consuntivi riferiti all'intero anno 2014 evidenziano infatti come per il 29% delle imprese edili toscane questo si chiuda con una nuova riduzione del fatturato, mentre solo il 2% segnala un aumento dello stesso. Quasi nessuna impresa (solo 0,1% del totale) evidenzia poi un aumento della propria occupazione rispetto al 2013, mentre sul fronte della spesa per investimenti ben l'80% segnala di non aver effettuato spese per l'acquisto di beni materiali od immateriali, confermando un atteggiamento preoccupato e prudenziale rispetto al futuro.

 

Sono queste le principali indicazioni contenute negli ultimi due report curati dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana, relativi al mercato del credito ed al settore dell'edilizia regionale.

 

"Le condizioni di accesso al credito - sottolinea il Presidente di Unioncamere Toscana Andrea Sereni - stanno a poco a poco migliorando anche per quanto riguarda i finanziamenti a medio-lungo termine, i tassi di interesse sui prestiti concessi dalle banche continuano a diminuire e la raccolta dalle famiglie e dalle imprese continua a crescere costantemente. Sono queste tutte condizioni importanti per un sistema economico-produttivo ancora 'frenato' come quello toscano. Appare chiaro che l'incertezza circa le prospettive future ed il lento miglioramento del ciclo economico suggeriranno ancora una certa cautela alle famiglie ed alle imprese nelle decisioni di ricorso al credito e politiche di offerta ancora attente al controllo della rischiosità, anche se progressivamente più favorevoli grazie al miglioramento delle condizioni di liquidità del sistema ed in grado, auspicabilmente, di sostenere le imprese nella capacità di cogliere le opportunità offerte dal mercato e nel facilitare una ripresa che si preannuncia ancora fragile.

Per quanto riguarda l'edilizia, i numeri ci dicono tuttavia che il settore continua nel suo trend negativo, segno evidente che le risposte fin qui date, quelle 'convenzionali', non bastano più. Segno evidente che per trovare una via d'uscita si debbano porre in atto misure straordinarie che dovranno basarsi principalmente sullo sblocco delle grandi opere e sulla messa in sicurezza del territorio, due grandi temi che, specialmente in questi ultimi giorni, vanno di pari passo, senza dimenticare le altrettanto fondamentali politiche abitative. Solo così potremo dar vita alla nuova edilizia, che dovrà essere rispettosa dell'ambiente pur dando adeguata risposta al problema sempre più pesante della casa."

 

 

L'ANDAMENTO DEL CREDITO IN TOSCANA

Nel IV trimestre del 2014 è proseguita la contrazione dei prestiti alla clientela residente (-1,8% il dato tendenziale, rispetto cioè allo stesso trimestre dell'anno precedente), evidenziando - al pari del livello nazionale - una flessione in leggera attenuazione rispetto ai mesi precedenti. La nuova contrazione è stata principalmente determinata, come da circa due anni, dalla pesante riduzione dei prestiti verso le società finanziarie e assicurative (-28,5%), mentre si è quasi del tutto stabilizzata la caduta dei prestiti verso le imprese (-0,3) e - dopo otto trimestri consecutivi di dati negativi - si registra finalmente un primo dato positivo per i finanziamenti alle famiglie consumatrici, per quanto di piccolissima entità (+0,1%).

 

A livello settoriale, la contrazione del credito alle imprese ha riguardato in particolar modo - anche nel quarto trimestre 2014 - le imprese appartenenti al settore delle costruzioni (-2,5%) ed al comparto manifatturiero (-1,6%) che, aggregati, raggiungono il 40,5% del totale dei prestiti concessi alle imprese non finanziarie. Un calo di contenuta entità interessa invece i finanziamenti al settore dei servizi (-0,8%), che rappresentano il 49,5% del totale, ed un andamento positivo si registra per i prestiti ai settori dell'agricoltura, estrattivo ed energetico (+2,2%), che contribuiscono per il 10% al totale prestiti erogati alle imprese.

 

Sotto il profilo dimensionale, le maggiori difficoltà riguardano soprattutto le piccole imprese (prestiti in calo dell'1,6% nel IV trimestre 2014), con un'accentuazione negativa per le imprese artigiane (-2,6%). L'offerta di credito verso le imprese più strutturate sta invece evolvendo verso un terreno di effettiva crescita: il dato del quarto trimestre segnala infatti come l'importo dei prestiti erogati alle grandi imprese sia rimasto stabile sui valori dell'anno precedente, riportando il primo dato privo di segno meno da tre anni a questa parte (il precedente era del primo trimestre 2012)

 

Il tasso di decadimento, calcolato come rapporto fra il flusso di nuove sofferenze e la consistenza dei prestiti in essere all'inizio del periodo, evidenzia come l'onda lunga della crisi continui comunque ad avere pesanti conseguenze sul mondo imprenditoriale e produttivo. Persistenti difficoltà di rimborso dei crediti ricevuti si registrano specialmente nel settore edile, dove il tasso ha raggiunto un nuovo picco del 10,6%. Anche nel manifatturiero si registra tuttavia un leggero aumento del tasso di decadimento nel quarto trimestre del 2014 (rispetto al trimestre precedente), portandosi al 5,1%. Il rapporto tra le esposizioni passate a sofferenza e i prestiti in bonis del periodo si attesta invece su livelli più contenuti, rispetto all'edilizia ed al manifatturiero, per le imprese dei servizi, e rimane stabile per le famiglie consumatrici.

 

Per quanto riguarda infine i tassi di interesse, quelli sui prestiti a medio-lungo termine stanno diminuendo sia per le famiglie consumatrici che per le imprese dall'inizio del 2014, attestandosi rispettivamente al 3,0% (famiglie) ed al 3,4% (imprese) nel trimestre conclusivo dell'anno. Si tratta di un dato rilevante per l'avvio di una nuova fase di ripresa, nella misura in cui la richiesta di prestiti a medio-lungo termine (sopra i 18 mesi) rappresenta la volontà, da parte di imprese e famiglie, di fare scelte per il proprio futuro e, nel caso particolare delle imprese, di porre in atto programmi di investimento.

 

 

LA SITUAZIONE DELL'EDILIZIA IN TOSCANA  

I dati sul credito evidenziano come quello dell'edilizia resti il settore che presenta le maggiori criticità, esprimendo tuttora un accentuato calo dei prestiti ricevuti (-2,5% nel IV trimestre 2014) ed un tasso di decadimento molto elevato ed in ulteriore rialzo (10,6% il rapporto fra flusso di nuove sofferenze e consistenza dei prestiti nel trimestre in esame).

 

L'indagine condotta presso un ampio campione regionale di imprese dell'edilizia evidenzia del resto come solo il 14% delle imprese intervistate abbia fatto domanda di credito al sistema bancario nella prima parte dell'anno. Il dato è certamente influenzato dalla composizione dell'universo di riferimento, costituito per lo più da micro imprese che soffrono in particolar modo la negativa congiuntura e che difficilmente riescono a presentarsi di fronte agli istituti bancari con le caratteristiche adatte a soddisfare i rating imposti dalle banche alle imprese per la concessione di credito, ma risente verosimilmente anche di fenomeni di «scoraggiamento» tali per cui le imprese del settore possono aver deciso a priori di non fare domanda di prestiti bancari. Secondo il 58% delle imprese intervistate si è inoltre assistito ad un inasprimento delle condizioni di offerta di credito da parte delle banche, mentre per il 40% le condizioni di accesso al credito sono rimaste invariate.

 

Le difficoltà sul fronte del credito sono del resto espressione non soltanto di rigidità dal lato dell'offerta, ma anche dalla debole richiesta proveniente dal lato della domanda. La stessa indagine conferma infatti come la via della ripresa resti in questo caso ancora lontana: i pre-consuntivi riferiti all'intero anno 2014 evidenziano infatti come per il 29% questo sia destinato a chiudersi con una riduzione del proprio fatturato, mentre solo il 2% segnala un aumento dello stesso, dopo che il primo semestre si era chiuso ancora una volta con un pesante passivo (-11,4% l'andamento dell'attività su base annua, misurata in termini di ore lavorate).

 

Andamenti nel complesso meno negativi si registrano per le imprese più strutturate (almeno 10 addetti), per quelle che operano nell'installazione di impianti e nel comparto della manutenzione e recupero, che ha beneficiato in questi anni della legislazione di sgravi fiscali per cittadini e imprese che avessero messo in atto delle ristrutturazioni edilizie, con sgravi che arrivano fino al 65% per le ristrutturazioni con riqualificazioni energetiche (c.d. ecobonus).

 

Con riferimento sempre all'intero 2014, quasi nessuna impresa (0,1% del totale) evidenzia poi un aumento della propria occupazione rispetto al 2013, mentre sul fronte della spesa per investimenti ben l'80% segnala di non aver effettuato spese per l'acquisto di beni materiali od immateriali. A fronte di una crisi che non accenna ancora ad esaurirsi, pertanto, le imprese edili toscane continuano ad improntare le proprie strategie verso un atteggiamento prudenziale, cercando di mantenere la struttura e lottando per non dover diminuire ulteriormente i propri organici.

 

 

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